Da New York i Principi Hohenzollern , fratelli della Principessa Yasmin hanno dichiarato: il Signor Carbone non ha successori, perche' non ha facolta' di eleggere Consoli o successori, e' il signor nessuno!"Seborga non ha un futuro senza i legittimi eredi del Sacro Regno Castrum Sepulchri Christi"!Il Signor Carbone non ha alcuna facolta' di esprimere opinioni araldiche, ne' di creare consolati ,eleggere successori:lui si chiama Carbone e la principessa Yasmin si chiama Hohenstaufen!Carbone significa solo che i suoi avi si occuparono della combustione del legno , Hohenstaufen e' il cognome di Federico II, il resto sono ciance":e' quanto hanno dichiarato a New York i Principi Albert George e Burchard Federich von Hohenzollern Hohenstaufen, fratelli della principessa Yasmin, i cui legali hanno da tempo notificato allo stato Italiano che Seborga e' del casato Hohenstaufen Hohenzollern- L'Ente Comune di Seborga e' una istituzione semplicemente tollerata , come le bizzarie del signor Carbone che ora cominciano ad annoiare. "E' ora che gli amici del signor Carbone si rendano conto che Seborga rischia di essere evacuata e sfrattata dai legittimi proprietari e che qualsiasi iniziativa sara' impugnata ed inficiata dagli aventi diritto!Per Seborga si prospetta solo una immobilita' che la condannera' a spegnersi, se non prende atto che i Tempi sono cambiati e che le patacche non possono sostituire le vere monete!""Non e' vero poi che i cittadini abbiano stima di Carbone: dalle interviste effettuate da osservatori emerge che che e' tollerato perche' e' paesano , ma che sostenzialmente non abbia mai avuto il senso dell'imprenditorialita' e che il suo limite sia l'ignoranza!Preferiamo sorvolare sulle considerazioni di ordine etico di chi lo ha meglio conosciuto, ma che sono documentabili." "L'unica iniziativa di buon senso che ha avuto e' quella di ritirarsi:non e' Principe e non esistono successori del Signor niente!"
www.hohenstaufen.org.uk
www.federicostupormundi.it
www.geocities.com/f_hohenzollern
www.ematologia.info
www.geocities.com/principato_seborga
www.utenti.lycos.it/fridericus
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64 Comments:
Giurata la Nuova Costituzione Del Sacro Regno di Seborga da 33 Cavalieri del Santo Graal a Ventimiglia, in presenza di 22 Ambasciatori e 12 Consoli Onorari.
Cancelleria Corpus Saecularium Principum
Da Euronews
Seborga da Ex Bor, ossia dal Cinghiale, simbolo di Venere. Seborga ovvero Castrum Porca, ovvero Castello del cinghiale, ovvero Castrum Veneris, ovvero Castrum Friius ovvero Freya , ovvero Aprilis, ovvero Istar -
Castrum Anjum ossia in arabo Castello delle Stelle, ovvero Istar, o Venere. Anjou ovvero Plantagenet, ovvero Dinastia della Ginestra , il fiore della Riviera di Seborga...
SAIR La Principessa Yasmine von Hohenstaufen fonda la Lega Longobarda, Bizantina, Gotica.
- Thursday, 06 January @ 22:23:56 CET
La Principessa Yasmin von Hohenstaufen, Presidente del Green Kings Ring , Organo Consultivo Costituzionale del Corpus saecularium Principum di Worms,
fonda la Ligue Longobarde- Lombarde, La Ligue Gothique, Bizanthine.ad Avrillèe-
Trattasi di anelli dell'Hohenstaufen-Enclos , politicamente e dinasticamente trasversali.
Si parla in questi giorni del Passaggio di una misteriosa Cometa- Il nome e' sconosciuto. solo pochi lo conoscono:tra questi la Principessa Yasmin, pronipote di Costantino, Potior Valens, Imperatori Valentiniani, Teodolinda, King Alaric Veruli, King Desiderio, Stupor Mundi!
Da Avril, in Vandea , Sair la Principessa Yasmin, durante un Convegno , sull'Origine auruncica sicambrica della dinastia celtico merolitinga longobarda Avril de Saint Genis de Burey Anjou, rivela il nome della Cometa, il cui passaggio in quest'epoca era testimoniato anche dalla tradizione cistercense-
Il nome misterioso di questa Cometa e' Anjoum , plurale di Stelle, ovvero di Istar , nome di Venere.Congiunzione quindi delle varie Venus Genitrix delle linee della Sancta Propago di Saint Genis.
Dalle Fondazioni Celtica Gotica -Longobardo- Bizantina ,Sair La Principessa Yasmin von Hohenstaufen vara la LEGA Gotica-Longobarda e la lega Bizantina , da Avrille' l'antica Avril , Menhir de Caesar, presso la Fontana del Graal, ove nacque il nido delle Dinastie Graaliche Saint Genis -
Il giorno e' gravido di presagi, poiche' proprio presso il Menhir di Caesar , un'antica leggenda parla del passaggio di una cometa , non quella di Betlemme, ma della Cometa Anjoum, che secondo i Re Magi significa Anthesterion, ossia Avril o April,ovvero fiore di Stelle ovvero Istar, nome di Venere, da cui Veiblinghen , il nome della Santa Propago Avril de Saint Genis-Tale Tradizione si ritrova anche in alcune profezie riprese dallo storico Perry, che descrive la discendenza delle dinastie graaliche da un unico ceppo originario. Quindi anche gli Anjou Plantagenet discendenvano dalla mistica della Linea di Venere, in quanto Anjoum significa proprio Avril o Veiblinghen . Le cronache Cistercensi parlano infatti del rituale Platageneta del Brindisi, detto Brill,o Vrill da Avril , QUALE FORZA VITALE dell'epitome della Ginestra, ovvero Stirpe di Venere, da Gene- progenie-Estra, per Istar, o stella di Venere .Non a caso il simbolo dei Plantageneti e' proprio la Ginestra.(Traduzione da Euronews)
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I Longobardi erano un'antica popolazione germanica occidentale, stanziata originariamente nel basso corso dell'Elba, che verso l'inizio del sec. VI° si stabilirono in Pannonia. Alboino († Verona 28.6.572), che era succeduto nel 560 al re Audoino, dopo aver sconfitto i Gepidi (Antica popolazione di stirpe germanica orientale, originaria della regione della Vistola, protagonista di alcune incursioni nell'impero romano al tempo di Probo (sec. III). I g. combatterono contro Attila e, dopo la sua morte, diedero vita in Dacia a una formazione statale. Stabilitisi poi (sec. V) in Pannonia)ed averli sottomessi sposò Rosmùnda (566) figlia di Cunimondo, re del popolo sconfitto. Nel 568-69 guidò i longobardi, stanziati ormai in Pannonia come federato dell'impero bizantino, in Italia. Conquistò il Veneto, dove istituì un ducato con centro a Cividale, che affidò al nipote Gisulfo e invase la Lombardia; conquistata Milano (569), assediò Pavia che capitolò solo nel 571. Si insediò quindi a Verona, dove fu ucciso da una congiura ordita dalla moglie.Rosmunda congiurò contro il marito e lo fece avvelenare dallo scudiero Elmichi, rifugiandosi poi a Ravenna, sotto la protezione bizantina, dove morì a sua volta avvelenata da Elmichi. Secondo la tradizione tramandata da Paolo Diacono, e ripresa in varie opere letterarie (V. Alfieri, G. Prati), avrebbe ucciso Alboino perché costretta da lui a bere nel teschio del padre. I longobardi occuparono Lombardia,(dando il nome alla Lombardia, ) Emilia, Toscana, Umbria (ducato di Spoleto), Campania (ducato di Benevento), mentre il resto d'Italia rimaneva sotto la giurisdizione dell'impero bizantino. Politicamente il loro regno fu costituito da una serie di ducati, con sede nelle principali città, che eleggevano un re; questi risiedeva a Pavia e amministrava le proprie terre attraverso agenti (castaldi), che avevano anche la funzione di controllo sull'operato dei duchi. Col passare del tempo vi fu un processo di accentramento del potere nelle mani del re, che non giunse tuttavia a coinvolgere i due ducati di Spoleto e di Benevento, che rimasero di fatto indipendenti. Ad Alboino successe un breve periodo di interregno da parte dei Duchi (574-84), nel 584 divenne re dei longobardi Autari († Pavia 590) che nel 589 sposò Teodolinda(† 628) che era figlia del duca dei bavari, Garibaldo,. Autari resse il reame con una politica di pacificazione interna e di riorganizzazione amministrativa. Minacciato di invasione, riuscì a minare l'alleanza nemica tra franchi e bizantini (590), accordandosi con i franchi. Morto Autari a Pavia nel 590 il duca di Torino Agilulfo († Milano 616) nel 591 sposò la sua vedova Teodolinda e gli succedette al trono. Questi consolidò l’autorità reale sui duchi ribelli dell’Italia settentrionale, arrivando a conquistare Padova (601), Cremona e Mantova (603) e costrinse l'esarca bizantino ad accettare una tregua e a versargli un cospicuo tributo. Influenzato da Teodolinda, cattolica, favorì la diffusione del cattolicesimo nel suo popolo, inizialmente ariano, e mantenne una politica conciliante con papa Gregorio Magno. Teodolinda regnò sui longobardi fino al 625, quando le successe il figlio Adaloaldo. Teodolinda morì nel 628, le viene attribuita la decisione di edificare la basilica di S. Giovanni Battista, a Monza. Adaloaldo venne spodestato nel 626 da Arioaldo che aveva sposato Gundeberga, cattolica, figlia di Agilulfo e di Teodolinda dopo aver capeggiato la congiura che aveva raccolto quanti, di religione ariana, si opponevano al re. Morto Arioaldo nel 636 gli successe Ròtari († 652), duca di Brescia. Di religione ariana, sposò la vedova di Arioaldo Gundeberga, di fede cattolica. Fu un sovrano energico e autorevole, potenziò il potere centrale, reprimendo le velleità autonomistiche dei duchi. Estese i domini longobardi in Italia, conquistando la Liguria (643) e ampi territori veneti, quali il territorio di Oderzo, l’antica Opitergium. Viene ricordato soprattutto per il suo editto, promulgato a Pavia il 22/11/643, che si considera la prima stesura ufficiale di leggi longobarde. Rotari incaricò il notaio di corte Ansoaldo di ricercare presso gli anziani e i saggi le consuetudini e le usanze (cawarfida) dei Longobardi che fino ad allora venivano tramandate solo oralmente, e le raggruppò in 388 capitoli, strutturati in modo organico. Scritto in latino, l’Editto è quanto di più germanico si possa concepire, si occupa di crimini politici e militari, di reati contro le persone e le cose, si occupa di diritto familiare, processuale e obbligazioni varie, nonché dei privilegi reali. Gli articoli sono consoni alle caratteristiche di onestà e moralità delle popolazioni germaniche, scevre da falsi moralismi e non abituate come i Romani a disquisire del sesso degli angeli e a pavoneggiarsi per la forma espressiva, prescindendo magari dalla sostanza dei concetti espressi. Seguendo il principio della personalità della legge, l’Editto si rivolge ai soli Longobardi: i "Romani" (galli, liguri, etruschi) continuino pure a seguire le loro leggi ed i loro costumi. A Rotari succede nel 652 suo figlio Rodoaldo, ancora molto giovane, la sua professione ariana scatena subito reazioni dalla fazione cattolico romana, ne scaturisce una congiura che, dopo appena 6 mesi di regno, conduce all’assassinio del re per mano di un sicario. Nel 653 viene posto sul trono Ariperto († 661), figlio di Gundoaldo, duca d’Asti e nipote di Teodolinda, alla sua morte avvenuta nel 661 il regno viene diviso tra i suoi due figli Pertarito, che pose la capitale del suo regno a Milano, e Godeperto che si stabilì a Pavia. Pertarito, nel 662 viene spodestato da Grimoàldo (Friuli 600 ca - Pavia 671), figlio di Gisulfo, duca del Friuli e duca di Benevento dal 647, che riuscì ad approfittare dell’antagonismo tra i due figli di Ariperto. Pertarito comunque riesce a fuggire e si rifugia presso gli Avari di lì poi scappa fino alla corte dei Franchi. Grimoaldo controllò tutti i possedimenti longobardi nella penisola, riconducendoli sotto il dominio della corona . Respinse gli attacchi dell'imperatore bizantino Clemente II, che tentava di riconquistare Benevento. Seppe opporsi ai Franchi, chiamati in aiuto da Pertarito e soffocò, con l'aiuto degli avari, la ribellione di Lupo in Friuli. Aggiunse nuove leggi all'editto di Rotari nel 668. Nel 671, alla morte di Grimoaldo, torna sul trono Pertarito che si fa paladino della politica di tolleranza e unione con i cattolici. Si scontra contro Alachi, Duca di Trento, ma non riesce a batterlo, quindi si associa al trono il figlio Cuniperto († 661), che diventa re nel 688. Cuniperto accentua la politica paterna filocattolica, schierandosi apertamente contro la fazione ariana; reprime la ribellione degli ariani capitanati da Alachi e da Austruo che aveva usurpato il ducato del Friuli. A Cuniperto succede il suo giovane figlio Liutperto, ma Ragimperto († 701), figlio di Godeberto, duca di Torino, gli si oppone, facendo valere i propri diritti ereditari e nel 700 occupa il trono longobardo. Ragimperto muore a Pavia nel 701 e a lui succede Ariperto II°, già Duca di Torino, associato al trono dal padre. Il suo regno fu terribile, perseguitò i rivali, torturandone e uccidendone anche mogli e figli, sconfitto da Ansprando, annegò nel Ticino nel 712, mentre tentava la fuga. Ansprando, Duca d’Asti, divenne prima tutore del giovane Re Liutperto, quindi divenne Re nel marzo del 712, dopo un brevissimo regno di soli 3 mesi gli succedette, sempre nel 712, suo figlio Liutpràndo († 744). Questi portò il regno longobardo in Italia al suo massimo splendore. Fuse il sistema giuridico romano, improntato alle norme della religione cristiana, con la tradizione longobarda; compose un'opera legislativa in 153 capitoli (713-35), come aggiornamento dell'editto di Rotari. Contenne le tendenze autonomistiche dei ducati longobardi di Spoleto e Benevento e, approfittando dei dissidi tra il papato e l'impero bizantino riguardo al culto delle immagini, occupò l'esarcato (726), la pentapoli e il ducato romano. Trovato un compromesso con papa Gregorio II, gli donò il castello di Sutri (728). Fu in buoni rapporti con Carlo Martello, che aiutò contro gli arabi (737-38). Dopo un nuovo periodo di scontri col papato, stipulò con papa Zaccaria i patti di Terni (742), che prevedevano una tregua ventennale. Astolfo (749-58) conquistò Ravenna, ma, sconfitto dal re dei franchi Pipino (754 e 756), fu costretto a lasciarla. Desidèrio († Corbie 774 ca) fu l’ultimo re dei longobardi. Duca di Tuscia, succedette ad Astolfo (756), ottenendo contro Rachis l'appoggio del papato. Nel 759 associò il figlio Adelchi al potere. Mantenne in un primo tempo buoni rapporti col papato e coi franchi, grazie anche alla mediazione di Bertrada, regina dei franchi, che fece sposare i due figli Carlo e Carlomanno con Ermengarda e Gerberga, figlie di Desiderio Ripresa una politica aggressiva nei confronti del papa, che sosteneva contro Desiderio i duchi di Spoleto e Benevento, invase lo stato della chiesa ed entrò a Roma (772), spingendo Adriano I° a chiedere aiuto a Carlo, che nel frattempo aveva ripudiato Ermengarda; Re Desiderio si rifugia in Francia .Adelchi,va a Costantinopoli, unitamente al figlio, nato da Gisla, sorella di Carlo Magno, King Poto Iovius Patricius Despota di Bisanzio,che sposa la figlia di Carlo Magno . La sorella di Re Poto lImperatrice Ageltrude, sposa d Re Guido di Spolet0, Primo Imperatore d'Italia.
I Rè Longobardi:
568 - 573 Alboino
573 - 575 Celphi
584 - 590 Autharis (Autari)
590 - 591 Theodelinda (Teodolinda)
591 - 615 Agilulfo
615 - 625 Adaloaldo
625 - 636 Arioaldo
636 - 652 Rotharis (Rotari)
652 - 661 Ariberto I°
662 - 671 Grimoaldo
671 - 674 Garibaldo
674 - 688 Bertharito
688 - 700 Cuniberto
701 - 712 Ariberto II°
712 - 744 Liutprando
744 - 749 Rachis del Friuli
749 - 756 Aistulf (Astolfo)
756 - 774 Desiderius (Desiderio) - Adelchi- King Poto,capostipite dei Principi Puoti di Bisanzio -Ultima discendente diretta ,erede del Rango di Rex Langobardorum Romanorum Sair Principessa Yasmin von Hohenstaufen Avril de Burey d'Anjou Puoti -
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- Thursday, 06 January @ 22:23:56 CET
La Principessa Yasmin von Hohenstaufen, Presidente del Green Kings Ring , Organo Consultivo Costituzionale del Corpus saecularium Principum di Worms,
fonda la Ligue Longobarde- Lombarde, La Ligue Gothique, Bizanthine.ad Avrillèe-
Trattasi di anelli dell'Hohenstaufen-Enclos , politicamente e dinasticamente trasversali.
Si parla in questi giorni del Passaggio di una misteriosa Cometa- Il nome e' sconosciuto. solo pochi lo conoscono:tra questi la Principessa Yasmin, pronipote di Costantino, Potior Valens, Imperatori Valentiniani, Teodolinda, King Alaric Veruli, King Desiderio, Stupor Mundi!
Da Avril, in Vandea , Sair la Principessa Yasmin, durante un Convegno , sull'Origine auruncica sicambrica della dinastia celtico merolitinga longobarda Avril de Saint Genis de Burey Anjou, rivela il nome della Cometa, il cui passaggio in quest'epoca era testimoniato anche dalla tradizione cistercense-
Il nome misterioso di questa Cometa e' Anjoum , plurale di Stelle, ovvero di Istar , nome di Venere.Congiunzione quindi delle varie Venus Genitrix delle linee della Sancta Propago di Saint Genis.
Dalle Fondazioni Celtica Gotica -Longobardo- Bizantina ,Sair La Principessa Yasmin von Hohenstaufen vara la LEGA Gotica-Longobarda e la lega Bizantina , da Avrille' l'antica Avril , Menhir de Caesar, presso la Fontana del Graal, ove nacque il nido delle Dinastie Graaliche Saint Genis -
Il giorno e' gravido di presagi, poiche' proprio presso il Menhir di Caesar , un'antica leggenda parla del passaggio di una cometa , non quella di Betlemme, ma della Cometa Anjoum, che secondo i Re Magi significa Anthesterion, ossia Avril o April,ovvero fiore di Stelle ovvero Istar, nome di Venere, da cui Veiblinghen , il nome della Santa Propago Avril de Saint Genis-Tale Tradizione si ritrova anche in alcune profezie riprese dallo storico Perry, che descrive la discendenza delle dinastie graaliche da un unico ceppo originario. Quindi anche gli Anjou Plantagenet discendenvano dalla mistica della Linea di Venere, in quanto Anjoum significa proprio Avril o Veiblinghen . Le cronache Cistercensi parlano infatti del rituale Platageneta del Brindisi, detto Brill,o Vrill da Avril , QUALE FORZA VITALE dell'epitome della Ginestra, ovvero Stirpe di Venere, da Gene- progenie-Estra, per Istar, o stella di Venere .Non a caso il simbolo dei Plantageneti e' proprio la Ginestra.(Traduzione da Euronews)
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I Longobardi erano un'antica popolazione germanica occidentale, stanziata originariamente nel basso corso dell'Elba, che verso l'inizio del sec. VI° si stabilirono in Pannonia. Alboino († Verona 28.6.572), che era succeduto nel 560 al re Audoino, dopo aver sconfitto i Gepidi (Antica popolazione di stirpe germanica orientale, originaria della regione della Vistola, protagonista di alcune incursioni nell'impero romano al tempo di Probo (sec. III). I g. combatterono contro Attila e, dopo la sua morte, diedero vita in Dacia a una formazione statale. Stabilitisi poi (sec. V) in Pannonia)ed averli sottomessi sposò Rosmùnda (566) figlia di Cunimondo, re del popolo sconfitto. Nel 568-69 guidò i longobardi, stanziati ormai in Pannonia come federato dell'impero bizantino, in Italia. Conquistò il Veneto, dove istituì un ducato con centro a Cividale, che affidò al nipote Gisulfo e invase la Lombardia; conquistata Milano (569), assediò Pavia che capitolò solo nel 571. Si insediò quindi a Verona, dove fu ucciso da una congiura ordita dalla moglie.Rosmunda congiurò contro il marito e lo fece avvelenare dallo scudiero Elmichi, rifugiandosi poi a Ravenna, sotto la protezione bizantina, dove morì a sua volta avvelenata da Elmichi. Secondo la tradizione tramandata da Paolo Diacono, e ripresa in varie opere letterarie (V. Alfieri, G. Prati), avrebbe ucciso Alboino perché costretta da lui a bere nel teschio del padre. I longobardi occuparono Lombardia,(dando il nome alla Lombardia, ) Emilia, Toscana, Umbria (ducato di Spoleto), Campania (ducato di Benevento), mentre il resto d'Italia rimaneva sotto la giurisdizione dell'impero bizantino. Politicamente il loro regno fu costituito da una serie di ducati, con sede nelle principali città, che eleggevano un re; questi risiedeva a Pavia e amministrava le proprie terre attraverso agenti (castaldi), che avevano anche la funzione di controllo sull'operato dei duchi. Col passare del tempo vi fu un processo di accentramento del potere nelle mani del re, che non giunse tuttavia a coinvolgere i due ducati di Spoleto e di Benevento, che rimasero di fatto indipendenti. Ad Alboino successe un breve periodo di interregno da parte dei Duchi (574-84), nel 584 divenne re dei longobardi Autari († Pavia 590) che nel 589 sposò Teodolinda(† 628) che era figlia del duca dei bavari, Garibaldo,. Autari resse il reame con una politica di pacificazione interna e di riorganizzazione amministrativa. Minacciato di invasione, riuscì a minare l'alleanza nemica tra franchi e bizantini (590), accordandosi con i franchi. Morto Autari a Pavia nel 590 il duca di Torino Agilulfo († Milano 616) nel 591 sposò la sua vedova Teodolinda e gli succedette al trono. Questi consolidò l’autorità reale sui duchi ribelli dell’Italia settentrionale, arrivando a conquistare Padova (601), Cremona e Mantova (603) e costrinse l'esarca bizantino ad accettare una tregua e a versargli un cospicuo tributo. Influenzato da Teodolinda, cattolica, favorì la diffusione del cattolicesimo nel suo popolo, inizialmente ariano, e mantenne una politica conciliante con papa Gregorio Magno. Teodolinda regnò sui longobardi fino al 625, quando le successe il figlio Adaloaldo. Teodolinda morì nel 628, le viene attribuita la decisione di edificare la basilica di S. Giovanni Battista, a Monza. Adaloaldo venne spodestato nel 626 da Arioaldo che aveva sposato Gundeberga, cattolica, figlia di Agilulfo e di Teodolinda dopo aver capeggiato la congiura che aveva raccolto quanti, di religione ariana, si opponevano al re. Morto Arioaldo nel 636 gli successe Ròtari († 652), duca di Brescia. Di religione ariana, sposò la vedova di Arioaldo Gundeberga, di fede cattolica. Fu un sovrano energico e autorevole, potenziò il potere centrale, reprimendo le velleità autonomistiche dei duchi. Estese i domini longobardi in Italia, conquistando la Liguria (643) e ampi territori veneti, quali il territorio di Oderzo, l’antica Opitergium. Viene ricordato soprattutto per il suo editto, promulgato a Pavia il 22/11/643, che si considera la prima stesura ufficiale di leggi longobarde. Rotari incaricò il notaio di corte Ansoaldo di ricercare presso gli anziani e i saggi le consuetudini e le usanze (cawarfida) dei Longobardi che fino ad allora venivano tramandate solo oralmente, e le raggruppò in 388 capitoli, strutturati in modo organico. Scritto in latino, l’Editto è quanto di più germanico si possa concepire, si occupa di crimini politici e militari, di reati contro le persone e le cose, si occupa di diritto familiare, processuale e obbligazioni varie, nonché dei privilegi reali. Gli articoli sono consoni alle caratteristiche di onestà e moralità delle popolazioni germaniche, scevre da falsi moralismi e non abituate come i Romani a disquisire del sesso degli angeli e a pavoneggiarsi per la forma espressiva, prescindendo magari dalla sostanza dei concetti espressi. Seguendo il principio della personalità della legge, l’Editto si rivolge ai soli Longobardi: i "Romani" (galli, liguri, etruschi) continuino pure a seguire le loro leggi ed i loro costumi. A Rotari succede nel 652 suo figlio Rodoaldo, ancora molto giovane, la sua professione ariana scatena subito reazioni dalla fazione cattolico romana, ne scaturisce una congiura che, dopo appena 6 mesi di regno, conduce all’assassinio del re per mano di un sicario. Nel 653 viene posto sul trono Ariperto († 661), figlio di Gundoaldo, duca d’Asti e nipote di Teodolinda, alla sua morte avvenuta nel 661 il regno viene diviso tra i suoi due figli Pertarito, che pose la capitale del suo regno a Milano, e Godeperto che si stabilì a Pavia. Pertarito, nel 662 viene spodestato da Grimoàldo (Friuli 600 ca - Pavia 671), figlio di Gisulfo, duca del Friuli e duca di Benevento dal 647, che riuscì ad approfittare dell’antagonismo tra i due figli di Ariperto. Pertarito comunque riesce a fuggire e si rifugia presso gli Avari di lì poi scappa fino alla corte dei Franchi. Grimoaldo controllò tutti i possedimenti longobardi nella penisola, riconducendoli sotto il dominio della corona . Respinse gli attacchi dell'imperatore bizantino Clemente II, che tentava di riconquistare Benevento. Seppe opporsi ai Franchi, chiamati in aiuto da Pertarito e soffocò, con l'aiuto degli avari, la ribellione di Lupo in Friuli. Aggiunse nuove leggi all'editto di Rotari nel 668. Nel 671, alla morte di Grimoaldo, torna sul trono Pertarito che si fa paladino della politica di tolleranza e unione con i cattolici. Si scontra contro Alachi, Duca di Trento, ma non riesce a batterlo, quindi si associa al trono il figlio Cuniperto († 661), che diventa re nel 688. Cuniperto accentua la politica paterna filocattolica, schierandosi apertamente contro la fazione ariana; reprime la ribellione degli ariani capitanati da Alachi e da Austruo che aveva usurpato il ducato del Friuli. A Cuniperto succede il suo giovane figlio Liutperto, ma Ragimperto († 701), figlio di Godeberto, duca di Torino, gli si oppone, facendo valere i propri diritti ereditari e nel 700 occupa il trono longobardo. Ragimperto muore a Pavia nel 701 e a lui succede Ariperto II°, già Duca di Torino, associato al trono dal padre. Il suo regno fu terribile, perseguitò i rivali, torturandone e uccidendone anche mogli e figli, sconfitto da Ansprando, annegò nel Ticino nel 712, mentre tentava la fuga. Ansprando, Duca d’Asti, divenne prima tutore del giovane Re Liutperto, quindi divenne Re nel marzo del 712, dopo un brevissimo regno di soli 3 mesi gli succedette, sempre nel 712, suo figlio Liutpràndo († 744). Questi portò il regno longobardo in Italia al suo massimo splendore. Fuse il sistema giuridico romano, improntato alle norme della religione cristiana, con la tradizione longobarda; compose un'opera legislativa in 153 capitoli (713-35), come aggiornamento dell'editto di Rotari. Contenne le tendenze autonomistiche dei ducati longobardi di Spoleto e Benevento e, approfittando dei dissidi tra il papato e l'impero bizantino riguardo al culto delle immagini, occupò l'esarcato (726), la pentapoli e il ducato romano. Trovato un compromesso con papa Gregorio II, gli donò il castello di Sutri (728). Fu in buoni rapporti con Carlo Martello, che aiutò contro gli arabi (737-38). Dopo un nuovo periodo di scontri col papato, stipulò con papa Zaccaria i patti di Terni (742), che prevedevano una tregua ventennale. Astolfo (749-58) conquistò Ravenna, ma, sconfitto dal re dei franchi Pipino (754 e 756), fu costretto a lasciarla. Desidèrio († Corbie 774 ca) fu l’ultimo re dei longobardi. Duca di Tuscia, succedette ad Astolfo (756), ottenendo contro Rachis l'appoggio del papato. Nel 759 associò il figlio Adelchi al potere. Mantenne in un primo tempo buoni rapporti col papato e coi franchi, grazie anche alla mediazione di Bertrada, regina dei franchi, che fece sposare i due figli Carlo e Carlomanno con Ermengarda e Gerberga, figlie di Desiderio Ripresa una politica aggressiva nei confronti del papa, che sosteneva contro Desiderio i duchi di Spoleto e Benevento, invase lo stato della chiesa ed entrò a Roma (772), spingendo Adriano I° a chiedere aiuto a Carlo, che nel frattempo aveva ripudiato Ermengarda; Re Desiderio si rifugia in Francia .Adelchi,va a Costantinopoli, unitamente al figlio, nato da Gisla, sorella di Carlo Magno, King Poto Iovius Patricius Despota di Bisanzio,che sposa la figlia di Carlo Magno . La sorella di Re Poto lImperatrice Ageltrude, sposa d Re Guido di Spolet0, Primo Imperatore d'Italia.
I Rè Longobardi:
568 - 573 Alboino
573 - 575 Celphi
584 - 590 Autharis (Autari)
590 - 591 Theodelinda (Teodolinda)
591 - 615 Agilulfo
615 - 625 Adaloaldo
625 - 636 Arioaldo
636 - 652 Rotharis (Rotari)
652 - 661 Ariberto I°
662 - 671 Grimoaldo
671 - 674 Garibaldo
674 - 688 Bertharito
688 - 700 Cuniberto
701 - 712 Ariberto II°
712 - 744 Liutprando
744 - 749 Rachis del Friuli
749 - 756 Aistulf (Astolfo)
756 - 774 Desiderius (Desiderio) - Adelchi- King Poto,capostipite dei Principi Puoti di Bisanzio -Ultima discendente diretta ,erede del Rango di Rex Langobardorum Romanorum Sair Principessa Yasmin von Hohenstaufen Avril de Burey d'Anjou Puoti -
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dal sito www.federicostupormundi.it
La Principessa Yasmin von Hohenstaufen è ultima discendente diretta del ramo legittimo ed imperiale Anglosvevo dei discendenti di Federico, figlio di Federico II e della terza moglie Isabella d'Inghilterra, i Principi AVRIL de Burey d'Anjou (Veiblinghen von Hohenstaufen Anjou) C.E.G.F. CENTRE D'ENTRAIDE GENEALOGIQUE DE FRANCE 3, rue de Turbigo, 75001 PARIS Tél: 01.40.41.99.09 Fax: 01.40.41.99.63.
SAIR la Principessa Yasmin Aprile di Burey d'Anjou von Hohenstaufen Puoti discende dalla Dinastia degli Imperatori Potior Valens Valentiniani da cui Re Desiderio. ( La Genealogia dei Principi Puoti è riportata per esteso nella sezione "Corpus Saecularium Principum, Archivio Storico", per un breve compendio -click here-)
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Gli Avril de Burey d'Anjou Hohenstaufen Plantagenets non vanno confusi con il ramo dei discendenti di Federico fratello di Costanza d'Aragona, figlio di Manfredi, rifugiatosi in Egitto, i Principi-Duchi Aragonesi e Baroni Italiani APRILE DI PALERMO -CLICK HERE-, da cui un ramo a Valencia, Caltagirone e nelle Puglie.
Istituto Araldico Genealogico Internazionale
PUOTI
Dinastia bizantina longobarda merolitinga carolingia, ebbe origine da Dagoberto II.
Arma: Serpente Taumaturgico di Re Desiderio; il Leone Davidico; l'Aquila Bicipite del Sacro Romano Impero, in memoria degli Imperatori Potior Valens Valentiniani da cui discendono.
Discende da Re Poto e Hildegard Gisela Heristal , figlia di Carlo Magno.
Re Poto era figlio di Gisla Heristal, Regina di Austrasia, sorella di Carlo Magno, e di Re Adelchi, figlio di Re Desiderio e della Regina Ansa, pronipote dei Re Taumaturghi del Galles, di Gallia Placida e Costanzo, figlio di Costantino il Grande.
La Dinastia Puoti - Principi di Castello Puoti o Castelpoto(BN) . Patrizi Principi Despoti di Costantinopoli.
Re Poto, detto a Costantinopoli Flavius Jovius Patricius Comander o Despota da cui anche l'epiteto di Potior o Comneno, per il ramo di primogenitura vitale nella Dinastia Puoti di Heristal Comneno Canmore Aprile von Hohenstaufen d'Avril de Burey d'Anjou ,e Lascaris per quello cadetto , e' Capostipite dei Puoti di Napoli, Benevento, Caserta,Salerno.
Parentele: la sorella di Re Poto, Ageltrude ,Duchessa di Spoleto, fu Regina ed Imperatrice d'Italia.
Il Fratello Answaldo, Principe- Abbate a Montecassino.
Re Poto e' capostipite di Sikelgaita , madre di Ruggero d'Altavilla e degli Hohenstaufen .
Le figlie di Re Desiderio , nonno di Re Poto ,diedero inizio alle Dinastie Regnanti d'Europa, tra cui i Baviera, gli Hohenstaufen, e gli Allegro d'Alegre Hochstaden de Hostade, Wittelsback, Saxen Coburgo Gotha, Hessen, d'Orange, Galles, Essex.
Gerberga sposo' Carlomanno
Ermengarda fu data in sposa a Carlo Magno
Anselperga sposo' Re Radelchi di Salerno
Ansberga Badessa di Santa Giulia(Brescia)
-LA DISCENDENZA DI FEDERICO II ED ISABELLA D' INGHILTERRA-
Die Zeit der Staufer- Stuttgart Museum
KING FREDERICH AVRIL DE BUREY D'ANJOU WEIBLINGHEN BUREN HOHENSTAUFEN PLANTAGENET.
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Antenati e discendenti
Federico I, Imperatore del Sacro Romano Impero Beatrice di Borgogna Ruggero II, Re di Sicilia Beatrice di Rethel
Enrico VI, Imperatore del Sacro Romano Impero Constanza di Sicilia
Federico II, Imperatore del Sacro Romano Impero
Matrimoni o unioni Figli
Costanza d'Aragona Enrico VII di Germania
Iolanda di Brienne figlia sconosciuta, morta giovane
Corrado IV di Germania
Isabella d'Inghilterra Margherita di Sicilia
Enrico Carlotto di Sicilia
Federico di Sicilia
Carlo Ottone di Sicilia
Bianca Lancia Manfredi di Sicilia
Costanza (Anna) di Sicilia
Violante
Margherita d'Austria niente figli
Adelaide di Urslinghen Enzo di Sardegna
Caterina da Marano
Nome sconosciuto Selvaggia
Richina di Wolfs'oden Margherita di Svevia
Maria di Antiochia Federico di Antiochia
Nome sconosciuto Corrado di Antiochia
Nome sconosciuto Riccardo di Chieti
Nome sconosciuto Biancofiore
Nome sconosciuto Gherardo
Nome sconosciuto Federico di Pettorana
AVRIL DE SAINT GENIS
motto:Fortis Renascitur Proles
Rinasce la Prole Veiblingensium (Fortis)Tomba di Yaesou six Rex
Il termine Saint Genis traduce Sancta Propago, come definisce la divina stirpe cesarea Federico II , la Stoffensi Domo, nelle epistole alla nobilta' di Francia, dove ha origine il diritto imperiale di sangue degli Hohenstaufen .Ecco perche' Federico non consenti' ad alcun Re di Francia, di fregiarsi del rango di Re di Arles, in quanto Arles era la culla della mistica ghibellina di Santa Maria del Mare e della Sacra Progenie.Non a caso il martire Saint Genis della stirpe merovingia dei desposini, era detto Genis D'Arles, in quanto della stirpe Saintonge ,Pietra Santa ,o Sacra Progenie di Arles .La Dinastia Avril de Saint Genis( ou Saint Genis- Sancta Propago- o di Arles -o di Genebaud , Re Merovingio) de Saintonge (Beinstein Veiblinghen detti Hohenstaufen) Linea di Sangue del Graal, nel saggio della Principessa Yasmin che risolve l'enigma della placca funeraria a destra della porta d'ingresso dell'Abbazia Avril de Saint Genis La Fontaine :I lapicidi indicano che nella Cappella e' sepolto Jesus(Jesi che e' il nome dell'antenato di Gesu' della linea di Fortis o Boaz ) il Re Sesto. L'Urna riporta l'immagine che evoca la Sindone ed a ratifica che trattasi di un Re Sacerdote e Messia ; a destra e a sinistra, due immagini rappresentano il potere Temporale e spirituale (l'uno porta lo Scettro e l'altro la Tiara (Tiara che ritroviamo nel campo dei tre Fiordalisi di Angoumois Plantagenet, dell'arma avita des Avril ou Saintonge. I due poteri temporali e spirituali sono simbolicamente espressi nell'arma avita des Avril visibile nella Cattedrale di Lyon , negli armoriali dl Vescovo Santo Merovingio detto Ginesius, dal nome Avril de Saint Genis o Genebaud -Gene- Baud -Gene di Dio, dal nome di Genobaudo antenato di ClodoveoII).
Al centro della placca ,una mano indica il Tre della Trinita'. La cornice inferiore reca l'enigma del poully , da cui il nome Poully de Saint Genis della Dinastia Avril de Saint Genis Saintonge . Poully evoca la poula, ossia la chioccia dalle uova d'oro o la Venus Genitrix(Avril -Aprilis o Veibil -Veiblinghen )di Saintonge ovvero Beinstein (Pietra del Signore).Nel Gran Magistero della Sacra Colomba tale Dinastia discendente dalla linea di Cristo e dai Merovingi viene indicata con l'epitome
Hautpoul (Pula o Chioccia Di Dio, quindi Santa Progenie -Il Saggio "Genoma del Graal "della PrincipessaYasmin ,ed ECP, connette i misteri della Famiglia di Hautpoully o Hautpoul, che in realta' era detta " Poully de Saint Genis o Avril de Saint Genis " con le vicende di Rennes le Chateau relative alla consegna di misteriose pergamene all'abate Antoine Bigou , da parte della marchesa Marie de Negri d'Ables vedova di Francois d'Hautpoul, principe di Blanchefort, di origine catara ( 1780), nascoste dal Confessore nel pilastro visigoto della chiesa di Santa Maria Maddalena a Rennes le Chateau, mentre sulla pietra tombale della vedova appose la scritta enigmaica"Et in Arcadia Ego"...L'ovulo o onfalos, in basso a destra , della placca funeraria di re Yaesou Six Rex,ove appare l'emblema della colomba e' connesso alla spirale dell'otto, simbolo dell'Infinito .A sinistra appare il Drago universale , epitome dello Spirito Santo. La Cappella infatti si chiama "Colomba delloSpirito Santo o Santa Progenie ".In Gaelico il Re dei Re si chiama Pendagron (testa del -Drago)I Sovrani di antiche Dinastie in Mesopotamia erano detti Dragoni(interscambiabile con il Grifone), unti dal sacro grasso di Mus Hus o Messeh , da maschiach, ungere, da cui Meschiachs , i Messia.Nella mistica del Graal , Pendagron e' il nome del padre di Re Artu'. Il Tre della mano rappresenta la Trinita' , ma anche la parola Ghimmel (rappresentata dal tre )che indica la Dinastia di Gebel, ossia Venus- Avril-Ghibellina
l'ii Yaesou is Six Rex( Tomba di "Gesu' sesto Re")Re Messia e Sacerdote
Nel logion 13 Tommaso Didimo Giuda(gemello di Cristo,secondo i Rotoli del Qumran) scrive che i discepoli dissero a Gesu':"Sappiamo che Tu ci lascerai: Chi sara' Grande sopra di Noi?".Gesu' avrebbe risposto:"Dovunque andrete ,seguirete Giacomo il Giusto".In Provenza , dalla culla degli Avril di Saint Genis, un ramo di tale dinastia emigra nei Pirenei e a Valencia:trattasi della linea dei Desposini, detti Despota, Principi Sovrani:gli Aprile di Toledo , di cui rami cadetti finirono alla Corte di Federico II e degli Aragonesi :Il loro stemma erano tre stelle(simbolo della Trinità, in campo azzurro ed in capo un giglio. Il loro motto era "Giusta il Villabianca si Arma".Il termine Giusta , nelle carte del Graal, sta per Giacomo il Giusto. "Si Arma" è inteso come stemma, devise.Alcuni rami di tale linea finirono a Palermo. Il Villabianca indica la "Casa dei Re Risplendenti", gli Elfi, ovvero la Dinastia del Graal .
"Io sono la radice di Davide la Stella radiosa del mattino"...(quella che annuncia la profezia del Nuovo Re) ,Giovanni riferendosi a Cristo nell'Apocalisse, ultimo libro del Nuovo Testamento così parla di Cristo.
Il Procuratore romano avrebbe fatto arrestare Giacomo(detto anche Barabba) e Gesu', decidendo di metterne in libertà uno di loro.Ma entrambi i condannati avevano il soprannome di Gesu',Yoshu .Giacomo era indicato come Figlio di Dio(Barabba), Gesù, Re dei Giudei . E' probabile la tesi che "Gesu' Giacomo" sia fuggito in Provenza e che la Tomba di Saint Genis, scoperta dalla Principessa Yasmin, indichi la carica dinastica di Gesu' Re Sesto.Non a caso il motto della dinastia merovingia degli Avril de Saint Genis e' "Fortis renascitur Proles":Anfortas e' la colonna Boaz, ma anche il nome dell'antenato di Cristo.
"Ermes conduttore dei morti, Demetra e Persefone udirono la fama...
"Urna sepolcrale, il costruttore di bare avvolse in sudario...le membra di Cristo, primo Imperatore , Re dei Re.
Giglio Immacolato degli Svevi,artefice di Pace,figlio di Chalomon.Dal sicofante Pontifex calunnioso fummo depredati dello scettro, dei Padri Divini e dei Loro doni...Vento di calunnia...scuoti con il tridente l'Oceano del male"...
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Ghiotto di steli, di iscrizioni sulle tavolette , celo il Patto dell'Alleanza...Tai cose riguardano i Re, Pastori di Popoli...
Risalgo al Padre, getto inoltre su e giu' per la scala di Giacobbe...Arrivo all'Ascensione...Vado, vengo in aiuto, dissero i Padri Figli della Pietra di Dio:Beinstein ...e fu cosi' che da Jessi , la vite passo' a Davide , a Boron,sotto il segno di Yousouph Arimatea , cosi' le lande , i confini, le torri...
Intanto Cristo era legato, legato dalle Bende e su di esse posero Syndon di lino che noi custodimmo, all'insaputa del Patera, il Pontifex... L'Avo Barbuto, progenitore, fu pregustatore di Barbaroux , radice della vite , del teucro Aenea .
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"I Maggiori nostri l'ebbero in dono dal Progenitore, fondatore della Stirpe congiunta con il latte del Messia, e sotto la pelle lo stesso marchio...Sin dallo spalmo di pece e catrame sull'Arca, si credea che le Leggi fossero venute da Dio...Pegno di Fede ...Protettori della Fede Giurata fummo....
"Corpus Hermeticum, Natura Deorum,il fiume Chitezai Trifasias odus , si scinde per Tre vie"...
(Della Rosa Fronzuta saro' Pellegrino di Yasmin von Hohenstaufen)
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Lapicidi -Cappella della Colomba a Saint Genis la Fontaine(Avito nome del sito Stauper Friuss)I lapicidi riportano il motto degli Avril de Saint Genis Saintonge (nome in codice della stirpe staufica detta Veiblinghen -Beinstein o Sacra Stirpe di Venere) . La scritta e' un vero e proprio rebus,per i profani vi e' scritto :"Anno videssimo quarto regnante Robero rege Willemus gratia Dei Abba ista opera fieri jussit in honore sci Genesii cenobi que vocant Fontanas.Sembrerebbe una semplice dedica, ma l'ordine delle lettere e la collocazione si presta, anche nei segni particolari, a triplice lettura.L'Abbate Willelme Avril de Saint Genis ,Benedettino, e' legato alla Confraternita Templare degli Aprilis Chalon d'Auxerre, d'Orange, cui affida i lavori di restauro dell'Abbazia : secondo il linguaggio in codice nel Gran Magistero dello Spirito Santo e' da intendersi " Istaopera Freiius Spinon Rescegene ": un vero rompicapo! Ma andiamo per gradi :Spinon e' la colonna dorsale ,(quindi anche l'asse , il perno, il centro d'equilibrio del corpo, quindi staffa, asse del mondo, quindi onfalos , Graal(da notare che in greco Staffila o stafila significa la vite , l'uva , quindi il termine staffa indica anche la dinastia della vite), ma anche il nome di Fortis la colonna dedicata a Venere , la Donna(Veib)secondo gli arcani Maggiori e le carte del Graal ed i Tarocchi. Quindi abbiamo il primo Termine di "Fortis" renascitur Proles , ovvero Rinasce la Sacra Progenie dei Veiblinghen (Fortis o Spinon) staufica o istaupica . Ma in volgare vuole comunicare ...Ista opera fa rinascere la Sacra progenie di Venere , ovvero Codesta Opera celebra la Staufica Fonte della Genia Rinata, ovvero Rinasce la progenie staufica in Freiius , con il nome di Freya, ossia Avril, Aprile .(Federico , il figlio di Federico II ed Isabella d'Inghilterra sfuggi' all'eccidio degli svevi con l'aiuto dei monaci benedettini-cistercensi, suoi familiari chanoines ).Il motto indica "La Dinastia del Graal rinasce in Avril".Non a caso la Cappella sorge presso la Fontana del Graal a Saint Genis Pouilly, presso i Pirenei. Un ramo dei Principi Avril si estendera' anche a Monsalvat, Monserrat e a Valencia costruendo Castelli ed Abbazie - Cappelle sempre sotto il segno del Graal.L'Abbazia risale all'epoca merovingia e sorgeva su un tempio dedicato a Venere . E' stata ristrutturata piu' volte con materiali e marmi provenienti dall'avita Abbazia di Saint Genis . E' stata piu' volte oggetto di restauri ed interventi per dei batteri che hanno intaccato marmi e pietre.Non sempre gli originali lapicidi sono stati preservati, in quanto trattasi di segni incomprensibili agli estranei alla cultura iniziatica. Culla della Genesi di Saintonge o Beinstein- che proveniva dal vicino sito detto Culla(Noue di Noe'-David)dal nome di David detto" Avril diSaint Genis" e dalBorgo Licornou ad ovest del castello du Rouvre ."Le nom est un dèriveè de corn , signifiant coin ou angle".Per gli iniziati tale etimo ' e' di plurisemica velenza, in quanto connesso a Le Rochier -Abraham, nei pressi di Ville Enée e Rochier Marie e Clos Coq(traduce Recinto del Gallo, ovvero culla della Gnosi(che ha per simbolo il gallo) ovvero della Genesi o Conoscenza (Ab Ovo).Anche Gallipoli(Lecce) e' strettamente legata all'iniziazione ai Misteri e al Sigillo della Suprema Scienza ,traducendo nell'etimo Galli-Poli il termine Recinto del Gallo o Clos Coq.Mentre l'avito nome Galli-Poula , realizza l'epitome della Poula , ovvero la Chioccia dalle uova d'oro(Venus Genitrix)Si pensi a Federico II chiamato Puer Apuliae(A, ab Poula, ovvero della Venus Genitrix ossia Veibil detta Gallina dalle uova d'oro)
Avril(Pouilly o Pula, la Venus Genitrix o Chioccia dalle uova d'oro) de Saint Genis torno' agli antichi fasti merovingi e dell'anno mille, riaccogliendo nei suoi Ordini equestri e Benedettini l'Ultimo Pollone della Regia Stirpis Weiblingensium, rilanciando l'avita arma parlante , dopo il 1268 , a seguito della Morte di Corradino di Svevia.
Secondo la tradizione popolare Saint Genis prende il nome dal Vescovo di Lyon Sanctus Ginesius , discendente di Genebaud ;trattasi infatti di Genesio della Dinastia dei Desposini. Ma l'antico nome del sito era Pouilly de Saint Genis (Coppa della Sacra Stirpe ). La Storia ricorda Saint Ginesius ,Arcivescovo di Lyon ,il quale era della Dinastia AVRIL des Saint Genis. Visse quale familiare alla corte del Re Merovingio ClodoveoII, curandone la Cancelleria, al punto da diventare in seguito "Patrono degli Stenografi." La Cattedrale di Lyon, non a caso, ha una campana con lo stemma des Avril, donata da una Principessa, discendente del Santo Vescovo di Lyon,Ginesius , di nome Anna Maria Aprile
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La Principessa svela l'enigma di Rennes le Chateau ,e dell'Onfalos , durante il conferimento del rango di conte di Saint Genis al Prof. Umberto Veronesi.
I misteri di Rennes Le Chateau risolti dalla Principessa Yasmin che ha decifrato e scoperto l'Onfale nel Castrum Petre Roseti. L'Onfale di Roseto e' nel codice segreto di Poussin.
(dal saggio "Un dito indica che"...ed Il Dragone- di Yasmin von Hohenstaufen )
Il medesimo stile di linguaggio occulto si ripete nell'enigma "Et in Arcadia ego..." a Rennes le Chateau , per indicare la progenie di Gesu' e di Giacomo il Giusto .I vari pittori e lapicidi indicano che occorre seguire le traccia che si trovano sulla vicina direzione di Avrille', il sito che anticamente si chiamava Gebel-Avril- Aprilis-Aprile(Significa Venere ,antico nome del monte di Sion), ove sorge la Fontana dl Graal . Il messaggio in codice proclama che la "Dinastia del Signore viaggia nell'Arca di Avril -Aprile o Gebel"(Veiblinghen -Hohenstaufen) .Non a caso, nella cappella della Colomba degli Avril de Saint Genis, la principessa Yasmin ha rinvento la Tomba di Re Jesus. Vieppiu', nella direzione indicata dal quadro di Poussin .s'incrocia il sito Rosierre en Santerre , ove sorgeva il Castrum Petre Roseti. Il messaggio vuol dire che il seme di Cristo viaggia nella sua discendenza che e' Avril de Saint Genis Hohenstaufen , ma che e' anche nell'Arca o Onfalos di Castrum Petre,di Roseto Capo Spulico (Cs), ove la Principessa ha realmente trovato l'Onfale . Tutti questi enigmi globali risolti dalla Principessa Yasmin, sono troppo grandi perche' qualcuno possa farsene forte. L'Onfale infatti e' un bene dinastico inalienabile.
Non a caso ad Avrille' sorge la fortezza di Enea e di Villa di Briano (L'Origine del Barbarossa ascende infatti alla dinastia troiana , Enea, mentre il termine Brian sta per Buren il Signore, il Melkisedec, il Predestinato.Da notare che ad Avril o Aprilis o Avrille' sorge il Monte Grifone) . Tutti questi elementi agalmonici si ripetono nel sito staufico di Villa di Briano (da circa 50 anni provincia di Caserta , il sito si chiamava Freyanburg, o Borgo di Venere -Aprilis -Aprile(FREYA),vi sorgeva la "Fortezza del Grifone "(attuale palazzo Pallavicini) del Principe Grifone detto anche Giacomo il Giusto o Jacopo (dinastia graalica ; tale riferimento lo troviamo anche nei testi dello storico De Lellis che menziona tra le avite nobilta' del Borgo di Villa di Briano o Frignano Piccolo,non solo la dinastia del Grifone(Aprilis Grifone di Lanslebourg o Saint Genis o Staufer Freius, ma anche i de Vicaris o Vicari , scudieri e Siniscalchi del Principe Grifone).Nell'Attuale piazza del borgo , sorgeva la Torre del Grifone, su cui e' stato eretto successivamente , il Palazzo del Marchese ed Illustre Chirurgo Francesco Puoti , dove e' nata la pronipote Principessa Gelsomina Giasmina ( detta Yasmin)Aprile von Hohenstaufen(Avril de Saint Genis), nipote del Principe russo Vincent Aprilov Buren Hohenstaufen di Curlandia, detto dal Re Vittorio Emanuele ,il Curlandese.Cosi' la Dinastia fu italianizzata dal Primo Ministro Lanza(1873) .
La Fonte della Santa Genie
(Fonte :Dal Saggio "Fortis Renascitur Proles "-l'enigma di Federico, il Figlio di Stupor Mundi ed Isabella dei Plantagenti ed. Il Dragone .autrice Princess Yasmin von Hohenstaufen Avril de Saint Genis- Arciconfraternita della Santa Colomba -Supremo Magistero del Graal - Poully de Saint Genis (Febbraio.2003).
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"Sopravvive il mio scudo nei posteri e discendenti ...e beffeggio la bottega del calzolaio, e mi fu tolto lo zoccolo equino, scalpitante sul piano, parte del piede e metatarso...Poda'.Claudicazione, asportazione,estirpazione"...(Della Rosa Fronzuta saro' Pellegrino" di Yasmin von Hohenstaufen)
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I Capitelli dell'Abbazia cistercense -benedettina di Saint Genis La Fontaine .
Dagli archivi e note des Avril le Chanoines dell'Abbazia di Saint Genis , emerge che alcuni di essi risalgono al 1278, circa dieci anni dopo la morte di Corradino di Svevia. I capitelli, restaurati dall'Abbate Gugliemo, in sintesi, narrano che la dinastia dei Veiblinghen , della Pietra del Signore e di Isabella dei Plantageneti(il totem della donna con due code di pesce, indica l'antenata dei Plantageneti Melusina ) e' vitale nel figlio di Isabella , vedi Capitello del Racin che traduce sia erede , rampollo , che uva, quindi "l'erede della linea della vite", ossia del Graal,dinastia della vita.
I
Le Chapiteau de l'Enfant de Burey à la Croix (Burey d'Anjou )Cappella Avril de Saint Genis de Poully
Il Capitello rappresenta un fanciullo la cui gamba e' divelta dall'anca, per indicare che e' stato sdradicato dalla sua origine,quindi e' in esilio.All'altezza dell'anca si nota una svastica, simbolo del Sol Invictus-
Le chapiteau era detto de "Bury à la Croix" ou de" l'Enfant dèhancè". Ma occorre tener presente la plurisemica comunicazione del simbolo esoterico.Negli Hohenstaufen(detti anche De Bury o Buren) vi e' stata sempre presente una peculiare caratteristica nella deambulazione che fa apparire una gamba leggermente disarticolata dall'anca . Tale particolare ha ,in realta', origine da un vizio della rotola, tuttora costantemente riscontrabile nella Dinastia Aprile von Hohenstaufen, sin dai tempi di Federico detto "Lo Zoppo", antenato del Barbarossa , ad Enrico, il figlio ribelle di Federico II, la cui tomba a Cosenza, di recente aperta ha confermato tale caratteristica alla rotola . Si verifica, infatti , che in alcuni elementi , il difetto e' piu' accentuato ed in altri meno. Il Termine Sciancato, ad esempio, attribuito al Ribelle Re Enrico , non va inteso nel termine popolare odierno, ma dal latino Ex Ancare, o Esso Ancare, ossia "menar l'anca verso l'esterno", quasi la gamba fosse divelta dall'Anca.Ma tale caratteristica era presente in tutti gli Hohenstaufen, e nello stesso Federico, figlio di Isabella dei Plantageneti che ,nelle Cronache di Neville ,1284, alla Corte del Re d'Inghilterra , vien definito il" Claudicante" Re dei Romani,nipote di Eleonora di Provenza e cugino di Margherita di Francia. Il Re Edoardo dei Plantageneti, nipote di Isabella d'Inghilterra, era infatti figlio di Enrico III.Una sorella di Re Edoardo,Margherita, aveva sposato Alessandro III Re di Scozia.Il Figlio di Re Edoardo I,Edoardo II(1284-1327) aveva sposato Isabella di Francia.Si spiega cosi' perche' gli Avril de Saint Genis Beinstein o Saintonge furono strettamente connessi alle dinastie di Francia, anche nelle generazioni succssive di rami cadetti , rimasti a Saint Genis ,che comunque ricoprirono Altissime Cariche alla Corte di Francia, come risulta dalle prove di nobiltà presso le cabinet des Titres du Roi. Ma ciò è oggetto di storia contingente e supplementare. In questo capitolo l'indagine è sulla linea di discendenza legittima diretta , per linea maschile di primogenitura della discendenza svevo plantageneta , fino al Principe Curlandese, nonno della Principessa Yasmin. Guardando il Capitello detto del "Buren alla Croce" o del "Bambino Sgambato",All'Altezza dell'anca e' possibile individuare, con lenti di ingrandimento ,una croce svastica del , simbolo solare del " Sol Invictus":trattasi del medesimo simbolo che appare sull'Onfalos-Graal, scoperto dalla Principessa Yasmin nell'agosto 97, nel Castrum Petre Roseti , totem della dinastia del Graal , che viaggia nell'Arca Di Sion (ossia attraverso la linea Gebel(Veiblinghen)preservata nella linea di Isabella dei Plantageneti e Federico II .Il giovane ha le braccia aperte in posizione assiale- tau(per indicare Staffa -Staufer-Asse del Mondo-Dinastia Onfalos- Santa Progenie dell'Asse del mondo o Saintonge). I Capitelli narrano che l'aquila della dinastia dei Veiblinghen Plantageneti sopravvive , nonostante il cane-guelfo alle spalle, continui a mangiarsi la coda (il Wolf, cane-volpe è simbolo dei guelfi)e nonostante Federico II sia stato avvelenato(vedi capitello che illustra un personaggio con un serpente in bocca). Anche il capitello dell'Abbate Guilleme Aprilis (Gugliemo Aprile) che espone la Sindone risale alla fine del 1200 -inizio 1300 epoca di buio della Sindone.Cio' e' ulteriore prova degli archivi dei Monaci Bendettini di Lorche (MGH)che narrano che le reliquie del Golgota furono custodite dagli Hohenstaufen, unitamente alla Sindone e alle Bende e che furono ereditate daFederico il Figlio di Isabella d'Inghilterra e Federico II, custodite da les Chanoines Aprilis o Avril. Il motivo della donna con due code di pesce e dell'aquila lo ritroviamo anche su alcuni capitelli di Abbazie Cistercense -Benedettine, nel Viterbese, all'epoca in cui Carlotto Enrico, figlio d'Isabella d'Inghilterra e fratello di Federico fu Vicario Imperiale a Viterbo.
Particolare interessante è che lo stemma des Avril des Saintonge ou Saintonge spesso appare inquartato da quello di Isabella dei Plantageneti e l'Arma Des Avril de Saint Genis, addirittura sui palazzi Aprilis Grifone di Lanslebourg e della Valle di Susa e nell'Alta Savoia ,Carcassonne, Montserrat ,Monsegur,Saint Denis,Avrille'(Avril).Forte Exilles, Renne Le Chateau,Chalon.
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"Obbediente e docile Ginestra ,la Tua Grande Madre , nata dal Senza Terra, Terza Onda di Triplice Splendore, chiusa nella corte .
Splendente collana intorno al collo , lego il collare...Supremazia della prima nobilta', fiore e crema vicino a Fonte del Graal e fertile travaglio.
Proprieta', oggetto, produco soverchio frutto, mammelle gonfie e superba alterigia :bramo grandemente."(Della rosa Fronzuta saro' Pellegrino)in basso capitello dell'aquila sveva tra Federico II ed Isabella d'Inghilterra seguito dal capitello di Federico il figlio di Isabella dei Plantageneti )
Le chapiteau de l'Enfant de Poully - Federico III figlio di Isabella d'Inghilterra e Federico II(Puer Apuliae-Poula "la chioccia dalle uova d'oro- da cui Puglia).
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Arma della Dinastia della Sancta Propago dei Veiblinghen (Veib-Avril)che rinasce .
Chapiteau de L'Aigle de Buren Hohenstaufen(Aigle de Burey de Saint Genis, l'Aquila della Sancta Propago di Buren)
Dinastia di Fortis Boaz(Re Taumaturghi-Il serpente e' simbolo terapeutico, ma il Capitello allude ad un avvelenamento di Federioc, ecco perche' le Chapiteau de l'Enfant de Burey , riporta il motto Fortis Renascitur prole:Motto des Avril de Burey d'Anjou de Saint Genis .L'Aquila sveva a destra riporta un ramoscello fiorente tenuto da una mano che emerge dall'oro, simbolo di dinastia divina. Altro stemma e' un pino di verde con a capo tre stelle d'oro, oppure uno solo dei tre leoni svevi, riportato con zampe e lingua insanguinata, alludendo all morte di Corradino.(spesso il nome muta in Apvril o Apuril o Aprix , in Russia Aprielev o Apraxin o Bhuren, il motto e' Semper Virens)
"Oh scenica incostanza della Fortuna che precipita dardi sullo scettro, comando , flagello, uragano, calamita', fulmine improvviso...tutto ando' in rovina. Sono caduto in un inciampo ed il gufo , la stige, il ,l'allocco, il barbagianni, il lupo nano, in scherzi,danze festive, beffano l'aquila" ...
E dall' Arca... Ego ... mi porto , dal Sion, Gebel al Veib un po' mutato, in epiteto ed in paranomasia...per Romuleo Calendario, prima e dopo Marte"...
( "Della Rosa Fronzuta sarò Pellegrino" di Yasmin von Hohenstaufen)
Capitello di Federico II ed Isabella d'Inghilterra -Cappella Avril de Saint Genis -Staufer Freyus -Santa Colomba o della Santa Progenie del Graal.Motto dell'aquila sveva:"Fortis renascitur proles"(, vedi capitello di Federico, il figlio di Isabella dei Plantageneti della dinastia di Melusina , e di Federico II. Il rampollo nel capitello del 1278 reca la gamba divelta dall'anca, per indicare che è divelto dalla sua origine). L'arma di Federico il figlio di Isabella dei Plantageneti sara' quella dell'aquila nera sveva in campo d'oro su un campo di grano alla sinistra con una mano che reca un ramoscello che indica "Fortis (Gebel, Boaz, Veib Avril ) Renascitur Proles .
Il nome più antico degli Hohenstaufen era Veiblinghen -Beinstein ,ossia Avril de Saint Genis Saintonge o Staofer Friuss_ o Griffon -Grifone-Simbolo di Cristo, alias Buren.)Lo stemma era l'aquila , come dai lapicidi del Monastero di Saint Genis la Fontaine e della Cappella della Colomba che riporta sul frontale il lapicida "Staofer Friius".Il ramo piu' antico discendeva dalla linea merovingia-carolingia essenica di Giacomo il Giusto, ed aveva per stemma il Grifone di fronte al Leone davidico per indicare le due colonne di Gerusalemme , ma anche i poteri spirituali e temporali congiunti del Re Pescatore(Michele e Davide). Era detta anche Fortis Exilles (Graal). Federico, il figlio di Isabella dei Plantageneti e di Stupor Mundi riadottò l'aquila avita in campo d'oro , alla destra araldica una mano ricompare con un ramoscello fiorito. Motto: Fortis renascitur proles .(...)******** Negli Arcani "Fortis"rappresenta la continuazione della stirpe davidica come nel Salmo89.L'arma congiunta del Grifone in fronte al leone , rappresenta il ruolo dinastico di Davide e Michele,ossia spirituale e temporale ( vedi Arma des Avril les Chanoines- la cloche de Lyon - immagine a sinistra) Ma il cognome Avril de Saint Genis si presenta anche nella forma di Avril o Apuril , con lo stemma del Leone davidico di Fortis o Anfortas della linea di Jesse
o Jesi o Re Jesi , da cui lo stemma di Jesi . Il termine Apuril o Auril nell'Ordine Teutonico si ripresenta con uno dei tre leoni svevi a lutto(epoca in cui dopo la morte di Corradino i discendenti di Federico figlio di Isabella d'Inghilterra adottano l'arma parlante della carenza del potere)
Avril de Saint Genis Saintonge è dunque il seme. la Genesi stessa della dinastia del Graal:Veiblinghen Hohenstaufen detti anche Beinstein o Staufer Friius da cui "Staufico " o Hohenstaufen . Al di la' dell'etimologica radice merovingia(Mer=Signore. Veo da Ayu Avya =Vita) che identifica Meroveo con il termine Saint Genis e la pecularieta' che Saint Genis sia il sito ove sia vissuta la dinastia di origine sicambra, come testimonia la presenza di Clovis , re merovingio e quella di Genebaud(Gene del Signore)come dalla storiografia ufficiale del sito, e' interessante il riferimento costante al simbolo di Venere(Veib o Avril Aprile o Aphros- Afrodite-Istar).Nella mistica dei Rosacroce, infatti,il Genus della Sacra Stirpe ascende al trascendente Gene di Iside.L'eredita' regale era infatti riconducibile alla madre , a partire da Tiamat e Lilith. Non a caso la lettera Q(da cui Qayn,Kain King-Re e' connessa al termine Queen che significa Regina). Nella metafisica si riferisce alla Luna e la Khu e' l'essenza femminile mensile della Dea, detto "Fuoco stellare" . La sua rappresentazione e' l'occhio onniveggente detto anche ayin rappresentato da un cerchio con un punto all'interno: il kamakala dei sacerdoti indiani ed il tribindu delle scuole orientali. Il Genus di Iside, simbolo dell'illuminazione e' rappresentato altresì con un occhio nel triangolo,il Daleth alchemico, la via d'accesso alla luce.Il termine Alchimia significa infatti la scienza che sconfigge l'oscurita'.E' indubbio che le leggende hanno un riferimento comune al testamento di una civiltà perduta che per i Sumeri era la tavola del destino(scritta con ideogrammi) , per Salomone "una raccolta di segreti incisi su uno zaffiro"_Libro di Raziel--Tali segreti erano la Qabala e chi li custodiva , possedeva il Ram ,la forma più elevata di intelligenza cosmica.Dire quindi Avril de Saint Genis Saintonge, significa evocare la dinastia della Santa Progenie e della coppa o Graal.Non a caso la Coppa della Rugiada e delle Acque era il segno originale della linea del Graal:Rosi-crucis, da rosi, rugiada, acqua e crucis, coppa o calice che rappresenta l'utero materno. Secondo la tradizione sumera, non è vero che Caino uccidesse Abele, ma semplicemente che fu posto ad un grado piu' elevato, in quanto frutto dell'ovulo di Hawa e del liquido vitale Anunnanki di Enki. Non a caso il segno di Caino , secondo la tradizione della Midrash è una croce racchiusa in un cerchio.Tale simbolo per gli Ebrei e' il Malkut( Regno) da Malku che significa Sovrano. Tale simbolo è riconducibile alle valenze dell'Uroboros. La connessione con la dinastia detta Uriel, sotto il simbolo del Grifone(Grifone Aprile di Lanzeburg) o Boron- Beuren o Buren- Hohenstaufen suggella la regalita' della sfera recante al di sopra la croce, simbolo della Saint-Genis trascendente.
*Fonti :Ordine della Sacra Columba o dello Spirito Santo. Saint Genis.
Capitello dell'Abbate Aprilis che reca la Sindone
Alla luce di tale agalmonia anche Seborga diventa la terra di Venere o di bor o Boron Beuren Buren .
Seborga da Ex Bor, ossia dal Cinghiale, simbolo di Venere. Seborga ovvero Castrum Porca, ovvero Castello del cinghiale, ovvero Castrum Veneris, ovvero Castrum Friius ovvero Freya , ovvero Aprilis, ovvero Istar -
Castrum Anjum ossia in arabo Castello delle Stelle, ovvero Istar, o Venere. Anjou ovvero Plantagenet, ovvero Dinastia della Ginestra , il fiore della Riviera di Seborga...
Le Bende di Cristo ereditate dagli Hohenstaufen Plantagenet , furono custodite
con la Sindone, da Federico il figlio di Isabella d'Inghilterra e Federico II,dopo la morte di Corradino,
nell'Abbazia Benedettina des Avril de Burey d'Anjou de
Saint Genis Saintonge
LINK : PRINCE RICARDI AVRIL de BURY d' ANJOU
Le Bende di Cristo ereditate dagli Hohenstaufen(il vero Volto di Gesu')
IL CAPITELLO dell'ABBATE GuillelmeAprilis ( Avril de Saint Genis) che mostra le Bende di Cristo(Abbazia Benedettina San Michele a Saint Genis "Santa Colomba")e' visibile sulle Bende lo scudo des Avril di Saint Jacques San Giacomo "di rosso alle conchiglie d'Oro".(Ordine di Campostela)
La Tomba di Yaesou Rex Sixtus scoperta dalla Principessa Yasmin nell'Abbazia Avril de Saint Genis Saintonge
AVRIL de BUREY d'ANJOU
Avril de Burey Anjou Veiblinghen Hohenstaufen Plantagenet
(Aprilis von Hohenstaufen)
Dinastia Avril de Burey d'Anjou- significa Aprile von Buren Hohenstaufen Plantagenet -Negli Archivi Araldici di Francia sotto il codice Avril de Burey(patronimico di Buren ) d'Anjou ,che indica linea d'Anjou Plantagenet ,si cela Federico , il figlio di Federico II ed Isabella d'Inghilterra. Avril traduce sempre Veiblinghen che deriva dal nome greco del mese di Aprile , Anthesterion, ossia fiore, linea, discendenza di Istar, ossia Venere-Infatti Veiblinghen o Anthesterion,significa appunto "Linea di Venere.".Nella Moriana ,in Val di Susa, il nome diventa Aprile di Giovio o Angevin, in Normandia detti Apris de Morienne ou Apuril de Bretagne .( Processo ai Templari :nome in codice di rami cadetti Aprilis di Buren d'Anjou :Fratello Guillelme Aprilis, Fratello de Buris.)Abbazia benedettina S.Michele o dello Spirito Santo ou SaintGenis Avril de Saintonge-Capitello dell'Abbate Guillelme Avril de Burey d'Anjou che regge la Sindone) Tratto-da-Heraldry department-Supremo-Consiglio-delle Logge Madri - Wasghington : Bases Gènealogiques des Avril de Buren Hohenstaufen D'Anjou Plantagenets- Kourland( Philadelfia -Boston ) -Enrico Hohenstaufen detto Veiblinghen ou Avril Burey d'Anjou 1285 -1355 ou L'Angevin(figlio di Federico figlio di Isabella d'Anjou e Stupor Mundi sposo' in prime nozze Maria d'Asburgo, da cui Aymar o Aimericus (1315 1380)che sposo' Elisabetta von Saxsen , sua cugina , in quanto discendente di Jutta von Saxsen , amante di Federico , da cui aveva avuto un figlio naturale ed il Titolo di Principessa .Il figlio di Aymar di nome Federico Enrico(1347-1412) sposa Elisabetta d'Austria (connessa al ramo di Federicod'Austria (giustiziato con Corradino) figlio di Enrico primogenito di Stupor Mundi e Costanza d'Aragona, detto il Ribelle). Da tale matrimonio si delinea la linea di primogenitura degli Hohenstaufen Plantagenet che attraverso Aymar Eric Thomas (1380-14459 si connette agli Hohenzollern russi (che conservavano ancora l'antico nome Zollern Hohenberg von Shalksburg )che va ad estinguersi ,attraverso la linea femminile di Agnese Hohenzollern, nel ramo degli Hohenstaufen(consultare Tabulae ed albero genealogico linea russa dal 1400al 1873). Comincia cosi' la linea russa che porta fino a Vincent ,il Curlandese, italianizzato nel 1873 da Re Vittorio Emanuele . Una linea del secondogenito di Aymar Avril de Burey Hohenstaufen d'Anjou -Guilllelme Avril de Burey d'Anjou da' origine ad una ramo cadetto d'Angoumois e Saint Genis, il cui motto ricorda ancora "Fortis Renascitur proles "ou" Semper Virens ". Dal secondo matrimonio di Aymar , con Clotilde Bourbon de Provence hanno origine diversi rami,cadetti francesi, tra cui Avril de Dauphinèe, de Vienne, Ville Isle Adam , Avril de l'Isle e de Dinan ,de la Roche, de Bretagne ou Apvril ou Apuril ou Aprix de Morienne, de Carcassonne, de Rennes ,de Peyron , (consulter les Genealogies Angevines).Come si puo' notare gli stemmi sono simili a linee di Aprile italiane che da tali ceppi derivano .Ad esempio, il ramo di Aprile di Cimia (Gimia , sito da cui il feudo, significa Ghimmel, ossia Veiblinghen) che ha lo stesso stemma di un ramo dei Duchi du Mont et desPrinces de la Roche etToledo, o di Caltagirone Mentre il ramo di Palermo , alla corte degli Aragona , deriva da un ramo di Saintonge e una linea egiziana di Manfredi des Princes Abril de Valencia .Aprix ou Apvril ou Apraxin ramo cadetto des Avril de Burey d'Anjou Saint Genis(Zarina Apraxina)
FEODOR IV, Tsar and Autocrat of all the Russias (1676-82) -cr Assumption Cathedral 18/28.6.1676, *Moscow 30.5./9.6.1661, +Moscow 27.4./7.5.1682, bur Archangel Cathedral of Moscow Kremlin; 1m: Moscow 18/28.7.1680 Agafia Semenovna Grushetzkaya (+Moscow 14/24.7.1681), dau.of dau.of Simeon Feodorovich Grushetsky and Maria Ivanovna Zaborovskaya; 2m: Moscow 14/24.2.1682 Marfa Matveievna Apraxina (*Moscow 1664, +St.Petersburg 31.12.1715/11.1.1716), dau.of Matvei Vasilievich Apraxin anf Domna Bogdanovna Lovchikova
D1. Ilya, *Moscow
www.http://fr.groups.yahoo.com/group/Noblesse_Bretonne/message/2813
"Genealogies Angevines "- Genealogia Buren Plantagenets - Gran Magistero dell'Ordine della Giarrettiera-( San Giorgio dei Plantageneti)- Ordine di San Michele o dello Spirito Santo - MAGISTERO DELLA Sacra Colomba Avril de SAINT GENIS SAINTONGE .
I Luoghi del Graal (Avril ou Avrille Vandea Menhir de Caesar )
Avrebury Avril de Bury de Saint Genis ou Avebury-Stonehenge
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By Alphabet : Encyclopedia A-Z > A
Avebury, British And Irish Political Geography
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Genealogies in the Collection of T.F. Boettger - Georgia
List of the Princely Families of Georgia
Families of foreign origin have their names in their native form, followed by a transcription of the Russian form in brackets.
The accented letters in Polish family names are not represented on this page. For a complete list of Polish families see:
Genealogies in the Collection of T.F. Boettger - Poland
See also:
Genealogies in the Collection of T.F. Boettger - Finland
For the method of transliteration used in the following list, see:
TRANSLITERATION
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LA MISTICA DELLA REGIA STIRPS WEIBLINGHEN HA LE SUE RADICI NELLA LINEA SICAMBRICA MEROLITINGA CELTICA DEI RE PENDAGROM DEL GALLES, CARACTACO, DA CUI DISCENDEVA LA REGINA ANSA, MOGLIE DI RE DESIDERIO E NONNA DI RE POTO CAPOSTIPITE DEI RE PUOTI CANEMORE. CLICK HERE
Storia di Castelpoto
Storia del Regno di Napoli di Nicola Lettieri
e tutte le fonti citate nei siti
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Il Futuro dei Longobardi e' Princess Yasmin , pronipote di Re Desiderio!
Commemorazione della Principessa Giovanna Puoti di Heristal hohenstaufen Plantagenet
Intervento dello Storico Medievale -Principe
Arch. Evanghelos Alaric Veruli
pronipote di King Alaric Veruli(Genealogy of Goering ) di Anarnia von Gotha , Eudoxia , sposa di King Gaiseric Veruli von Saxsen Coburgo Gotha nipote di Potior Valens Valentianiano imperatore, figlia di Gallia Placida , da cui discende Re Desiderio.
(Il Principe Arch E. Veruli von Gothard e' l'ultimo discendente diretto della dinastia che ha creato l'Almanacco del Gotha europeo, sua erede e la Principessa Vula Veruli, la cui madre e' la prof. Rosamaria Macedonio Aprile von Puoti di Heristal Hohenstaufen Plantagenet -Storico medievale. La Principessa Rosemarie vedova del Principe Vincenzo Macedonio di Locri e Grotteria e' uno degli storici e genealogisti medievali piu' apprezzati. E' Presidente del Comitato scientifico Genealogico del Green Princes Trust)
Relazione Convegno
Giovanna Aprile Puoti di Heristal Hohenstaufen Plantagenet ,
Discendente legittima e diretta di Re Poto di Heristal Hohenstaufen Plantagenet Principe di Costantinopoli , Patrizio di Bisanzio, Principe e duca di Castello Puoti o Castelpoto e di Frignano Piccolo, o Curtis Langobardorum Ferramanu, Attuale Villa di Briano, da cui proviene il figlio prediletto Giuseppe ed i suoi figli
La dinastia Puoti reca nel suo DNA, in modo imperativo ed irrinunciabile , una memoria che reclama di essere preservata dall'oblio , al fine di scongiurare che vada irrimediabilmente perduta la verita' latente, sia pure evidente , della stirpe dell'Ultimo Re dei Longobardi e della Regina Ansa, figlia dei Re Pendagrom di Scozia Inghilterra, dinastia Malcom Canmor -(Potior), linea Anjou Plantagenet.Cio' anche al fine di preservare, per la discendenza i legami sentimentali e di sangue dei nipoti ,con la nonna Giovanna Puoti che, morendo si fece promettere, dal figlio prediletto Giuseppe Aprile von Hohenstaufen Puoti , di preservare gli archivi storici di famiglia.La nonna Giovanna Puoti , poetessa, spiegava ai figli e nipoti che la sua famiglia era cosi' importante che anche i catenacci erano d'oro e portavano lo stemma e che per visitare i loro feudi, non bastavano mesi, in quanto si estendevano anche ai castelli Puoti inglesi detti Potton o Powis(indicati come cespiti di Londra, andati per sempre perduti).
Essendo palese che proprio dal recupero della memoria perduta della nonna Giovanna Puoti , e' stato possibile trovare il filo di Arianna ,per far luce sui secoli bui della sindone e recuperar le bende e le reliquie del golgota e del Sinai, che, dagli imperatori bizantini, finirono a Federico II. (Avvenire 14 febb 97 -Speciale Sindone Rai Tv montecarlo:Baima bollone , la tesi e' degna di Fede), e' d'uopo che nell'interesse stesso dell'agalmonia e recupero della memoria storica collettiva ,che andrebbe ineluttabilmente perduta, le generazioni future portino in serbo un patrimonio spirituale che va preservato dall'oblio .
Premessa
Il Principe Giuseppe Aprile Puoti (di Heristal Hohenstaufen Plantagenet), discende dalla linea diretta e di primogenitura di Re Poto di Costantinopoli, da cui ebbe origine anche il ramo cadetto del Marchese Giovanni Maria Puoti di Castelpoto, da cui anche il Marchese Basilio Puoti linea dei Colonna , Aragona - Caracciolo, Pignatelli , Medici Obrescoff , Aquaviva,Putiatin .
I Puoti ascendenti e discendenti degli Heristal Hohenstaufen Plantagenet
I Puoti o Poti , originari di Castello Poto o Castelpoto, discendono da Re Poto , o Potone, detto anche duca di Brescia ,Baudo ,nella Tragedia dell'Adelchi di Manzoni,come Scrive lo storico Lettieri ) vedi anche etimologia di Castelpoto.
Re Poto fu battezzato , secondo il rito longobardo , come Rex Langobardorum et Romanorum , Patricius Romanorum , Defensor Romanorum -
Il titolo di Patricius Romanorum , non e' quello di patrizio, secondo la consulta savoiarda, ma quella romana, ed indica La Stirpe imperiale della Gens Potitia (ovvero custode dei miti di Ercole).
Lo stesso Carlo Magno, supplico' il Papa per ottenere il rango di Patricius Romanorum che dava il titolo divino di Flavius , Jovius(da cui Baudo) Teodosius .
King Poto era figlio di Re Adelchi , detto anche Adalgiso, negli atti di Cancelleria denominato Flavius Jovius Adalgiso o Adelkis Rex Romanorum , in cui si firma congiuntamente alla madre Preecellentissima Regina Ansa e Flavius Potior Rex Desiderius , ossia Pothos, o Poto, dal greco che significa Desiderio.
La madre di king Poto e' la Regina Gisla Heristal , sorella di Carlo Magno-
Numerosi matrimoni congiunsero la dinastia di Re Desiderio a tutte le dinastie Regnanti d'Europa.
Ed infatti
Re Poto , ebbe per sorella l'imperatrice Ageltrude di Spoleto, moglie del RE Guido , duca di Spoleto, da cui discende il Barbarossa. La stessa madre del Barbarossa e' pronipote di Re Desiderio , in quanto Liutperga, figlia di Re Desiderio e zia di Re Poto, sposo' il duca di Baviera.
Re Desiderio discendeva inoltre da Potior Valens Valentiniano imperatore d'Occidente ed Oriente, la cui figlia Gallia Placida sposo' l'imperatore Costanzo , figlio di Costantino.(infatti la Famosa Croce di Re Desiderio porta in cuore il ritratto in smalto di Gallia Placida ed i figli, antenati di Re Desiderio) Re Desiderio discendeva altresi' dalla linea gotico sicambrica-merolitinga di King Alaric Veruli e di Aubry o Avril, in provenzale Avrillon che significa nato in Aprile , in tedesco Veiblinghen, o der Vaibil, da cui Staufen che traduce in Bretagne Ex Aufen ovvero Dalla Coppa, in quanto simbolo di Venere , detta anche Aphros o Aprile o Avril.
Il nome arcano di Poto ,da cui Desiderio ,deriva infatti dalla mistica di Potiri che e' nome della coppa o di Venere, nel linguaggio graalico interscambiabile con Fortis o Venere. Fortis allude a Boaz, linea di Davide e di Salomone.
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Il nome arcano dei Puoti negli armoriali di Normandia e' quindi Avril de Potior o Pot , ovvero Avril de Saint Genis
Saintonge, che significa Sacra Progenie di Venere o Coppa Santa, in tedesco STAffa di Venere, Pietra santa ovvero Veiblinghen Beinstein, detti Buren - Burey
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Tornando a Re Poto , egli sopravvive alla sconfitta dei Longobardi, unitamente al Padre Adelchi ,che diventa anche con il figlio Poto,Principe , Despota di Bisanzio -
Le sorelle di Adelchi , quindi zie di Poto , sono capostipiti dei Regnanti d'Europa. Infatti Liutperga sposo' i duchi di Baviera, capostipiti dei Sax Coburgo Gotha, Wittelsbach e Franconia.
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Ermengarda sposo' Carlo Magno, da cui ebbe tre figli
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Gerberga sposo' CarloManno, da cui ebbe 5 figli , eredi del Trono degli Heristal, spodestati da Carlo Magno che ripudio' , per motivi politici Desiderata o Ermengarda.
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Adelperga sposo' re Arechi di Benevento, dando origine alla linea dei Grimaldi di Monaco , da Grimoaldo II , figlio di Grimoaldo che aveva sposato una figlia di Re Poto
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Anselperga e' Badessa di Santa Giulia Abbazia di Brescia, fondata dalla Regina Ansa e da Re Desiderio, in cui si articola la Tragedia dell'Adelchi di Manzoni.
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Dopo il ripudio di Ermengarda , Carlo Magno, dinastia Heristal , gia' connessa a quella dei Mrovingi, (in quanto Grifone, figlio di Carlo Martello e di Sonichilde, stirpe longobarda di Tassilone di Baviera, connessa a Re Desiderio, sposo' Gertrud Hildegard , nipote di Aubry o Avril, nipote di Re Dagoberto II, da cui i der Vaibil o Avril de Saint Genis Burey Anjou, detti anche Grifoni Heristal di Lanslebourg, da cui gli Hohenstaufen ),dona in sposa al figlio di Poto, detto Poto o Potone , la figlia Hildegard Gertrud Gisela, avuta da Hildegard di Svevia, o Schwaben , linea da cui ebbe origine, il nome der Vaibil o Staufer , Buren , Schwaben : la dinastia Sveva Hohenstaufen.
Ne discende che i Puoti , in quanto discendenti di Re Poto sono di Heristal von Hohenstaufen, per plurime ascendenze e discendenze -
Infatti - gli Hohenstaufen discendono dai Re Pendagrom del Galles Carctaco, ossia il padre della Regina Ansa e dai Re Canmore , o Malcom , Re Potior .Lo stesso Barbarossa e' pronipote , con i duchi di Spoleto ,di Re Desiderio, antenati di Federico II.
Inoltre Costanza, madre dell'imperatore Federico, e' discendente di Guiscardo d'Altavilla che sposo' Sikelgaita, figlia del Principe di Salerno Guaimario, , pronipote di Re Poto.
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I Puoti sono diretti discendenti altresi' di Gisla Herisal , madre di Re Poto, il cui figlio Poto o Potone sposa la figlia di Hildegard di Svevia, ceppo Avito dei Buren o Veiblinghen o dei Vaibil detti anche Avril de Saint Genis Burey anjou o Staufer , oppure Hohenstaufen .
Dalla dinastia di Re Poto e di Hildegard Gisela ha origine dunque la prosapia der Vaibil o Hohenstaufen!
La Regina Ansa d'Anjou Plantagenet , linea dei Re Caractaco , trasmette altresi' ai Puoti la memoria Plantagenet, di cui sono gli ultimi aventi diritto, essendo tale dinastia estinta.
Tutto cio' premesso i Principi Puoti sono ascendenti degli Hohenstaufen e discendenti per plurimi legami di intrecci familiari.
Quindi per la tutela e preservazion della memoria storica, e' bene ricordare che I Principi Puoti sono Puoti di Heristal Hohenstaufen Plantagenet-
Fonti Storiche :
Historia Potorum ed. alke'
Manzoni:Adelchi
Storia di Castelpoto
Storia del Regno di Napoli di Nicola Lettieri
e tutte le fonti citate nei siti
Consultare altresi' sui siti : Genealogie di Goering :king Alaric Veruli -
Genealogy Queen Ansa
Genealogy King Desiderio
Genealogy Gisla Heristal wife of King Adelkis
Origine di Castelpoto Poto nipote di Re Desiderio e Re Arechi
King Poto Capostipite dei Principi Puoti
TRATTO DA
http://www.talkabouteducation.com/group/soc.genealogy.medieval/messages/120893.html
LOMBARD KINGS
by RdavidH218@[EMAIL PROTECTED] (david hughes) Jun 21, 2004 at 06:28 AM
b. Adelchis (d788), son of Desiderio, 24th & last Lombard King, had
issue & was the ancestor of an Italian noble house Princes Puoti von Heristal Hohenstaufen Plantagenet Aprile von Buren Anjou, descendants from King Poto, son of King Adelchis, last King of Lombards
THE LOMBARD KINGS OF ITALY
legend: the Lombards (also called Langobards) (originally called the
Winnili tribe) migrated from Scandinavia to the European Continent
under the brothers Ibor (Ebbe) and Agjo (Agio), the two sons of
Gausus, who gave the Gungingi Dynasty its name. Agjo was the father of
Agila, aka
01. AEgelmund, "1st" King of Lombards. The name of his wife and queen
is recorded to have been Gambara. They were childless. Here enters the
story that a prostitute gave birth to a boy and threw him into a pond
to drown, when King AEgelmund and Queen Gambara happened to ride by
and rescued the boy and adopted the abandoned infant, whose name was
02. Lamicho (Lamissio), who succeeded his adoptive father as King of
the Lombards. His dynasty ended in an heiress, who married the Balthae
Prince Letho (Lethu), from whom his descendants were called the
Lethinge Dynasty. The Balthae Prince Letho may also be identified with
King Chlodio of France.
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03. Letho, Balthae Prince, King of the Lombards [founder of the
Lethinge Dynasty of Italy]; identified with King Chlodio of France
=1 the Frankish heiress [her 2nd =]; he =2 the Lombard heiress
issue of 1st wife:
a. Lotric (Clodric) (d451), who warred with half-bro Merovee [same
mother] over the Frankish throne
b. Hildeoc [4], id. with King Childric I of France & Lombardy
c. Gudeoc [5], id. with Guntheric of Burgundy & Lombardy
issue of 2nd wife:
d. Claffo [6], King of Lombards
e. Utfora, prince, had issue
04. Claffo, [6th] King of Lombards
issue:
a. Tato, 7th Lombard King
b. Winta (Winichis) (Zuchilo), Prince (below)
c. Pero, Prince
05. Winta (Winichis) (Zuchilo), Prince (above)
issue:
a. Pissa, poss. id. with Cissa of Sussex (below)
b. Waccho, 8th Lombard King (d540) (below)
c. Vecta, poss. id. with Wecta of Kent
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06 Pissa, poss. id. with Cissa of Sussex (above)
= Menia [or Adela]
issue:
a. Audoin, 10th Lombard King (below)
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07 Audoin, 10th Lombard King (above) (d565)
=1 Rodelinde, dau of Ermenfrit of Thuringia & Amalaberga, the dau of
Amalafreya, the sis of Theodoric "The Great", Ostro-Goth King of Italy
=2 Visigarde, his cousin, wdw of King Thibert I of France, &, dau of
[his father's bro] Waccho, 8th Lombard King (see)
issue of 1st wife:
a. Alboin, reckoned "1st" Lombard King of Italy 572 (below)
b. Masane (dau)
= Cleph (Cleophis) (Klef), 2nd Lombard King of Italy 572-574 [son of
Beleo], & begot Autharic, 3rd Lombard King of Italy 584-590
c. [name] (dau)
= Zottone, Duke of Forum Iulii, bec "1st" Duke of Benevento 571
d. [name] (dau)
note: if the Lombard Prince Pissa is identified with Cissa of Sussex
then this daughter would be the Sussex heiress Alhilda, who, married
to a native British regional-king, remained in Britain in 541 when her
"barbarian" family was expelled from Britain by the British
Celto-Romans
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08 Alboin, reckoned "1st" Lombard King of Italy 572 (above)
=1 Clotsinde of France; =2 Rosamunde (Rosalinte), a Gepidae pss
issue of 1st wife:
a. Alpsuinda (dau)
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06.Waccho, 8th Lombard King (d540) (above)
=1 Ranigund, a Thurgingian pss; =2 Austrisa (Austrigusa), a Gepidae
pss; =3 Salinga, a Heruli pss
issue of 1st wife:
a. Visigarde (dau)
=1 Thibert I, King of France (d548); =2 Audoin, 10th Lombard King [his
2nd = too]
issue of 2nd wife:
b. Valdarada (Walderade) (dau) (below)
issue of 3rd wife:
c. Waltari, 9th Lombard King (d546)
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07.Valdarada (Walderade) (above)
=1 Thibaut, King of France; =2 Clothaire I, King of France; =3
Garibald I, King of Bavaria
issue of 1st husband:
a. Theudelinde (Theodelinda) (Thilinda) (dau) (d625/7) (below)
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08: Theudelinde (Theodelinda) (Thilinda) (dau) (d625/7) (above)
=1 Autharic, 3rd Lombard King of Italy 584-590, son of Cleph (Klef)
(Cleophis), 2nd Lombard King of Italy, &, wife, Masane, sis of Albion,
"1st" Lombard King of Italy
=2 Agilulfo, 4th Lombard King of Italy 590-615
issue of 2nd husband:
a. Adaloald, 5th Lombard King of Italy 615-624 abd (d626), begot a
single son [Faroaldo] (d611)
b. Gundiperg (dau) (below)
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09: Gundiperg (dau) (above)
=1 Arioaldo, 6th Lombard King of Italy 624-636; =2 Rothari, 7th
Lombard King of Italy 636-652
issue of 1st husband:
a. Gundoald, Duke of Asti (d641), father of Ariperto I, 9th Lombard
King of Italy 653-661
issue of 2nd husband:
b. Rodoald, 8th Lombard King of Italy 652-653
---------------------------------------------------------
10. Gundoald, Duke of Asti (d641)
11. Ariperto I, 9th Lombard King of Italy 653-661
issue:
a. Perctarit, 10-A & 13th Lombard King (below)
b. Godeperto, 10-B, co-king 661(below)
c. dau
= Grimoaldo, 11th Lombard King 661-671[his 2nd =], father of
Garibaldo, 12th Lombard King 671-674
-----------------------------------------------
12. Perctarit, 10-A & 13th Lombard King 661 & 674-686/8 (above)
= Rodelinde
issue:
a. Cuincpert, 14th Lombard King 686/6-690 dep (d700), who, of his
wife, Hermelinde of England, begot Liutperto, 15th Lombard King 700
dep (d702)
b. Vigilinda (dau)
= Grimoaldo [II], Duke of Benevento
--------------------------------------------------
12. Godeperto, 10-B, co-king 661 (above)
= Ragnatrude of East Anglia
issue:
a. Ragimpert, 16th Lombard King
b. Regintrude (dau) (below)
= Theodo II, King of Bavaria
-----------------------------------------------------------------
13. Ragimpert, 16th Lombard King 700-1
14. Ariperto II, 17th Lombard King 701-712 dep
issue:
a,b,c. 3 sons
d. Ratberg (dau) (below)
-----------------------------------------------------------------------
15. Ratberg (Redburh), dau of King Ariperto II (above)
= Pemmo, son of Billo, a Lombard duke
issue:
a. Astolfo, 22nd Lombard King; [also] reckoned "1st" King of Italy
b. Ratchis, 21st & 23rd Lombard King
---------------------------------------------
16. Astolfo, 22nd Lombard King 749-756; reckoned "1st" King of Italy
752 upon his abolishment of the Byzantine Exarchate
= Giseltrude, sis of Eutychius, last Exarch of Ravenna 728-752 deposed
issue:
a-e:_five_daus_[all_nuns]
-------------------------------------------------------
16. Ratchis, 21st & 23rd Lombard King 744-749 abd & 756
= Tasia, sis of Ildeprand (Hiltiprand), 20th Lombard King, & Ansia,
wife of Desiderio, 24th & last Lombard King
issue:
a. Vastrada, one of the many wives of Charlemagne & the mother of his
daughter Ratperg (Redburh), wife of the English Bretwalda Egbert of
Wessex
----------------------------------------------------------------
13. Regintrude, dau of Lombard King 10B Godeperto (above)
= Theodo II, King of Bavaria
issue:
a. Thedebert (d722) (below)
a. Theodorata (dau) (below)
---------------------------------------------------------------------
14. Thedebert (d722) (above)
issue:
a. Swanhild
= Charles "Martel", Duke of France
b. Guntrude
= Liutprand, 19th Lombard King
--------------------------------------------------------------------------
14. Theodorata (above)
= Ansprand, 18th Lombard King 712
issue:
a. Liutprand, 19th Lombard King 712-744
= Guntrude [cousin] (above)
b. Sigiprand (below)
------------------------------------------------------------------------15.Sigiprand
(above)
issue:
a. Ildeprand (Hiltiprand), 20th Lombard King 744 dep
b. Tasia (dau)
= Ratchis, 21st & 23rd Lombard King (above)
c. Ansia (dau)
= Desiderio (Desiderius) [appears as Didier/Dedier in medieval
romance], 24th & last Lombard King (below)
---------------------------------------------------
note: Desiderio [id. with Desiderius, son of Erminulphus, son of
Alachisus], 24th & last Lombard King 756-774 dep (d775) (above)
= Ansia, sis of Ildeprand, 20th Lombard King, &, niece of Liutprand,
19th Lombard King
issue:
a. Adelchis, associate-ruler 759-774 (d788), had issue
b. Gerberga (dau)
= Carloman of France, mother of Pepin & Sigar
c. Desidere (Bertrade), one of the wives of Charlemagne, who conquered
the Lombards and annexed their territory [Lombardy] to his realm
d. Adelperg (dau)
= Arechi II, Duke of Benevento
e. Liutperg (dau)
= Tassilo IV, Duke of Bavaria
f. Ansperga, abbess
-------------------------------------------------------------------------
descents traceable from:
a. Vastrada, dau of Ratchis, 21st & 23rd Lombard King, &, wife Tasia,
sis of Ildeprand (Hiltiprand), 20th Lombard King, & Ansia, wife of
Desiderio, 24th & last Lombard King, one of Charlemagne's wives & the
mother of his daughter Ratperg (Redburh), wife of the English
Bretwalda Egbert of Wessex
b. Adelchis (d788), son of Desiderio, 24th & last Lombard King, had
issue & was the ancestor of an Italian noble house Princes Aprile Puoti von Heristal Hohenstaufen Plantagenet, descendants from King Poto, son of King Adelchis, last King of Lombards
c. Adelperg, dau of Desiderio, 24th & last Lombard King, &, her
husband Arechi II, Duke of Benevento
---------------------------------------------------------------------
compiled by David Hughes
RdavidH218@[EMAIL PROTECTED]
Conferito il Premio King Poto al Prof. Stefano Gasparri per l'altissimo contributo al recupero della Memoria Storica Longobarda da SAIR la Principessa Rosemarie Flavia Sikelgaita Aprile von Hohenstaufen Puoti von Caractago Canmore
La Falsa Donazione di Costantino a danno di Re Desiderio, suo discendente legittimo.
Papa Stefano III che progettò la falsificazione della Donazione di Costantino, (il quale aveva già trasmesso i Suoi Carismi e la Sua Eredità ai ai figli Costanzo e Galla Placida da cui Re Desiderio e i Reges Potiores). Stefano III, autore di anatemi e messe nere contro la dinastia di Re Desiderio, lasciò anche diversi anatemi. E' chiaro che fu responsabile del ripudio di Ermengarda, spodestando la Dinastia Merolitinga di Re Desiderio che teneva per se il Potere Temporale e il Potere Spirituale. Il figlio di Re Desiderio, Re Adelchi, sposò Gisla Sorella di Carlo Magno. King Poto fu battezzato quale "Rex Langobardorum et Romanorum, Patricius Romanorum et defensor Romanorum, Despotus Bisancii". Il Rango di Patricius Flavius Jovius Gaius Teodatus o Teodosius, viene spesso interscambiato con il nome di Adelchi o Adalgiso o Adelchis e di Poto, che nell'Opera dell' Adelchi viene detto Baudo da Manzoni, quale traduzione di Gaius, Rango Divino. Basta infatti spigolare tra gli atti della Cancelleria di Re Desiderio, Regina Ansa, Re Adelchi e Re Poto per rendersi conto che conformemente all' uso Longobardo Adelchi antepone al Suo nome l'Epitome Flavius Adelchis o Adalgiso. La reggenza è esercitata in comunione tra i membri familiari.
Da King Poto ha origine la Dinastia Poto o Poti di Castello Puoti o Castel Poto, feudo di Giovanni Maria Puoti. Anche lo storico Nicola Lettieri 1700 spiega che la Dinastia Puoti era detta Poto o Poti e discende da King Poto, Despota et Patricius Bisantii. La chiesa della Pitra Santa a Napoli, riporta lapicidi antichi sulla Tomba di un giovane Sacerdote Antonio Puoti, o Poti, della Nobilissima Prosapia di Re Desiderio.
La Regina Ansa (spesso detta Axa che traduce asse o Staffa), era figlia di King Caractago Re Pengrom del Galles.
Dai Pendragom del Galles ebbe origine la Dinastia der Weibil da Aubri o Avril nipote di Re Dagoberto II, e figlio di Adela, da cui la Dinastia Avril de Saint Genis de Burey Anjou.
La madre di Ansa era Ghisela Iltrude Ansafreya (der Staufer), linea da cui trasse Origine la Stoffensi Domo, ossia gli Hohenstaufen. A ragione il nome arcano degli Hohenstaufen era Der Staufer, Sancta Propago, ovvero Santa Genie o Saint Genis ed il nome Freya, o Der Veibil, si ritrova nell'Ordine della Santa Colomba che ascende ai Re Pendragom sotto il Codice Avril de Saint Genis Saintonge, in Tedesco Santa Propago Weibligensium Beinstein - vedi MGH, archivi e lapicidi della Santa Colomba Avril de Saint Genis Saintonge e Armoriali di Bretagna: Dinastia Avril de Saint Genis de Burey Anjou Avril d'Imavrincourt Niphi Nero' (Dama o Signora dell'Acqua,nero in greco significa Acqua, mentre Imavri significa nero, kouri Signora , la Signora dell''acqua ossia Venere )
Storia del regno longobardo in Italia
a cura di Stefano Gasparri
per il corso di "Antichità e Istituzioni Medievali"
Università "Ca’ Foscari" di Venezia
Facoltà di Lettere e Filosofia
a.a. 1999-2000
© 2000 - Stefano Gasparri per "Reti Medievali"
http://www.storia.unive.it/_RM/didattica/corsi/r_longo/26_lett.htm#lett
26. Lettera di papa Stefano III a Carlo e Carlomanno re dei Franchi (770/771)
Il matrimonio della figlia di Desiderio
MGH, Epistolae Merv. et Karol. aevi, I, n.45 (770-771)
DOMINIS EXCELLENTISSIMIS FILIIS, CAROLO ET CARLOMANNO REGIBUS FRANCORUM ET PATRICIIS ROMANORUM STEPHANUS PAPA.
[...]
29. C. Brühl, Codice Diplomatico Longobardo, III, n. 44 (772)
Diploma di Adelchi per S. Salvatore di Brescia
CDL, III, n.44 (Brescia 11/11/772)
Flavius Adelchis vir excell(entissimus) rex. Monasterio D(omi)ni Salvatoris sito intra civitate(m) Brexiana(m), q(uo)d domna p(re)cellentissima Ansa regina, genetrix n(ost)ra, [...]
Re Poto presentazione il Manzoni, è il Nipote di Re Desiderio, nella tragedia detto Duca di Brescia Baudo - vedere fonti.
da Rivista Araldica Luglio-Agosto 66. "Glorie Napoletane, il Marchese Basilio Puoti, la sua Scuola e la sua Stirpe".
- anticamente la famiglia Puoti era detta Poto, ed annoverava "il dr. Giovanni Maria Giudice della Gran Corte della Vicaria Civile" originario del feudo di famiglia di Castello Puoto, attuale Castel Poto.
- lo storico Nicola Lettieri conferma che CastelPoto, antica Curtis di Re Adelchi, ha origine dal Principe Poto, Nipote di Re Desiderio Duca di Benevento
consulta i documenti originali - click here-
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CASTELPOTO
- comune di Castelpoto
- il Palazzo di Castelpoto
- etimologia e storia di Castelpoto
Genesi dei Principi duchi Puoti dal Principe Longobardo Potone,figlio di Adelchi, nipote di Desiderio e Radelchi Re longobardo , (cognato di Tassilone di Baviera connesso a Sonichilde, madre del Principe Grifone ,antenato di Federico II)di Castel Poto Castrum Potens- Petra Alke o Pietra Santa o Petri Roseti che sorgeva nei pressi della Contrada Santo Spirito . Castel Poto che rimase sotto la tutela degli Abbati della Dinastia Longobarda , fino al 900 e poi ai discendenti del Principe Poto che anche sotto Atenolfo I di Capua mantennero i loro castelli e domini fino allXI sec.Con l' occupazione normanna ,il Duca Ugo de Potis de Puoti o di Castiellopotonis stipulo' la pace tra Normanni e Beneventani .1114 (Chronicon di Falcone Beneventano). I de Puoti, come risulta dagli Annali , sotto i Normanni si videro aumentare considerevolmente i loro possedimenti.Familiari dei Normanni li seguirono a Bari nel Sud Italia , a Gerusalemme e in Siria. Il loro Totem era il Leone d'oro Davidico ed il braccio la cui mano simulava la bocca del serpente, simbolo avito di RE Desiderio,stirpe dei Lithingi e dei Re taumaturghi. Il Loro motto: Nec Laeditur! Familiari degli Aragona, Colonna, Macedonio-Pallavicini, Pignatelli, Caracciolo, Perelli Filomarino, Avalos -(Dinastia di Santa Maria a Vico, ove era custodita l'avita iscrizione su una antichissima Pietra in un maniero dei Puoti) Nella Dinastia dei Principi Puoti di Costantinopoli , si estinse quella del
ramo Plantageneta detto Palmieri.Dinastia di Medici- Chirurghi-Giuriconsulti-Scrittori-Vescovi .Dai Principi duchi Puoti discende, tra l'altro, il famoso Marchese purista Basilio Puoti, linea del Principe Alfonso Poto, da cui Giovanni Maria La Principessa Yasmine discende direttamente dalla primogenitura del Principe Despota di Costantinopoli Potone figlio di Re Poto, Re dei Longobardi, Despota Patrizio di Bisanzio .. Potone , la cui nonna era Gisla Heristal, sorella di Carlomagno, aveva sposato la cugina Gertrud Ghisela Heristal von Schwaben , figlia di Ildegarda di Schwaben o di Svevia e Carlo Magno(dinastia Heristal) , sposata in terze nozze, dopo il ripudio di Ermengarda .
La sorella di Re Poto , l'Imperatrice e Regina Algeltrude e' la moglie dell'Imperatore e Re d'Italia Ugo
Duca di Spoleto(vedi Genealogia di Barbarossa). Le altre sorelle di Re Adelchi erano Gerberga che sposo' Carlomanno, primogentio degli Heristal , da cui ebbe due figli usurpati dallo zio Carlomagno .Liutperga che sposo' il Duca di Bavaria (diventando capostipite dei Bavaria Wittelsbach , Sassonia Coburgo Gotha, ed Hannover), Ansalperga che sposo' Re Arechi, capostipite , da cui Grimoaldo linea dei Grimaldi di Monaco .Ansberga che fu badessa di Brescia , Ermengarda o Desiderata che sposo' Carlo Magno.
Nella Genesi dei Principi Puoti si individua la seguente discendenza diretta: Attraverso Re Desiderio da Costantino, Potior Valens Valentiniano e Canmore (Potior).
Attraverso la Regina Ansa , dai Re Pendagrom del Galles ,Caractago,e linea Angoulemme e Anjou Plantagenet e linea merolitinga degli der Staufer, ovvero i futuri imperatori detti Hohenstaufen .
Attraverso Gisla , moglie di Re Adelchi e sorella di Carlo Magno , la discendenza dagli Heristal, piu' volte connessi alla Dinastia di Re Desiderio.
Attraverso la pronipote di Re Poto
Sikelgaita, madre di Ruggero d'Hauteville la discendenza dai Normanni.
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Fonti Storiche
Comune di Castelpoto
Origine
Il nome Castelpoto deriva dal duca di Benevento Poto o Potone , nipote di Re Arechi(Re Arechi aveva sposato infatti Anselperga zia di Re Poto) -CastelPuoto o Castrum Potens o Castellum Potonensis .
La linea dei Principi Despoti Puoti di Costantinopoli .
***
- DA "STORIA DI ISRAELE"
I PUOTI DISCENDONO DA GIACOMO IL GIUSTO (GIUSEPPE DI ARIMATEA) DELLA STIRPE DAVIDICA E PERTANTO CONSANGUINEO DI CRISTO.
- LO STORICO BACCARINI, NEL SAGGIO SUI MISTERI DI RENNES LE CHATEAU, RIAFFERMA L'ASCENDENZA DEI PUOTI DAI DESPOSINI, RE SACERDOTI.
Sotto il Segno di Bor, il cinghiale caledonico.
L'origine celtica del mito Venusiano del cinghiale.
Gemellaggio Gralico tra Seborga e Avebury(29 marzo 2006)-Rievocazione dei Plantagenets
FONDAZIONE ISABEL Buren d'ANJOU PLANTAGENET
President H.I.R.H. Princess Yasmin von Hohenstaufen Aprile di Burey d'Anjou Plantagenet
Terza moglie di Stupor Mundi
Y: "Parlami allora della Sorgente Anglicana:
dell'Ava Isabella, com'era?"
F: "Terza Onda di Triplice splendore chiusa nella Corte, obbediente e docile Ginestra, la Tua Grande Madre, nata dal Senza Terra, splendente collana intorno al collo, lego il collare...
Supremazia della prima Nobiltà, fiore e crema, vicina a Fonte del Graal e Fertile travaglio.
Proprietà, oggetto, produco, soverchio frutto, mammelle gonfie e superba alterigia: bramo grandemente. "
(Della Rosa Fronzuta saro' Pellegrino...
di Yasmin von Hohenstaufen Avril de Burey d'Anjou Plantagenet-ed.ECP-)
Figli di Federico II ed Isabella d'Inghilterra, Margareth, Carlotto Enrico, Federico,Kind. (Die Zeit der Staufer-Stuttgart Museum)
Linea di Frederich Avril de Burey
d'Anjou Hohenstaufen Plantagenet.
Federico II Imperatore 1194-1250
sposa Isabella d'Anjou Plantagenet 1214-1241
*
Federico Avril de Burey d'Anjou de Saint Genis Saintonge de Niphi Nerò Avril d'Imavrincour de Masquinade Weiblinghen Hohenstaufen Plantagenet 1240-1286
sposa Elisabetta d'Austria
*
Enrico di Hohenstaufen Avril de Burey d'Anjou (1285-1355)
sposa Maria d'Asburgo
*
Aimericus Federico Enrico (1315-1380)
sposa Elisabetta von Saxen
*
Federico Enrico
sposa Elisabetta d'Austria (1347-1412)
*
Aimericus Enrich Thomas (182-1445)
sposa Agnese di Zollern Hohenberg "Hohenzollern"
*
Aimerian Joseph (1432-1502)
sposa Ismene (Jasemine) Esterhazy
*
Thomas Vincent (1457-1502)
sposa Ira Troubetzkoy
*
Armand (1478-1548)
sposa Elisabeth von Holzhappel
*
William (1502-1580)
sposa Iolanda Lascaris Jagellone
*
Gripho Carolus Thomas (1535-1596)
sposa Irene Paleologos Comneno
*
Joseph Aymericus (1567-1600)
sposa Irene von Zringen
*
Karl Brian (1589-1669)
sposa Kristine von Cossuoen
*
Karl Brian (1589-1669)
sposa Alexandra Jagelloni
*
Ernest Karl John (1614-1694)
sposa Katharina di Pomerania
*
Federico Guglielmo Aimar (1642-1719)
sposa Margherita von Leyssel
*
Maximillian Aimericus (1670-1749)
sposa Alexandra Ira Youssupova Zollerin Hohenberg
*
Aimericus (1700-1765)
sposa Ester Putiatina Dolgurukij
*
Johan Brian (1729-1789)
sposa Katharina von Oldenburg
*
Aimer William (1759-1803)
sposa Maria von Hannover
*
Fridericus Thomas (178-1854)
sposa Alexandra Hohenzollern
*
Ernest Johan (1807-1833)
sposa Maria Oldenburg Dolgorukij
*
Joseph Armand Heinz (1826-1858)
sposa Katharina Yusupova
*
Aimericus Thomas Henzio (1845-1873)
sposa Elviria (detta Elpis o Elvis) Hohenzollern Yussupova
*
Vincent Heinz Konrad Brian (italianizzato da Lady Julie von Schwaben e Re Vittorio Emanuele 1873)
sposa Giovanna Puoti von Bisanzio und von CastelloPoto
*
Giuseppe (1911-1985)
sposa Philomene Allegro d'Alegre de Hochstaden de Hostade Isenburg de Tourzell Bourbon
*
Yasmin Gelsomina Elisabetta
sposa Federico Ernest von Turingia
Zolerin Hohenberg Hohenzollern
*
Kathrin Ira Yasmine von Hohenstaufen Avril de Burey d'Anjou Puoti und von Hohenzollern;
Albert Federico George; Burchard Frederich; Sybilla Hohenzollern Avril de Burey d'Anjou
Hohenstaufen Puoti di Bisanzio
L'Ultima Discendente diretta d'Isabelle d'Anjou Plantagenet, figlia di King Johan Lackland ed Isabel d'Angoulemme,
è Kathrin Avril de Burey d'Anjou Plantagenet von Hohenstaufen
Isabelle d'Angoulême
Born: 1186
Father: Aymer Taillefer, Count of Angoulême
Mother: Alice de Courtenay, granddaughter of Louis VI of France
Husband: John Lackland
Married: 1200
Age: 14
Children: Henry III, Richard of Cornwall (1209-1272),
Joan (1210-1238), Isabella (1214-1241), Eleanor (1215-1275)
Died: 1246
Age: 60
SAIR Princess Kathrin von Hohenstaufen
Avril de Burey d'Anjou Plantagenet Angoulemme
Medico Chirurgo
Maison Plantagenet von Hohenstaufen
Histoire des Plantagenet
Ginevra - Ginevril: Gene di Evril
Frederich Avril de Burey d'Anjou, nel Territorio d'Angoumois (Anglmoise), diffuse la cultura graalica della Coppa (Saintonge o Beinstein ) di Re Artu' o Dinastia del Graal . Il totem King Artu' , alludeva alla Costellazione dell'Orsa , mentre Ginevra, (dal celtico Gwinevre o Ginevril) , traduceva Gene di Evril o Avril, Avril de Saint Genis, Staufer Friius o Stirpe di Venere, Coppa del Graal.
Il Termine Ginevra deriva da Teksar , ovvero "Tessitore", Artefice o Grande Architetto nell'Agalmonia del Legittimo Scozzesismo, Grado Supremo dell'Ordine dell'Orsa, non a caso e' il nome di una Donna.
L'epitome fu usato anche per il Conte Camillo Benso di Cavour, inteso, per i profani, quale "abile Diplomatico, capace di tesser trame e strategie". Per gli iniziati si alludeva invece al ruolo di Gran Master che Cavour aveva nella Loggia inglese dei Quattro Santi Coronati o Buren in Germania , promotori dell'Unita' d'Italia. Camillo Benso , infatti ascendeva alla dinastia anscarica di un ramo svevo dei Benson o Beinstein, ovvero Pietra o Coppa del Signore o Graal.
La matrice del Vino d'Effrayeur era custodita dai monaci cistercensi
dell'Abbazia Avril de Saint Genis Saintonge. Si narra che fosse sussurrata ...nell'investitura ad Hermann de Salza Gran Master dell'Ordine Teutonico, dallo stesso Stupor Mundi.
Le Vin d'Effrayeur, era l'Ambrosia spumeggiante Divina, e non il semplice Champagne , che da esso deriva.
Le vin d'Effrayeur, tuttavia , pur coltivato dalla Dinastia d'Anglmoise-Hohenstaufen Plantagenet d' Avril de Burey d'Anjou de Saint Genis Saintonge, ha matrice nella Gnosi del Legittimo discendente della Stirpe di Bortis Boaz , Staufer Friius, Rex Siciliae :Federico Hohenstaufen Plantagenet.
Il vino d'Effrayer e' legato al Totem di Cerere, nome avito della Sicilia, terra dedicata al culto di Cerere, interscambiabile con il mito della fecondita' di Venus Genitrix. E' il vino della Dinastia del Graal.
Oggi la Sovrana Gran Master del Supremo Magistero dell'Ordine Teutonico H.I.RH Princess Yasmin von Hohenstaufen Avril de Burey d'anjou Puoti Hohenzollern e del Supremo Magistero del Legittimo Scozzesismo rende essoterico il gusto esclusivo per Cultori del Graal che possono attingere ai vigneti del Regnum di Stupor Mundi Imperatore del Sacro Romano Impero, Re di Sicilia, Italia Arles Germania , Borgogna .
Ricetta , marchio , logo , denominazione sono stati registrati dal 1992 .
General Manager
Prinz Burchard F. Hohenzollern und Aprile von Hohenstaufen Puoti
www.geocities.com/K_hohenstaufen
www.geocities.com/k_hohenstaufen/champagne.html
www.geocities.com/k_hohenstaufen/glamour.html
Linea "Frederich - Glamour of the World-" "Champagne d'Effrayer" Marchio Registrato Hohenstaufen Plantagenets Avril de Burey d'Anjou. CORPUS SAECULARIUM PRINCIPUM
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- F r e d e r i c h - G l a m o u r o f t h e W o r l d - c h a m p a g n e d ' e f f r a y e r
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HO TROVATO IL SEGUENTE ARTICOLO, CREDO CHE INTERESSI LA PRINCIPESSA YASMIN E SAREI INTERESSATO AD AVERE LA SUA OPINIONE SULL'ESITO DELL'APERTURA DELLA TOMBA DI FEDERICO II(PER ME UN BLUFF DAI RISVOLTI INQUIETANTI)-
GUGLIELMO DELLA GHERARDESCA
* Midieval Mummy Peeking In an Emperor’s Tomb
P A L E R M O, Sicily (AP, 2/11/98) — Scientists poked into the Sicilian
tomb of one of the Holy Roman emperors today, hoping to learn how well the
mummified medieval remains are holding up. This image inside Palermo's church
headquarters depicts Frederick II, who became king of Sicily in 1198—at the
age of 4. He was the last of the important medieval emperors. (Alessandro
Fucarini/ AP Photo)
Scientists from the University of Palermo inserted tiny video cameras and
other sterile equipment into Frederick II’s marble sarcophagus in the Palermo
cathedral to learn more about the technique used to mummify the emperor and
gain clues on how to better preserve ancient remains. They plan to spend
the next month and a half taking tissue, bone and cloth samples and doing
other research on the contents of the tomb. Alfredo Salerno, a pathologist on
the team, said the researchers also hope to get a DNA sample. Frederick
II became king of Sicily 800 years ago in 1198 at the age of 4. He was made
king of Germany at 18, and was crowned Holy Roman emperor in 1220, ruling
until his death on Dec. 13, 1250, at the age of 55. He led several
crusades, capturing Bethlehem, Jerusalem and Nazareth, and battled for years
with the popes about papal authority over his empire. His court in Palermo,
then a great center of art and learning, was famed throughout Europe.
The project angered one of the emperor’s direct descendants, Princess Yasmin
Aprilis di Lanslebourg Hohenstaufen Hohenzollern. She told the ANSA news
agency in Milan that no one asked the family foundation for permission to
open the sarcophagus. The foundation issued a statement objecting to turning
the emperor’s resting place into a “laboratory.” This is not the first
time Frederick has been disturbed in death, however. The sarcophagus was
left open for about a month in 1781 when the cathedral underwent restoration.
And in 1994, scientists used an endoscope, a tiny medical instrument, to peer
into the tomb. Historical accounts of the 1781 opening say Frederick’s
body appeared to have been mummified and he was laid to rest holding a globe
representing his empire.
G e s t a
C h u o n r a d i I I
i m p e r a t o r i s
Capitula XV - XL
(1027 - 1039)
____________________________________
Capitulum XV
Quod legati Ruodolfi regis
ad Chuonradum regem
in Italiam venerunt.
Inchoante anno nativitatis Christi millesimo XXVII. rex Chuonradus in Iporegia civitate natalem Domini celebravit. Illuc Ruodolfi regis Burgundiae legati venerant prominentes illum Romam venturum ad electionem et consecrationem imperatoriam regis Chuonradi, quod rex gratanter accepit, et remissis legatis cum muneribus ipse Padum transiens ad Romam tendere coepit. Veniens autem ad Lucam civitatem invenit eam sibi adversam cum Reginhero marchione. Ibi rex paululum moratus post paucos dies civitatem et marchionem in deditionem acceperat omnemque Tusciam sibi breviter subiugavit.
Sicque triumphando Romanam visitat arcem.
Capitulum XVI
Quod rex Chuonradus Romae
imperator est effectus.
Igitur rex Chuonradus Romam ingressus eodem anno ut supra, id est a nativitate salvatoris MXXVII, indictione decima, a papa Iohanne et universis Romanis regio honore mirifice receptus est et in die sancto paschae, qui eo anno VII. kalendas Aprilis terminabatur, a Romanis ad imperatorem electus imperialem benedictionem a papa suscepit, Caesar et augustus Romano nomine dictus.
Quin etiam regina Gisela imperatricis consecrationem et nomen ibidem accepit. His ita peractis in duorum regum praesentia, Ruodolfi regis Burgundiae et Chnutonis regis Anglorum, divino officio finito imperator duorum regum medius ad cubiculum suum honorifice ductus est. In ipsis diebus paschalibus inter Romanos et Teutonicos pro vili causa orta est seditio magna. Contendebant duo pro corio bovis, cumque se invicem pugnis caedere coepissent, totus exercitus imperatoris commotus est, et armati equites et pedites ex utraque parte convenerunt. Ibi interfectus est ex nostra parte quidam iuvenis nomine Berengarius, filius Liutoldi comitis de Alamannia, multum nobilis et bellicosus nimis. Romani diu resistentes ad extremum victi fugierunt, et innumerabiles ex illis perierunt. Imperator vero praedictum iuvenem, quoniam sibi dilectus et familiaris fuerat, iuxta tumulum caesaris Ottonis sepeliri praecepit. Postera die Romani, qui seditionem commoverant, ante imperatorem venientes nudatis pedibus, liberi cum nudis gladiis, servi cum torquibus vimineis circa collum, quasi ad suspensionem praeparati, ut imperator iussit, satisfaciebant.
Capitulum XVII
Quod imperator in
Apuliam venit.
Facta igitur pace inter Romanos et Teutonicos imperator in Apuliam processit et Beneventanum et Capuam ac reliquas civitates illius regionis seu vi sive voluntaria deditione sibi subiugavit et Nortmannis, qui de patria sua, nescio qua necessitate corapulsi, in Apuliam confluxerant, ibi habitare licentiam dedit et ad defendendos terminos regni adversus Graecorum versutias eos principibus suis coadunavit. Cunctis rebus rite et prospere sibi cedentibus imperator reversus praeteriens Romam iterum Italiam pertransiit.
Capitulum XVIII
De tyranno Thasselgardo.
Eo tempore erat in Italia quidam tyrannus Thasselgart dictus, qui sub tempore Heinrici imperatoris multa facinora commisit in regno, sed per marinos recessus et alias munitiones, quas habuit ultra modum tutas, caesaris Heinrici persecutionem evaserat. Erat enim nobilis genere, despicabilis in persona, turpis in moribus, magnus praedator ecclesiarum et viduarum. Hunc imperator Chuonradus diligentissime insequebatur et insidias sibi ante et retro omnibus modis apposuit. Qui dum a quodam suo castro fugere vellet in aliud, a militibus caesaris captus est. Quod dum audiret imperator, cum magna festinantia properabat, ita ut fere centum miliaria Latina intra diem et noctem pertransiret; cogitabat enim, ut more solito iterum evaderet. Veniente vero imperatore, praesentatus est illi ipse tyrannus. Quem cum videret, fertur dixisse imperator: «Nonne est hic ille leo, qui devoravit bestias Italiae? Per sanctam crucem Domini, talis leo non comedet amplius de pane meo»! Et hoc dicens statim cunctis principibus regni adiudicantibus praecepit illum in patibulum suspendi. Quo suspenso per omnem illam provinciam pax et securitas diu latentes simul emerserant.
Capitulum XIX
De coniuratione
quorundam Teutonicorum.
Interea morante in Italia imperatore apud Theutonicos magna invidia, multa consilia, multae factiones adversus imperatorem in cassum eruperant. Ut enim a minoribus incipiam et ad maiores perveniam, quidam comes in Suevia Welf nominatus, dives in praediis, potens in armis, et Bruno episcopus Augustensis invicem confligentes multa mala in praedis et incendiis fecerunt in regno. Ad extremum praedictus comes ipsam Augustam irrumpens aerarium episcopi despoliavit et totam civitatem vastavit; quod postea cogente imperatore totum restituit et episcopo emendavit. Chuono dux Wormatiensis, patruelis imperatoris, nec fidus imperatori, nec tamen multum noxius illi, interim quietus manebat. Fridericus dux Liutharingorum, vitricus praedicti Chuononis, imperatori inimicando morte propria praeventus est. Ernestus dux Alamanniae, privignus imperatoris Chuonradi, nuper ab eo beneficiis et muneribus sublimatus discedens, iterum instigante diabolo rebellionem moliebatur et consilio quorundam militum suorum Alsatiam provinciam vastavit et castella Hugonis comitis, qui erat consanguineus imperatoris, desolavit. Deinde magno exercitu iuvenum collecto Burgundiam invasit et ultra castrum Solodorum quandam insulam aggere et vallo firmare coepit. Sed Ruodolfus rex Burgundionum, veritus hostem imperatoris recipere, ab incepto illum prohibuit. Inde reversus supra Turicum quoddam castrum munivit et Augensem ecclesiam nec non abbatiam sancti Galli nimium distrahendo non mediocre damnum patriae intulit. Sic posthabita lege et iustitia usque ad imperatoris reditum iniquis conatibus insistebat.
Capitulum XX
Ubi dux Ernestus
se denuo reddidit.
Pace per totam Italiam confirmata imperator Chuonradus prospero reditu in Alamanniam venit et in Augusta Vindelica colloquium familiare cum suis fidelibus tenens de proditoribus patriae tractare coepit. Inde ad oppidum quod Ulma vocatur veniens colloquium publice condictum illic habuit.
Huc dux Ernestus non voto supplice venit, confisus in multitudine militum, quos optimos habuit, ut vel secundum libitum cum caesare se pacaret vel inde per potestatem rediret. Et habito colloquio cum suis primum monuit eos fidei sacramentaliter promissae, dehinc hortabatur eos, ne illum desererent, ne honorem suum perderent: non decere eos immemores fore, in historiis patrum semper Alamannos bonae fidei et stabilitatis in dominos testimonium habere et, si sibi fidi forent, illis praemia, posteris eorum gloriam et honorem esse futurum. Talia dicenti duo comites Fridericus et Anshelmus pro caeteris respondebant hoc modo: «Nolumus inficiari, quin vobis fidem firmiter promitteremus contra omnes praeter eum, qui nos vobis dedit. Si servi essemus regis et imperatoris nostri et ab eo iuri vestro mancipati, non nobis liceret a vobis separari. Nunc vero, cum liberi simus et libertatis nostrae summum defensorem in terra regem et imperatorem nostrum habeamus, ubi illum deserimus, libertatem amittimus, quam nemo bonus, ut ait quidam, nisi cum vita simul amittit. Quod cum ita sit, quicquid honesti et iusti a nobis exquiritis, in hoc parere volumus vobis. Si autem contra hoc vultis, illuc revertemur liberaliter, unde ad vos venimus conditionaliter». His auditis dux, cum se intellexisset a suis dimitti, sine omni pactione imperatori se reddidit; quem caesar in Saxoniam exulari fecit super quandam rupem quae Gibichenstein dicitur, ut ibi castigatus a rebellione ulterius desineret.
Capitulum XXI
Quod rex Burgundiae imperatori
occurrebat Basileae.
Imperator pertransiens Alamanniam cunctos, qui sibi rebelles fuerant, in deditionem recepit et munitiones eorum deiecit et perveniens usque ad Basileam Ruodolfum regem Burgundiae alloquitur, qui illic sibi occurrebat extra urbem iuxta vicum qui Mittenza dicitur, et habito familiari colloquio imperator regem secum duxit in urbem. Confirmata inter eos pace Gisela imperatrice haec omnia mediante regnoque Burgundiae imperatori tradito eodem pacto, quemadmodum prius antecessori suo Heinrico imperatori datum fuerat, rex iterum donis ampliatus cum suis reversus est in Burgundiam. Imperator vero descendens per Rhenum in Franciam venit, ibique dux Chuono patruelis eius, prius rebellis, se reddidit, quem imperator in liberis custodiis aliquantulum castigavit destructisque munitionibus suis, quas optimas habuit, in gratiam illum recepit totumque honorem suum sibi restituit. Paulo post Adelbero, dux Histrianorum sive Carintanorum, reus maiestatis victus ab imperatore cum filiis suis exulatus est, et ducatum eius iste Chuono ab imperatore suscepit, quem ducatum pater eiusdem Chuononis dudum habuisse perhibetur. Ita dux Chuono fidus et bene militans imperatori et filio suo Heinrico regi, quousque vixerat, permansit.
Capitulum XXII
De legatione episcopi
Argentinensis.
Eodem tempore Werinharius Argentinae civitatis episcopus ab imperatore legatus Constantinopolim mittitur. Qui dum causa orationis Hierosolimam pergere se fingeret, ut putamus, Iudicio Domini, quem fallere nemo valebit, mirabiliter prohibitus est. Nam dum magnum comitatum hominum, maiorem quoque mutorum animalium, equorum, boum, ovium, porcorum multasque delicias seculares ultra modum secum educeret, perveniens in Ungariam, a rege Stephano contradicta est sibi via, quod eo tempore nulli oratorum accidit. Inde reversus per Baioariam cum omni comitatu suo pergens Italiam intravit et multum circa fines Veronae moratus tandem cum maximo labore per Venetiam mare Adriaticum ingressus navigio calamitoso Constantinopolim pervenit. Cumque ab imperatore Graecorum honorifice susceptus esset secumque satis familiariter conversaretur, desiderare coepit, ut imperatoris auxilio Hierosolimam adiret, quo desiderio semper aliqua re intercedente numquam potiri valuit. Sequenti vero tempore obiit et sepultus est in eadem urbe, et episcopatum eius Willihelmus Argentinensis canonicus suscepit. Legationis tamen causam postea imperator Graecorum aureis litteris imperatori Chuonrado rescripsit.
Capitulum XXIII
Quod imperator filium suum
Heinricum regem consecrarifecit.
Anno Domini MXXVIII, indictione XI, imperator Chuonradus filium suum Heinricum, magni ingenii et bonae indolis puerum, aetate XI annorum principibus regni cum tota multitudine populi id probantibus a Pilegrino archiepiscopo Coloniensi in regalem apicem apud Aquisgrani palatium sublimari fecerat. Tunc in principali dominica paschae consecratus et coronatus paschalem laetitiam triplicavit. Nam dum in superioribus annis duas coronas, id est patris et matris suae, mundus veneraretur, nunc tertia addita spes pacis crevit, quam rex cum caesare fecit; praesertim cum is coronatus esset, cuius aetas vita diuturna satis digna fuerat. Deinde diversa regna peragrantes, caesar per se, rex sub tutore et actore Augustensi episcopo Brunone, cunctos rebelles domabant et foedera pacis ubique feliciter firmabant.
Capitulum XXIV
De obitu episcopi
Augustensis.
Anno sequenti imperator in Baioaria Ratisponae pascha celebravit. Ibi Bruno episcopus Augustensis defunctus est, cuius corpus imperatrix prosecuta cum filio Heinrico rege ad Augustam sedem suam honorifice sepeliri fecerunt. Nobilis enim valde fuit ipse episcopus Bruno. Nam dum esset frater Heinrici imperatoris, filius erat materterae Giselae imperatricis. Soror vero eiusdem episcopi nupta Stephano regi Ungarorum causa fuit christianitatis primum in gente Pannonica. Episcopatum vero Augustensem Eberhardus suscepit.
Capitulum XXV
Qualiter dux Ernestus
ducatum accepit
et statim amisit.
Anno Domini MXXX. imperator Chuonradus apud Ingelenheim pascha celebravit. Ibi Ernestus supra memoratus dux Alamanniae a custodia solutus ducatum recepit, eo tenore ut Wezelonem militem suum, qui multis factionibus regnum turbaverat, quasi hostem rei publicae cum omnibus suis persequeretur idque se facturum cum sacramento confirmaret. Quod cum dux facere nollet, hostis publicus imperatoris diiudicatus est et penitus ducatu amisso cum paucis inde recessit. Imperator vero ducatum Alamanniae Herimanno, iuniori fratri eiusdem Ernesti, dedit eumque Warmanno Constantiensi episcopo commendavit. Imperator vero communi consilio omnium principum regni eundem Ernestum et cunctos iustitiae et paci reluctantes ab episcopis excommunicari fecit eorumque res publicari iussit. Ipsa imperatrix Gisela, quod dictu est miserabile, sed actu laudabile, filium inconsultum sapienti marito postponens publicam fidem dedit omnibus, quicquid illi accidisset, nullam ultionem neque malum animum pro hac re se reddituram fore.
Capitulum XXVI
Quod imperator super
Ungaros cum exercitu venit.
Eodem tempore multae dissensiones inter gentem Pannonicam et Baioarios, culpa tamen Baioariorum, factae sunt, ita ut Stephanus rex Ungarorum multas incursiones et praedas in regno Noricorum, id est Baioariorum, faceret. Unde commotus imperator Chuonradus cum grandi exercitu super Ungaros venit. Rex autem Stephanus minime sufficiens adversus imperatorem orationibus et ieiuniis in universo regno suo indictis praesidium Domini tantummodo flagitabat. Imperator tam munitum regnum fluviis et silvis intrare non valens multis tamen praedationibus, incendiis circa terminos regni iniuriam suam satis ulciscens reversus est, volens tempore oportuniori coepta sua peragere. Sed filius suus rex Heinricus adhuc puerulus, Eigilberto Frisingensi episcopo creditus, legatione Stephani regis pacem rogantis accepta unico consilio principum regni patre nesciente gratiam reconciliationis annuit: iuste et sapienter agens, qui regem iniuste iniuriatum, ultro petentem gratiam, recepit in amicitiam.
Capitulum XXVII
Quod dux Ernestus
auxilium petiit
ab Uodone comite.
Interea, dum hoc ageretur, praefatus Ernestus ducatus dignitate privatus, multa cogitans, multa moliens, qualiter imperatori resisteret, magnos labores in vanum consumpsit. Qui assumpto Wezelone milite suo cum aliis paucis perrexit in Franciam Latinam ad Uodonem comitem propinquum suum. Nam mater Uodonis et mater Giselae imperatricis fuerant sorores. A quo dum consilium et auxilium peteret, seu nollet sive non auderet, nihil solatii contra imperatorem sibi dedit.
Capitulum XXVIII
Qualiter dux Ernestus periit.
Dux vero Ernestus reversus iterum in Alamanniam venit ibique in quadam eremo, quae Nigra silva dicitur, in locis tutissimis moratus praeda miserabili per aliquod tempus vivebat. Ad extremum, dum a militia caesaris undique coarctaretur, quidam, qui imperatori favebant, equos, quos dux et omnes sui optimos habebant, per insidias in pascuis exceperunt. Dux vero perditis equis, in quibus confidebat, nihil pensi plus habens in tanta perturbatione, quid ageret, dubitabat; collectis tamen undique qualibuscumque equis, quos habere poterat, cum omnibus, quos tunc habuit, egressus est silva, secum deliberans melius esse honeste mori quam turpiter vivere. Cumque pervenissent in saltus silvarum ad illam regionem Alamanniae, quae Bara dicitur, viderunt castra deserta, quae priori nocte hostes occupaverant. Confestim perceperunt sibi insidias parari. Nam Manegoldus, miles imperatoris, de Augensi abbatia magnum beneficium habens, ab imperatore et Warmanno Constantiensi episcopo, qui tunc vice ducis Herimanni Alamanniam gubernabat, praesidio locatus fuerat, ne dux Ernestus praedas aut incendia faceret in regione. Statim dux Ernestus et assecutores sui nimium alacres effecti sunt, existimantes iniurias suas cito ulturos fore in hostibus, arreptoque itinere suos insecutores insequi coeperunt. Eadem intentione Manegoldus comes et qui cum illo fuerant huc et illuc progredientes itinera ducis diligenter observabant. Hac occasione utrimque collata ita coniuncti sunt, ut se invicem videre et affari possent. Erant autem ex parte Manegoldi multo plures milites quam de parte ducis.
Nec mora, congressi pugnabant acriter omnes, ex parte ducis ira, ferocitate, audacia incitati, ex altera parte pro gloria, pro remuneratione adducti. Hi, qui cum duce fuerant, cum nihil de vita cogitarent, omnes ad interitum properabant. Dux vero cum nemini parceret, in hoc praelio neminem sibi parcentem invenit et a plurimis vulneratus postremo interfectus occubuit. Ibi cecidit Wezilo comes, miles ducis, cuius causa haec omnia acciderant; Adelbertus et Werin, nobiles viri, et alii multi interfecti sunt ibi. Ex altera parte ipse Manegoldus comes, auctor huius congressionis, cecidit et plures alii secum. Corpus Ernesti ducis in Constantiam delatum prius accepta indulgentia a potestate episcopali pro excommunicatione in ecclesia sanctae Mariae sepultum est; corpus Manegoldi in Augia subterratum est.
Accidit hoc bellum semper miserabile multum, XV. kal. Septembris. Hoc cum nunciatum esset imperatori, fertur dixisse: «Raro canes rabidi foeturam multiplicabunt».
Capitulum XXIX
Rudolfus rex Burgundiae obiit,
et Uodo regnum eius invasit.
Anno Domini MXXXII. Ruodolfus rex Burgundiae, avunculus Giselae imperatricis, obiit in pace, cuius regnum comes Uodo Francigena, filius sororis suae, invasit et quaedam castra munitissima sive civitates seu dolo seu bello ceperat: nec se regem ausus est facere, nec tamen regnum voluit dimittere. Referebant quidam illum dixisse saepe, quod numquam rex fieri, sed tamen semper magister esse regis vellet. Eo modo magnam partem Burgundiae distraxit, licet regnum Burgundiae Chuonrado imperatori et filio eius Heinrico regi, a Ruodolfo rege, postquam ipse superstes non esset, per iusiurandum iam dudum confirmatum esset. Sed dum Uodo comes haec in Burgundia faceret, Chuonradus imperator in Sclavonia cum armis fuerat. Quid ibi ageret, vel qualiter postea Uodonem repulisset de Burgundia, consequenter dicam. Supra dictus Bolizlaus dux Bolanorum mortuus reliquit duos filios, Misiconem et Ottonem. Misico dum fratrem suum Ottonem persequeretur, expulerat eum in Ruzziam. Dum ibi aliquantum tempus miserabiliter viveret, coepit rogare gratiam imperatoris Chuonradi, ut ipso impetrante et iuvante restitueretur patriae suae. Quod dum imperator facere vellet, decrevit, ut ipse cum copiis ex una parte, ex altera frater Otto Misiconem aggrederentur. Hunc impetum Misico ferre non valens fugit in Boemiam ad Uodalricum ducem, cui tunc temporis imperator iratus fuerat. Sed ille, ut sic placaret imperatorem, voluit sibi reddere Misiconem; quod pactum sceleratum renuit caesar, dicens se nolle inimicum emere ab inimico. Otto restitutus patriae et dux factus a caesare, dum post aliquod tempus minus caute ageret, a quodam familiari suo clam interfectus est. Tunc Misico omnibus modis quaerebat gratiam imperatricis Giselae et reliquorum principum, ut mereretur redire ad gratiam imperatoris. Caesar misericordia motus dedit sibi veniam et divisa provincia Bolanorum in tres partes Misiconem fecit tetrarcham, reliquas duas duobus aliis commendavit; sic imminuta potestate minor facta est temeritas. Defuncto Misicone Gazmerus filius eius fideliter serviebat huc usque imperatoribus nostris.
Capitulum XXX
Quod imperator cum
filio suo Heinrico rege
Burgundiam adiit.
Anno Domini MXXXIII. imperator Chuonradus cum filio suo rege Heinrico natalem Domini in Argentina civitate celebravit. Inde collecto exercitu per Solodorum Burgundiam intravit et veniens ad Paterniacum monasterium in purificatione sanctae Mariae a maioribus et minoribus regni ad regendam Burgundiam electus est et in ipsa die pro rege coronatus est. Deinde quaedam castella, quae Uodo invaserat, obsedit, sed propter nimiam asperitatem hiemis, quae tunc fuerat, valde impediebatur. De qua nimietate frigoris quidam de nostris centenos versus fecit, quos imperatori praesentavit, in quibus tam mirandae res dicuntur, quod equi in castris circa castellum Murat, si pedes infixissent terrae, pro tempore diei aliquid moliti, per noctem ita gelati constringerentur, ut nequaqusam nisi securibus et sudibus de terra in circuitu gelata evelli potuissent. Quidam vero, qui non habuit adiutorium, equum proprium ita haerentem interfecit et corium de cruribus sursum abstulit, reliquum terrae gelatae infixum dimisit. Homines quoque multum confundebantur hoc algore; erat enim una facies iuvenum et senum, omnes erant die et nocte cani et barbati propter horridum rigorem glaciei, licet plures iuvenes et imberbes fuissent ibi; et tamen vix haec causa fuit, quod caesar bella reliquit.
Imperator reversus ad Turicum castrum pervenit; ibi plures Burgundionum, regina Burgundiae iam vidua et comes Hupertus et alii, qui propter insidias Uodonis in Burgundia ad imperatorem venire nequiverant, per Italiam pergentes occurrebant sibi et effecti sui fide promissa per sacramentum sibi et filio suo Heinrico regi mirifice donati redierunt.
Capitulum XXXI
Quod imperator super
Uodonem cum exercitu venit.
Eiusdem anni aestate imperator cum exercitu suo super Uodonem comitem in Gallias Francorum venit, dicens, si Uodo in Burgundia res alienas iniuste quaereret, de suo proprio iuvante Deo aliquid perdere deberet. Tunc in regno Heinrici regis Francorum, in praediis tamen et beneficiis Uodonis tantas devastationes et incendia fecit imperator, ut ipse Uodo necessitate compulsus humiliter veniens quaereret veniam, promittens Burgundiam dimittere et secundum iussionem illius sibi satisfacere. Sic imperator cum suo honore et Uodonis damno reversus est.
Capitulum XXXII
Qualiter imperator Uodonem
expulit de Burgundia.
Anno Domini MXXXIIII. imperator in Baioaria Ratisbonae sanctum pascha celebravit. Huius anni aestate, dum Uodo praefatus promissa non attenderet, sed adhuc quandam partem Burgundiae, quam iniuste invaserat, obtineret, imperator Chuonradus expeditis Teutonicis et Italis Burgundiam acute adiit. Teutones ex una parte, ex altera archiepiscopus Mediolanensis Heribertus et caeteri Italici ductu Huperti comitis de Burgundia usque Rodanum fluvium convenerunt. Augustus veniens ad Genevensem civitatem Geroldum principem regionis illius et archiepiscopum Lugdunensem atque alios quam plures subegit et reversus castrum Murat cum fortissimis militibus Uodonis munitum obsidens vi cepit et, quos intus invenerat, captivos duxit. Caeteri fautores Uodonis hoc audientes solo timore caesaris fugierunt, quos persecutus caesar omnino exterminavit de regno et acceptis de principibus Burgundiae multis obsidibus rediit per Alsatiam ad imperatricem. Nam dum ille in Burgundiam pergeret, imperatrix secuta est eum usque Basileam; inde reversa ad Argentinam civitatem expectavit reditum imperatoris. Eo tempore filia imperatoris Chuonradi et Giselae imperatricis Mahthilda, nimiae formositatis puella, Heinrico regi Francorum desponsata, obiit Wormatiae ibique sepulta est.
Capitulum XXXIII
Quod rex Heinricus
Sclavos subiugavit.
Interea, dum haec, quae superius dicta sunt, imperator in Burgundia faceret, filius suus Heinricus rex, licet in puerilibus annis, non segnius rei publicae consuluit in Boemia et in caeteris regionibus Sclavorum, ubi et Uodalricum ducem Boemiae et reliquos quam plures caesari adversantes strenue subiugavit et redeunti patri occurrens de duplici victoria duplex gaudium populis effecerat. Deinde collectis copiis de Saxonia super eos, qui Liutizi vocantur quique olim semichristiani, nunc per apostaticam nequitiam omnino sunt pagani, imperator venit ibique conflictum implacabilem mirabiliter diremit. Inter Saxones enim et paganos fiebant ea tempestate multae dissensiones et incursiones. Cumque caesar veniret, coepit quaerere, ex qua parte pax, quae diu inviolata inter eos fuerat, prius corrumperetur. Dicebant pagani a Saxonibus pacem primitus confundi idque per duellum, si caesar praeciperet, probari. Econtra Saxones ad refellendos paganos similiter singulare certamen, quamvis iniuste contenderent, imperatori spondebant. Imperator consulentibus principibus suis, licet non satis caute ageret, hanc rem duello diiudicari inter eos permisit. Statim duo pugiles congressi sunt, uterque a suis electus. Christianus in sola fide, quae sine operibus iustitiae mortua est, confidens et non diligenter attendens, quod Deus, qui veritas est, omnia in vero iudicio disponit, qui solem suum oriri super bonos et malos facit, qui pluit super iustos et iniustos, audacter pugnare coepit. Paganus autem solam conscientiam veritatis, pro qua dimicabat, prae oculis habens acriter resistebat. Postremo christianus a pagano vulneratus cecidit. Ex qua re pagani in tantam elationem et audaciam venerunt, ut, nisi imperator adesset, continuo irruerent super christianos; sed imperator ad compescendas incursiones eorum construxit castrum Wirbinam, in quo praesidia militum locabat, et principes Saxoniae, ut unanimiter resisterent paganis, sacramento et imperiali iussione constringebat. Deinde reversus est in Franciam.
Sequenti vero anno idem castrum a paganis dolo captum est, et plures nostrorum, qui in eo erant, ab eis occisi sunt. Hinc commotus imperator iterum cum copiis usque Albim fluvium venit. Sed cum pagani transitum prohiberent, imperator per aliud vadum fluvii partem exercitus latenter transmisit et ita fugatis hostibus ipse per ripam liberam regionem ingrediens immensis devastationibus et incendiis ubique, nisi in locis inexpugnabilibus, sic humiliavit eos, ut censum ab antiquis imperatoribus propositum et iam auctum Chuonrado imperatori postea persolverent. Multum enim laboravit Chuonradus imperator prius et tunc in gente Sclavorum; unde quidam de nostris quoddam breviarium versifice fecit, quod postea imperatori praesentavit. Ibi legitur, qualiter imperator interdum in paludibus usque femora stabat, pugnans ipse et exhortans milites, ut pugnarent, et victis paganis nimis acriter trucidabat eos pro quadam superstitione illorum nefandissima. Nam fertur, ut quodam tempore effigiem ligneam crucifixi domini nostri Iesu Christi scelerato ludibrio habuissent pagani et in eam spuerent atque colaphis caederent; ad extremum oculos eruebant, manus et pedes truncabant. Haec ulciscens imperator de captis paganis maximam multitudinem pro una effigie Christi simili modo truncavit et varia morte delevit. Idcirco in eisdem versibus caesar ultor fidei vocatur et Romanis principibus Tito et Vespasiano comparatur, qui in ultionem Domini triginta Iudaeos pro uno nummo commutaverant, cum Iudaei Christum pro totidem denariis vendiderint. Reversus imperator, quicquid obstaculi in regno invenit, imperiose disiecit. Eodem anno Adelbero dux Carantanorum imperatoris gratiam perdens ducatum amisit et in exilium missus est.
Capitulum XXXIV
De coniuratione Italorum.
Item eodem tempore magna et modernis temporibus inaudita confusio facta est Italiae propter coniurationes, quas fecerat populus contra principes. Coniuraverant enim omnes valvasores Italiae et gregarii milites adversus dominos suos et omnes minores contra maiores, ut non paterentur aliquid sibi inultum accidere a dominis suis supra voluntatem ipsorum, dicentes, si imperator eorum nollet venire, ipsi per se legem sibimet facerent. Hoc cum nunciatum esset imperatori, fertur dixisse: «Si Italia modo esurit legem, concedente Deo bene legibus hanc saciabo».
Et praeparans se anno sequenti Italiam cum copiis intravit. Interea principes Italici male conceptam coniurationem periculum generare posse scientes convenerunt simul cum minoribus et prius exhortationibus et consiliis hoc recens malum destruere conabantur; cum hoc non procederet, temptabant bello superare, sed inito praelio minorum incredibilis multitudo sola impressione catervarum vicit. Ibi episcopus Astensis indigna statione periit, caeteri fugerunt et nimium confusi adventum imperatoris aegre expectabant.
Capitulum XXXV
Quod rex Heinricus
filiam Chnutonis regis
in coniugium duxerit.
Anno Domini MXXXVI. Heinricus rex filius imperatoris Chnutonis regis Anglorum filiam nomine Chunelindem pro regina consecratam regalibus nuptiis in coniugium duxit. Eodem anno, ut dictum est, imperator Chuonradus cum filio Heinrico rege Italiam intravit cum exercitu et celebravit natalem Domini Veronae anno dominicae incarnationis MXXXVII. Inde ad Mediolanum veniens ab Heriberto archiepiscopo magnifice receptus est in ecclesia sancti Ambrosii. In ipsa die, nescimus cuius consilio, pene gravis tumultus factus est populi Mediolanensis quaerentis ab imperatore, si vellet favere coniurationi eorum. Unde commotus imperator praecepit, ut omnes in urbem Papiensem ad generale colloquium convenirent. Quod dum factum esset, cunctis reclamantibus legem fecit imperator. In ipso placito quidam Hugo comes et alii quam plures Italici appellabant archiepiscopum Mediolanensem pro multis causis, quibus eos offenderat. Imperator vero vocato archiepiscopo praecepit, ut satisfaceret omnibus. Quod dum archiepiscopus renueret, sensit imperator omnem illam coniurationem Italiae ipsius consilio factam esse. Et mox comprehenso illo, retinuit in sua potestate; deinde commendavit eum in custodiam Poponi patriarchae Aquilegiensi et Chuononi duci Carentanorum. Qui ab eis ductus est cum imperatore usque Placentinam civitatem. Quadam nocte quidam de familiaribus archiepiscopi collocavit se vice ipsius in lecto, quo ipse iacere solebat, et superducto coopertorio latuit, ut ita falleret custodes. Archiepiscopus adducto sibi equo a quodam fugit et veniens Mediolanum a suis cum magno gaudio susceptus est. Deinde, quicquid poterat moliri contra imperatorem, non praetermisit. Imperator quaeque castella sibi adversa destruxit et iniquas coniurationes Italiae iusta lege reducta exinanivit et veniens Ravennam sanctum pascha ibi celebravit. Eodem anno in Italia tres episcopi, Vercellensis, Cremonensis, Placentinus, apud imperatorem accusati sunt, quos imperator comprehensos exulari fecit. Quae res displicuit multis, sacerdotes Christi sine iudicio damnari. Referebant nobis quidam piissimum nostrum Heinricum regem filium imperatoris salva reverentia patris clam detestari praesumptionem caesaris in archiepiscopum Mediolanensem atque in istos tres; et merito, quia, sicut post iudicialem sententiam depositionis nullus honor exhibendus est, sic ante iudicium magna reverentia sacerdotibus debetur. Eodem anno praefatus comes Uodo de Francia in regno imperatoris quaedam loca invadens a Gozelone duce Liutbaringorum et filio suo Godefrido et Gerhardo comite atque a militia episcopi Metensis pugna commissa cum illo fugiendo interfectus est, et vexillum eius caesari in Italiam allatum hostem interemptum testabatur. Eo tempore imperator Mediolanenses nimium afflixit et, quoniam urbem antiquo opere et maxima multitudine munitam capere non poterat, quod in circuitu fuerat, igne et gladio consumpsit.
Capitulum XXXVI
De miraculo, quod accidit
in die pentecostes.
Eodem tempore, dum imperator quoddam castrum sancti Ambrosii, quod Curbitum dicitur, iuxta Mediolanum obsideret, accidit ibi, quod plures pro Miraculo habuerunt. In dominica sancta pentecostes ante horam tertiam de magna serenitate coeli subito fulmina cum tonitruis eruperunt tantae fortitudinis, ut multa pars hominum et equorum periret in castris. Quidam prae tanto terrore in excessum mentis venerunt, ita ut post aliquos menses vix illis sensus redierit. Venientes autem, qui extra castra fuerunt, nec vidisse nec audisse aliquid tale dicebant. Eo tempore imperator archiepiscopatum Mediolanensem Ambrosio Mediolanensi canonico dedit, licet illi ista donatio parum profuisset. Nam cives Mediolanenses, quicquid habuit idem Ambrosius in illorum territorio, demoliebantur et suum archiepiscopum Heribertum usque obitum eius cum honore retinuerunt, sed tamen cum gratia Heinrici regis filii imperatoris, quod plenius in Gestis regis, si Deus voluerit, exequar. Eodem tempore papa Cremonae occurrebat imperatori et honorifice receptus et dimissus Romam reversus est. Imperator disperso exercitu per regiones ipse ad montuosa loca secessit propter refrigerium, quoniam ea aestate magnus calor imminebat.
Capitulum XXXVII
De seditione quae
facta est in Parma.
Eodem anno hiberno tempore collecto exercitu imperator transcendens Padum ad Parmam civitatem venit, ibi natalem Domini celebravit inchoante anno dominicae incarnationis MXXXVIII. In ipsa die nativitatis Domini inter Teutonicos et cives Parmenses magna seditio orta est, et quidam bene valens vir Chuonradus, infertor ciborum imperatoris, cum aliis interfectus est. Unde commotus exercitus gladiis et igne cives aggreditur; et imperator post incendium magnam partem murorum destrui praecepit, ut eorum praesumptionem non multam fuisse haec ruina aliis civitatibus indicaret. Deinde imperator transcendens Apenninum montem in Apuliam tendebat; imperatrix vero Romam orandi gratia venit, inde ad imperatorem revertitur. Imperator autem ad terminos imperii sui perveniens Troiam, Beneventanum et Capuam aliasque civitates Apuliae lege et iustitia stabilivit, dissensiones, quae erant inter Nortmannos extraneos et indigenas, sola iussione sedavit et cunctis offensionibus de regno sublatis feliciter reversus Ravennam venit. Ibi dispositis obsidionibus et insidiis adversus Mediolanenses, qui adhuc sibi rebelles fuerant, caeterisque rebus ad voluntatem suam per regnum compositis patriam revisere decrevit. Eo tempore propter nimium calorem nimia contagio pestilentiae exercitum invasit neque aetatibus neque personis pepercit. Ibi regina Chunelindis, coniunx Heinrici regis, XV. kal. Augusti quasi in limine vitae ingressu mortis occubuit, relinquens tantummodo solam filiolam de rege, quam postea pater Christo desponsans in abbatissam consecrari fecit. Filius imperatricis Herimannus dux Alamannorum, iuvenis bonae indolis et in rebus bellicis strenuus, eadem peste gravatus inter manus peritissimorum medicorum V. kal. Augusti non sine magno detrimento imperii obiit. Eodem mense atque sequenti maxima multitudo exercitus morbo confacta periit. Corpus reginae tenerum et delicatum aromatibus conditum cum rege et imperatrice ductum ad Germaniam in praepositura Lintburg sepultum est. De duce statutum erat, ut in Constantiam civitatem Alamanniae duceretur, sed calore nimio obstante in Triento sepelitur.
Capitulum XXXVIII
Quod imperator filio suo
regi Burgundiam tradidit.
Eodem anno Stephanus rex Ungarorum obiit, relinquens regnum Petro, filio sororis suae. Reversus imperator in Baioariam aegrotantem exercitum medicinis et consilio reficiebat et, dum omne regnum serenitate pacis invenisset illustratum, eiusdem anni autumno Burgundiam adiit et convocatis cunctis principibus regni generale colloquium habuit cum eis et diu desuetam atque pene deletam legem tunc primum Burgundiam praelibare fecerat. Transactis tribus diebus generalis colloquii quarta die primatibus regni cum universo populo laudantibus atque rogantibus imperator filio suo Heinrico regi regnum Burgundiae tradidit eique fidelitatem denuo iurare fecit. Quem episcopi cum caeteris principibus in ecclesiam sancti Stephani, quae pro capella regis Solodoro habetur, deducentes hymnis et canticis divinis Deum laudabant populo clamante et dicente, quod pax pacem generaret, si rex cum caesare regnaret. Reversus imperator per Basileam descendens Franciam orientalem et Saxoniam atque Fresiam pacem firmando, legem faciendo revisit.
Capitulum XXXIX
De obitu imperatoris.
Anno dominicae incarnationis MXXXIX, dum imperator Chuonradus iam in filio suo rege Heinrico regni rem, imperii autem spem bene locatam confideret, cumque pene omnia per regnum ad libitum suum inclinata videret, ipso anno diem sanctum pentecostes apud Traiectum, civitatem Fresiae, celebravit. Ubi cum sacratissimam sollemnitatem venerando magnifice cum filio et imperatrice coronatus procederet, ad mensam mediocri dolore correptus est; tamen, ne tantae diei laetitiam perturbaret, dolorem dissimulavit. Sequenti die cum morbus letalis vehementer insisteret, imperatricem cum filio rege ad prandium exire iubet de cubiculo. Interea imperator finem sibi imminere sentiens, sicut in vita sanus, in actu semper constans et strenuus fuit, ita in extremis nihil segnioris fidei permansit et vocatis episcopis corpus et sanguinem Domini et crucem sanctam cum reliquiis sanctorum apportari fecerat. Et erigens se cum lacrimis valde affectuosis in confessione pura et oratione intenta, sanctorum communionem ac peccatorum remissionem devotissime accipiens, imperatrici et filio regi Heinrico post fida monita valedicens, ex hac vita migravit II. non. Iunii, feria II, indictione VII. Viscera imperatoris apud Traiectum condita sunt, et rex locum sepulturae donis et praediis ampliavit. Reliquum corpus ab imperatrice et filio rege, ut optime excogitari poterat, involutum et reconditum usque Agrippinam Coloniam vectum per cuncta coenobia illius civitatis atque Moguntiae seu Wormatiae sive illorum, quae in medio fuerant, omni populo sequente et orante deportatum incredibili oratione et magnis elemosinis pro redemptione animae factis tricesima qua obdormivit die in Spira civitate, quam ipse imperator, sicut et postea filius, multum sublimavit, honorifice sepultum est. Hanc gratiam Chuonrado imperatori Deus addidit, quod non vidimus neque audivimus tantas lamentationes universorum, tot orationes, tales elemosinas alicui imperatorum corpore insepulto factas. Et sicut percepimus referente episcopo Heinrico Lausanensi cum caeteris Burgundionibus, qui illum de obitu usque sepulturam prosecuti sunt, filius caesaris Heinricus rex ad omnes introitus ecclesiarum et ad extremum ad sepulturam humeros suos corpori patris ultra modum humili devotione supposuit et non solum, quod filius patri in caritate perfecta, sed quod servus domino in timore sancto debet, hoc totum rex patri defuncto studiosissime exhibuit.
Haec de imperatoris Chuonradi gestis breviter scripsimus, de quibus si quicquam intactum omnino dimisimus, hoc inauditum esse a nobis credatur. Si autem aliquid strictius, quam rerum magnitudo se extenderet, dictum est, illud propter commoditatem legentis factum esse veraciter attestabimur. Pro quo quidam de nostris cantilenam lamentationum fecerat, quam postea filio suo Heinrico regi in Constantia civitate praesentavit; quas lamentationes hic, quoniam eiusdem operis sunt, inserere non incongruum putavimus.
Capitulum XL
Versus pro obitu
Chuonradi imperatoris.
Qui vocem habet serenam, hanc proferat cantilenam
De anno lamentabili et damno ineffabili,
Pro quo dolet omnis homo forinsecus et in domo.
Suspirat populus domnum vigilando et per somnum:
«Rex Deus, vivos tuere et defunctis miserere»!
Anno quoque millesimo nono atque trigesimo
A Christi nativitate nobilitas ruit late,
Ruit caesar caput mundi, et cum illo plures summi,
Occubuit imperator Chuonradus, legis amator.
Rex Deus, vivos tuere et defunctis miserere!
Eodem vero tempore occasus fuit gloriae:
Ruit stella matutina Chunelinda regina.
Heu quantum crudelis annus! corruerat Herimannus,
Filius imperatricis, dux timendus inimicis,
Ruit Chuono dux Francorum, et pars magna seniorum.
Rex Deus, vivos tuere et defunctis miserere!
Imperatoris gloria sit nobis in memoria,
Et recenti mentione vivat vir indolis bonae;
Fiat dominator probus frequenti carmine novus,
Praeclara fama post mortem vitae praestet hunc consortem!
Rex Deus, vivos tuere et defunctis miserere!
Regum sanguine genitus omnes praecellit penitus,
Gloriosus in persona, pulcher sua sub corona,
Sceptrum, regnum, imperium nulli erat plus congruum:
Rem publicam honestavit, huius causa laboravit.
Rex Deus, vivos tuere et defunctis miserere!
Postquam replevit Franciam per pacis abundantiam,
Mitigavit Alamannos et omnes regni tyrannos,
Saxonibus et Noricis imposuit frena legis,
Vidit sua magnalia probabilis Italia.
Rex Deus, vivos tuere et defunctis miserere!
Roma subiecit se primum a summo usque ad imum,
Experti sunt Ravennates in bello suos primates,
Sentiebant Veronenses invicti caesaris enses,
Hesperia se postravit, imperanti supplicavit.
Rex Deus, vivos tuere et defunctis miserere!
Reversus Alamanniam invenerat calumniam.
Quam sic dissipavit caesar, ut ventus pulveris instar,
Omnes simul perierunt, qui praedatores fuerunt,
Et cives praestantissimi idcirco sunt exulati.
Rex Deus, vivos tuere et defunctis miserere!
Nil moratus imperator, pacis ubicumque dator,
Bellum intulit paganis, ne nocerent christianis,
Non defendit eos palus, nulla fuit aquis salus,
Bene coercebat Sclavos barbaros et omnes pravos.
Rex Deus, vivos tuere et defunctis miserere!
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CASA DE BAVIERA (ANTIGUA)
1) Significado: El origen de la Antigua Casa de Baviera se remonta a los últimos años del siglo V. Procede de la dinastía de los primitivos reyes bávaros.
2) Casa solar: Baviera, al sur de Alemania.
3) Armas: Las de la Casa de Baviera, en la Baja Edad Media, son: Escudo fuselado en bandas de azur y plata (Fuselé en bande d'azur et d'argent).
4) Antepasados: Los antiguos relatos de Germania nos dan noticia de una dinastía Bávara que se remonta a los últimos años del siglo V. Son los antepasados inmediatos de Garibaldo I de Baviera, metido ya de lleno en la historia de la Baviera medieval.
I. Agilulfo de Baviera (42° abuelo de Cándido Madaleno Gasteasoro) nació hacia el año de 490. Casó con una hija de Godogisel de Ginebra (450-500) y Teodolinda. Tuvieron por hijo a
II. Agivaldo de Baviera (41° abuelo) nació hacia el año de 515. Desconocemos el nombre de su esposa. Tuvo por hijos a Garibaldo I de Baviera (c.540, que sigue) y Teobaldo de Baviera (c.545).
III. Garibaldo I de Baviera (40° abuelo) nació hacia el año 540. Casó con Waldrada de Lombardía (hija de Wacchon de Lombardía y Austricusa), que en primeras nupcias había casado con Teobaldo, rey de Reims. Garibaldo y Waldrada tuvieron por hijos a Gertrudis de Baviera (c.559, casada con Carlomán de Landen y padres de Pipino de Landen; ver nota 1), Talisson de Baviera (c.560, que sigue), Gundroaldo de Asti (c.562; ver nota 2) y Teodelinda de Baviera (c.569, que casó con Autario, rey de los Longobardos).
IV. Talisson de Baviera (39° abuelo) nació hacia el año de 560. Murió el año 610. Tuvo por hijo a
V. Garibaldo II de Baviera (38° abuelo) nació hacia el año 585. Murió en 625. Casó con Geila de Friuli. Tuvieron por hijo a
VI. Teodón I de Baviera (37° abuelo) nació hacia el año de 616. Casó con Regentruda de Austrasia (ver nota 3). Tuvieron por hijos a Ragnetruda de Baviera (630, que casó con Godefrido de Alemania: ver nota 4) y Teodón II de Baviera (645, que sigue).
VII. Teodón II de Baviera (36° abuelo) nació hacia el año 645. Murió en 716. Casó con Folchaida de Salzburgo (hija de Roberto de Salzburgo y Theoda). Tuvieron por hijos a Guntruda de Baviera (c.662, que casó con Liutprando I de Lombardía), Wiligarda de Baviera (c.665, que casó con Lievin de Treveris y fueron padres de Rotruda de Turgovie, esposa de Carlos Martel) y Teudeberto de Baviera (c.670, que sigue).
VIII. Teudeberto de Baviera (35° abuelo) nació hacia el año 670. Murió en 722. Tuvo por hija a
IX. Aldegunda de Baviera (34ª abuela) nació hacia el año 700. Casó con Waudberto VII de Lommois. Tuvieron por hijo a Waudberto VIII de Lommois, que casó con una hija (33ª abuela) de Thierry II de Ponthieu y fueron padres de Ricardo de Amiens (755-801; 32° abuelo). Una hija (31ª abuela) de Ricardo de Amiens casó con Harduin de Vienne y fueron padres de Bivin de Metz (30° abuelo), que casó con Richilda de Borgoña y fueron padres de Ricardo II "el Justiciero", duque de Borgoña, y de Boson I de Lombardía, duque de Provenza (29° abuelo), que casó con Ermengarda de Italia y tuvieron por hija a Willa I de Vienne, que casó con Rodolfo I, rey de Borgoña (28° abuelo).
5) Ruta genealógica: Antigua Casa de Baviera ® Casa de Borgoña ® Casa de Franconia ® Casa de Suabia ® Reyes de Castilla ® Múgica ® Butrón ® Salazar ® Murga ® Villachica ® Andéchaga ® De la Presa ® Aldecoa (de Murueta) ® Olabarría ® Madaleno.
6) Otros datos:
[1] Pipino de Landen murió en 640. Casó con Idoberga de Nivelles (hija de Grimoaldo de Aquitania y Itta de Gascuña; Grimoaldo era hijo de Teobaldo, rey de Reims, y Waldrada de Lombardía). Pipino e Idoberga fueron padres de Santa Begga de Landen (615-693), que casó con Ansegisel de Metz (hijo de San Arnoldo de Metz -para otros: de Arnulfo, obispo de Metz- y Santa Doda de Schelde) y fueron padres de Pipino II de Heristal, Santa Clotilde de Metz y Martín, duque de Laon. Pipino II casó con Alpaida de Bruyers y fueron padres de Carlos Martel. Santa Clotilde casó con Thierry III, rey de Neustria (hijo de Clodoveo II y nieto de Dagoberto I) y fueron padres de Childeberto III de Francia y Berta de Neustia. Martín de Laon casó con Bertrada "la Anciana" de Prüem y tuvieron por hijo a Cariberto de Laon.
[2] Grundoaldo de Asti tuvo por hijo a Ariperto I, que fue padre de Perctarit, que fue padre de Cuniperto, que fue padre de Liutperto I (+712), padre de N. de Lombardía, casada con Ansprad y madre de Liutprando I de Lombardía, que casó con Guntruda de Baviera, y tuvieron por hija a Ansa de Lombardía, que casó con Didier III de Nasau y tuvieron dos hijas: Gerberga de Lombardía (esposa de Carlomán II de Austrasia: 747-771, hijo de Pipino "el Breve") y Anspergue de Lombardía (esposa de Audrán de Friuli).
[3] Ragnetruda de Austrasia nació hacia el año 687. Sus padres fueron Hugoberto de Austrasia (c.645-698) y Irmina de Oeren (c.650-c.710; nieta de Dagoberto I, rey de Neustria y Ragnetruda). Hermanos de Ragnetruda fueron: Bertrada "la Anciana" de Pruëm (c.675, casada con Martín, duque de Laon), Crodelinda de Austrasia (c.685, casada con Garnier de Rouergue, y abuelos de Teodorico I de Autun, casado con Aude, hija de Carlos Martel) y Norberto de Aquitania (c.690, padre de Rodolina de Aquitania y abuelo de Gilberto, conde de Rouergue).
[4] Godefrido de Alemania nació en el año 630 y murió en 709. Casó con Ragnetruda de Baviera en 657. Los padres de Godifrido fueron Lotario II de Alemania (600-675) y Wilibalda de Borgoña. Antepasados de Lotario fueron: Cuno de Alemania (570-607), Lutfrido I de Alemania (545-587), Lotario I de Alemania (520-554). Antepasados de Wilibalda fueron: Wilibaldo de Borgoña, patricio (575), Aletée de los Burgundios (550) N. de los Burgundios (525), Wilibaldo, rey de los Burgundios (500), Godomar, rey de los Burgundios (475), Gundobado, rey de los Burgundios (450), etc.
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CASA DE ANJOU
1) Significado: Según algunos estudiosos de la genealogía franco-medieval, la Casa de Anjou tiene su origen en los duques de Alsacia: Torcuato de Rennes, hijo de Hugo I, conde de Tours y duque de Alsacia, sería el primer vástago de esta dinastía. Por eso comenzamos la genealogía de los Anjou con Ega, primero de los duques de Alsacia conocido (c.560). La Casa de Anjou deriva en la Dinastía Plantagenet de los reyes de Inglaterra, que toma su nombre del apelativo que utilizaba Godofrefo "Plantagenet", duque de Anjou y padre de Enrique II, rey de Inglaterra, a causa de una retama en flor que llevaba en su casco. La palabra Plantagenet significa "Planta Hiniesta".
2) Casa solar: Anjou. Región del occidente francés atravesada por el Loira y el Sarthe. En su época gala Julio Cesar lo llama Andes y Plinio "el Viejo", Andicavi. La ciudad de Angers tuvo su origen en estos pueblos galos. Durante la época merovingia y carolingia debió caer en el caos general de los bagaudas y su situación sería de revueltas permanentes. En la época carolingia esta región es gobernada por funcionarios palatinos. El primer conde de Anjou, considerado como cabeza de la dinastía es Folco "el Rojo".
3) Armas: De la primera Casa de Anjou (probablemente míticas). D'azur, au chef de gueules, aux rais d'escarbouble d'or, brochants sur le tout.
4) Antepasados:
I. Ega, duque de Alsacia (39° abuelo de Cándido Madaleno Gasteasoro) nació hacia el año 560 en Alsacia, Francia. Murió hacia el 646. Casó con Gerberga de Franconia (hija de Richomer, duque de Borgoña y de Gertrudis de Hamage; su ascendencia es muy interesate porque, tanto por parte de su padre como de su madre, llega hasta el siglo V y enlaza con familias galo-romanas). Tuvieron por hijo a
II. Erchembaldo, duque de Alsacia (38°abuelo) nació hacia el año 590. Murió el 661. Casó con Leudefindis. Tuvieron por hijo a
III. Lendisius de Peronne, duque de Alsacia (37° abuelo) nació hacia el año de 620. Murió hacia el 673. Tuvo por hijo a
IV. Eticón I (Adalrico), duque de Alsacia (36° abuelo) nació hacia el año 645. Murió el 20-II-689/690. Casó con Berswinda de Austrasia (nacida en Metz e hija del rey franco Sigeberto III de Austrasia y de Imiquilda; nieta de Dagoberto I de Neustria y biznieta de Clotario II de Neustria). Tuvieron por hijo a
V. Adalberto, duque de Alsacia (35° abuelo) nació hacia el año de 685. Murió en 722. Casó con Gerlinda de Baviera. Tuvieron por hijo a
VI. Luitfrido I de Nordgau, duque de Alsacia (34° abuelo) nació hacia el año 707, y murió entre el 750 y el 767. Casó con Hildewinda. Tuvieron por hijo a
VII. Luitfrido II de, duque de Alsacia (33° abuelo) nació hacia el año 740. Murió en 802. Casó con Hiltruda. Tuvieron por hijo a
VIII. Hugo I, conde de Tours y Alsacia (32° abuelo) nació en el año de 775 en Alta Alsacia, Francia. Murió en Palestina el 857. Casó, hacia 803, con Bava de Morvois (natural de Tours e hija de Gerardo de París y Rotruda). Tuvo tres hijos que son antepasados nuestros: Torcuato de Rennes (c.800, que sigue), Ermengarda, condesa de Tours (804, que casó con el emperador Lotario I de Francia) y Adelaida de Alsacia (c.805, que casó con el duque Conrado I de Auxerre; fueron abuelos de Rodolfo I, primer rey de Borgoña).
IX. Torcuato de Rennes (31° abuelo) nació en Rennes, Anjou, hacia el año de 800. Tuvo por hijo a
X. Tertulle, conde de Anjou (30° abuelo) nació en Rennes, Anjou, hacia el año de 821. Casó con su prima hermana Petronila de Auxerre (hija de Conrado I de Auxerre y Adelaida de Tours, que era hija de Hugo de Tours y, por lo tanto, tía de Tertulle). Tuvieron por hijo a
XI. Ingelgar, conde de Anjou y de Orleans (29° abuelo) nació hacia el año de 850 en el condado de Anjou y murió hacia 888 en Tours. Fue sepultado en la iglesia de San Martín de Tours. Casó con Aelinda de Buzancais, nacida en Tours hacia 850, e hija de Fulco de Buzancais, que era nieto de Adelardo de Fezensac (nieto, a su vez, de Gerardo, conde de París). Tuvieron por hijo a
XII. Fulco I "el Rojo", conde de Anjou (28° abuelo) nació hacia el año de 878 en Anjou. Murió entre 941 y 942. Casó con Roschilla de Villentrois, condesa de Loches, antes del 5-VII-905. Roschilla era hija de Garnier de Villentrois, señor de Loches, y Toscanda. Tuvieron por hijo a
XIII. Fulco II "el Bueno", conde de Anjou (27° abuelo) nació hacia el año de 910 en Angers, Francia. Murió el 4-II-958/59 en Tours. Casó con Gerberga de Maine Gatinais hacia 935. Gerberga era hija de Hervé de Bretaña y Godehilda de Maine. Fulco II y Gerberga tuvieron tres hijo que son ascendientes nuestros: Godofredo Grisegonelle de Anjou (nacido el 11-XI-938, que sigue), Arsinda (Blanca) de Anjou (c.945, que casó con Guillermo III "Taillefer", conde de Toulouse) y Adelais de Anjou (950, que casó, en enero de 983/84, con Guillermo II de Arles y Provenza: ver condes de Arles y Provenza y tuvieron por hija a Constanza de Arlés, que casó con Roberto II "el Piadoso", rey de Francia: ver Reyes Capetos).
XIV. Godofredo Grisegonelle, conde de Anjou (26° abuelo) nació el 11-XI-938 en Chateau Landon, Francia. Murió el 14-X-987. Casó con Adelaida de Vermandois (hija de Roberto de Vermandois, conde de Meaux, y Adelaida de Chalon). Tuvieron por hijos a Enmergarda de Anjou (c.965, que casó con Conon I de Rennes, duque de Bretaña, y tuvieron por hija a Judith de Rennes, mujer de Ricardo II de Normandía) y a Folco III (c.971, que sigue).
XV. Folco III "el Negro", conde de Anjou (25° abuelo) nació hacia el año de 971 en Chateau Landon, Francia. Murió el 1-IX-1040 en Metz, Francia. Dió un fuerte impulso al monacato regional con numerosas fundaciones (Loches, San Nicolás de Angers, Roucerai). Casó con Hildegarda de Sundgau (Alta Lorena), hija de Thierry de la Alta Lorena (hijo de Berta Capeto y nieto de Hugo I "el Grande", rey de Francia: ver Capetos) y Richilda de Metz (que era sexta nieta de Carlomagno: ver Carolingios). Hildegarda murió el 12-VII-1046, en Jerusalén. Folco e Hildegarda fueron padres de Ermengarda (Blanca) de Anjou (c.1018, que sigue) y de Godofredo II Martel, conde de Anjou (1060).
XVI. Ermengarda (Blanca), condesa de Anjou (24ª abuela) nació hacia el año de 1018. Murió el 28-VI-1076, en Fleury-sur-Ouche, asesinada. Casó con Geoffroy Ferreol V de Gatinais, hacia 1035. Geoffroy de Gatinais era hijo de Geffroy IV de Gatinais y Beatriz de Macon. El abuelo de Geoffroy IV de Gatinais fue Geofroy II de Gatinas, casado con Ava de Auvergne (hija, a su vez, de Ava Aquitania y nieta de Bernardo II "Plantapilosa", conde de Autun; Bernardo era hijo de Bernardo de Septimania y nieto de San Guillermo Gellon, conde de Toulouse, que estaba casado con Cunegunda de Austrasia, nieta de Pipino el Breve: ver condes de Toulouse y Carolingios). Tuvieron por hijo a Folco IV Réchin (1043, que sigue) y de Godofredo III Barbudo, conde de Anjou (1067). Ermengarda de Anjou casó en segundas nupcias con Roberto "el Viejo" de Borgoña (ver Duques de Borgoña), en 1048, y tuvieron por hija a Hildegarda de Borgoña (c.1050, que casó con Guillermo VI de Aquitania: ver Duques de Aquitania).
XVII. Folco IV, conde de Anjou (23° abuelo) nació en Chateau Landon, Francia, el 25-VII-1043. Murió el 11-VIII-1109. Casó con Bertrada de Montfort hacia 1070. Bertrada de Monfort era hija de Simón I de Montfort e Inés de Evreux. Los Montfort eran descendientes de los condes de Flandes (ver Condes de Flandes) y los Evreux eran descendientes de los duques de Normandía (ver Duques de Normandía). Folco y Bertrada tuvieron por hijos a Ermengarda (casada con Guillermo VII, duque de Aquitania), Godofredo IV (conde de Anjou) y Folco V el Jóven (1095, que sigue).
XVIII. Folco V "el Joven", conde de Anjou (22° abuelo) nació el año de 1095. Murió el 12-III-1144. Educado en la corte del rey Felipe I de Francia, fue conde de Anjou en 1142. Casó el 7-XI-1110 con Erembourge Maine (hija de Elie I de Beaugency y Matilda de Chateau du Loire). Erembourge murió el 14-V-1126. Tuvieron por hijos a Sibila (casada con Guillermo III Cliton, 1128, hijo de Roberto Corteheuse), Matilde (casada con Guillermo Adelín, hijo de Guillermo I Beauclerc:1135) y Godofredo V (1113, que sigue). Folco V tuvo repetidos problemas con la Santa Sede que llevaron al Papa a excomulgarle varias veces. En 1129 partió a Jerusalén para casarse con Melisenda, hija de Balduino II, rey de Jerusalén.
XIX. Godofredo V "Plantagenet", duque de Anjou (21° abuelo) nació el 21-XII-1113. Murió e 4-I-1151/52 en Chateau du Loir, Francia. Fue conde de Anjou y Maine en 1128, y duque de Normandía en 1144. Casó en Lemans, Francia, el 14-VIII-1127, con Matilde de Inglaterra (duquesa de Normandía en 1167; hija de Enrique I Beauclerq, rey de Inglaterra y Matilda de Escocia, que era hija de Margarita de Escocia y nieta de Eduardo III de Inglaterra: ver Reyes de Wessex). Tuvieron por hijo a
XX. Enrique II de Plantagenet, rey de Inglaterra, duque de Anjou (20° abuelo) nació el 22-VII-1133. Murió el 2-XI-1189. Fue duque de Normandía y conde de Anjou y Maine en 1151; duque de Aquitania en 1152; y rey de Inglaterra en 1154. Casó con Leonor de Aquitania (hija de Guillermo VIII, duque de Aquitania y Leonor de Chastellerault de Rochefoulcau: ver Duques de Aquitania) y tuvieron por hijos a Guillermo (1156), Enrique el Jóven (1183; casado con Margarita de Francia, hija de Luis VII), Matilde (casada con Enrique el León, duque de Sajonia), Ricardo Corazón de León (1199; casado con Berenguela de Navarra, hija de Sancho el Sabio), Geofredo (1187; casado con Constanza de Bretaña), Leonor (casada con Alfonso VIII de Castilla), Juana (casada con Guillermo II de Sicilia y luego con Raimundo VI de Tolosa), y Juan sin Tierra (1216; padre de Enrique III, 1272).
XXI. Leonor de Plantagenet, princesa de Inglaterra (19ª abuela) nació el 13-X-1162, en Domfront, Normandía (Francia). Casó con Alfonso VIII de Castilla, en Burgos, el 22-IX-1177. El nombre de "Leonor" se hizo popular en España, a partir de entonces (ver nota 1). Entre otros, tuvieron por hijos a Enrique I —rey de Castilla de 1214 a 1217— y a Berenguela de Castilla (ver Reyes de Castilla), que casó con Alfonso IX, rey de León y fueron padres de Fernando III, rey de Castilla. Leonor murió diecinueve días después de su marido, el 25-X-1214, y está sepultada con Alfonso VIII de Castilla, en el Monasterio de Las Huelgas, Burgos.
5) Ruta genealógica: Casa de Anjou ® Reyes de Castilla ® Múgica ® Butrón ® Salazar ® Murga ® Villachica ® Andéchaga ® De la Presa ® Aldecoa (de Murueta) ® Olabarría ® Madaleno.
6) Otros datos:
*[1] El nombre de "Leonor" , hecho popular en la Castilla medieval, a partir de 1177 (y ahora, a partir del nacimiento de la infanta Leonor de Borbón Ortíz, el 31-X-2005), proviene del antiguo nombre de la época carolingea, "Aénor". La primer antepasada de Leonor de Inglaterra que lo llevó fue Aénor de Riviere, nacida en 975. Su línea de sucesión hasta la reina castellana es la siguiente:
I. Aénor (Leonor) de Riviere (c.975) (6ª abuela) casó con Bouchard II de L'Isle-Bouchard y tuviero por hijo a
II. Hugo de L'Isle-Bouchard (c.995) (5° abuelo), que fue padre de
III. Inés de L'Isle-Bouchard (1023) (4ª abuela), que casó con Archambaud dit Sorel de Bueil y fuero padres de
IV. Barthélémy de L'Isle-Bouchard (1049) (tatarabuela), que casó con Gerberga de Blaison y fuero padres de
V. Dangereuse (Maubergeonne) de L'Isle-Bouchard (1075/1079) (bisabuela), que casó con Aimery I de Châtellerault y fueron padres de
VI. Leonor de Châtellerault de Rochefoucau (1102) (abuela) que casó con Guillermo VIII, duque de Aquitania y fuero padres de
VII. Leonor de Aquitania (madre), reina de Inglaterra (1122-1204), que casó con Enrique II de Plantagenet, rey de Inglaterra y fuero padres de
VIII. Leonor de Plantagenet, princesa de Ingaleterra y reina de Castilla.
* Por la línea de los Châtellerault hubo otras antepasadas de Leonor de Plantaget, princesa de Inglaterra y reina de Castilla, llamadas "Leonor":
I. Aénor (Leonor) de Blois (996) (5ª abuela), hija de Eudes I de Blois y Berta de Borgoña, nieta de Conrado III "el Pacífico", rey de Borgoña y Matilde de Francia (943, hija de Luis IV de Ultramar, rey de Francia, último rey de la dinastía carolingia), casó con Geoffroy II de Thouars y tuviero por hijo a
II. Aimery IV de Thouars (1024) (4° abuelo), que casó con Arengarde de Mauleon y tuviero por hija a
III. Leonor (Aénor) de Thouars (1050) (tatarabuela), que casó con Boson II de Châtellerault y tuviero por hijo a
IV. Aimery I de Chatellerault (1075) (bisabuelo) que casó con Dangereuse (Maubergeonne) de L'Isle-Bouchard y fueron padres de
V. Leonor de Châtellerault de Rochefoucau (1102) (abuela), como ya hemos dicho, abuela de Leonor de Plantagenet.
*.
REYES DE BORGOÑA
1) Significado: El nombre de Borgoña deriva de pueblo germano de los Burgundios, que se establecieron en la región de Borgoña a principios del siglo V (ver Reyes Burgundios).
2) Casa solar: Borgoña, Francia.
3) Armas: El blasón que aparece a la izquierda es el de la Primera Casa del Ducado de Borgoña, con origen en los Reyes Capetos de Francia: Bandas de oro y azur. Bordura de gules (Bandé d'or et d'azur, à la bordure de gueules).
4) Antepasados: Los reyes de Borgoña proceden de los linajes de Welf (ver Casa de Welf) y Sajonia (ver Casa de Sajonia).
I. Conrado I, conde de Auxerre (30° abuelo de Cándido Madaleno Gasteasoro) nació hacia el año 805. Sus padres fueron Welf de Suabia y Heilwig de Sajonia. Murió el 25-IV-863. Casó con Adelaida de Tours (hija de Hugo de Tours, conde de Alsacia —ver Casa de Anjou—, y Bava de Morvois). Tuvieron cuatro hijos: Welf I (c.823; que continúa el linaje Welf), Petronila (c.825; casada con Tertulle, conde de Anjou), Conrado II, padre de Rodolfo I, rey de Borgoña (c.835; que sigue) y Hugo, Abad de San Martín de Tours (+866).
II. Conrado II Welf, conde de Auxerre (29° abuelo) nació hacia el año 835 en Auxerre, Borgoña. Murió el 876. Tuvo dos esposas. La primera fue Waldrada de Wormgau (c.835-c.883), de la cual tuvo por hijos a Rodolfo I, rey de Borgoña (c.860; que sigue) y Adelaida de Borgoña (c.865, que casó con Ricardo II "el Justiciero", duque de Borgoña (ver nota 1). La segunda esposa fue Judith de Friuli, con la cual casó hacia 870 y tuvo por hija a Adalgunda de Auxerre; ver nota 2).
III. Rodolfo I, rey de Borgoña (28° abuelo) nació hacia el año de 860. Conde de Transjurana y Rey de Borgoña de 888 a 912. Murió el 18-I-912/13. Caso con Willa I de Vienne, el año 888 (ver nota 3). Tuvo por hijos a Rodolfo II, rey de Borgoña (888, que sigue), Willa II de Borgoña (c.895, que casó con Boson Medici de Arles, marqués de Toscana; ver nota 4) y Waldrada (casada con Bonifacio de Spoleto).
IV. Rodolfo II, rey de Borgoña (27° abuelo) nació el año 888. Rey de Borgoña de 912 a 937. Murió el 4-X-937. Casó con Berta de Suabia (ver nota 5) en 922. Tuvo por hijos a Conrado III "el Pacífico" (927, que sigue), Rodolfo y Adelaida (entre 931 y 932; ver nota 6).
V. Conrado III, "el Pacífico", rey de Borgoña (26° abuelo) nació el año 927. Murió el 12-I-993/94. Casó, sucesivamente, con Adelaida, Alduda y Matilde de Francia (hija de Luis IV "de Ultramar"). De su primer matrimonio tuvo a Gisela (casada con Enrique de Baviera); de su segundo matrimonio, a Buchardo, arzobispo de Lyon; de su tercer matrimonio a Rodolfo III (rey de Borgoña de 993 a 1032), Berta (964, que casó con Eudes I de Blois —ver nota 8— y con Roberto II, rey de Francia), Gerberga (972-1016, que sigue) y Matilde (c.975, que casó con Bertoldo y tuvieron por hija a Berta, que casó con Geroldo I de Ginebra, 5° abuelo de Amadeo IV de Saboya, por vía materna).
VI. Gerberga de Borgoña (25° abuelo) nació el año 972. Casó con Hermann I de Suabia (ver nota 9 ). Tuvo por hijas a Gisela (6-III-989/90, que sigue) y a Gerberga (que casó con Conrado de Carintia, y fue madre de Conrado, el Jóven, m. 1009; y luego, con Federico de Alta Lorena).
VII. Gisela de Borgoña (24ª abuela) nació el 6-III-989/90. Casó, sucesivamente con Bruno I de Brunswick (o de Westfalia, en c.1005; ver nota 10), Ernesto I de Suabia, y Conrado II de Franconia, emperador (en 1016). De su primer matrimonio tuvo a Liudolfo Billungen de Frisia (c.1006 a 1038); del segundo, a Ernesto II de Suabia (m. 1030) y a Hermann IV de Suabia (m. 1038); del tercero a Enrique III, emperador (7-II-1017/18).
5) Ruta genealógica: Casa de Borgoña ® Casa de Franconia ® Casa de Suabia-Hohenstaufen ® Reyes de Castilla ® Múgica ® Butrón ® Salazar ® Murga ® Villachica ® Andéchaga ® De la Presa ® Aldecoa (de Murueta) ® Olabarría ® Madaleno.
6) Otros datos:
* Reyes de Borgoña: ver cuadro genealógico en Historia Universal, EUNSA, tomo IV, p. 325.
[1] Ricardo II "el Justiciero", duque de Borgoña, esposo de Adelaida de Borgoña (hija de Conrrado II Welf, de Borgoña: ver arriba) nació hacia el año de 856. Murió el 25-I-921/922. Está sepultado en la Abadía de St. Colombe, en Sens. Sus padres fueron Bivin de Metz (882-877) y Richilda de Borgoña (824-869). Fueron hermanos de Ricardo: Bivin (abuelo de Flomar II de Bliesgau), Boson I de Lombardía, duque de Provenza (casado con Ermengarda de Italia, hija de Luis II, emperador, nieta de Lotario I, emperador, biznieta de Ludovico Pío y tataranieta de Carlomagno: ver Carolingios), Richildis de Metz (casada con Carlos II "el Calvo", emperador). Bivin de Metz era nieto de Angilberto de Vienne (descendiente de Carlos Martel) y Berta de Francia (hija de Carlomagno). Y por su madre descendía de la antigua Casa de Baviera. Richilda de Borgoña era hermana de Hugberto de St. Maurice, conde de Valois (ver Condes de Arlés y Provenza). Ricardo II "el Justiciero" casó con Adelaida de Borgoña, hija de Conrado II de Auxerre (ver arriba), y tuvieron por hijas a 1) Ermengarda de Dijon (c.893), que casó con Gislebert de Chalon, duque de Borgoña (hijo de Manases I de Chalon y Ermengarda de Borgoña, hermana de Willa I de Vienne: ver nota 3); fueron padres de Adelaida "Were" Chalon, que tuvo tres esposos de los cuales desciende nuestra familia (uno de ellos, Roberto de Vermandois), y 2) Adelaida (Aix) de Borgoña (900), esposa de Reginaldo II, conde de Hainaut (890-932).
[2] Judith de Friuli nació hacia el año 850. Sus padres fueron Eberardo, conde de Friuli (800-866) y Gisela de Francia (819-874). Abuelos paternos: Umroch II de Artois (+799, hijo de Berenger de Artois y nieto de Aldarico de Artois) y Engeltruda de Friuli (+857, hija de Audran de Friuli y Anspergue de Lombardía). Abuelos maternos: Luis I "el Piadoso" de Francia (778-840) y Judith von Altdorf (805-843, hermana de Conrado I de Auxerre: ver arriba). Hermanos de Judith de Friuli fueron: Ingeltruda de Friuli (casada con Enrique de Marck, padres de Hedwig de Marck, que fue esposa de Otón I "el Ilustre", duque de Sajonia) y Berenguer, conde de Friuli y rey de Italia (843-924, casado con Bertilde de Spoleto y padres de Gisela de Friuli, que casó con Adalberto I, marqués de Ivrea).
[3] Willa I de Vienne nació en el mes de diciembre del año 873, en Borgoña. Murió el 14-VI-929. Sus padres fueron Boson I de Lombardía, duque de Provenza (842-886) y Ermengarda de Italia (852-896). Hermanos de Wila fueron: Ermengarda de Borgoña (casada con Manases I de Chalon), Engelberga de Provenza (esposa de Guillermo "el Piadoso", duque de Aquitania), Luis III "el Ciego" de Provenza, emperador (que casó con Ana de Bizancio). Abuelos paternos: Bivin de Metz y Richilda de Borgoña. Abuelos maternos: Luis II "el Joven", emperador, y Engelburga de Spoleto (ver arriba nota 1).
[4] Boson Medici de Arles nació hacia el año 880. Murió en 936. Sus padres fueron Teobaldo de Arlés (ver Condes de Provenza) y Berta de Alemania (hija de Lotario II de Alemania: ver Carolingios). Tuvo una hermana llamada Thiburge de Arles (887) que casó con Garnier de Sens y tuvo por hija a Teutberga de Sens, casada con Carlos Constantino de Vienne. Boson Medici de Arles y Willa II de Borgoña tuvieron dos hijos: Rotbaldo I de Angélica (c.910, que casó con Ermengarda de Aquitania: ver Duques de Aquitania) y Willa Medici de Arles (916, que casó con Berenguer II de Ivrea, rey de Italia: ver Casa de Borgoña-Ivrea).
[5] Berta de Suabia nació hacia el año 912. Murió el 28-III-966. Sus padres fueron Burchardo II de Suabia (891-926) y Reginlinda de Sajonia (c.892). Fue hermana de Biletruda, esposa de Bertoldo de Baviera y madre de Enrique de Baviera. Abuelos paternos: Burchardo I de Thurgovie o de Retia (que junto con Alberto, el conde de Turingia, hizo desaparecer de Suabia a sus mortales enemigos de la familia de los Hunfridingos) y Bertilde de Suabia (c.856, hija de Bertoldo de Suabia y Gisela de Alemania, que era hija de Luis II "el Germánico", emperador de Alemania, y Emma von Aldorf; ver Carolingios y Casa de Welf).
[6] Adelaida de Borgoña nació hacia el año 931 o 932. Murió el 14-III-999/00. En primeras nupcias casó con Lotario, rey de Italia, y en segundas nupcias (año 951) con Otón I, emperador de Alemania: ver Casa de Sajonia. Adelaida tuvo por hijos, de Otón, a Ema -casada con Lotario, rey de Francia- y a Otón II (954), emperador de Alemania (ver nota 7).
[7] Otón II, emperador de Alemania nació el año 954. Murió el 22-XII-983. El 29-VI-972 casó con Theóphano "la Joven" princesa de Macedonia (956-991). Theóphano era hija de Roman II de Bizancio, nieta de Constantino VII Porfirogeneta y biznieta de Leon VI "el Filósofo" emperador de Bizancio. Otón y Theóphano tuvieron por hija a Matilde de Alemania (970-1025), que casó con Ezzo de Bonngau y tuvieronpor hija a Richenza de Bongau, esposa de Mieszko II, rey de Polonia (ver Reyes de Polonia).
[8] Eudes I de Blois nació el año 945. Murió el 5-VI-996. Casó con Berta de Borgoña en 983. Padres: Teobaldo II de Blois (915 a 11-IV-975) y Liutgarda de Vermandois (911 a 9-II-977/78). Eran primos hermanos. Abuelos paternos: Teobaldo "el Viejo" de Blois (+940, hijo de Garnegaud de Blois) y Richilda Capeto (c.892, hija de Roberto I, rey de Francia y Aelis de Alsacia: ver Capetos). Abuelos maternos: Heriberto II de Vermandois y Troyes (885, ver Casa de Vermandois) e Hildebranda de Neustria (892, también hija de Roberto de Francia y Aelis de Alsacia). Teobaldo II de Blois tuvo una hermana llamada Judith de Blois (c.925), que casó con Alain de Bretaña y tuvieron por hija a Judith de Bretaña, casada con Pons "el Viejo" de Marsella (ver vizcondes de Marsella)
[9] Hermann I de Suabia nació el año 965. Murió el 24-VIII-1003. Sus padres fueron: el duque Conrado II von Öehningen (918 a 13-XI-997) y Reginilda de Sajonia (c.948). Abuelos paternos: Conrado I de Alsacia (900-982; hijo de Gebhard de Ufgau y Adela de Vermandois: ver Casa de Vermandois) y Judith von Öehningen. Abuelos maternos: Liudolfo de Suabia (930-957: ver Casa de Sajonia) e Ita (930-986).
[10] Bruno I de Brunswick nació hacia el año 970. Murió entre el 1012 y el 1014. Sus padres fueron Liudof Billungen de Westfalia (c.940-993) e Hildeswinta de Croacia (c.945, hija de Ekbert de Misnia). Abuelos paternos: Wichmann Billungen "el Viejo" de Sajonia (+ 17-VII-994, hijo de Billung de Sajonia y Ermengarda de Nantes: ver nota 11) y Frederuna de Francia (entre 908 y 916, hija de Carlos III "el Simple" y Frederna de Ringelheim: ver Carolingios).
[11] Ermengarda de Nantes nació hacia el año 900. Casó con Billung de Sajonia el 915. Su padre fue Wipert de Nantes (860), que era hijo de Lamberto III de Nantes y Rotruda de Alemania. Los dos eran descendientes de la dinastía Carolingia. Lamberto (835-867) era hijo de Lamberto II de Nantes y Theodrate de Italia (800-836, hija de Pipino de Lombardía e Ingeltruda de Autun). Rotruda era hija de Lotario I de Francia y Ermengarda de Tours.
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CASA DE SAJONIA
1) Significado: La Casa de Sajonia comienza con Liudolfo, por eso, a los representantes de este linaje se les llama también "Liudolfingos".
2) Casa solar:La Baja Sajonia.
3) Armas: Desconocidas. Las que están a la derecha son las del Palatinado-Sajonia: En campo de azur, un águila de oro.
4) Antepasados:
I. Weybrecht de Sajonia (35° abuelo de Cándido Madaleno Gasteasoro) nació hacia el año 690. Murió hacia el 740. Casó con una mujer de la casa de Ascanie. Tuvieron por hijo a
II. Werneking de Sajonia (34° abuelo) nació hacia el año 720. Murio el 768. Casó con Gudelinda de Rugie, hija de Gundelhard de Rugie. Tuvieron por hijo a
III. Widukin "el Grande" de Sajonia (33° abuelo) nació hacia el año 750. Murio el 4-III-809/10. Casó con Svetana de Sajonia, hija de Bernardo (a su vez, hijo de Carlos Martel y de Rothaida). Tuvieron tres hijos, de los cuales desciende nuestra familia: Hasala de Sajonia (c.773, que sigue), Heilwig de Sajonia (775, fue abadesa de Challes y casó con Welf de Suabia: ver Casa de Welf) y Wigberto de Sajonia (ver su descendencia en nota 1).
IV. Hasala de Sajonia (32° abuelo) nació hacia el año 773. Casó con Brno II de Sajonia (756-813) y tuvieron por hijos a Billung II de Hildesheim, obispo (ver nota 2) y el margrave Liudolfo de Sajonia (804, que sigue).
V. Liudolfo, conde de Sajonia (31° abuelo) nació hacia el año de 804. El conde sajón Liudolfo fue custodio de la costa y la "marca" danesa, con una eficacia que iba a acreditar su estirpe en toda Sajonia. Tres hijas suyas rigieron como abadesas el monasterio de Gandersheim, fundación familiar (858); uno de sus hijos fue monje en Corvey; otros dos, Brunón y Otón, le sucedieron en sus funciones de gobierno (el 866 y 880 respectivamente); su hija Liutgarda iba a unirse en matrimonio con Luis el Jóven (hacia 876). Liudolfo murió el año de 866. Casó con Oda Billungen (ver nota 3). Tuvo por hijos a Otón I (c.838, que sigue) y a Oda de Sajonia (c.850; ver nota 4).
VI. Otón I "el Ilustre", duque de Sajonia (30° abuelo) nació hacia el año de 838. Murió el 23-II-912/13. Casó con Hedwig de la Marck (ver nota 5). Tuvo por hijos a Enrique I (876, que sigue) y a Oda (878, casada con Gerardo I de Metz: ver nota 6).
VII. Enrique I, "el Pajarero" (29° abuelo) nació hacia el año 876. Gobernó de 918 a 936. Casó con Santa Matilde de Ringelheim (ver datos suyos y de su hermana Amalgarda de Ringelheim). Murió el 25-IX-936. Tuvo por hijos a Otón I (16-II-912/13, que sigue), Gerberga Wettin de Sajonia (915 a 29-VII-984, que casó con Luis IV de Ultramar: ver Carolingios) y a Hedwig de Sajonia (922 a 3-VIII-965, que casó con Hugo I "el Grande" rey de Francia: ver Capetos).
VIII. Otón I, emperador de Alemania (28° abuelo) nació el 16-II-912/913. Gobernó de 936 a 973. Murió el 26-VII-973. Casó, el año 930, con Edith de Wessex (hija de Eduardo I el Viejo: ver Wessex) y, en segundas nupcias (año 951), con Adelaida de Borgoña (hija de Rodolfo II: ver Borgoña). Antes tuvo por hijo a Guillermo, arzobispo de Maguncia. De Edith de Wessex tuvo por hijos a Liudolfo (930; ver nota 7), Liutgarda (c.931, que sigue) y Richilda de Alemania (c.945, ver nota 8). De Adelaida de Borgoña tuvo por hijos a Enrique, Brunón y Otón II (emperador de 973-983; que casó con Teófano de Bizancio; ver nota 9).
IX. Liutgarda (27° abuelo) nació hacia el año 931. Casó con Conrado "el Rojo" de Speyergau, duque de Lorena, que sucumbió heroicamente en Lechfeld frente a los magiares, el 3-XI-955. Tuvo por hijo a Otón de Carintia (c.949), que casó con Judith Wettin de Baviera (c.950, hija de Enrique de Baviera e HIldegarda, y nieta de Bertoldo de Baviera y Wiltruda de Suabia). Y tuvieron por hijo a Enrique I von Speyergau, que casó con Adelaida de Metz y fueron padres de Conrado II, de Franconia, emperador (ver Franconia).
5) Ruta genealógica: Casa de Sajonia ® Casa de Franconia ® Casa de Suabia-Hohenstaufen ® Reyes de Castilla ® Múgica ® Butrón ® Salazar ® Murga ® Villachica ® Andéchaga ® De la Presa ® Aldecoa (de Murueta) ® Olabarría ® Madaleno.
6) Otros datos:
* Liudolfingos-Otones, Reyes de Francia Oriental: ver cuadro genealógico en Historia Universal, EUNSA, tomo IV, p. 303.
[1] Wigberto de Sajonia nació hacia el año
[2] Billung II de Hildesheim nació hacia el año 740. También llamado Warin. Fue obispo. Hijo de Brno II de Sajonia (756-813) y Hasala de Sajonia (c.773). Casó con Aeda de Italia (c.806), hija de Pipino (Carlomán) de Lombardía e Ingeltruda de Autún. Tuvieron por hija a Oda Billungen (c.821).
[3] Oda BIllungen nació hacia el año 821. Casó con Liudolfo de Sajonia el año 836. Hija de Billung II de Hildesheim y Aeda de Italia.
[4] Oda de Sajonia nació hacia el año 850. Tuvo por hijo a Otón de Wetterau, después del 880, que murió el 2-II-949/50 y casó con Hildebranda de Vermandois (hija de Heriberto I de Vermandois y Berta de Morvois). Otón e Hildebranda tuvieron por hijo a Herbert I de Kinzisgau (c.910-992), que fue padre de Otón I de Kinzisgau (c.970 a 15-IX-1036), que casó con Irmengarda de Luxemburgo (hija de Godofredo "el Cautivo", conde de Limburgo y Matilda Billung de Sajonia: ver datos de su abuelo Billung de Sajonia) hacia el año 998, y fueron padres de Hildegarda de Kinzisgau (c.1005), que en 1037 casó con Federico de Hohenstaufen.
[5] Hedwig de la Mark nació hacia el año
[6] Gerardo I de Metz nació el año
[7] Liudolfo de Sajonia nació el año
[8] Richilda de Alemania nació el año 945. Murió el 1020.
[9] Teófano "la Joven" de Macedonia, princesa de Bizancio nació el año 956. Murió el 8-IX-991. Casó el 29-VI-972 en Roma, Italia, con Otón II, emperador de Alemania. Sus padres fueron Romain II de Bizancio (+ 8-VI-963) y Anastasia. Sus abuelos paternos fueron Constantino VII "Porfirogeneta", emperador de Bizancio (+959) y Elena Lecapene (hija de Romain I Lecapene. Padres de Constantino fueron León VI "el Filósofo" (1-IX-866 a 4-VIII-912), emperador de Bizancio, y Zoe "Carbonopsina". Los padres de León VI fue Miguel III de Bizancio y Eudoxia Ingerina. Otón II y Teófano tuvieronpor hija a Matilde de Alemania (970 a 16-III-1025/26), que casó con Ezzo (Erenfried) de Bonngau.
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CONDES DE VERMANDOIS
1) Significado: Desconocido.
2) Casa solar: Vermandois, Francia.
3) Armas: Campo jaquelado de azur y oro. Echiqueté d'or et d'azur.
4) Antepasados:
I. Carlomagno (40° abuelo de Cándido Madaleno Gasteasoro) nació el 13-VI-747 en Ingelheim, Rhinehessen, Hesse. Murió el 6-IV-814 en Aachen, Rhineland, Alemania. Está sepultado en Notre Dame D'Aix La Chapelle, Austrasia. Ver más datos de su vida y descendencia. Casón con Hildegarda de Vintzgau y su tercer hijo fue Pipino (Carlomán) de Lombardía (777), del cual desciende la Casa de Vermandois.
II. Pipino (Carlomán) de Lombardía (39ª abuelo) nació el año 777. Murió el 14-IX-810. Está sepultado en Milán, Italia. Desconocemos con precisión el nombre de su mujer. Hay algunos que afirman que se trata de Ingeltruda de Autún (c.780), otros de Bertha (hija del Conde de Toulouse) y, por fin, otros dicen que su esposa (o segunda esposa) fue Chrotais, hija de Bernardo (hijo, a su vez, de Carlos Martel, abuelo de Carlomagno). De alguna de estas tres mujeres fueron hijos Bernardo de Lombradía (c.767, que sigue), Theodrate de Italia (c.800 a 8-XI-836, que casó con Lamberto II de Nantes, y fueron padres de Lamberto III de Nantes, que casó con Rotruda de Alemania) y Aeda de Italia (c.806, que casó con Billung II de Hildesheim, y tuvieron por hija a Oda Bilungen, casada con Liudolfo de Sajonia).
III. Bernardo de Lombardía (38° abuelo) nació hacia el año 797. Murió en San Ambrosio de Milán el 17-VIII-818, habiendo sido cegado antes. Casó en 813 con Cunigunda de Gellone, hija de San Guillermo Gellone y Cunigunda de Austrasia, y hermana de Bernardo de Septimania. Tuvieron por hijo a
IV. Pipino II "Quintin" de Vermandois(37° abuelo) nació hacia el año 818 y murió hacia el 878 en Milán. Casó con Rothaïde de Bobbio hacia el 838. Rothaïde era hija de Wala de Bobbio (c.754-836) y Rothlinde de Gellone (c.785 a después de 820; hija de Guillermo de Gellone y Witburge de Hornbach). Tuvieron por hijos a Pipino III Beranger de Senlis (c.847, que casó con una hija de Gurwant de Rennes: ver nota 1) y Heriberto I de Vermandois (c.850, que sigue).
V. Heriberto I de Vermandois (36° abuelo) nació hacia el año 850. Murió antes del 6-XI-907. Casó en 872 con Bertha de Morvoir (o de París), hija del conde Guerin I de Morvois y de Eva de Rousillon. Tuvieron por hijos a Hildebranda (c.878, que casó con Otón de Wetterau: ver nota 2), Beatriz (880, casada con Roberto I, rey de Francia), Adela (c.882, casada con Gebhard de Ufgau: ver nota 3) y Heriberto II de Vermandois y Troyes (885, que sigue).
VI. Heriberto II de Vermandois y Troyes (35° abuelo) nació el año 885. Murió el 19-V-943. Casó, hacia el año 907, con Hildebranda (Liegarda) de Neustria (892-931, hija de Roberto I, rey de Francia y Aelis de Alsacia). Tuvieron cuatro hijos que son antepasados nuestros: Herberto "el Mayor" (907 a 980 o 984, fue padre de Inés de Vermandois: ver nota 4), Roberto (910, que sigue), Liutgarda (911, esposa de Teobaldo II de Blois: ver nota 5), Adela o Alicia (915 a 922, esposa de Arnulfo I de Flandes) y Renauld o Ragnvald, conde de Roucy (917, casó con Alberada de Lorena: ver nota 6).
VII. Roberto de Vermandois (34° abuelo) nació en Troyes, Francia, el año 910. Murió en agosto de 967. Casó hacia 950 con Adelaida "Were", condesa de Chalon (928-987), hija de Giselberto, duque de Borgoña y Ermengarda de Dijon (hija de Ricardo II "el Justiciero"). Tuvieron por hija a
VIII. Adelaida de Vermandois (33° abuelo) nació hacia el año 950 en Vermandois, Neustria. Murió en el 974. Casó con Godofredo Gisgonnelle, conde de Anjou. Tuvieron por hijos a Ermengarda de Anjou (c.965) y a Fulco III de Anjou (c.971)
5) Ruta genealógica: Casa de Vermandois ® Condes de Anjou ® Múgica ® Butrón ® Salazar ® Murga ® Villachica ® Andéchaga ® De la Presa ® Aldecoa (de Murueta) ® Olabarría ® Madaleno.
6) Otros datos:
[1] Gurwant de Rennes nació hacia el año 828. Murió el 877. Casó con su sobrina Lotitia de Vannes (c.845-después de 880, hija de Erispoue de Vannes y Marmohec de Poher; abuelos paternos: Nominoe de Bretaña y Argantael; abuelos maternos: Riwallon III de Poher), de la cual tuvo por hijo a Judicael de Rennes (c.860-888, que fue padre del conde Juhel Berenger de Rennes y abuelo de Conon I de Rennes, duque de Bretaña, nacido hacia 922, que casó con Ermengarda de Anjou, hija de Godofredo de Anjou). En segundas nupcias casó con una mujer de la cual tuvo por hija a la mujer de Pipino III Beranger de Senlis (ver arriba). Gurwant de Rennes era hijo de Nominoe de Bretaña (c.800 a 14-V-851) y Argantael; y era hermano de Erispoue de Vannes. Descendía de la dinastía de Poher, de Bretaña, que tiene su origen en:
I. Riwallon II de Poher (c.680-720), casado con Guerwenn de Cornouailles, y tuvieron por hijo a
II. Daniel de Poher (c.710-749), tuvo por hijo a
III. Budic I de Poher (c.740-c.780), tuvo por hijo a
IV. Erispoe I de Poher (c.775-812), tuvo por hijos a Nominoe de Bretaña (c.800) y a
V. Riwalon III de Poher (c.805) que, a su vez, tuvo por hijos a Marmohec de Poher (que casó con Erispou de Vannes y tuvo por hija a Lotitia de Vannes: ver más arriba) y a
VI. Salomón III de Bretaña (c.835 a 24-VII-874), que casó con Gwenvred y tuvieron por hijo a
VII. Hervé de Bretaña (c.870), que casó con Godehilda de Maine (hija de Godefroi de Maine y Godehilda), y tuvieron por hija a
VIII. Gerberga de Maine Gatinais (915-953), que casó con Fulco II "el Bueno", conde de Anjou.
[2] Otón de Wetterau, esposo de Hildebranda de Vermandois (ver arriba), nació después del año 880. Murio el 20-II-949/950. Sus padres fueron Gebhard II de Lotaringia y Oda de Sajonia. Su abuelo paternos: Gebhard I de Lanhgau (hijo de Ottón de Lanhgau, nacido hacia el 785). Sus abuelos maternos: Liudolfo, margrave de Sajonia (804-866) y Oda Billungen. Otón de Wetterau e Hildebranda de Vermandois tuvieron por hijo a Herberto I de Kinzisgau (c.910-992), que fue padre de Otón I de Kinzisgau (c.970 a 15-IX-1036), que casó con Irmengarda de Luxemburgo (hija de Godofredo "el Cautivo" de Limburgo y Matilda Billung de Sajonia -944 a 4-XI-1008, hija de Hermann Billung de Sajonia e Hildegarda de Westbourg-) y tuvieron por hija a Hildegarda von Kinzisgau (c.1005), que casó con Federico von Hohenstaufen.
[3] Gebhard de Ufgau, esposo de Adela de Vermandois (ver arriba), murió el año 948. Sus padres fueron Eberhard I de Ortenau (+902, hijo de Eudes de Lanhgau y nieto de Gebhard de Lanhgau) y Wildrut de Speyergau (hija de Walaho de Speyergau).
[4] Inés de Vermandois, hija de Herberto "el Mayor" de Vermandois (ver arriba), nació hacia el año 953 y murió el 983. Desconocemos el nombre de su madre. Casó con Carlos "el Gordo", de Laon, duque de la Baja Lorena. Tuvieron por hijos a:
1) Otón de la Baja Lorena (970), padre de Ermengarda de la Baja Lorena que casó con Alberto I de Namur (hijo de Roberto I, conde de Namur, y Ermengarda de Lorena, y nieto de Berenguer I, conde de Namur y Sinforia de Hainaut (890-952, hija de Reginaldo I de Hainaut y Alberada de Lorena).
2) Adelaida de Lotaringia (entre 972 y 975): de ella no desciende nuestra familia.
3) Gerberga de los Francos (entre 975 y 977) casó con Lamberto I "Barbatus" de Brabante (hijo de Reginaldo III de Hainaut y Adela de Toxandría).
[5] Teobaldo II de Blois nació en el año 915. Murio el 11-IV-975. Casó, en 943, con Liutgarda de Vermandois (ver arriba). Sus padres fueron Teobaldo de Blois "el Viejo" (hijio de Garnegaud de Blois) y Richilda Capeto (c.892, hija de Roberto I de Francia y Aelis de Alsacia.
[6] Alberada de Lorena, esposa de Renauld, conde de Roucy (ver Casa de Roucy), nació en 930 y murió después de 993. hija de Giselberto de Hainaut y Gerberga Wettin de Sajonia, y nieta de Reginaldo I de Hainaut, Alberada de Lorena, Enrique I de Sajonia y Santa Matilde von Ringelheim.
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SEÑORES DE BAUX-ORANGE
1) Significado: Desconocido.
2) Casa solar: Baux y Orange. Poblaciones cercanas de Marsella, Provence.
3) Armas: Las armas de la Casa antigua de Orange son: D'or, au cor de chasse d'azur, virolé et enguiché de gueules.
4) Antepasados:
I. Pons III, conde de Arlés (24° abuelo de Cándido Madaleno Gasteasoro) nació hacia el 940 y murió el año 1000. Casó con Profecta de Marignane. Tuvieron por hijos a Geoffroy de Rians (c.960, casado con Scocie de Riez), Accelena de Arles (c.975, que casó con Guillermo II "el Gordo", vizconde de Marsella: ver Vizcondes de Marsella) y Hugo I des Baux (c.980).
II. Hugo I, señor des Baux (23° abuelo) nació hacia el año 980. Murió el 19-I-1059/1060. Casó con Inauris de Apt (c.1015-c.1060), hija de Guillermo I de Agoult y Adelaida de Reillane (ver nota 1).
III. Hugo II, señor des Baux (22° abuelo) nació hacia el año 1045. Murió en 1105. Casó con Vierne y tuvieron por hijo a
IV. Raimundo Raimbaud, señor des Baux (21° abuelo) nació hacia 1095. Murió en 1150 en Barcelona, España. Casó con Étiennette de Gévaudan (1100-1163; hermana de Dulce Aldonza de Milhaud: ver Condes de Barcelona) hacia 1116. Tuvieron por hijo a
V. Bertrand I, señor des Baux y conde de Orange (20° abuelo) nacio en 1146 en Les Baux-de-Provence. Murió en 1181 y está sepultado en la Abadía de Sylvacane. Casó con Thiburge de Orange (1152-1215; ver nota 2). Tuvieron por hijo a
VI. Hugo III des Baux, vizconde de Marsella (19° abuelo) nació en 1174 y murió en 1240. Casó con Barrale, vizcondesa de Marsella, antes de mayo de 1201 (ver nota 3). Tuvieron por hijo a
VII. Barral I des Baux, vizconde de Marsella (18° abuelo) nació hacia 1204. Murió en 1268. Está sepultado en la Abadía de Sylvacane. Casó con Sybille de Anduze hacia 1223 (ver nota 4). Tuvieron por hija a
VIII. Cecilia des Baux-Orange (17ª abuela) nació hacia 1224. Murió el 21-V-1275. Casó hacia 1244 con Amadeo IV, conde de Saboya Chablais Aosta (ver Casa de Saboya). Tuvieron por hija a Beatriz de Saboya y Baux-Orange (c.1245 a 23-II-1291/92).
5) Ruta genealógica: Señores des Baux ® Condes de Saboya ® Reyes de Castilla ® Múgica ® Butrón ® Salazar ® Murga ® Villachica ® Andéchaga ® De la Presa ® Aldecoa (de Murueta) ® Olabarría ® Madaleno.
6) Otros datos:
[1] Adelaida de Reillane, nació hacia el 995. Murió después de 1053. Casó hacia 1012 con Guillermo I de Agoult. Sus padres fueron Bonifacio I de Reillane y Constanza de Provenza (c.965, hija de Boson III, conde de Arles, y Provenza y Constanza de Vienne). Los padres de Constanza de Vienne fueron Carlos Constantino de Vienne y Teutberga de Troyes. Y los padres de Carlos Constantino de Vienne fueron Luis III "el Ciego", emperador (tataranieto de Ludovico Pío: ver Carolingios), y Ana de Bizancio (hija de León VI "el Filósofo", emperador de Bizancio).
[2] Thiburge de Orange, nació hacia el año de 1152 en Orange, Provenza, y murió después de 1215. Casó en 1173 con Bertrand I des Baux. Sus padres fueron: Guillermo VI de Montpellier y Thiburge de Orange. Abuelos paternos: Guillermo V de Montpellier (1074-1121) y Ermesenda de Melgueil. Abuelo materno: Rambaud II de Orange (c.1065-1121). La dinastía de la Casa de Orange es como sigue:
I. Laugier de Niza, nació hacia el año 950. Tuvo por hijo a
II. Laugier de Vintimille (Ventimiglia), nació hacia el año 980. Tuvo por hijo a
III. Rambaud I de Orange, vizconde de Niza, nacio hacia el año 1006, en Orange, Provenza. Murió en 1073 en Niza. Tuvo por hijo a
IV. Bertrand Rambaud de Orange, nació hacia 1035. Casó con Gerberga de Provenza, hija de Fulco Bertrand, conde de Provenza (ver condes de Provenza) e Hildegarda de Toulouse. Tuvieron por hijo a
V. Rambaud II de Orange, nació hacia 1065 y murió en 1121. Tuvo por hija a
VI. Thiburge de Orange, nació hacia 1120 y murió en 1173. Casó con Guillermo VI "el Grande", de Montpellier. Tuvieron por hija a
VII. Thiburge de Orange, nació hacia el año de 1152. Murió después de 1215. Casó con Bertrand I des Baux, conde de Orange, en 1173 (ver arriba).
[3] Barrale de Marsella, nació en 1192. Murió en 1234. Padres: Barral de Marsella (1145-1192) y María de Montpellier (1175-1213). Abuelos paternos: Hugo Geoffroy II, vizconde de Marsella (1105-1166; ver Vizcondes de Marsella) y Cecile de Aurons (1115-1188). Abuelos maternos: Guillermo VIII de Montpellier (1155-1202) y Eudoxia Comnene (1162-1202: ver Dinastía Comnene). Antepasados de Eudoxia Comnene: Alexis Comnene (1130), Andrónico Comnene (1108, hijo de Juan II Comnene y Iréne de Hungría, que tuvo por abuelos paternos a Bela I de Hungría y Sofía de Polonia: Ver Reyes de Hungría y Polonia). Sobre el linaje bizantino de los Comnene, ver nota 5.
[4] Sybille de Anduze, nació hacia 1205. Murió después del 9-V-1279. Ver Señores de Anduze.
[5] Dinastía Comnene:
I. Isaac Comnene nació hacia el año 925. Tuvo por hijo a
II. Manuel Comnene Erotikos, que nació hacia el año 960. Murió en 1020. Tuvo por hijo a
III. Juan I Comnene, que nació hacia el año 1015. Murió el 22-X-1067. Fue emperador de Bizancio. Casó, en 1042, con Ana Delassene (c.1020 a c.1102), hija de Alexis Charon y una hija de Adrián Delassene (hijo de Teofilacto Delassene). Tuvieron po hijo a
IV. Alexis I Comnene, que nació el año 1056 en Constantinopla. Murió también en Constantinopla el 12-XII-1118. Casó, hacia 1077, con Irene Dukas (1066 a 18-VI-1123), hija de Andrónico Dukas y María, princesa de Bulgaria. Andrónico Dukas era hijo de Juan Dukas e Irene Pegonita, y nieto de Andrónico Dukas y Nicolás Pregonites. Para el linaje de los Reyes de Bulgaria, ver nota 6. Alexis I e Irene tuvieron por hijos a Juan II Comnene (1087, que sigue) y Theodora Comnene (1100, que casó con Constantino Angelos, hijo de Manolis Angelos; y tuvieron por hijo a Andrónikas Dukas Angelos, padre de Isaac II Angelos, emperador de Bizancio, y abuelo de Ángela Irene de Bizancio, emperatriz: ver Dinastía Angelos).
V. Juan II Comnene nació el 24-III-1087/1088. Murió el 5-VII-1143 en Taurus, Turquía. Casó en 1104 con Prisca (Irene) de Hungría (1075 a 10-XII-1134, en Bitinia, Turquía), hija de San Ladislao de Hungría y Adelaida von Rheinfelden. Tuvieron por hijo a
VI. Andrónico Comnene, que nació en Balalista, Grecia, en 1108, y murió en 1142. Casó, en 1124, con Irene Aineidasa (nacida después de 1100 y fallecida en Protocrator, Grecia, en 1152. Tuvieron por hijos a Eudoxia Comnene (desp. de 1128; casó con Andrónico I Comnene -1110 a 1185-, y tuvieron por hija a Irene Comnene, esposa de Isaac II Angelos, emperador de Bizancio: ver Dinastía Angelos) y Alexis (1130, que sigue).
VII. Alexis Comnene nació en 1130 y murió en 1183. Casó el 2-IV-1162 con María Dukaina. Tuvieron por hija a
VIII. Eudoxia Comnene (c.1162 a 3-II-1202/1203), que casó con Guillermo VIII, señor de Montpellier.
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CASA DE BAVIERA (o de WELF)
1) Significado: El origen de la Casa de Baviera o de Welf se remonta a los años oscuros de la Alta Edad Media. El nombre procede del pueblo que habitaba la región sur de Alemania a principios del siglo IV: los Bávaros.
2) Casa solar: Baviera, al sur de Alemania.
3) Armas: Las de la Casa de Baviera, en la Baja Edad Media, son: Escudo fuselado en bandas de azur y plata (Fuselé en bande d'azur et d'argent).
4) Antepasados:
I. Engelberto I von Altdorf (35° abuelo de Cándido Madaleno Gasteasoro) nació hacia el año de 640. Murió en el 718. Tuvo por hijo a
II. Isembart I von Altdorf (34° abuelo) nació hacia el año de 670. Murió el 736. Tuvo por hijo a
III. Engelberto II von Altdorf (33° abuelo) nació hacia el año de 700. Murió hacia el 772. Casó con una hija de Houching de Alemania (ver nota 1) y Berta de Neustria (ver nota 2). Tuvieron por hijo a
IV. Isembart II von Altdorf (32° abuelo) nació hacia el año de 745. Murio el 823. Casó con Ermengarda de Francia, hija de Pipino "el Breve", rey de Francia, y Berta, condesa de Laon (ver Carolingios).
V. Welf de Suabia, conde de Andech y Baviera (31° abuelo) nació hacia el año de 760. Murió en 824. Casó con Heilwig de Sajonia, abadesa de Challes (ver nota 3). Tuvo por hijos a Conrado I de Auxerre, abad de Saint Gall (c.800; ver Reyes de Borgoña), Judith von Altdorf (805, casada con Luis el Piadoso, emperador; ver Dinastía Carolingia), Rodolfo (abad de Saint Riquier, m. 866), Emma von Altdorf (809, casada con Luis "el Germánico", rey de Francia Oriental, de la cual tuvo por hijas a la Beata Ermengarda y a Gisela de Alemania)
VI. Conrado I, conde de Auxerre, abad de Saint Gall (30° abuelo de Cándido Madaleno Gasteasoro) nació hacia el año 805. Murió el 25-IV-863. Casó con Adelaida de Tours (hija de Hugo de Tours, conde de Alsacia y Bava de Morvois). Tuvieron cuatro hijos: Petronila (c.825; que entronca con el linaje de Anjou), Conrado II de Auxerre —padre de Rodolfo I, rey de Borgoña (c.835)—, Welf I (c.840; que sigue) y Hugo, Abad de San Martín de Tours (+866).
VII. Welf I im Argengau und Linzgau (29° abuelo) nació hacia el año 840 en Auxerre, Borgoña. Murió antes del 876. Desconocemos en nombre de su mujer. Tuvo por hijo a
VIII. Ethico im Argengau (28° abuelo) nació hacia el año 870. Casó con Egila. Tuvo por hijo a
IX. Enrique de Baviera (27° abuelo) nació hacia el año 900. Casó con Atha von Honenwart. Tuvieron por hijo a
X. Rodolfo I von Altdorf (26° abuelo) nació hacia el año 930. Tuvo por hijo a
XI. Rodolfo II von Altdorf (25° abuelo) nació hacia el año 960. Casó con Itha von Öehningen (ver nota 4). Tuvieron por hijo a
XII. Welf II von Altdorf (24° abuelo) nació hacia el año 990. Murió el 20-VI-1030. Casó con Ermengarda de Luxemburgo (ver nota 5). Tuvieron por hija a
XIII. Cunigunda de Welf (23ª abuela) nació hacia el año 1020. Murió antes del 1055. Casó con Azzo II, marqués de Este (ver nota 6), hacia 1035. Tuvieron por hijo a
XIV. Welf IV, duque de Baviera (22° abuelo) nació hacia el año de 1036. Murió el 8-III-1101/02. Tuvo por hijos a Welf V (+1120, y casado con Matilde de Toscana) y a Enrique el Negro, duque de Baviera (c.1074, que sigue).
XV. Enrique, "el Negro", duque de Baviera (21° abuelo) nació hacia el año 1074. Murió el 11-IV-1127. Casó con Wulfhilda de Sajonia (ver nota 7). Tuvo por hijos a Enrique el Soberbio, duque de Baviera y Sajonia (casado con Gertrudis, hija del emperador Lotario III; +1139; padres de Enrique el León, duque de Baviera y Sajonia, +1195 y casado con Matilde de Inglaterra), Welf VI (+1191, padre de Welf VII, +1197) y Judith de Baviera (nacida después de 1100, que sigue).
XVI. Judith de Baviera (20ª abuela) nació hacia el año de 1100. Murió el 20-VI-1132. Casó, en 1121, con Federico, duque de Suabia-Hohenstaufen. Tuvieron por hijo a Federico I, "Barbaroja", emperador de Alemania (1122; ver Casa de Suabia), del cual procede nuestra familia.
5) Ruta genealógica: Casa de Welf-Baviera ® Casa de Suabia ® Reyes de Castilla ® Múgica ® Butrón ® Salazar ® Murga ® Villachica ® Andéchaga ® De la Presa ® Aldecoa (de Murueta) ® Olabarría ® Madaleno.
6) Otros datos:
* La Estirpe Welf: ver cuadro genealógico en Historia Universal, EUNSA, tomo IV, p. 297. Desde Welf, conde de Baviera, hasta Rodolfo I, conde en Transjurana, rey de Borgoña (888-912).
[1] Houchin de Alemania nació hacia el año 660. Murió hacia el 727. Casó con Berta de Neustria el 694. Tuvieron dos hijos: Nebi de Alemania (c.705), padre de Imma de Alemania, que casó con Gerold I von Vintzgau y otra hija que casó con Engelberto II von Altdorf. Los padres de Houching fueron Godefried de Alemania (630-709) y Ragnetruda de Baviera (630), que casaron en 657. Abuelos paternos: Lotario II de Alemania (c.600-c-665, hijo de Cuno, nieto de Lutfrido I y biznieto de Lotario I de Alemania, que nació hacia el año 520 y murió el 554) y Wilibalda de Borgoña (c.600, hija de Wilibaldo, patricio de Borgoña, nieta de Alethee de los Burgundios y retataranieta de Wilibaldo, rey de los Burgundios que, según la leyenda, era hijo de Godomar y nieto de Gundobado de los Burgundios). Abuelos maternos: Theodon I de Baviera (616, hijo de Garibaldo II de Baviera y Geila de Friuli: ver Casa Antigua de Baviera) y Regentruda de Austrasia (descendiente de los Reyes Francos).
[2] Berta de Neustria nació hacia el año 676. Murió el 740. Casó con Houching de Alemania el 694. Sus padres fueron Thierry III, rey de Neustria (654 a 4-IX-691, nieto de Dagoberto I: ver Reyes Francos) y Santa Clotilde de Metz (651-699).
[3] Heilwig de Sajonia, abadesa de Challes nació el año 775 y murió el 838. Sus padres fueron Widukin "el Grande", de Sajonia (c.750 a 4-III-809/810, ver Casa de Sajonia) y Svetana de Sajonia, hija de Bernardo y nieta de Carlos Martel (ver Carolingios).
[4] Itha von Öehningen nació hacia el año 965. Murió el 3-XI-1020. Sus padres fueron Cuno I von Öehningen y Richilda de Alemania. Tuvieron por hijas a Judith (c.960, casada con Luis de Dagsbourg), Itha (c.965, casada con Rodolfo II von Altdorf), Richilda (c.975, casada con Cuno de Rheinfelden) y Cunigunda (c.680, casada con Federico von Hohenstaufen: ver Dinastía Hohenstaufen).
[5] Ermengarda de Luxemburgo es descendiente de los primeros señores de la Casa de Luxemburgo, a partir del siglo X, que fueron Ricwin de Verdun (900 a c.923) y Cunigunda de Gante (c.893, que fue hija de Ermentruda de Francia y nieta de Luis II "el Tartamudo" y Adelaida de París: ver Carolingios). Ricwin y Cunigunda tuvieron por hijo a
II. Sigfrido II de Luxemburgo (992 a 8-XI-998), que casó con Hedwig de Alsacia (Nordgau), nacida hacia 937 e hija de Eberhard IV de Alsacia y Liutgarda de Treveris. Tuvieron por hijos a Eva (c.953, casada con Gerardo de Metz), Liutgarda (c.955, casada con Arnulfo de Ostfrisia, de los cuales procede el linaje de los Condes de Holanda) y Federico (c.958, que sigue).
III. Federico I de Luxemburgo (c.958 a 16-I-1019/20), que casó con Ermetruda von Gleiberg, hija de Herbert I von Kinzisgau -nieto de Oda de Sajonia- y Ermentruda de Avelgau, que era hija de Meningoz de Avelgau y Gerberga de Metz, hija, a su vez, de Godofredo de Metz y Ermentruda de Francia, hija de Carlos III el Simple y Frederna de Ringelheim: ver Carolingios). Federico y Ermetruda tuvieron por hijas a Cunegunda de Luxemburgo (c.990 a 8-VI-1030, esposa de Balduino IV "el Barbudo" de Lille: ver Condes de Flandes) y a Ermengarda de Luxemburgo (c.997 a 11-XI-1055, esposa de Welf II von Altdorf).
[6] Azzo II, marqués de Este nació hacia 1018. Murió en 1097. Casó con Cunigunda de Welf hacia 1035. Sus padres fueron Azzo I, conde de Luni, Génova y Milán, y Artopergue. Sus abuelos paternos: Hugo I de Este (c.976 a 1014) y María de Este. Sus bisabuelos paterno paternos: Alberto Azzon II de Este (c.954-995) y Alde von Sachsen. Sus tatarabuelos: Alberto Azzon I de Este (c.912-974) y Ermengarda de Toscana (c.940-987), que era hija de Humberto II de Toscana y nieta de Adalberto I, marqués de Ivrea y Gisela, condesa de Friuli. Ver Casa de Borgoña-Ivrea.
[7] Wulfhilda de Sajonia nació en 1071. Murió el 27-IV-1127. Sus padres fueron Magnus I de Sajonia (+22-XII-1106, hijo de Otón de Sajonia y Wulfhid de Noruega) y Sofía de Hungría (1040 a 28-IX-1095).
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CASA DE SAJONIA
1) Significado: La Casa de Sajonia comienza con Liudolfo, por eso, a los representantes de este linaje se les llama también "Liudolfingos".
2) Casa solar:La Baja Sajonia.
3) Armas: Desconocidas. Las que están a la derecha son las del Palatinado-Sajonia: En campo de azur, un águila de oro.
4) Antepasados:
I. Weybrecht de Sajonia (35° abuelo de Cándido Madaleno Gasteasoro) nació hacia el año 690. Murió hacia el 740. Casó con una mujer de la casa de Ascanie. Tuvieron por hijo a
II. Werneking de Sajonia (34° abuelo) nació hacia el año 720. Murio el 768. Casó con Gudelinda de Rugie, hija de Gundelhard de Rugie. Tuvieron por hijo a
III. Widukin "el Grande" de Sajonia (33° abuelo) nació hacia el año 750. Murio el 4-III-809/10. Casó con Svetana de Sajonia, hija de Bernardo (a su vez, hijo de Carlos Martel y de Rothaida). Tuvieron tres hijos, de los cuales desciende nuestra familia: Hasala de Sajonia (c.773, que sigue), Heilwig de Sajonia (775, fue abadesa de Challes y casó con Welf de Suabia: ver Casa de Welf) y Wigberto de Sajonia (ver su descendencia en nota 1).
IV. Hasala de Sajonia (32° abuelo) nació hacia el año 773. Casó con Brno II de Sajonia (756-813) y tuvieron por hijos a Billung II de Hildesheim, obispo (ver nota 2) y el margrave Liudolfo de Sajonia (804, que sigue).
V. Liudolfo, conde de Sajonia (31° abuelo) nació hacia el año de 804. El conde sajón Liudolfo fue custodio de la costa y la "marca" danesa, con una eficacia que iba a acreditar su estirpe en toda Sajonia. Tres hijas suyas rigieron como abadesas el monasterio de Gandersheim, fundación familiar (858); uno de sus hijos fue monje en Corvey; otros dos, Brunón y Otón, le sucedieron en sus funciones de gobierno (el 866 y 880 respectivamente); su hija Liutgarda iba a unirse en matrimonio con Luis el Jóven (hacia 876). Liudolfo murió el año de 866. Casó con Oda Billungen (ver nota 3). Tuvo por hijos a Otón I (c.838, que sigue) y a Oda de Sajonia (c.850; ver nota 4).
VI. Otón I "el Ilustre", duque de Sajonia (30° abuelo) nació hacia el año de 838. Murió el 23-II-912/13. Casó con Hedwig de la Marck (ver nota 5). Tuvo por hijos a Enrique I (876, que sigue) y a Oda (878, casada con Gerardo I de Metz: ver nota 6).
VII. Enrique I, "el Pajarero" (29° abuelo) nació hacia el año 876. Gobernó de 918 a 936. Casó con Santa Matilde de Ringelheim (ver datos suyos y de su hermana Amalgarda de Ringelheim). Murió el 25-IX-936. Tuvo por hijos a Otón I (16-II-912/13, que sigue), Gerberga Wettin de Sajonia (915 a 29-VII-984, que casó con Luis IV de Ultramar: ver Carolingios) y a Hedwig de Sajonia (922 a 3-VIII-965, que casó con Hugo I "el Grande" rey de Francia: ver Capetos).
VIII. Otón I, emperador de Alemania (28° abuelo) nació el 16-II-912/913. Gobernó de 936 a 973. Murió el 26-VII-973. Casó, el año 930, con Edith de Wessex (hija de Eduardo I el Viejo: ver Wessex) y, en segundas nupcias (año 951), con Adelaida de Borgoña (hija de Rodolfo II: ver Borgoña). Antes tuvo por hijo a Guillermo, arzobispo de Maguncia. De Edith de Wessex tuvo por hijos a Liudolfo (930; ver nota 7), Liutgarda (c.931, que sigue) y Richilda de Alemania (c.945, ver nota 8). De Adelaida de Borgoña tuvo por hijos a Enrique, Brunón y Otón II (emperador de 973-983; que casó con Teófano de Bizancio; ver nota 9).
IX. Liutgarda (27° abuelo) nació hacia el año 931. Casó con Conrado "el Rojo" de Speyergau, duque de Lorena, que sucumbió heroicamente en Lechfeld frente a los magiares, el 3-XI-955. Tuvo por hijo a Otón de Carintia (c.949), que casó con Judith Wettin de Baviera (c.950, hija de Enrique de Baviera e HIldegarda, y nieta de Bertoldo de Baviera y Wiltruda de Suabia). Y tuvieron por hijo a Enrique I von Speyergau, que casó con Adelaida de Metz y fueron padres de Conrado II, de Franconia, emperador (ver Franconia).
5) Ruta genealógica: Casa de Sajonia ® Casa de Franconia ® Casa de Suabia-Hohenstaufen ® Reyes de Castilla ® Múgica ® Butrón ® Salazar ® Murga ® Villachica ® Andéchaga ® De la Presa ® Aldecoa (de Murueta) ® Olabarría ® Madaleno.
6) Otros datos:
* Liudolfingos-Otones, Reyes de Francia Oriental: ver cuadro genealógico en Historia Universal, EUNSA, tomo IV, p. 303.
[1] Wigberto de Sajonia nació hacia el año
[2] Billung II de Hildesheim nació hacia el año 740. También llamado Warin. Fue obispo. Hijo de Brno II de Sajonia (756-813) y Hasala de Sajonia (c.773). Casó con Aeda de Italia (c.806), hija de Pipino (Carlomán) de Lombardía e Ingeltruda de Autún. Tuvieron por hija a Oda Billungen (c.821).
[3] Oda BIllungen nació hacia el año 821. Casó con Liudolfo de Sajonia el año 836. Hija de Billung II de Hildesheim y Aeda de Italia.
[4] Oda de Sajonia nació hacia el año 850. Tuvo por hijo a Otón de Wetterau, después del 880, que murió el 2-II-949/50 y casó con Hildebranda de Vermandois (hija de Heriberto I de Vermandois y Berta de Morvois). Otón e Hildebranda tuvieron por hijo a Herbert I de Kinzisgau (c.910-992), que fue padre de Otón I de Kinzisgau (c.970 a 15-IX-1036), que casó con Irmengarda de Luxemburgo (hija de Godofredo "el Cautivo", conde de Limburgo y Matilda Billung de Sajonia: ver datos de su abuelo Billung de Sajonia) hacia el año 998, y fueron padres de Hildegarda de Kinzisgau (c.1005), que en 1037 casó con Federico de Hohenstaufen.
[5] Hedwig de la Mark nació hacia el año
[6] Gerardo I de Metz nació el año
[7] Liudolfo de Sajonia nació el año
[8] Richilda de Alemania nació el año 945. Murió el 1020.
[9] Teófano "la Joven" de Macedonia, princesa de Bizancio nació el año 956. Murió el 8-IX-991. Casó el 29-VI-972 en Roma, Italia, con Otón II, emperador de Alemania. Sus padres fueron Romain II de Bizancio (+ 8-VI-963) y Anastasia. Sus abuelos paternos fueron Constantino VII "Porfirogeneta", emperador de Bizancio (+959) y Elena Lecapene (hija de Romain I Lecapene. Padres de Constantino fueron León VI "el Filósofo" (1-IX-866 a 4-VIII-912), emperador de Bizancio, y Zoe "Carbonopsina". Los padres de León VI fue Miguel III de Bizancio y Eudoxia Ingerina. Otón II y Teófano tuvieronpor hija a Matilde de Alemania (970 a 16-III-1025/26), que casó con Ezzo (Erenfried) de Bonngau.
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I LONGOBARDI TRA CHIESE E ….. CAMPANILI
Itinerario tra le antiche vestigia del regno Longobardo
BRESCIA – PAVIA – SIRMIONE - VERONA
4 giorni/3 notti
I Longobardi : un popolo arrivato dalla lontana Scandinavia nel VI secolo, che per tre secoli dominò tutta l’Italia dalle Alpi alla Puglia. Questo popolo si integrò completamente con le popolazioni italiche, convertendosi al Cristianesimo e fondando numerosissime chiese e monasteri. Ma forse non tutti sanno che fino al VI secolo le chiese non avevano il campanile: questa fu un’invenzione dei Longobardi !
Quota individuale di partecipazione € 250,00 per persona
Supplemento singola = € 17,00 per persona
Minimo 26 partecipanti (25 paganti + 1 gratuità)
La quota comprende:
Sistemazione hotel 3* con ristorante a Brescia, in camera doppia, con trattamento di mezza pensione
Cocktail di benvenuto
2 pranzi in ristorante, un pranzo in hotel
servizi di guida in lingua italiana (oppure in lingua straniera con supplemento)
Assicurazione Elvia – Medico Bagaglio
La quota NON comprende = le bevande, gli ingressi a musei e monumenti extra di carattere personale e quant’altro non espressamente indicato alla voce “la quota comprende”
Su richiesta, il pacchetto può essere personalizzato a seconda delle esigenze del gruppo, oppure adattato ai visitatori individuali. La proposta è pensata per gruppi che viaggiano con pullman proprio. Su richiesta sarà possibile fornire la quotazione per il viaggio oppure per la sistemazione in alberghi 4 o 5 stelle.
PROGRAMMA
1° GIORNO
Arrivo a BRESCIA in mattinata.
Cocktail di benvenuto, sistemazione e pranzo in hotel.
Nel pomeriggio visita guidata di S. Giulia Museo della Città, ospitato all’interno del complesso monastico benedettino fondato nel IX secolo dal re longobardo Desiderio e dalla moglie Ansa. Del monastero fanno parte l’altomedievale Basilica di S. Salvatore, la Chiesa romanica di S. Maria in Solario, che custodisce al suo interno il Tesoro del monastero, del quale si ammira la “Croce di Desiderio”; e poi ancora il rinascimentale Coro delle Monache e la Chiesa tardo-rinascimentale di S. Giulia. Prima badessa del monastero fu Anselperga, la figlia maggiore di Desiderio e qui si rifugiò Desiderata, cantata dal Manzoni col nome di Ermengarda, dopo essere stata ripudiata da Carlo Magno. La visita prosegue verso le tre piazze principali della città : Piazza del Foro romano, Piazza Paolo VI (già Piazza Duomo) e Piazza della Loggia.
Su richiesta, è possibile inserire nel pacchetto al prenotazione e la visita guidata ad una o più mostre del progetto “Brescia lo splendore dell’arte”, che proseguirà fino al 2008. A Brescia dal 22 ottobre 2005 al 19 marzo 2006 si terranno le seguenti mostre : “Gauguin e Van Gogh. L’avventura del colore nuovo”; “Tesori ritrovati. Da Romanino e Moretto a Ceruti”; “Albrecht Durer. Le incisioni della Pinacoteca Topsio Martinengo”; “Millet. Sessanta capolavori dal Museum of Fine Arts di Boston”; e altre ancora.
2° GIORNO
Escursione a PAVIA
Arrivo a Pavia.
Visita guidata della capitale del regno longobardo dal 585 al 774 d.C.
Tour “classico” a piedi del centro storico partendo dalla Chiesa di S. Pietro in Ciel d’Oro, voluta dal re Liutprando nell’VIII secolo, che qui fu sepolto; passandon davanti al Castello Visconteo e alla prestigiosa Università, si arriva in piazza Da Vinci, dove si ammirano tre tori medievali e la cripta di S. Eusebio. Della cattedrale ariana di S. Eusebio, risalente all’VIII secolo, rimane solo la cripta, con resti di età longobarda e affreschi del ‘200. Passando davanti al Broletto, si giunge in Piazza Duomo, su cui si affacciano anche i resti della Torre Civica crollata nel 1989. Si visita, infine, la Chiesa di S. Michele Maggiore, eretta dai longobardi – molto devoti all’arcangelo Michele – nel VI secolo e nella quale furono incoronati tutti i re longobardi e gli imperatori medievali fino a Federico II Barbarossa.
Pranzo in corso d’escursione in centro storico, in trattoria con menù a base di piatti pavesi.
Nel pomeriggio trasferimento alla Certosa di Pavia. Fondata nel 1396 da Galeazzo Visconti, è per le superbe architetture (gotiche, rinascimentali e barocche) e per gli innumerevoli capolavori di scultura e pittura, uno dei più bei complessi monumentali d’Italia (con guida interna).
OPPURE : Nel pomeriggio trasferimento a Leno, nella bassa bresciana, per visitare gli scavi della grandiosa abbazia benedettina voluta de re Desiderio nell’ VIII secolo (con guida interna). I primi monaci ad abitare il monastero - così come gli abati dei secoli successivi – a Castrum Sepulcri Christi vennero scelti direttamente da Montecassino e dall'Imperatore .
Rientro a Brescia, cena e pernottamento in hotel.
3° GIORNO
Escursione a SIRMIONE e VERONA
Arrivo a Sirmione.
Visita guidata del centro storico, entrando dalla duecentesca Torre Scaligera. Passeggiando sul lungolago, attraversando l’area su cui Desiderio e Ansa fondarono il monastero di S. Salvatore – i cui restano poche rovine. Arrivo alla splendida villa romana di età imperiale nota in tutto il mondo come “grotte di Catullo”. Sulla via del ritorno, visita alla Chiesa di S. Pietro in Mavino – la chiesa più antica del Garda – fondata anch’essa in epoca longobarda.
Pranzo in centro in corso d’escursione, in trattoria con vista lago, con menù a base di piatti tipici gardesani.
Nel primo pomeriggio trasferimento a VERONA.
Verona è la città che vide nascere e morire il regno longobardo. Non tutti sanno che Verona fu la primissima capitale del regno longobardo, dal 568 al 584 d.C. quando re Autarsi decise di trasferisi a Pavia. A Verona venne seppellito nel 572 d.C. il primo re longobardo, Alboino, e sempre qui fu sconfitto da Carlo Magno l’ultimo re, Adelchi.
Tour “classico” del centro storico : si parte da Piazza Brà, sulla quale si affaccia la magnifica Arena e si prosegue verso il famoso “balcone di Giulietta” e si arriva in Piazza delle Erbe, costruita sull’antico foro romano e incorniciata da case rinascimentali dominate dalla Torre del Granello: attraverso il Cortile del Mercato Vecchio, si giunge in Piazza dei Signori, sulla quale si affacciano la Torre dei Lamberti e il Palazzo del Comune. Sotto questo palazzo sono visitabili importanti scavi di epoca romana, longobarda e medievale (Scavi Archeologici dei Palazzi Scaligeri). Ultima tappa del tour è la Chiesa di S. Maria Antica, di fondazione longobarda (VIII secolo), davanti alla quale si trovano le Arche Scaligere.
DISSERTAZIONE LXVI
Dei Monisterj delle Monache.
Fin dai primi tempi della Cristiana Religione la verginità era preferita al matrimonio, ed anche allora si contarono vergini, le quali aderendo al consiglio dell’Apostolo, sprezzando i commerzj della carne, si votavano a Dio con eleggere l’istituto della castità perpetua. Quelle che con più fermo proposito si dedicavano a Dio, cominciarono a prendere il velo e la consacrazione dal Vescovo. Ma spezialmente, allorché Costantino Magno Augusto restituì la pace e la libertà alla Chiesa, crebbe l’istituto delle sacre vergini, talmente che nel secolo IV moltissime di loro, o divote o sacre, viveano nelle case paterne o proprie, o pure convivevano in conventi; perché l’uso di questi, cominciato in Oriente, era a poco a poco penetrato anche in Occidente. Leggesi presso il Bollando al dì 12 di gennaio pubblicata la Regola prescritta alle monache nel secolo sesto da San Cesario vescovo di Arles. Di queste sacre fanciulle direttrice era una delle più vecchie; aveano una particolar forma e colore di veste, per cui si distinguevano dalle secolari. Prima di prendere il sacro velo, formavano il voto di castità; e precedeva un noviziato, talora di tre anni. Escluse non erano da questi conventi e dalla professione della castità le vedove. Parve nondimeno bene a Liutprando re de’ Longobardi di ordinare nelle sue leggi che alla vedova, se non passato un anno dopo la morte del marito, non fosse permesso monachicum habitum induere. Dolor enim dum recens est, in qualemcumque partem voluerit, animam ejus inclinare potest. Svanendo poi esso dolore, facilmente ritornano ai desiderj della carne, di modo che nec Monacha esse inveniatur, nec Laica esse possit. Ma da che Carlo Magno si fu impadronito del Regno Longobardico, tante furono le preghiere e le importunità delle vedove, che gli convenne abolir questo editto, come apparisce dalle sue leggi. Il medesimo re Liutprando ancora ordinò che qualsivoglia femmina, la quale velamen Religionis in se receperit, quamquam a Sacerdote (cioè dal Vescovo) consecrata non sit, ad saecularem vitam vel habitum transire nullatenus praesumat. E se alcuna di esse si maritasse, perdat omnem substantiam suam; e quanto alla persona, dovea mettersi nel monistero, o pure il Re provvedeva in altra maniera. Questo editto riguarda quelle monache le quali abitavano nelle proprie case e fuori del chiostro, e col pretesto di non essere state consacrate dal Vescovo, alle volte messosi sotto i piedi il voto della castità, andavano a maritarsi. Ho io interpretato per Vescovo la parola Sacerdote, ché questo nome si dava una volta a’ Vescovi, perché secondo la canonica disciplina ad essi apparteneva il dare il velo alle sacre vergini. Che se alcun pure volesse qui intendere i preti, osservi il canone 41 del Concilio IV di Parigi, tenuto nell’anno 829, dove si legge, quosdam Presbyteros mensurae suae immemores, in tantam audaciam prorupisse, ut sacrarum Virginum Consecratores existerent: quod canonicae auctoritati minime concordat. Dal medesimo Concilio impariamo che non solevano i Vescovi velare Viduas, ma solamente Virgines. Era riserbato ai preti il dare il sacro velo alle vedove, col consenso nondimeno del Vescovo.
Anticamente le più vecchie fra le monache si appellavano Nonne e Nonnane: nome che dura in varj paesi d’Italia, dove l’avolo e l’avola son chiamati Nonno e Nonna. Col tempo si stese esso nome a tutte le sacre vergini. S’introdusse ancora, e massimamente nel secolo VI il titolo di Abbadessa, oggidì Badessa, dato alla Superiora del monistero. Un’iscrizione scoperta in Capoa l’anno 1689 parla di una Giustina Badessa, la quale era anche stata fondatrice di quel sacro luogo; appartiene all’anno 569. Correva allora l'anno III post Consulatum Justini II Augusti. L’indizione III era principiata nel mese di settembre. Eccone le parole.
HIC REQVIESCIT IN SOMNO PACIS
IVSTINA ABBATISSA FVNDATRIX
SANCTI LOCI HVIVS QVAE VIXIT
PLVS MINVS ANNOS LXXXV DEPOSITA
SYB. DIE KALENDARVM NOVEMBRIVM
IMP D. N. N. IVSTINO P. P. AVG.
ANNO III. P. C. EIVSDEM INDICTIONE TERTIA
Fioriva per lo più ne’ monisterj delle vergini sacre una tal santità di costumi col buon odore di pietà e dell’altre virtù, che fin gli stessi Re ed Imperadori gareggiavano fra loro in fabbricarne de’ nuovi, e le lor figlie correvano a professar quivi la vita monastica. In Pavia Bertarido re de’ Longobardi edificò Monasterium, quod Novum appellatur, in honorem Sanctae Agathae, in quo multas virgines aggregavit, ec., come s’ha da Paolo Diacono, lib. V, cap. 34 de Gest. Lang. Quivi Cuniberga figlia del re Cuniberto fu di poi Badessa. Parimente lo stesso Cuniberto fabbricò il nobil monistero di Santa Maria Teodota, oggidì della Posterla, che tuttavia ritiene l’antico suo splendore. Furono le monache anticamente appellate Ancillae Dei, quasi Schiave di Dio. Nel concilio Romano dell’anno 721 si legge: Si quis Monacham, quam Dei Ancillam appellamus, in conjugium duxerit, anathema sit. Così Romualdo duca di Benevento Basilicam in honorem Beati Petri Apostoli construxit, quo in loco multarum Ancillarum Dei Coenobium instituit: son parole del suddetto Paolo Diacono, lib. VI, cap. 1. Rinomatissimo altresì ne’ vecchi tempi fu e tuttavia splendido si mira il Monistero Bresciano anticamente chiamato di San Salvatore, e presentemente di Santa Giulia, fondato da Desiderio re de’ Longobardi, e da Ansa sua moglie, dove si consacrò a Dio, e fu la prima Badessa Anselberga lor figlia. Nello stesso sacro luogo professarono poi virginità altre figlie di Regi, che assai lo nobilitarono. Due documenti dell’anno 758 e 761, tratti da quell’archivio, ho io dato alla luce. I prodotti dal Margarino nel tomo II del Bollario Casinense poco esattamente furono copiati. Merita qui parimente d’essere rammentato un altro non meno insigne monistero di sacre vergini fondato in Piacenza, cioè quello che sui principio portò il titolo della Risurrezion del Signore e de Beati Apostoli, oggidì di San Sisto, abitato dai Monaci Benedettini, dappoiché ne furono cacciate le monache. Fondatrice ne fu Angilberga moglie di Lodovico II imperadore, come consta dai documenti prodotti dal Campi nella Storia Ecclesiastica di Piacenza, e da tanti altri ch’io ho dato alla luce in questa medesima Opera; da’ quali si scorge ch’essa Augusta non lasciò indietro diligenza per ismisuratamente arricchirlo.
Si diedero ad imitare la pia liberalità dei Re anche i Vescovi, Duchi ed altri gran Signori d’Italia; anzi fin le private persone soleano fondar monisterj di sacre vergini, ad oggetto di formare un pio domicilio alle lor figlie bramose di consecrarsi a Dio, per lo più costituendole Badesse del sacro luogo. Ne ho data alla luce un’antichissima pruova, estratta dall’Archivio Arcivescovile di Lucca, cioè una carta dell’anno 722, da cui apparisce che Orso cherico fonda in Lucca il monistero di Santa Maria con determinare che Orsa sua figlia eserciti ivi l’ufizio di Badessa. Sottoscrive all’atto Talesperiano vescovo d’essa città, perché senza l’approvazione del Diocesano non si soleva venire all’erezione di alcun monistero. Che se questa talvolta non apparisce nello strumento delle fondazioni, ciò non ostante si dee supporre che il Vescovo vi prestasse il suo consenso. Così noi non troviamo nominato il Vescovo nella fondazione del monistero di San Pietro di Pistoia, fatto nell’anno 748 da un Ratefrido, il cui atto ho io dato alla luce. Dura tuttavia quel sacro luogo abitato dalle sacre vergini col titolo di San Pier Maggiore, riguardevole sopra gli altri monisterj di quella città, dipendente una volta dai Monaci Benedettini, oggidì dai Canonici Regolari, abitanti nell’antichissimo monistero di San Bartolomeo. Ho io qui accennato il rito con cui il Vescovo novello di Pistoia nella sua solenne entrata passava al suddetto monistero di San Pietro, dove sposava la Badessa, uscita colle monache nella chiesa. Avendo io parlato nella Dissertazione LXIII di un rito simile praticato anticamente in Firenze, di più non ne dico. Anche ne’ più antichi secoli in uso fu che le sacre vergini non uscissero fuori de’ loro chiostri. Tuttavia, se intervenivano giuste cagioni, non era ad esse disdetto l’uscirne, perché la monastica clausura delle vergini peranche non si trovava ordinata dalle rigorose leggi de’ Sommi Pontefici, e massimamente di San Pio V. Il santo pontefice Gregorio Magno nel lib. IV, epist. 9, scrivendo a Gianuario vescovo, non permise che le monache di un monistero in Sardegna per villas praediaque discurrerent, col pretesto di non avere un cherico il quale accudisse ai loro affari; ordinando perciò ad esso Vescovo di provvedere, quatenus ulterius eis pro quibuslibet caussis privatis vel publicis extra venerabilia loca contra Regulam vagari non liceat. Così nel Concilio Vernense dell’anno 755 è ordinato, ne Monachae extra monasterium exire debeant. E Carlo Magno in un Capitolare dell’anno 802 ha queste parole: Monasteria puellarum firmiter observata sint, et nequaquam vagari sinantur. E più sotto: Ut Abbatissae una cum Sanctimonialibus suis unanimiter ac diligenter infra Claustra se custodiant, et nullatenus foris Claustra ire praesumant. Finalmente il Concilio Aquisgranense dell’anno 816, lib. 2, cap. 11, vuol che si procuri, ne Sanctimoniales foras vagandi habeant facultatem. Ma in niun luogo si legge pena imposta a chi trasgredisse. Oltre di che si noti quel vagari, restando per ciò aperto il chiostro, se qualche giusta cagione interveniva, senza che s’incorresse allora in peccato. E ciò spezialmente fu permesso nel quarto e quinto secolo della Chiesa. San Girolamo in un’Epistola a Demetriade, e in un’altra ad Eustochia lo fa conoscere. Anche Gregorio Turonense nel libro X della Storia di Francia, riferendo le pubbliche processioni istituite in Roma da San Gregorio il Grande: così scrive: Omnes Abbatissae cum Congregationibus suis egrediantur ab Ecclesia Sanctorum Martyrum Marcellini et Petri cum Presbytero Regionis primae. Lo stesso Concilio Vernense poco fa mentovato aggiugne: Sed Domnus Rex quando aliquam de ipsis Abbatissis ad se venire jusserit, semel in anno, per consensum Episcopi, in cujus Parrochia est, ut tunc ad eum aliqua veniat ex sua jussione, si necessitas fuerit, ec. Il medesimo fu stabilito dal Concilio Turonense III dell’anno 813, nel can. 30. Aggiugne lo stesso Carlo Magno nel suddetto Capitolare: Sed Abbatissae, quum aliquas de Sanctimonialibus dirigere (fuori del chiostro) voluerint, hoc nequaquam absque licentia et consilio Episcopi sui faciant.
Adunque ne’ vecchi secoli non era affatto vietato alle monache il mettere il piede fuori del monistero, e noi sappiamo che Santa Scolastica sorella di S. Benedetto, tuttoché nel chiostro vivesse, pure semel per annum ne usciva per visitare il fratello nel vicino castello di Monte Casino. Così nelle Costituzioni di Gualtieri arcivescovo Senonense circa l’anno 915 si vede stabilito, ut Moniales nullatenus exire permittantur, vel extra pernoctare, nisi ex magna caussa. Et si Abbatissa ex caussa justa alicui permittat, eidem injungat, quod sine mora revertatur. Anche nell’anno IIII, per testimonianza di Donizone nella Vita di Matilda, fra gli altri che furono inviati incontro ad Arrigo V re, che veniva a prendere la corona in Roma, vi furono
......... Monachae quoque centum
Lampadibus multis cum claro lumine sumtis.
E ciò per antica consuetudine: perciocché, come ha Anastasio nella Vita di Leone III, allorché questo Pontefice fece la sua solenne entrata in Roma, gli andarono incontro Proceres Clericorum, Optimates et Senatus, cunctaque Militia, et universus Populus Romanus, cum Sanctimonialibus et Diaconissis, ec. Anzi si presentavano le monache davanti ai giudici, se erano molestate per liti. In una pergamena del Capitolo dei Canonici di Cremona, scritta nell’anno 1001, comparisce davanti ai Messi di Ottone III imperadore Odelrico vescovo di Cremona col suo Avvocato, et ex alia parte Roza filia quondam Lanizoni, veste velamen sanctae Religionis inducta. Ma probabilmente questa non era monaca di chiostro. Imperocché fin dai primi tempi della Chiesa non mancarono sacre vergini abitanti nelle proprie case, come oggidì in molti luoghi costumano le Suore della Penitenza Dominicane, le Terziarie Franciscane, le Orsoline ed altre. Ho prodotto un bel documento dell’anno 907, da cui apparisce che Ageltruda olim Imperatrice, filia quondam Principis Beneventi (cioè di Adelchiso) veste Religionis induta, quae fuit relicta quondam bone memorie Domni Guidoni Imperatori, quae modo in domo permanet, ec., tam pro anima sua, ec., et pro qua Domni Guidus, et Lambertus Imperatoribus, qui fuerunt virum adque filium meum, ec., dona molti beni al monistero di Santo Eutizio situato in Campoli. Ecco quella gran Principessa divenuta monaca, ma abitante fuori del chiostro e nella propria casa. Che la clausura delle monache fosse anticamente ben diversa dalla presente, si può raccogliere da altri esempli. Giunse a Piacenza sul principio del secolo XI San Simeone Romito, la cui Vita fu pubblicata dal P. Mabillone ne’ Secoli Benedettini. Era vicina la mezzanotte, quando egli stando alla porta della Basilica di San Sisto, allora delle monache Benedettine, cominciò a cantare con grata armonia delle sacre canzoni. Hisce laudibus una ex Ancillis Dei, Maria nomine, Sacrista ejusdem Ecclesiae, vehementer exterrita, ad Basilicae januas cucurrit, et quas vectibus et seris obfirmaverat, quia apertas invenit, mirata obstupuit. Adunque le monache poteano venire nella chiesa esteriore, della quale eziandio serravano le porte. Eriberto arcivescovo di Milano nel suo testamento dell’anno 1034 lascia un’annua limosina ai monisterj Maggiore, di Widilinda, di Aurona, di Datheo, ec. ordinando, ut duae Monachae per unumquodque monasterium Puellarum, quae superius leguntur, veniant omnes insimul in eodem die Veneris de praedicta hebdomada Quadragesimae in praedicto Presbiterio Sanctae Mediolanensis Ecclesiae ad percipiendam praedictam benedictionem omni anno. Tralascio qui di mentovar altre carte da me date alla luce, che confermano l’uso delle monache e Badesse di uscire del chiostro, se così richiedeva qualche onesta cagione.
In una di queste, spettante a Guinigiso conte di Siena, il quale nell’anno 867 fonda un monistero di monache nel territorio di essa città, si truova determinato da lui, che la Badessa si dovea eleggere solamente della stessa congregazione. Questa era la formola ordinaria di tutte le fondazioni di monisterj, tanto di monaci che di monache, se pure il fondatore non si riserbava col patronato la facoltà di eleggere. Colla pluralità de’ voti, come anche oggidì, si eleggevano tanto le Badesse che gli Abbati, e di tale elezione si formava un atto pubblico, per togliere i dubbj e le liti. Ne ho io prodotto un esempio tratto dall’Archivio Arcivescovile di Lucca, da cui risulta che nell’anno 915 Atruilda di comune consenso delle monache era stata costituita Badessa del Monistero di San Michele di quella città. Ivi son da osservare le seguenti parole dette dalle monache: Itaque Regulam et Ferulam de manibus nostris in manum tuam, quae supra Atruilda dedimus adque tradimus, ut omni tempore diebus vite tue in eadem stabilitate, qualiter te elegimus, persistas. Della ferula che si dava agli Abbati, il rito è assai cognito; raro della data alle Badesse. In una carta dell’anno 1028, presso l’Ughelli ne’ Vescovi di Torino, è scritto che colei la quale fosse eletta Badessa del Monistero di Caramania, accipiat Baculum super altare ejusdem Monasterii, et fiat Abbatissa. Nella carta Lucchese non è fatta alcuna parola del Vescovo. Solamente si sottoscrivono alcuni preti, fra’ quali l’Arciprete e l’Arcidiacono della Cattedrale, e tre Cardinali della Chiesa di Lucca, cioè Canonici. Per altro secondo i Canoni alla costituzione d’una Badessa si richiedeva il consenso del Vescovo, se pure non vi fosse privilegio, o condizione in contrario imposta dai fondatori. E perciocché era comune tanto ai monaci che alle monache l’istituto di San Benedetto, perciò avvenne che a poco a poco cominciarono quelli a frequentare i monisterj di quelle, per istruirle nella via della pietà. S’introdusse poi che molti monisterj di sacre vergini, non men vecchi che nuovi, si suggellarono all’autorità e direzione de’ monisterj de’ monaci. Un solo esempio per ora ne recherò. Leone Ostiense nel lib. I, cap. 9 della Cronica Casinense fa menzione dell’insigne Monistero di Santa Sofia di Benevento fondato nell’anno 774 da Arichis principe di quel gran Ducato, quod sub jure Beati Benedicti in Monte Casino tradidit in perpetuum permansurum. Dirò qui di passaggio che anticamente vi furono de’ monisterj doppj, cioè un monistero di monaci fabbricato in vicinanza d’un altro di monache, abitando nulladimeno gli uomini separati dalle donne, e senza che entrasse nel chiostro contiguo alcun d’essi. Prima ancora che nascesse San Benedetto, furono questi introdotti in Oriente. A me non è mai capitato documento che pruovi passato in Italia questo pericoloso rito. Dico pericoloso, perché gli uomini e le donne de’ vecchi secoli erano lavorati della medesima carne che quei de’ nostri tempi; e però la tanta vicinanza produceva degli scandali. Da ciò prese motivo il Concilio Generale II di Nicea di proibire la fondazione di tali monisterj. E molto anche prima San Gregorio Magno, lib. XI, epist. 25, avea lodato Gianuario vescovo di Cagliari, perché nella casa di Epifanio Monachorum Monasterium construi vetuisset, ne pro eo quod domus ipsa Ancillarum Dei Monasterio cohaerebat, deceptio exinde contingeret animarum. Anche Giustiniano I Augusto nella I. Sanctissimarum, Cod. de Episcop. et Clericis avea proibito sì fatti monisterj. Contuttociò sappiamo che fuori d’Italia anche ne’ secoli posteriori si miravano chiostri di monaci e di monache in certa maniera congiunti, separati nondimeno da buone mura. Ha il Demonio trovato di grandi invenzioni per tentar gli uomini.
Assaissimo all’incontro erano anche in Italia i monisterj di monache, le quali per l’educazione dello spirito dipendevano da qualche monistero di monaci. Ho io prodotto una carta dell’anno 744, esistente nell’antichissimo Monistero di Santa Maria all’Organo di Verona, presentemente posseduto dai Monaci Olivetani. Quivi Auconda e Natalia avendo fabbricato un nuovo monistero di sacre vergini, dicono: Defensionem vero vel admonicionem volumus abere ad Monasterium Sancte Marie foris Porta Organi. Che se l’Abbate contro la Regola, o contro i Canoni, alle monache dominacionem aut fortiam imponere quaesierit: tunc elegat sibi Abbatissa cum Sororibus defensionem vel admonicionem Sancti Zenonis nutritoris nostri, seu Praesulis, qui in tempore fuerit. Colle quali parole non so se intendano l’insigne Monistero di San Zenone o pure il Vescovo di Verona. Col titolo di Difesa si vuol esprimere la protezione de’ monaci contro qualsivoglia usurpatore: con che essi acquistavano qualche diritto di superiorità o autorità sopra il monistero delle sacre vergini. Col nome di Ammonizione s’intendeva quell’aiuto che i monaci prestavano al debile sesso colle istruzioni di pietà. Ma per questo non si conferiva all’Abbate alcun diritto di vero dominio, se non allorché nella fondazione venivano sottoposti i monisterj di monache a qualche monistero di monaci. Era appunto la mira d’essi fondatori di provveder le sacre vergini di chi coll’autorità e coll’esempio tenesse in dovere gli animi instabili d’esse, e le aiutasse al cammino delle virtù. In oltre gli stessi Principi si prendevano la cura di vegliare, affinché i vizj e gli abusi non trapelassero nelle sacre congregazioni, o ne fossero tolti, e l’osservanza della Regola non iscadesse o perisse. A questo fine di tanto in tanto eleggevano dei Messi Regii con ordine di esaminare i costumi e la vita anche delle monache. Carlo Magno in un suo Capitolare dell’anno 806 formò il seguente editto: Ut Missi Dominici per singulas civitates et Monasteria virorum et puellarum praevideant, quomodo aut qualiter in domibus Ecclesiarum, et ornamentis Ecclesiarum emendatae vel restauratae esse videntur; et diligenter inquirant de conversatione singulorum, vel quomodo emendatum habeant, quod jussimus de eorum lectione et cantu, ceterisque disciplinis, et Ecclesiasticae Regulae pertinentibus. Quasi nel medesimo tempo Pippino re d’Italia suo figlio nella legge XXI fece quest’altro regolamento. Stetit nobis, ut Missos nostros, unum Monachum et unum Capellanum, direxissemus infra Regnum nostrum, pro videndo et inquirendo per Monasteria Virorum et Puellarum, quae sub sancta Regula vivere debent, quomodo est eorum habitatio, vel qualis est vita aut conversatio eorum, et quantum unumquodque Monasterium de rebus habere videtur, unde vivere possit. Oltre a ciò Lottario I Augusto in varj luoghi d’Italia costituì de’ Correttori col nome d’Ispettori, acciocché si studiassero che la Regola monastica fosse esattamente osservata. Né ho la testimonianza in un diploma dell’anno 833, in cui prende sotto la sua protezione il Monistero Pavese delle sacre vergini di Dodoso, con dire fra l’altre cose: Meramnum quoque venerabilem, Abbatem in codem loco constituimus Inspectorem, quatenus diebus vitae suae studio in omnibus Regula ibi exequatur Sancti Benedicti, ec.
Odasi ora un detestando abuso de’ secoli barbarici. Se qualche monaca con adulterio o fornicazione rompeva il voto della castità, veniva presa, e posta inter pensiles Ancillas Regis, acciocché filasse, o con altri lavorieri si guadagnasse il pane come schiava. Giniceo si appellava quel luogo, ma luogo poco diverso dai lupanari, e indegno di vergini sacre, le quali anche dopo il fallo erano tenute a custodire la castità. Di questo abuso è parlato nelle Leggi Longobardiche. Conobbe Lottario I Augusto questo disordine, e però nella legge LXXXVIII vi rimediò col seguente editto. Statuimus, ut si femina vestem habens mutatam (cioè di secolaresca mutata in monastica) moecha deprehensa fuerit, non tradatur Geniceo, sicut usque modo, ne forte quae prius cum uno, postmodum cum pluribus locum habeat moechandi; sed ejus possessio (cioè le sue facoltà) Fisco redigatur, et Episcopi ipsa subjaceat, judicio. Nella legge VI il medesimo Imperadore dice: Persona vero ejus sit in potestate Episcopi, in cujus Parrochia est, ut in Monasterio mittatur. Questi disordini nondimeno per lo più si commettevano dalle monache abitanti fuori de’ chiostri. V’ha un Capitolare di Arichis principe di Benevento nel secolo VIII, che si legge nella Par. I del tomo II Rer. Ital., dove egli descrive le femmine quae defunctis viris habitum Sanctimonialis in secreto domni suscipiunt, ne vim nuptialem perpetiantur. Poscia aggiugne che queste delictis (o sia deliciis) effluunt, comessationibus student, potibus vineis ingurgitantur, lavacra frequentant, ec. Si quando in plateas processurae sunt, facies poliunt, manus candidant, incendunt libidinem, ut visentibus incendia misceant. Saepe etiam formosos videre, atque videri impudentius appetunt. Et ut breviter dicam, ad omnem lasciviam voluptatemque animi frena relaxant, ec., adeo ut non solum unius sed, quod dictu nefas est, plurimorum prostitutionibus clanculo substernantur; et nisi uterus intumuerit, non facile comprobatur. Però esso Principe ordina, che provato il fallo di queste scapestrate, sieno condennate a pagare Guidrigild suum in Palatium, e cacciate in monistero.
Ma non mancarono anche monache claustrali che si lasciavano trasportare dalla concupiscenza ed eccessi. Anzi si truovarono talvolta monisterj, nella famiglia de’ quali avea preso tal piede la dissolutezza, che fu necessario il cacciar le donne, e dare il sacro luogo ai monaci professanti la monastica disciplina e l’esemplarità de’ costumi. Abbiam parlato in assaissimi luoghi dell’insigne Monistero di S. Sisto di Piacenza, abitato da sacre vergini. Convien credere che queste si fossero rilassate ad eccesso, perciocché per cura della celebre contessa Matilda ne furono cacciate, e in lor vece ivi posti i Monaci Benedettini, i quali ne han conservato sempre il possesso. Ho io pubblicato uno strumento dell’anno 1003, in cui si legge che i Patroni del Monistero di San Salvatore, situato nel Contado di Siena, consegnano ai monaci quel sacro luogo, quod ibidem fuit Monasterium Puellarum. A queste si può credere tolto quel monistero a cagion della loro sregolatezza, inferendosi ciò dalla minaccia fatta agli stessi monaci colle seguenti parole: Sed volumus, ut ipsi Monachi regulariter vivant; et si ipsi Monachi regulariter vivere noluerint, tunc habeamus licentiam nos suprascripti, et nostri haeredes, illos foras ejicere, et alteros introducere meliores, qui ipsum Ordinem melius custodiant. Certamente noi non possiamo dire che ogni monistero di Serve del Signore oggidì in Italia e fuori vada esente da irregolarità e difetti: pure infinita è la copia di quelli, massimamente se regolati dai Vescovi, che religiosamente vivendo abbondano di virtù; talché possiam dire anche per questo più felici i tempi nostri, che gli antichi. Ne’ secoli addietro v’erano in Italia dei monisteri Regali di sacre vergini, dipendenti dai Re ed Imperadori, e indipendenti dal Vescovo. In questi per lo più entrava la superbia e la troppa libertà.
Del resto i buoni Vescovi gareggiarono una volta fra loro in ergere nuovi monisterj di vergini sacre; e tanto essi, che gl’Imperadori e Re esercitarono la lor munificenza in dotarli ed arricchirli, di modo che parecchi ne troviamo, che godevano più Corti, cioè ville per lo più contenenti qualche castello, con giurisdizione sopra d’esse, e chiese, ed altri monisterj loro sottoposti. Di tal verità parlano tanti documenti da me dati alla luce in quest’Opera, ed altri ne ho aggiunto a questa Dissertazione, de’ quali non occorre che se ne faccia menzione. Particolarmente dopo il millesimo non furono men sollecite de’ monaci le monache a cercare ed ottenere la protezion sempre venerabile della Sede Apostolica, la quale nondimeno nulla pregiudicava ai diritti de’ Vescovi. Strana cosa parrà a taluno il trovare talvolta nelle bolle de’ Papi (come ho io provato con una di Alessandro III dell’anno 1175, e con un’altra d’Innocenzo IV del 1247) la seguente formola: Praeterea liceat vobis Viros et Mulieres liberas et absolutas, quae sui compotes se monasterio vestro reddere voluerint, ad Conversionem recipere, et eos absque contradictione aliqua retinere. Significava la parola Conversione il rinunziare al secolo con abbracciare la vita monastica, e vestirne l’abito religioso. Ma che han qui che fare ne’ monisterj di donne gli uomini? Hassi dunque a sapere che anche tali monisterj tenevano al loro servigio dei laici, portanti l’abito monastico, appellati Conversi, che avevano la loro abitazione fuori del chiostro, e prestavano alle monache que’ servigj che occorrevano alla loro economia, come praticano anche oggidì tanti servi secolari. Per la consecrazione poi o sia benedizione delle monache, al pari di oggidì, anche anticamente si usavano varie solennità. Tre erano gli ordini d’esse. Il primo delle vergini obbligate alla clausura del monistero; il secondo di quelle vergini che nelle case proprie osservavano il voto della castità; il terzo delle vedove, professanti anch’esse il medesimo voto. Ho io prodotto i riti costumati nel velare queste diverse donne, tratti da un antico codice della Biblioteca Casanatense, passata nel Convento della Minerva de’ Padri Predicatori.
ORIGINE MEROVINGIA DEGLI AVRIL DE SAINT GENIS
La Principessa Yasmin decifra la plaque funeraire a droite de la porte d'entrèe de l'eglise:Trattasi della Tomba di Gesu' il Re Sesto. Dunque gli Avril de Saint Genis, detti Aprilis Grifone o Buren Beinstein -Veiblinghen Hohenstaufen, discendono dalla linea di Boaz o Fortis;una indomita congiura storica ha celato la discendenza dellla Linea di sangue del Santo Graal!Non si tratta di Cavalieri anonimi o Templari o della linea di Goffredo di Buglione o di Siniscalchi: E' la Linea di Stupor Mundi e di Isabella dei Plantageneti: S.A.I.R. la Principessa Yasmin Avril de Saint Genis Hohenstaufen Plantagenet.I Piedi recanti la ferita del chiodo della croce , rappresentano la Rinascita della Dinastia di Jesus , in quanto il piede e' simbolo dell'Alfa, ossia il Principio e la Rinascita"Fortis renascitur Proles" . Un capitello (detto del Pedicino, ossia del Piccolo Padre,illustra una gamba divelta dal femore(FedericoIII, il figlio di Isabella dei Plantageneti e Federico II fu divelto dalla sua radice)Esso rappresenta un Bambino in posizione Assiale (Stauffen, ovvero Staffa , Onfalos Graal, dinastia del Graal) (Arciconfraternita dei Priorati di Sion)
Tomba di "Yaesu is six Rex", abbazia della Santa Colomba Benedettina di San Michele de Cuxa, Ordine di Avril de Saint Exprit. Scoperta della Principessa Yasmin, che ha risolto attraverso coordinate topografiche l'enigma "et in Arcadia ego" di Rennes le Chateaux (1999). Tale enigma conduce nell'Onfalos, Santo Uovo-Saintonge, della Santa Progenie-Saintgenie, Avril -ossia di Aubri, il nipote di King Dagoberto.
DA: "Il GENOMA DEL GRAAL"di YASMIN von HOHENSTAUFEN-edito ECP":Il Vero Nome degli HOHENSTAUFEN era AVRIL de SAINT GENIS de SAINTONGE o STAOPER FRIIUS(STAUFER FREYA)SANCTA PROPAGO.
ATTENZIONE:PER IL CODICE CRITTOGRAFICO LE LETTERE PIU' GRANDI VANNO INTESE IN DUPLICE LETTURA. MENTRE PUNTINI O SEGNI APPARENTEMENTE ORNAMENTALI O DISLIVELLI DELLE VOCALI O CONSONANTI ,CASUALI , SONO PLURISEMICI. SI SPIEGA COSI' PERCHE' NESSUNO FINO AD OGGI AVEVA DECIFRATO I LAPICIDI E LES PLAQUES DELL'ABBAZIA dello SPIRITO SANTO- STAUFER FRIIUS, OVVERO AVRIL de SAINT GENIS de SAINTONGE(DIVENUTI POI VEIBLINGHEN HOHENSTAUFEN BEINSTEIN BUREN)
Il Motto degli Avril di Saint Genis,sul frontale della Cappella Staufer Freius, testimonia che la Progenie Staufica rinasce nell'Ordine della Santa Colomba a Saint Genis la Fontaine...La Sancta Propago "Regia Stirps Weiblingensium "traduce Avril(Weib o Freya)de Saint Genis.La Principessa Yasmin risolve l'enigma "ET IN ARCADIA EGO" di RENNES LE CHATEAU( Attenzione, i Lapicidi che presentano puntini, segni o lettere difformi,con minuscole che scatuiscono da maiuscole celano un codicesegreto di lettura)Sul Frontale dei Lapicidi dell'Abbazia Avril de Saint Genis detti anche della Sacra Colomba o di San Michele , molti segni in codice sono stati rimossi ,mentre alcuni segni e puntini confusi , volutamente o no, per abrasioni dovuti a batteri della pietra e del marmo;gli interventi sommari di recupero dei marmi e delle pietre non supportati da livelli di conoscenza aliunda hanno depauperato il palinsesto agalmonico della conoscenza, rintracciabile comunque in prove documentali in archivi inediti relativi all'Origine merovingia degli Aprile(Avril . Apvril Apuril Auril) di San Genis della Coppa Sacra detti Saintonge Beinstein -Staufer Friius - Buren Veiblinghen -Hohenstaufen)-Et in Arcadia Ego- (opera di Poussin), secondo la Principessa Rosemarie Aprile von Hohenstaufen Macedonio,con il dito che indica la fessura della pietra, suggerisce di fendere la parola in Arca e Dia :Arca=Tomba - Antenati e Progenie;Dia =Attraverso, per Mezzo , Diviso , ossia Duale(il Fratello Giacomo il Giusto) sia Duale come Carica di Re Sacerdote, rispetto a Jesus Re Messia.. - Proprio nella Cappella dei suoi avi "Avril de Saint Genis "la principessa Yasmin ha scoperto la Tomba di Yaesou Six Rex.
L'antico nome degli Hohenstaufen era Beinstein, Pietra del Signore,oppure Avril de Saint-Genis,ossia "Aprile della Fontana dello Spirito Santo", nell'accezione pagana Der Weibil, da cui Weiblingen. Il termine Weibil ha origine da Antesterion, nome greco del mese di Aprile, fiore o Linea di Istar-Freia, da cui Staufer Frius
Essa traeva origine dalla Dinastia Merocarolingia del Delfinato, infatti il nome arcano era Avril, da Aubril o Aubri, figlio di Adela, figlia di King Dagoberto II (625), da cui il termine "der weibil", dopo il matrimonio del Principe Grifone, figlio di Carlo Martello e della Principessa Swanichilde, con Gertrud Hildegard, Principessa Sicambrica Merovingia, discendente di Aubril o Avril, Linea Clodoveo-Dagoberto-Genobaud (termine quest'ultimo, che traduce "stirpe-geno del Signore-baud"), da cui ancora Baudroi, Re Pescatore o anche il termine Ebril o Epvril, nome ieratico rispettivamente di Hebron, il Re pescatore, o anche il nome del Fodero della Spada del Graal di Re Salomone, mentre Epvril è il nome di Parceval, discendente di Freimond - stirpe dei Re Pescatori- che sposa Argotta- Dinastia Sicambrica Merovingia.
Tale Dinastia aveva per culla ,per decine di generazioni, il borgo della Fontana della Spirito Santo,luogo dove appare la cultura di Giacomo il Giusto, di Santa Maria del Mare, abbazie Cistercensi di San Michele,abbazie strettamente legate all'Ordine di Cluny e di Montserrat, al Magistero della Santa Colomba.
Ma perche' tale dinastia che viveva per paranomasia e' stata tenacemente occultata?Essa aveva origine dai Franchi Sicambrici da Genobaud (che traduce il ruolo dinastico di Genesi del Re Pescatore)Baudroi ,in provenzale e' infatti un PESCE,oppure un uccello detto Martin Pescatore (ordine degli Alcionidi da Alkè-forza-quindi Anfortas- o Fortis non a caso l'Alcione è simbolo di Cristo , nell'accezione cristiana, in quella pagana ,Martin , (e' il Martel's sposo di Venere -Veib , aphros, Aprile , avril-, da cui i veiblinghen) "Alcedo Atthis", lat. sc. traduce Alcione o Uccello Santa Maria..
Quindi Genobaud indica la "Genesi del Re Pescatore ", ossia della "Santa Progenie" (Avril o Saint Genis-Saintonge).Argotta , figlia di Genobaudo, sposa il cugino Faramondo , nipote di Fortis o Boaz , Anfortas (si spiega cosi' perche' nel Magistero della Santa colomba , il motto di Avril de Saint Genis e' Fortis Renascitur Proles)dal ramo Cristino di Aminabad , figlio di Giosue'.La discendenza di Argotta e Faramundo era quindi doppiamente desposynica .Argotta discendeva ,infatti ,dalla sorella di re Lucio che sposo' il capo dei Sicambri.Malgrado gli accurati alberi genealogici dell'epoca, tale Genesi venne pervicacemente debellata ed occultata, in quanto cela il codice del Diritto messianico ereditario e non per concessione e ratifica papale.Infatti il termine Mero( da cui Re Clodoveo che diede origine alla linea Hohenstaufen)traduce Mer , ovvero ,Signore.- Evo da Ayus , zend. Ayu-ossia Vita , quindi Genesi del Signore , ossia Saint Genis Saintonge , ovvero Stirpe della Santa Progenie e della Santa Pietra, Beinstein. Ma Meroveo viene tradotto anche Maggiordomo , non nel senso di Siniscalco, ma Signore della Casa.Ecco quindi spiegato perche' la subentrata Dinastia Heristal, o Maggiordomi, era anche detti Heristal che traduce Pietra del Signore.(Era, in fondo ,un ramo congiunto dei Merovingi che sosteneva l'illegittimita' al trono di un figlio naturale,della linea regnante detta dei Re Fannulloni).Si spiega cosi' perche' la congiunzione del ramo merovingio a quello carolingio , attraverso il Principe Grifone , figlio di Sonichilde e Carlo Martello, ripercorra la medesima mistica graalica.Infatti il Principe Grifone sposa Gertrude ,detta la Santa ,non perche' Bionda, ma perche' della Santa progenie , principessa merovingia nipote di DagobertoII e pronipote di Clodoveo, sua cugina anche perche' nipote di Odilone di Baviera . Le profezie di Saintonge , ancora prima del delinearsi della genesi Merovingia, riportavano che in tale sito aveva Origine la Xantia Progenie, nel senso della Progenie Bionda , ossia Ariana, o dei figli della luce.Infatti il Nome del sito era Xaintonge (Uovo o genesi dei Figli della luce). Allegorie svariate e depistanti cancellarono l'ascendenza Graalica di Stupor Mundi dalla Dinastia Gloriosa dei Re Risplendenti , tramutando la Coppa del Graal , nel Totem dell'Anticristo.Cosi' la Pietra di Cristo -Beinstein-Avril di Saint Genis Saintonge- il Santo Graal -fu diffamato dalla cultura guelfa e il novello Davide,il Novello Cristo, l'Angelo Michele, Federico II, fu vilipeso dalla Chiesa che lo esproprio' della " Semenza di Dio" , del Genoma stesso del Graal nella sua progenie"Fortis Renascitur Proles":i figli di Federico, figlio di Isabella dei Plantageneti e l'Imperatore Stupor Mundi:gli Avril de Saint Genis d'Angoumois :"Estirpate il seme!...Il Nome ...Il Regno!...tuona ancora l'Angelo delle Tenebre contro la Sacra Progenie, la Pietra di Cristo..i Figli della luce..Avril de Saint Genis..
Infatti i Merovingi erano ariani, ma non nel senso con cui viene indicata la progenie che discriminava la genesi ebraica.Era la mistica del Graal , di Cristo e di Giuseppe di Arimatea, da cui Eurgen, ramo arimateico, figlia del re Lucio che sposo' Aminabad.-------------------------------------------------------------(Il
Particolari legami agalmonici esistono tra Staofer Friius o Staufer Freyus il sito ove sorgeva la Cappella di Saint Genis la Fontaine ed ove sui frontali degli archi appaiono i relativi lapicidi . Les chanoines Avril de Saint Genis monaci cicstercensi e benedettini celavono l'enigma dell'Origine della Sacra Progenie e della mistica del Graal riscontrabile anche nella venerazione di un avito tempio dedicato al culto celtico di Freya a dieci chilometri da Torino.Su tale tempio era visibile il culto del loto, dell'ape, del fiordaliso e del Sole invictus ,tutti simboli che pur avendo una genesi pagana che sfocia nell'arma dell'aquila e del Grifone , appartenevano alla tematica della Santa progenie o comunque alla linea di sangue del Santo Graal e di Santa Maria del mare, evocata anche nella M dei Templari.Su tale sito , concesso ai cistercensi dal marchese di Saluzzo parente degli Hohenstaufen, nacque la Staffarda una Abbazia che s'innesta su un asse dai plurimi significati solari. Non a caso , il termine Staffarda deriva proprio da Staoper o Staufer Freius, per stigmatizzare l'ascendenza dalla Dinastia del Graal ,Gli Hohenstaufen o Dinastia Staufica:gli Avril de Saint Genis che, nei pressi di Torino e dell'Alta Savoia lasciarono il segno della loro agalmonia , come ad esempio anche a San Michele, San Giorio, a Fortis Exilles, cosi' lontano , eppure vicinissimi a Carcassone, a Cluny, Monserrat, Renne Le Chateau o al Delfinato.
"Sancta Propago"
Antico nome degli Hohenstaufen: Avril de Saint Genis Saintonge ossia Veibil o Sancta Propago o Santa Progenie ,della Sacra Pietra o Coppa ,in tedesco Beinstein Weiblinghen ovvero Buren Hohenstaufen.Staufer Freius , indica la Staffa, Axis Mundi,centro ed origine del Potere Regale e Sacerdotale.Lo scettro o la Lancia(nell'antica Roma -Hasta -era composta di frassino, l'Albero del Mondo) regale e' il simbolo dell'Axis Mundi e del Graal. Ecco perce' La dinastia Avril e' detta anche di Lanslebourg , ovvero Axis Mundi.
Genoma del Graal ed. European Council of Princes ) Note Bibliografiche -riproduzione vietata- senza citare la fonte-
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"L'AMORE :DALLA POESIA JONICA AI FEDELI D'AMORE":di Yasmin Aprile von Hohenstaufen Puoti(ed.Avril Burey d'Anjou Putiatin)
"MA PER ME IN NESSUNA STAGIONE MAI L'AMORE SI ASSOPISCE.COME IL TRACIO VENTO BOREA ,ARDENTE FRA LE FOLGORI ,LANCIANDOSI DAPARTE DI AFRODITE CON INFUOCATO FURORE,TENEBROSO,SPIETATO,FIN DAL PROFONDO SCUOTE FORTEMENTE LA MIA ANIMA"(IBICO)
Il Codice Ieratico degli Hohenstaufen era nel nome occulto dei Fedeli d'Amore ossia , di VENERE "Aprilis" !
-Il motto des Avril de Saint Genis Saintonge "Fortis Renascitur Proles"-cela l'arcano del Vero Nome Ieratico degli Hohenstaufen, custodito nell'Ordine Teutonico Kradaino e nel Linguaggio segreto dei Fedeli d'Amore: era Amore, nome di Venere.Quindi Avril, Aprile , in greco Anthesterion , linea, fiore di Istar Venere . I fedeli d'Amore erano dunque i seguaci dei segreti della Sancta Propago (Saint Genis Saintonge, che traduce Sacra Coppa, o Graal, in tedesco Beinstein, antico nome degli Hohenstaufen, interscambiabile con Veiblinghen che traduce Anthesterion, Linea di Venere) . Ma Fortis , nelle carte del Graal e' anche il nome di Venere, ed e' interscambiabile con Boaz, Anfortas , Forte, Potente,Valente, la Colonna di Anfortas Re de Graal- Ecco dunque l'arcano DELLA MISTICA GHIBELLINA che cela anche il palinsesto del Sacro Impero Romano, attraverso il palindromo di Roma o Amor .Oltre al Nume Tutelare, Roma, infatti ,celava anche l'arcano nome :era Veib , Aprilis, Amor . Al di la' delle numerose leggende , in aramaico, Rome significava Fortis, quindi Venere- Boaz e non a caso i due Templi dedicati alla citta' di Roma e a Venere erano interscambiabili. Ecco perche', tra i Cistercensi, si riportava che "Ipsius vero Stoffensis Nomen etiam doctissimis ignotum est": la stessa frase riportata da Macrobio per Roma che enunciava:"Ipsius vero Urbis Nomen etiam doctissimis ignotum est" .Non a caso, il vero nome di Roma , veniva tramandato in codice solo dai Pontefici Massimi. L'Ordine Kradaino ,originariamente sacro a Marte,conosceva i misteri di Roma -Amor Venere - Aprilis , Veib .Ma Venere si celava anche sotto il nome di Cibele . E cco perche' L'Abbazia Avril de Saint Genis Saintonge della Sacra Colomba , sulla plaque decifrata dalla Principessa Yasmin, che ha scoperto la Tomba di Yaesou six Rex (Gesu' sesto Re), risolvendo l'Enigma di Rennes Le Chateau , c'e' il simbolo della spiga di grano, sacra a Venere Cibele , ed il segno della Trinita' dello Spirito Santo. Non a caso l'Abbazia dell'Abbate Gullielme Aprilis . era detta anche dello Spirito Santo e di San Michele. Ma perche' solo a pochi ed ai Fedeli d'Amore era dato penetrare i segreti del nome Arcano degli Hohenstaufen ? I lapicidi dell'Abbazia Avril de Saint Genis, lo celano in codice, attraverso l'enigma-Ista(nome di Venere Ista o Istar oFriius-Freya) I Staoferfreiius,che sembra ai profani Ista Opera...ma guardando attentamente il dislivello, puntini lettere maiuscole e minuscole,generate l'una dall'altra recano un nome in codice che ripete il motto:La Progenie di Venere rinasce, ossia Fortis (Venere )renascitur Proles !Tale motto diverra' per la linea di Federico, figlio di Isabella d'Anjou e Federico II, Avril de Burey d'Anjou :"Semper Virens"!Ma perche' gli Hohenstaufen non rivelarono mai il loro Nome Ieratico ? Secondo la Mistica Ghibellina il nome celava il Carisma della Sancta Progenie e rivelarlo ai non addetti, ossia agli infedeli d'Amore, equivaleva ad infrangere e dissacrare i Misteri cui solo alla Genia Sacra(Saint Genis) di origine Troiana merocarolingia della Sacra Coppa -Regiae Stirpis Weiblingensium ,era dato accedere. (da "Sotto il Segno di Aprile " ,il nome Ieratico di Stupor Mundi" edito ECP.)Ma perche' gli Avril de Saint Genis Saintonge , figli della Santa Coppa o Graal , o figli degli Auril(nome di Avril)hanno per stemma l'aquila sveva? Perche' il vero nome dell'Aquila e' Auril-AVRIl-AARI-ARI, Varja ,Sparvarius , Sparverius o Sparverius , nella Legge Salica e nei Capitolari di Carlo Magno.Tali etimi riconduconoaVarja o Boron, Borea,Bor , da cui i Figli della Luce, Ari , Stirpe del Lampo e del Tuono,(Wurt-STUPOR"mundi" ovvero FRAGORE Furore, l'EFFRAYER),fu ma anche al Verro o Ver , il Bor, Totem di Venere(Freya) come il cinghiale .Spar , significa agitarsi ,scuotere(Kradaino) da cui il genere Sparviero , il Falco, simbolo del Sole , come l'Aquila(ARI), interscambabile con la Lancia -Spada del Graal . E' indubbio che anche il "De Arte Venandi cum Avibus "celi una conoscenza occulta per iniziati.
Dunque l'ultimo poeta del periodo jonico,Ibico di una colonia calcidica ,R.C.,nei suoi versi stigmatizza le connessioni tra i vari termini:
"Ma per me in nessuna stagione mai l'amore si assopisce , come il tracio "vento BOREA, ardente tra le folgori",lanciandosi da parte di AFRODITE, con infuocato Furore , tenebroso, spietato, fin dal profondo scuote fortemente la mia anima"
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Armes des Avril de Burey Anjou Angoumois de Saint Genis Saintonge de Burcany(also Bhuren Khan)
also called
APRILE di BUREN ANJOU HOHENSTAUFEN PLANTAGENETS
SANTA PROPAGO BEINSTEIN
Apraxin Verdereskji(Semper Virens)
Bhuren Khan
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COMITATO INTERNAZIONALE DIRITTI UMANI -enter-
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ARCHIVIO STORICO Fondazione Federico II-enter-
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EURONEWS -enter-
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H.I.R.H Princess Yasmin Buren Khan Hohenstaufen Avril de Burey d'Anjou Putiatin
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PRINCIPATO DI CASTEL ALFI
HOHENSTAUFEN CASTLE, Fiordimonte - Enter-
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Accademia Florimontana-enter-
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HOHENSTAUFEN DYNASTY
also called Aprilis von Hohenstaufen ,Avril de Burey d'Anjou Saint Genis Saintonge der Vaibil Beinstein
Dictionnaire des Familles Françaises:
Avril de Burey d'Anjou de Saint Genis Saintonge ,ou Apvril (d')
D'or à la champagne de sinople surmonte'e a sénetre d'un aigle de sable et à dextre d'un main de carnation tenant un rameau fleuri de sinople.-D'or à l'aigle bicephale de sable:Devise Fortis Renascitur Proles!
Cette notice remplace celle qui avait ètè consacrèe ,dans le tome de cet ouvrage, d'après l'Annuaire de la noblesse de 1804, en Dauphinè,à la Famille d'Avril de Burey d'Anjou , ou Buren Hohenstaufen Anjou.
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Aa Ab Ac Ad Ae Af Ag Ah Ai Aj Ak Al Am An Ao Ap Aq Ar As At Au Av Aw
Avril D'argent, à la fasce de gueules.
Avril D'argent, à un arbre terrassé de sinople, accosté de deux marguerites d'or, tigées et feuillées du second.
Avril D'argent, au chevron de gueules, acc. en chef de deux étoiles d'azur et en pointe d'un rencontre de taureau de sable.
Avril De gueules, à trois coquilles d'or.
Avril De sinople, à un chêne d'or.
Avril D'or, à un arbre arraché et ébranché de sinople, repoussant de nouvelles branches du mesme.
Avril D'or, à un arbre de sinople. (Pl. II).
Avril D'or, au lion d'azur, armé, lampassé et couronné d'argent, ayant un croissant du second au-dessous de sa patte senestre.
Avril de Saint Genis Saintonge D'or, au lion d'azur, armé, lampassé et couronné d'argent.D'or à l'aigle de sable.
Avril Parti: au 1, d'argent, à un arbre arraché de sinople, au chef d'or chargé de trois roses de gueules surmontées d'un lambel de sable; au 2, d'azur, à la bande d'or, acc. de deux croissants du mesme.
Avril (Apuril) du Bot D'argent, au chevron de gueules, ch. de trois roses d'or et acc. en chef de deux têtes de lion de sable, et en pointe d'une étoile du même.
Avril de Buren (d'Anjou) D'argent, à un pin arraché de sinople, au chef d'azur, chargé de trois étoiles d'or. Supports: deux lions regardants au naturel, armés et lampassés de gueules. Devise: SEMPER VIRENS.
Avril de Bourcany De gueules, au chevron d'argent, acc. de trois étoiles du mesme (ou d'or).
Avril de Boutigné D'azur, au chevron d'argent, acc. de trois besants d'or, (ou six besants d'or, 3 et 2 en chef, et un en pointe), au chef du mesme chargé d'un lion issant de sable.
Avril de Burey d'Anjou D'argent, au pin de sinople, au chef d'azur, ch. de trois roses (ou étoiles) d'or. Supports: deux lions. Devise: SEMPER VIRENS.
Avril de la Durbellière D'azur, à trois poissons d'argent, posés en pal.
Avril de la Villemoysan D'argent, au chêne de sinople, englanté d'or, accosté de deux colombes affrontées de gueules, tenant chacune en son bec un rameau d'olivier de sinople.
Avril de Pignerolle D'argent, au chevron de gueules, chargé de cinq besants d'or, et acc. de trois roses du second.
Les Armes de S.A.I. La Princesse Kathryn Aprile di Lanslebourg Griffon d'Heristal von Hohenstaufen Puoti Hohenzollern und von Holstein Yussupov
IMPERIAL DYNASTY
Hohenstaufen Plantagenet Bhuren Khann Puoti Putiatinvon Odessa von Kourland
(Avril de Burey d'Anjou de Bourcane ou Buren Khan)
Avril de Burey Anjou d' Angoumois de Saint Genis Saintonge
della SANTA PROPAGO BEINSTEIN
Buren Hohenstaufen d'Anjou Putiatin von Odessa
Avril de Burey d'Anjou ou
BHUREN von Odessa- Bhuren ou Buren von Kourland
APRILE SEMPER VIRENS-Apraksin Semper Virens o Verdereskii
AVRIL de Burey d'ANJOU de Saint Genis
"SEMPER VIRENS-FORTIS RENASCITUR PROLES"
AVRIL de BUREN KHAN o BOURCANE
APRILOV VERDERESKII
APRAKSIN VERDERESKII
Ancestors
Putiatin Yussupov Hohenzollern Avril de Buren Khan Hohenstaufen d'Anjou Bariantiskjj
Prince Putiatin Serge Michalilovitch
Born: 7 DEC 1893 Sex: M
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Ancestors: Father:
Child: Prince Putiatin Serge Michalilovitch
Mother:
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Marriage(s) and Relationships:
Married to: Grand Duchess of Russia Marie Pavlovna 6 SEP 1917, Pavlovsk
Child: Prince Putiatin Roman Sergeievitch
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Notes:
Source: Leo van de Pas
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Grand Duchess of Russia Marie Pavlovna
Born: 6 APR 1890 St. Petersburg, RUSSIA Sex: F
Died: 13 DEC 1958 Konstanz
Relationship: 19. cousin, etc.
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Ancestors: Father: Grand Duke of Russia Paul Alexandrovich Tsar of Russia Alexander II Nicholaievitch
Princess von Hesse-Darmstadt Marie
Child: Grand Duchess of Russia Marie Pavlovna
Mother: Princess of Greece+Denmark Alexandra King of Greece Georgios I
Grand Duchess of Russia Olga Constantinovna
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Marriage(s) and Relationships:
Married to: Prince of Sweden Vilhelm 3 MAY 1908, St. Petersburg, RUSSIA, Ended by: Divorce
Child: Count af Wisborg Lennart Bernadotte
Married to: Prince Putiatin Serge Michalilovitch 6 SEP 1917, Pavlovsk
Child: Prince Putiatin Roman Sergeievitch
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Notes:
Burke says she married William 20 Apr 1908 as does Stammtafeln. Source: Brian Tompsett
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Avril de Burey d'Anjou Hohenstaufen Plantagenet
OME
SURNAME LIST
NAME INDEX
SOURCES
EMAIL US Aprile von Hohenstaufen Puoti-Avril de Burey d'Anjou Bhuren Khan
Dinastie Putiatin Yussupov Aprilevev l de Burey d'Anjou Hohenstaufen Plantagenet Princes Avril de Bourcane de Buren Khan
Avril de Saint Genis Saintonge
Aprile di Burey d'Anjou Hohenstaufen Puoti (italianizzati)
Regia Stirps Veiblinghen .
Griffon fils de Charles Martels e de Sonnichilde
Les discendentes de Griffon prennent le nom Aprilis Griffon de Lanslebourg ou Avril de Saint Genis Saintonge de Burey ou Staufer Friius, ou Veiblinghen (Anthesterion) Epitethe de la mere de Griffon (Venus Genitrix Dynastie Lithinghe de Theodolinde e de Roi Desiderio) e surnoms des Fils de Griffon e de Gertrud Hildegard Gisela,, der Veibil ,de la Dinastie de Avril(Veibil) ou Aubril , fils de Adela, Fille de Roi DagobertoII.
Dinastie Waiblinghen:
Fridericus -750-785
Fridericus de Burey ou Buren ou Beuren-780-840
Fridericus Tassilo, comte de Buren Zolerin-805-895
Fridericus Conrad di Buren Langeberg -886-956
Fridericus de Burey Beinstein Vaibil -922-992
Fridericus 950-1000
Federico 973-1016 di Buren Hohenstaufen
Federico 1015-1094
Federico 1050-1105, primo Duca di Svevia
Federico1090-11
Federico Barbarossa1124-1190
Enrico VI Imperatore 1165-1197
Federico II -1194-1250- epouse Isabel d'Anjou Plantagenet
Dinastie Hohenstaufen Plantagent
Fridericus Avril de Burey d'Anjou Hohenstaufen Buren Khan
Khan o Bourcane traduce Fortis , Potente , il motto des Avril de Burey d'Anjou Khan era Fortis Renascitur Proles!Il termine Khan , simbolo del Veltro Dantesco, e' quindi un Rango per le Dinastie del Graal o degli Uriel Avril de Saint Genis Hohenstaufen o Buren , Potior o Puoti , che significa Despota o Khan e quella dei Tartari Ourousov Yussupov,discendenti di Gengis Khan ed Ali'.
Esistono infatti legami di parentela tra Yasmin Avril de Buren Khan e Yasmin Khan, attraverso la comune ascendenza da Gengis Khan e Gli Yussupov
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REGIA STIRPS WEIBLIGENSIUM
Aprilis(Veiblinghen Anthesterion) Grifone di Lansleburg e (der Weibil) di Langenburg (Svevia)
divenuti BUREN HOHENSTAUFEN
Il Principe Grifone,(figlio di Carlo Martello )discendeva dai Re Longobardi detti Lithingi,(ossia linea merovingia della Pietra o Coppa del Graal Avril de Saint Genis Saintonge che ascendeva a Fortis -Boaz Alke' ) , attraverso la madre bavarese Sonichilde, (nipote di Re Desiderio)e discendente di Teodolinda .Era quindi zio di Carlo Magno che aveva sposato Ermengarda Desiderata (sorella di Re Adelchi)Grifone era anche zio di Carlomanno che aveva sposato Gerberga ,sorella di Re Adelchi).Grifone era inoltre anche Zio della sorella di CarloMagno , Gisla ,moglie di Re Adelchi, padre di King Poto di Costantinopoli, Rex Langobardorum , Patricius Romanorum, Gaius Flavius Teodosius , Poto(Adelchi- Baudo-duca di Brescia , o Principe Poto ,Fortis Alegre o Principe Potone di Castelpoto (BN) )
Re Adelchi Patricius Teodate di Costantinopoli , nomina erede al trono Longobardo il figlio Re Poto Adelchi detti Potone di Castelpoto e Costantinopoli, detto Baudo(duca di Brescia nell'Adelchi di Manzoni)
Grifone sposa Gertrude Hildegard discendente di King Avril o Aubril figlio di Adela, figlia di King Dagoberto II di Austrasia,dettA DER Vaibil(Avril) della Sancta Genie (Gene-Baud ,Sancta Propago ,Gene di Fortis oBoaz ,nelle Carte del Graal interscambiabile con Venere Istar)una principessa merovingia , OSSIA UNA VAIBIL(da Veiblinghen che traduce Anthesterion, ossia Aprile)discendente di Clodoveo e della Dinastia Fortis (Avril de Saint Genis Saintonge Bainstein - motto "Fortis Renascitur Proles!" .La Principessa Sikelgaita , figlia di Guamario di Salerno, discendente di Potone(capostipite dei Puoti), diventa capostipite dei Re Normanni di Sicilia,(in quanto madre di Ruggero duca di Sicilia ,Calabria e Puglie,avendo sposato Roberto il Guiscardo. Da Tale dinastia ,attraverso la madre
Costanza d'Altavilla,(gli Altavilla discendono dalla stirpe normanna di King Alarico e quella sicambrica merovingia des Avril de Saint Genis d'Hautpoully) Federico II eredita il Regno di Sicilia.Da Tale Genealogia e' lapalissiano che l'origine sveva di Federico II e' merocarolingia longobarda e normanna.Si puo' in sintesi concludere che
Federico II discende dalla stirpe di Genobaud, da cui discendono i Potior Valens e King Desiderio che sono quindi antenati di Federico
II.
tratte da "L'Ultimo vento d'Aprile di Federico II "-ed. BRUMAR
TAVOLA IV: I Figli di FedericoII-
click here
Tavole V e VI -Avril de Saint Genis Saintonge -detti Sancta Propago o Lapis Exilles -Aprilis Grifone di Lansleburg -Weiblinghen-Beinstein - alias von Buren -Hohenstaufen -Avril de Burey d'Anjou Plantagenet
dal 1300 al 1900 -Hohenstaufen Aprilov Buren o Biron di Curlandia Plantagenets.- (Principi di Curlandia detti Kourland ) italianizzati dal Re Vittorio Emanuele nel 1873(Atti Ministro Lanza - Archivio Savoia -Lanza-Minghetti-Julie von Shawaben-Hohenzollern )-( Vincenzo(Heinz) Aprile von Hohenstaufen Principe di Curlandia -detto anche il Curlandese sposa la Principessa Giovanna Puoti (Poti -discendente diretta di Re Desiderio ,attraverso il Principe Potone di Costantinopoli e Castelpoto, duca di Benevento, Salerno, Avellino e di Ferramanu(Villa di Briano)figlio di Adelchi. -Linea Aprile von Hohenstaufen Puoti(xx sec.)Lettera H - Capitolo Hohenstaufen -Archivi Cardinale Santacroce e Duchessa di Albany
documenti anagrafici-
le disposizioni transitorie-Art 14 e 15 della Costituzione Italiana-che aboliscono i Titoli nobiliari trasformandoli in predicati(o inficiandoli ed omettendoli di fatto) valgono solo per la Repubblica Italiana e per i Titoli concessi,ma non per quelli ereditati di origini straniere che non subiscono assolutamente alcun tipo di regolamentazione in Italia.L'avito nome degli Hohenstaufen era Avril de Saint Genis Saintonge ovvero Veiblinghen -Sancta Propago - Pietra Santa o Sacra Coppa-Beinstein (Pietra di Dio) divenuti, dal castello svevo ,Hohenstaufen o Buren (Dinastia di Bhu nome di Veib ovvero di Venere o Aphros- Avril -Aprile )Gli Aprilov Buren Hohenstaufen-(Avril-de-Burey-d'Anjou- )divenuti principi di Curlandia furono detti Biron ou Kurland . Nel 1873 il Principe Curlandese Vincent,nonno della Principessa Yasmin , fu italianizzato dal Re Vittorio Emanuele di Savoia.Il motto des Avril de Burey d' Anjou era "Fortis renascitur proles!"L'antenato degli Hohenstaufen era infatti Fortis o Alke'-Boaz,antenato di Salomone.Dalla medesima stirpe della Sancta Propago detta Avril de Saint Genis Saintonge , ebbe origine la linea del Re Lithingio Desiderio, Longobardo. Lithingi , Saintonge , Beinstein traduce Pietra o Coppa del Signore, ossia Dinastia del Graal . In Provenza la dinastia era detta anche Avril de Pot, per la profonda connessione tra la linea Staufer Freys -e la linea di Re Adelchi, il cui figlio era detto Poto o Baud(Principe di Costantinopoli e Castelpoto) ,capostipite dei Poti o Puoti.Poto o Potone o Baud e ' attributo del Signore , ossia il Potente.Pietra del Signore o Beinstein o Lithingi significa Pietra Alke'. Lo stemma di Avril de Burey d'Anjou era l'aquila di Federico II visibile sul capitello dell'Abbazia Avril de Saint Genis de Saintonge.In Russia il nome muta piu' volte , in Aprielev o Aprix o Apraxin
La Principessa Yasmin Avril de Burey d'Anjou -Puoti (Aprile von Hohenstaufen Puoti) in Italia è nubile, è figlia del Principe Giuseppe, figlio della Principessa Giovanna Puoti, discendente diretta di Re Poto, nipote di Re Desiderio Rex Longobardorum et Romanorum, che ha sposato il Principe Curlandese italianizzato, da Vittorio Emanuele, Vincenzo Aprile di Buren Hohenstaufen d'Anjou di Curlandia de Poto Putiatin La madre della Principessa Yasmine e'la Principessa Filli Allegro di Hochstaden d'Alegre Hostade,nipote della Principessa Giovanna Puoti e del Principe Chirurgo Francesco Puoti Principe Allegro Poto Azzonen von Hochstaden Hostade. La Principessa Yasmin è nata a Villa di Briano nel Palazzo dei Principi Puoti, presidio Longobardo dell'avita corte Ferramanu o Freyanburg di Re Poto, capostipite dei Puoti, figlio di Re Adelchi, figlio di Re Desiderio
Avril de Burey d 'Anjou ,nell'Ordine Kradaino ,ad Angoulemme ,nel Delfinato ed in Provenza , cela il nome Veiblinghen Buren Hohenstaufen Plantagenet:la linea di Federico, figlio di Isabella d'Anjou e Federico II (dal 1268 in poi , dopo la morte di Corradino ). Il nome ieratico della Regia Stirps Veiblinghen era Anthesterion, nome del mese di Aprile, dedicato a Venere Istar, nell'antica Grecia .Anthesterion traduce infatti Veiblinghen , ossia linea, fiore, di Venere Istar (Burey d'Anjou e' il patronimico della linea plantageneta dei Buren Hohenstaufen ).Il nome Aprile e' interscambiabile con Fortis , in quanto nelle carte di Re Desiderio e del Graal , Fortis indica Venere , nell'accezione pagana, ma Boaz -Potens (da cui Poto-Puoti-Alke-Adelchi) nella mistica del Graal e' la Sancta Propago"Stoffensi Domo", Staufer Friius (come dai lapicidi della Cappella Avril de Saint Genis )Staufer , traduce Staffa, ossia asse, ossia Onfalos , Graal . Friius traduce Freya, ossia Venus-Istar ,da cui Anthesterion o Veiblinghen , il nome del mese d'Aprile , detto Hohenstaufen dal Castello,in Svevia-La linea di sangue del Graal,infatti, celava il nome arcano.
LEGITTIMITA' DEL TITOLO IMPERIALE PER LINEA FEMMINILE
Sua Altezza Imperiale Principessa Yasmin ,nipote del Principe Russo Vincent Heinz Aprilov Grifone Lanslebourg Heristal Hohenstaufen Hohenzollern Principe Buren Curlandia , Italianizzato dal Primo Ministro Lanza nel 1873, è l'Ultima discendente Diretta e legittima del Casato imperiale Avril de Burey d'Anjou- Buren Hohenstaufen di Federico II ed Isabella d'Inghilterra.I Titoli Imperiali sono Imprescrittibili Irrinunciabili Irrevocabili Prelazionali, anche se oggetto di plurime usurpazioni.Il Casato Svevo ,inoltre ,come quello Longobardo e Bizantino di Re Desiderio e di Teodolinda(da cui discende la Principessa Yasmin, non risponde al Diritto Salico che esclude le Donne dal Trono.I Titoli Ereditati dalla Principessa non sono mai stati sottoposti alla ratifica di cui all'articolo 23 del R.D.21-1-1929n.6 che legittimava l'uso nel regno di Titoli concessi da potenze straniere:i Titoli Imperiali svevi non erano concessi ma ereditati.
Non poteva quindi giammai essere prerogativa regia la trascrizione di titoli nel regio registro di Stato di Roma nè di conservazione in originale nell'archivio della Consulta Araldica perchè non concessi da chicchessia ,nè potevano costituire elemento di conservazione in originale nell'Archivio della Consulta Araldica ,non rivestendo la funzione di provvedimento nobiliare, nè Sovrano di Grazia, nè di atti Governativi di giustizia, quindi da non sottoporre al parere della Giunta araldica, quindi nè per decreto del Capo del Governo, Primo Ministro Segretario di Stato. La Principessa Yasmin discende infatti direttamente da Potior Augustus Valens imperator Galla Placida , Costanzo, King Veruli ,King Desiderio Longobardo ,il cui nipote King Poto, despota di Costantinopoli , Principe Potone di Costantinopoli e di Castelpoto edifico' il Castrum Ferramanu di Freyanburg , odierna Villa di Briano, ma anche Castrum Potonis o Poti , avamposto di Costantinopoli in Crimea. Il Ramo russo Puoti ,Putiatin, da cui discende il nonno Principe Vincent, discende da Rjiurik , San Wladimiro, San Giorgio, Costantino(Gens Potitia)piu' volte imparentati con i Romanov, si congiunse piu' volte ai Principi Avril de Burey d'Anjou (Buren Hohenstaufen Plantagenet Kourland)-Aprile von Hohenstaufen Puoti-). Il nonno della Principessa Yasmin , il Principe Curlandese Vincent, italianizzato da Re Vittorio Emanuele nel 1873, sposava dunque una sua cugina , la Principessa Giovanna Puoti, poiche' entrambi discendevano dalla Gens Potitia, l'Imperatore Potior Valens, King Desiderio e Principe Poto e da Federico II. Vincent ,dal ramo diretto di Isabella d'Anjou e Federico II, Giovanna Puoti Colonna , dagli Aragona , discendenti di Costanza Hohenstaufen. La Principessa Yasmin ,infatti discende dagli Hohenstaufen oltre che dal padre, dalla nonna paterna e dal nonno materno, ma anche da altre linee congiunte di Hohenstaufen per connessioni di matrimoni plurimi tra congiunti di varie linee sveve, tra i suoi avi.
Heraldry department
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Curriculum ratificato da diversi sentenze di Tribunali e Cassazione.(da Massimari fonti :Corte Cassazione Avvocati Prof.avv. Raffaele Cicala Universita'.Federico II Napoli.Avvocati Cassazioneprof. Domenico Bonaiuti ed Associati: Ipermanagement Leadership ed. Brumar - Dossier Presidente e General Manager Reader's Digest .Prof dr. Yasmin Aprile von Hohenstaufen Puoti).La Principessa ,docente universitario di Corsi post-universitari e master B.A. giornalista, iscritta all'Albo del Lazio, e' Giornalista Europea (Rai Nbc Stampa di Torino, L'Economico, Tuttoscuola ,Prospettive nel Mondo,il Globo)Ha conseguito quattro lauree,(di cui Lettere Classiche(IIO E LODE), Storia Filosofia (108/110) CORSI DI Specializzazione in Storia dell'Arte , Papirologia presso Universita' Federico II Napoli) Psicologia, Pedagogia,e varie specializzazioni in Evolutionary Management presso la Sorbonne e le Universita' della Lega dell'Edera.E' promotrice di Diverse Direttive Europee attraverso l'Ucle . E' stata Top Manager per la Fipp. Aie . Faep . E' autrice del codice Etico delle multinazionali ed ha creato presso le Multinazionali Top di" Fortune"i Consumer's Department .Le sentenze della Corte di Appello di Roma e Corte Cassazione hanno coniato il termine di vero Presidente General ManagerWoman -Capo di Stato-per l'attivita' della Principessa Yasmin nella multinazionale Reader's Digest , per oltre 15 anni . Ricopre diverse Presidenze Onorarie, in Fondazioni e Comitati Internazionali per i diritti umani.Ha creato L'Ucert-Unione Centri Energie Alternative Trasnazionale-E'Autrice di saggi di Leadership ed Evolutionary Management , Storia e Genealogie , Semiotica Medievale , Psicologia e pièces teatrali.
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Federico II ed Isabella d'Inghilterra
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Princess Maria Nicholiava ROMANOV(2) was born on 6 Aug 1819.(23) She died on 21 Feb 1876.(23) Parents: Nicholas Pavlovich ROMANOV Tsar of Russia and Alexandra (Charlotte) HOHENZOLLERN Princess of Prussia.
She was married to Duke Maximilian VON LEUCHTENBERG on 14 Jul 1839.(23) Children were: Marie VON LEUCHTENBERG.
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Grand Duchess Maria Nicholovna ROMANOV(2) was born on 26 Jun 1899 in Peterhof.(23) She died on 17 Jul 1918 in Ekaterinburg Russia. (23) She was buried on 17 Jul 1918 in St Petersburg Russia. (23) Fortress Peter & Paul Parents: Nicholas Alexandrovich ROMANOV II, Tsar of Russia and Tsarina Alexandra Fedorovna "Alix" VON HESSEN.
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Maria Pavlovna ROMANOV(2) was born on 6 Apr 1890.(23) She died in 1958. (23) Parents: Grand Duke Paul Alexandrovich ROMANOV and Princess Alexandra SCHLESWIG-HOLSTEIN-SONDERBURG.
She was married to William BERNADOTTE Prince of Sweden on 20 Apr 1908. (23) She was divorced from William BERNADOTTE Prince of Sweden in 1914.(23) Children were: Lennart Gustaf Nicholas BERNADOTTE Count of Wisborg.
She was married to Serge Michailovitch POUTIATINE Count Putiatin on 6 Sep 1917.(23) She was divorced from Serge Michailovitch POUTIATINE Count Putiatin in 1924. (23)
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Maria Petrovna ROMANOV Princess of Russia(2) was born on 28 Feb 1892.(23) She died in 1981.(23) Parents: Peter Nicholojievic ROMANOV Prince of Russia and Militza PETROVIC-NJEGOS.
She was married to Alexander Nikolajievich GOLYCIN on 4 Jul 1927. (23)
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Grand Duchess Maria Vladimirovna ROMANOV of Russia (2) was born on 10 Dec 1953 in Madrid Spain. (23) Parents: Grand Duke Vladimir Kirillovitch ROMANOV and Princess Leonide Georgievna BAGRATION-MOUKHRANSKY .
She was married to Franz Wilhelm HOHENZOLLERN Prince of Prussia in Sep 1976 in Dinard France. (23) She was divorced from Franz Wilhelm HOHENZOLLERN Prince of Prussia in 1985.(23) Children were: Grand Duke George HOHENZOLLERN of Russia.
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Marie Alexandrovna ROMANOV Grand Duchess of Russia (2) was born on 17 Oct 1853 in St Petersburg Russia. (23) She died on 24 Oct 1920 in Zürich Switzerland. (23)(23) Parents: Alexander Nicholoevich ROMANOV II, Tsar of Russia and Princess Marie HESSE-DARMSTADT.
She was married to Alfred Ernest Albert WETTIN Duke of Edinburgh on 23 Jan 1874 in St Petersburg Russia.(23) Winter Palace Children were: Alfred Alexander William Ernest WETTIN Prince of Saxe-Coburg, Marie of Saxe-Coburg-Gotha WETTIN Queen of Romania, Grand Duchess Victoria Melita WETTIN of Edinburgh, Princess Alexandra Louise Olga Victoria WETTIN, [stillborn] WETTIN , Princess Beatrice Leopoldine Victoria WETTIN .
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Marie Alexandrovna ROMANOV(2) was born on 29 May 1799.(23) She died on 8 Jul 1800. (23) Parents: Alexander Pavlovich ROMANOV I, Tsar of Russia and Yelizaveta Alekseyevna VON BADEN.
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Marie Alexinovova ROMANOV(2) was born in 1663.(23) She died on 20 Mar 1723. (23) Parents: Alexis Michaylovich ROMANOV I, Tsar of Russia and Maria Iliyanova MIROSLAVKAYA.
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Marie Ivanova ROMANOV(2) was born on 4 Jul 1690.(23) She died. (23) young Parents: Ivan Alexeiovich ROMANOV V, Tsar of Russia and Proscovia Feodorovna SOLTYKOV.
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Marie Michailovna ROMANOV(2) was born on 9 Mar 1825.(23) She died on 19 Nov 1846. (23) Parents: Grand Duke Michael Pavlovitch ROMANOV and Helene (Charlotte) VON WÜRTTEMBERG.
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Grand Duchess Marie Pavlovna ROMANOV(2) was born on 15 Feb 1786.(23) She died on 23 Jun 1859.(23) Parents: Paul Petrovich ROMANOV Tsar of Russia and Maria Sophie Feodorovna VON WÜRTTEMBERG.
She was married to Grand Duke Charles Frederick SAXE-WEIMAR on 3 Aug 1804. (23) Children were: Princess Marie SAXE-WEIMAR-EISENACH , Marie Louise Augusta SAXE-WEIMAR, Grand Duke Charles Alexander SAXE-WEIMAR.
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Marie Petrovna ROMANOV(2) was born on 20 Mar 1713.(23) Parents: Peter Alexeiovich ROMANOV I the Great, Tsar of Russia and Catherine (Martha) SKAVRONSKA.
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Marina Vasilovna ROMANOV(2) was born in 1940. (23) Parents: Vassil Alexandrovitch (Basil) ROMANOV and Princess Nathalie Alexandrovna GALITZINE.
She was married to William BEADLESTON.(23)
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Marpha ROMANOV(23) (2) Parents: Nikita ROMANOV and Eudoxia GORBARTY.
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Avril de Saint Genis Saintonge
Aprile di Burey d'Anjou Hohenstaufen Puoti (italianizzati)
Regia Stirps Veiblinghen .
Griffon fils de Charles Martels e de Sonnichilde
Les discendentes de Griffon prennent le nom Aprilis Griffon de Lanslebourg ou Avril de Saint Genis Saintonge de Burey ou Staufer Friius, ou Veiblinghen (Anthesterion) Epitethe de la mere de Griffon (Venus Genitrix Dynastie Lithinghe de Theodolinde e de Roi Desiderio) e surnoms des Fils de Griffon e de Gertrud Hildegard Gisela,, der Veibil ,de la Dinastie de Avril(Veibil) ou Aubril , fils de Adela, Fille de Roi DagobertoII.
Dinastie Waiblinghen:
Fridericus -750-785
Fridericus de Burey ou Buren ou Beuren-780-840
Fridericus Tassilo, comte de Buren Zolerin-805-895
Fridericus Conrad di Buren Langeberg -886-956
Fridericus de Burey Beinstein Vaibil -922-992
Fridericus 950-1000
Federico 973-1016 di Buren Hohenstaufen
Federico 1015-1094
Federico 1050-1105, primo Duca di Svevia
Federico1090-11
Federico Barbarossa1124-1190
Enrico VI Imperatore 1165-1197
Federico II -1194-1250- epouse Isabel d'Anjou Plantagenet
Dinastie Hohenstaufen Plantagent
Fridericus Avril de Burey d'Anjou Hohenstaufen Buren Khan
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Elizabeth Petrovna ROMANOV Empress of Russia(2) was born on 29 Dec 1709 in Moscow Russia.(23) She died on 5 Jan 1761.(23) Parents: Peter Alexeiovich ROMANOV I the Great, Tsar of Russia and Catherine (Martha) SKAVRONSKA .
She was married to Alexis RAZUMOVSKY in 1750. (23)
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Eudoxia Alexinova ROMANOV(2) died after 1706. (23) Parents: Alexis Michaylovich ROMANOV I, Tsar of Russia and Maria Iliyanova MIROSLAVKAYA.
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Eudoxia Mikhailovna ROMANOV(23) (2) Parents: Mikhail Feodorovich ROMANOV III, Tsar of Russia and Eudoxia STRESHNIEV .
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Euphamia ROMANOV(2) Parents: Nikita ROMANOV and Eudoxia GORBARTY.
She was married to Ivan SSITZKI. (23)
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Feodor Alexeiovich ROMANOV III, Tsar of Russia(2) was born on 30 May 1661.(23) He died on 27 Apr 1682.(23) The Feeble. Parents: Alexis Michaylovich ROMANOV I, Tsar of Russia and Maria Iliyanova MIROSLAVKAYA.
He was married to Agraphia Semenova GRUSHEVSKI on 18 Jul 1680.(23) Children were: Ilya Feodorovich ROMANOV.
He was married to Marpha Matveyovna APRAXIN on 14 Feb 1682. (23)
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Grand Prince Gavrill Constantinovich ROMANOV(2) was born on 3 Jul 1887.(23) He died in 1955.(23) Parents: Constantine ROMANOV and Princess Elizabeth SAXE-ALTENBURG .
He was married to Princess Antonia Rafailovna NESTEROVSKY on 9 Apr 1917.(23)
He was married to Irina Ivanova TOLSTOI Princess Kurakina on 11 May 1951.(23) morganatic marriage.
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George ROMANOV(2) was born in 1910. (23) He (or she) died in 1931. (23) Parents: Michael "Mischa" Alexandrovich ROMANOV Grand Duke Thronfolger and Natalia Sergievna SHEREMETEVSKAYA Countess Brassovna.
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George Alexandrovich ROMANOV Grand Duke Thronfolger (2) was born on 27 Apr 1871.(23) He died on 28 Jul 1899 in Caucasus Russia. (23) Died of TB. He was buried in Petrograd Russia. (23) Fortress Peter & Paul Parents: Alexander Alexandrovich ROMANOV III, Tsar of Russia and Tsarina Dagmar "Marie" SCHLESWIG-HOLSTEIN.
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George Constantinovich ROMANOV(2) was born on 23 Apr 1903.(23) He died on 30 Nov 1939.(23) Parents: Constantine ROMANOV and Princess Elizabeth SAXE-ALTENBURG .
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Grand Duke George Michailovitch ROMANOV(2) was born on 11 Oct 1863.(23) He died on 29 Jan 1919 in Petrograd Russia.(23) Parents: Michael Nicholaievic ROMANOV and Cecily (Olga) ZÄHRINGEN Princess of Baden.
He was married to Princess Marie SCHLESWIG-HOLSTEIN-SONDERBURG on 30 Apr 1900. (23) Children were: Nina Georgievna ROMANOV , Xenia Georgievna ROMANOV.
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Helen Vladimirovna ROMANOV Grand Duchess of Russia (2) was born on 17 Jan 1882.(23) She died on 14 Mar 1957.(23)
She was married to Nicholas SCHLESWIG-HOLSTEIN-SONDERBURG Prince of Greece on 29 Aug 1902.(23) Children were: Marina SCHLESWIG-HOLSTEIN-SONDERBURG Princess of Greece & Denmark.
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Grand Duchess Helen Vladimirovna ROMANOV of Russia (2) was born on 17 Jan 1882.(23) She died on 14 Mar 1957.(23) Parents: Grand Duke Vladimir Alexandrovitch ROMANOV and Grand Duchess Marie Pavlovna VON MECKLENBURG .
She was married to Nicholas SCHLESWIG-HOLSTEIN-SONDERBURG Prince of Greece on 29 Aug 1902.(23) Children were: Princess Olga SCHLESWIG-HOLSTEIN-SONDERBURG , Princess Elizabeth SCHLESWIG-HOLSTEIN-SONDERBURG , Marina SCHLESWIG-HOLSTEIN-SONDERBURG Princess of Greece & Denmark.
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Helene Pavlovna ROMANOV(2) was born on 24 Dec 1784.(23) She died on 24 Sep 1803. (23) Parents: Paul Petrovich ROMANOV Tsar of Russia and Maria Sophie Feodorovna VON WÜRTTEMBERG.
She was married to Frederick Louis VON MECKLENBURG-SCHWERIN on 23 Oct 1799. (23) Children were: Grand Duke Paul Frederick VON MECKLENBURG-SCHWERIN.
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Igor Constantinovch ROMANOV(2) was born on 29 May 1894.(23) He died on 17 Jul 1918.(23) Parents: Constantine ROMANOV and Princess Elizabeth SAXE-ALTENBURG .
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Princess Ikaterina Ivanovna ROMANOV(2) was born on 12 Jul 1915.(23) Parents: Ivan (Johann) Constantinovich ROMANOV Prince of Russia and Helen KARADJORDJEVIC.
She was married to Rugero Farace DI VILLAFORESTA on 15 Sep 1937.(23) She was divorced from Rugero Farace DI VILLAFORESTA in 1945. (23)
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Ilya Feodorovich ROMANOV(2) was born on 11 Jul 1681.(23) He died on 21 Jul 1681. (23) Parents: Feodor Alexeiovich ROMANOV III, Tsar of Russia and Agraphia Semenova GRUSHEVSKI.
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Irina ROMANOV(2) Parents: Nikita ROMANOV and Eudoxia GORBARTY.
She was married to Ivan GODUNOV in 1601. (23)
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Irina Alexandrovna ROMANOV(2) was born on 3 Jul 1895.(23) She died in 1970. (23) Parents: Grand Duke Alexander Mikhailovich (Sandro) ROMANOV and Grand Duchess Xenia Alexandrovna ROMANOV.
She was married to Felix Felixovitch YUSSOUPOV Count Soumarokov-Elston on 19 Apr 1914. (23) Morganatic marriage.
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Irina Mikhailovna ROMANOV(2) was born in 1627.(23) She died in 1679. (23) Parents: Mikhail Feodorovich ROMANOV III, Tsar of Russia and Eudoxia STRESHNIEV .
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Irina Palovna ROMANOV Countess Paleij(2) was born on 8 Dec 1908.(23) She died in 1990.(23) Parents: Grand Duke Paul Alexandrovich ROMANOV and Olga Valerienovna KARNOVICH Princess Paleij.
She was married to Theodore Alexandrovitch ROMANOV on 31 May 1923. (23) Morganatic marriage. She was divorced from Theodore Alexandrovitch ROMANOV in 1936.(23) Children were: Michael Feodorovitch ROMANOV.
She was married to Hubert Conquere DE MONBRISON in 1950. (23)
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Ivan ROMANOV(23) (2) Parents: Nikita ROMANOV and Eudoxia GORBARTY.
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Ivan ROMANOV(23) (2) Parents: Alexis Michaylovich ROMANOV I, Tsar of Russia and Maria Iliyanova MIROSLAVKAYA .
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Ivan (Johann) Constantinovich ROMANOV Prince of Russia (2) was born on 5 Jul 1886.(23) He died on 17 Jul 1918.(23) Parents: Constantine ROMANOV and Princess Elizabeth SAXE-ALTENBURG.
He was married to Helen KARADJORDJEVIC on 3 Sep 1911.(23) Children were: Prince Vselevod Ivanovich ROMANOV, Princess Ikaterina Ivanovna ROMANOV .
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Ivan Alexeiovich ROMANOV V, Tsar of Russia(2) was born on 27 Aug 1666.(23) He died on 29 Jan 1696.(23) The half-witted. Parents: Alexis Michaylovich ROMANOV I, Tsar of Russia and Maria Iliyanova MIROSLAVKAYA.
He was married to Proscovia Feodorovna SOLTYKOV on 9 Jan 1684.(23) Children were: Marie Ivanova ROMANOV, Theodosia Ivanova ROMANOV , Yekaterina Ivanova ROMANOV, Anna Ioannovna ROMANOV Empress of Russia, Proskovia Ivanova ROMANOV.
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Ivan Antonovich ROMANOV VI, Emperor of Russia(23) (2) was born on 23 Aug 1740. (23) He died on 16 Jul 1764. (23) assassinated The Feeble
deposed 1741 Parents: Duke Anton Ullrich BRUNSWICK-WOLFENBÜTTEL and Anna Leopoldovna MECKLENBURG-SCHWERIN Regent of Russia.
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Ivan Mihkailovich ROMANOV(2) was born on 1 Jun 1631.(23) He died on 8 Jan 1639. (23) Parents: Mikhail Feodorovich ROMANOV III, Tsar of Russia and Eudoxia STRESHNIEV.
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Katherina Alexinova ROMANOV(2) was born on 13 Mar 1669.(23) She died on 1 May 1718. (23) Parents: Alexis Michaylovich ROMANOV I, Tsar of Russia and Maria Iliyanova MIROSLAVKAYA.
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Katherina Petrovna ROMANOV(2) was born in 1707. (23) She died in 1708. (23) Parents: Peter Alexeiovich ROMANOV I the Great, Tsar of Russia and Catherine (Martha) SKAVRONSKA.
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Grand Duchess Kira Kirillovna ROMANOV of Russia(2) was born on 9 May 1909 in Paris France. (23) She died on 8 Sep 1967 in St Briac-sur-mer France. (23) Parents: Kirill Vladimirovitch ROMANOV Grand Duke of Russia and Grand Duchess Victoria Melita WETTIN of Edinburgh.
She was married to Louis Ferdinand HOHENZOLLERN Prince of Prussia on 2 May 1938 in Potsdam Germany. (23) Children were: Friedrich Wilhelm HOHENZOLLERN Prince of Prussia, Michael HOHENZOLLERN Prince of Prussia, Marie-Cécile HOHENZOLLERN Princess of Prussia, Kira Augusta Victoria HOHENZOLLERN Princess of Prussia, Louis Ferdinand HOHENZOLLERN Prince of Prussia, Christian-Sigismund HOHENZOLLERN Prince of Prussia, Xenia Sophia Charlotte HOHENZOLLERN Princess of Prussia.
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Kirill Vladimirovitch ROMANOV Grand Duke of Russia (2) was born on 12 Oct 1876 in St Petersburg Russia. (23) He died on 12 Oct 1938 in Neuilly-sur-Seine France. (23) Parents: Grand Duke Vladimir Alexandrovitch ROMANOV and Grand Duchess Marie Pavlovna VON MECKLENBURG.
He was married to Grand Duchess Victoria Melita WETTIN of Edinburgh on 24 Nov 1925 in Coburg Germany. (23) Children were: Grand Duchess Maria Kirillovna of Russia ROMANOV, Grand Duchess Kira Kirillovna ROMANOV of Russia, Grand Duke Vladimir Kirillovitch ROMANOV.
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Konstantin Pavlovich ROMANOV(23) (2) was born on 8 May 1779.(23) He died on 27 Jun 1831.(23) cholera renounced right of sucession. Parents: Paul Petrovich ROMANOV Tsar of Russia and Maria Sophie Feodorovna VON WÜRTTEMBERG.
He was married to Anna Juliane SAXE-COBURG-SAALFELD on 26 Feb 1796. (23) He was divorced from Anna Juliane SAXE-COBURG-SAALFELD in 1820. (23)
He was married to Johanna VON GRUDNA-GRUDCZINSKI Princess of Lowicz on 24 May 1820. (23) Morganatic marriage.
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Lela Dmitrovna ROMANOV(2) was born in 1986. (23) Parents: Dmitri Paulovanovich ROMANOV and Martha Murray MCDOWELL.
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Margaret Petrovna ROMANOV(2) was born on 19 Sep 1714.(23) She died on 7 Jun 1715. (23) Parents: Peter Alexeiovich ROMANOV I the Great, Tsar of Russia and Catherine (Martha) SKAVRONSKA.
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Grand Duchess Maria Kirillovna of Russia ROMANOV(2) was born on 2 Feb 1907 in Coburg Germany. (23) She died on 27 Oct 1951 in Madrid Spain. (23) Parents: Kirill Vladimirovitch ROMANOV Grand Duke of Russia and Grand Duchess Victoria Melita WETTIN of Edinburgh.
She was married to Prince Frederick Karl Edward VON LEININGEN on 24 Nov 1925 in Coburg Germany. (23) Children were: Princess Kira Melita Feodora Marie VON LEININGEN.
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Princess Maria Nicholiava ROMANOV(2) was born on 6 Aug 1819.(23) She died on 21 Feb 1876.(23) Parents: Nicholas Pavlovich ROMANOV Tsar of Russia and Alexandra (Charlotte) HOHENZOLLERN Princess of Prussia.
She was married to Duke Maximilian VON LEUCHTENBERG on 14 Jul 1839.(23) Children were: Marie VON LEUCHTENBERG.
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Grand Duchess Maria Nicholovna ROMANOV(2) was born on 26 Jun 1899 in Peterhof.(23) She died on 17 Jul 1918 in Ekaterinburg Russia. (23) She was buried on 17 Jul 1918 in St Petersburg Russia. (23) Fortress Peter & Paul Parents: Nicholas Alexandrovich ROMANOV II, Tsar of Russia and Tsarina Alexandra Fedorovna "Alix" VON HESSEN.
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Maria Pavlovna ROMANOV(2) was born on 6 Apr 1890.(23) She died in 1958. (23) Parents: Grand Duke Paul Alexandrovich ROMANOV and Princess Alexandra SCHLESWIG-HOLSTEIN-SONDERBURG.
She was married to William BERNADOTTE Prince of Sweden on 20 Apr 1908. (23) She was divorced from William BERNADOTTE Prince of Sweden in 1914.(23) Children were: Lennart Gustaf Nicholas BERNADOTTE Count of Wisborg.
She was married to Serge Michailovitch POUTIATINE Count Putiatin on 6 Sep 1917.(23) She was divorced from Serge Michailovitch POUTIATINE Count Putiatin in 1924. (23)
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Maria Petrovna ROMANOV Princess of Russia(2) was born on 28 Feb 1892.(23) She died in 1981.(23) Parents: Peter Nicholojievic ROMANOV Prince of Russia and Militza PETROVIC-NJEGOS.
She was married to Alexander Nikolajievich GOLYCIN on 4 Jul 1927. (23)
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Grand Duchess Maria Vladimirovna ROMANOV of Russia (2) was born on 10 Dec 1953 in Madrid Spain. (23) Parents: Grand Duke Vladimir Kirillovitch ROMANOV and Princess Leonide Georgievna BAGRATION-MOUKHRANSKY .
She was married to Franz Wilhelm HOHENZOLLERN Prince of Prussia in Sep 1976 in Dinard France. (23) She was divorced from Franz Wilhelm HOHENZOLLERN Prince of Prussia in 1985.(23) Children were: Grand Duke George HOHENZOLLERN of Russia.
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Marie Alexandrovna ROMANOV Grand Duchess of Russia (2) was born on 17 Oct 1853 in St Petersburg Russia. (23) She died on 24 Oct 1920 in Zürich Switzerland. (23)(23) Parents: Alexander Nicholoevich ROMANOV II, Tsar of Russia and Princess Marie HESSE-DARMSTADT.
She was married to Alfred Ernest Albert WETTIN Duke of Edinburgh on 23 Jan 1874 in St Petersburg Russia.(23) Winter Palace Children were: Alfred Alexander William Ernest WETTIN Prince of Saxe-Coburg, Marie of Saxe-Coburg-Gotha WETTIN Queen of Romania, Grand Duchess Victoria Melita WETTIN of Edinburgh, Princess Alexandra Louise Olga Victoria WETTIN, [stillborn] WETTIN , Princess Beatrice Leopoldine Victoria WETTIN .
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Marie Alexandrovna ROMANOV(2) was born on 29 May 1799.(23) She died on 8 Jul 1800. (23) Parents: Alexander Pavlovich ROMANOV I, Tsar of Russia and Yelizaveta Alekseyevna VON BADEN.
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Marie Alexinovova ROMANOV(2) was born in 1663.(23) She died on 20 Mar 1723. (23) Parents: Alexis Michaylovich ROMANOV I, Tsar of Russia and Maria Iliyanova MIROSLAVKAYA.
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Marie Ivanova ROMANOV(2) was born on 4 Jul 1690.(23) She died. (23) young Parents: Ivan Alexeiovich ROMANOV V, Tsar of Russia and Proscovia Feodorovna SOLTYKOV.
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Marie Michailovna ROMANOV(2) was born on 9 Mar 1825.(23) She died on 19 Nov 1846. (23) Parents: Grand Duke Michael Pavlovitch ROMANOV and Helene (Charlotte) VON WÜRTTEMBERG.
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Grand Duchess Marie Pavlovna ROMANOV(2) was born on 15 Feb 1786.(23) She died on 23 Jun 1859.(23) Parents: Paul Petrovich ROMANOV Tsar of Russia and Maria Sophie Feodorovna VON WÜRTTEMBERG.
She was married to Grand Duke Charles Frederick SAXE-WEIMAR on 3 Aug 1804. (23) Children were: Princess Marie SAXE-WEIMAR-EISENACH , Marie Louise Augusta SAXE-WEIMAR, Grand Duke Charles Alexander SAXE-WEIMAR.
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Marie Petrovna ROMANOV(2) was born on 20 Mar 1713.(23) Parents: Peter Alexeiovich ROMANOV I the Great, Tsar of Russia and Catherine (Martha) SKAVRONSKA.
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Marina Vasilovna ROMANOV(2) was born in 1940. (23) Parents: Vassil Alexandrovitch (Basil) ROMANOV and Princess Nathalie Alexandrovna GALITZINE.
She was married to William BEADLESTON.(23)
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Marpha ROMANOV(23) (2) Parents: Nikita ROMANOV and Eudoxia GORBARTY.
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ARCHIVIO STORICO DEL CORPUS SAECULARIUM PRINCIPUM
www.federicostupormundi.it
IMPERIAL DYNASTY HOHENSTAUFEN
The Imperial Dynasty of Hohenstaufen,which descend from the Emperor Frederick II and the Empress Isabel von Plantagenet,lives on in the Imperial House Avril de Saint Genis Saintonge Beinstein Hohenstaufen ou Aprilis (der Veibil)von Lanslebourg Griffon und von Hohenzollern Buren Hohenstaufen Curlandia.
SAINT EMPIRE ROMAIN
H.I.R.H Princess Yasmin von Hohenstaufen is the last Empress.
The Holy Roman Empire
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APRILE DELLO SPIRITO SANTO o della Sacra Progenie
Avril de Saint Genis de Sainctonge
nell'Ordine della Giarrettiera e dello Spirito Santo>.
Et in Arcadia Ego...l'Enigma e' risolto nel Cardou, Cuore di Saintonge . La Pietra o Coppa Santa(Graal)e' la Dinastia Avril de Saint Genis Poully, l'Ampolla della Sacra Progenie di Cristo nella dinastia dei Merovingi:i Beinstein -Hohenstaufen-Culla di tale Progenie fu Poully di Saint Genis . Rennes le Chateau,Montsegur.A svelarlo e' l'Arciconfraternita dello Spirito Santo della Sacra Colomba-Royal Society ...Il Monte Sinai si chiamava Gebel , ossia Ghimmel ,ovvero Veiblinghen...Aprile della Sacra Progenie ... Celava il Patto dell'Alleanza e la Genesi della Sacra Scienza e Progenie che Mose' rivelo' in forma empirica per i profani...Et in Arca di Sion Ego...et in Arca ...Coppa(Saintonge-Cardou)di Veib Ego..."Sopravvivo nella stirpe Avril de Saint Genis ", ossia gli Hohenstaufen...____
Devise:"Fortis renascitur proles"
Avril de Saint Genie(Della Sacra Stirpe) il cui motto era "Fortis renascitur Proles" e' un'arma parlante che dice: Avril,Venere , Biblos o Veib( o della Sacra Progenie,Avril o Apvril de Saint Genie Sainctonge, appare nella variante Apuril e nel ramo Auril)quindi i Veiblinghen , rinascono. Infatti nelle carte del Graal o Arcani Maggiori, e nei Tarocchi "Fortis "e' la Donna, Veib Aphros Aprilis, Avril.(XI Forza) , ma anche il nome di Anfortas ,ossia Hebron ,il Re Pescatore, ,il Re del Graal.
Avril de Saint Genis Sainctonge .Sainctonge traduce Pietra Santa o Coppa o sfera del Signore,quindi Onfalos o Graal,ossia l'antico nome degli Hohenstaufen Beinstein-in Svevia-che significa Stein=Pietra;Bein=Signore.Nell'accezione pagana Weiblinghen ossia Venere o Avril Aprile o Venus Genitrix.Il nome Avril o Apvril appare anche nella variante Apuril ,come veniva indicato il mese nelle Centurie ed in Astrologia nei territori provenzali.
Il motto "Fortis Renascitur Proles"ribadisce: "La Progenie di Anfortas Fortis o Boaz , radice di Davide, rinasce".Perche' rinasce? Perche' e' succisa.Il riferimento alla morte di Corradino e allo sterminio degli Svevi e' evidente.Tale arma che riporta l'aquila di Federico in campo a sinistra , alla destra araldica riporta una mano che offre un ramo fiorito .Esso simboleggia che la Divinita' vuole che il suo stesso germoglio rinasca :e' dunque la Sacra Progenie, la stirpe di Dio ossia Beinstein, antico nome degli Hohenstaufen.Torma quindi l'evocazione enigmatica del Canonico Nicola di Bari nel Duomo di Bitonto che saluta FedericoII, non solo definendolo "Novello Davide, Novello Cristo , Melkisedec, ma ripetendo l'invocazione "La Radice di Davide Alleluja"... ed il motto dei Beinstein Hohenstaufen"Fortis Renascitur Proles"...Non si tratta di allegorie o metafore generiche:sia i simboli dello scudo, sia il motto , sia la culla della Santa Progenie, ossia Saint Genie protestano la propria identita'.Per cui dire Aprile, Veiblinghen, Beinstein, Buren, Wurtemberg,Langeburgh o Lansleburgh o Hohenstaufen e' la medesima cosa. Non a caso, dunque ,nella Domus Aprilis di Bussoleno(sede dei Monaci Benedettini Aprilis) che ospito' Federico,il figlio di Isabella dei Plantageneti e Federico II, appare oltre al rosso alle bande d'oro, stemma dell'avito ramo merocarolingio di Grifone Aprilis di Lanslebourg, anche lo stemma di Isabella dei Plantageneti, l'Aquila sveva, quella del delfinato, ed il Leone del Brabante, della linea di Pipino di Landen Heristal, da cui discendeva il Barbarossa e gli scudi di vaio ed ermellino, chiaro riferimento alla Dinastia Imperiale Hohenstaufen Plantagenets.
L'Aquila della dinastia merocarolingia "Avril de Saint Genis Saintonge", detta anche Veiblinghen -Beinstein, Hohenstaufen in Svevia, nel Capitello della Cappella Aprile di Saint Genis detta della Colomba e dello Spirito Santo o di San Michele.La Cappella fu affidata anche ai Templari Aprilis , tra cui l'abbate Guillelme che custodiva la Sindone e le Bende di Cristo per conto della Dinastia Hohenstaufen Plantagenets.( dagli Atti del Processo ai Templari)
Abbazia Benedettina-cistercense di Saint Genis de Fontaines ,sorge su un antico tempio di Venere (Veib-Aphros , Avril, Aprilis),detto successivamente "Fortis Exilles" ,nel sito" Fonte del Graal" o Saintonge -Santo Graal o Pietra Santa (Beinstein) .Abbazia dell'Ordine della Santa Colomba o dello Spirito Santo della Linea di sangue merocarolingia -Dinastia di Boaz -detta Avril de Saint Genis Saintonge . La loro arma era l'aquila, come quella sveva dei Beinstein (detti anche Veiblinghen Hohenstaufen).
Il riferimento a Fortis stigmatizza la chiave della sacra stirpe reale che fu fondata da Davide ,il bisnipote di Boaz che riveste un ruolo centrale nel rituale massonico.La cosa non e' affatto sorprendente, poiche' tale genesi fu strategicamente velata per il conflitto con il Papato, ma se si considerano i discorsi protocollari di Federico e l'Omelia del Canonico Nicola di Bari nella Cattedrale di Bitonto e' evidente che non e' semplice retorica apologetica: Federico e' definito "Novello Davide e Novello Cristo, Angelo Michele."Anche lo stesso Kanthorowicz ne fa riferimento esplicito.Nei rituali dell'Ordine dell'Orso (o del Graal) fondato a Sangallo da Federico II la genealogia e' documentata dal palisesto avito.
L'antico nome degli Hohenstaufen era "Sancta Propago " ,Beinstein, Pietra del
Signore,oppure Avril de Saint-Genis,ossia "Aprile della Fontana dello Spirito Santo", nell'accezione pagana Der Weibil, da cui Weiblingen.
Essa traeva origine dalla Dinastia Merocarolingia del Delfinato ed aveva per culla ,per decine di generazioni, il borgo della Fontana della Spirito Santo,luogo dove appare la cultura di Giacomo il Giusto, di Santa Maria del Mare, abbazie Cistercensi di San Michele,abbazie strettamente legate all'Ordine di Cluny , di Montserrat e al Magistero della Santa Colomba.
Un catena dunque di Ordini Cistercensi, Benedettini, Certosini, Templari e Teutoni, si identificano in una Dinastia il cui codice è "Avril,Apvril,de Aprili,Aprile"-(di cui un ramo e' detto des Chanoines).Infatti il Palazzo Aprilis di Bussoleno, e il Monastero di Montebenedetto attiguo, si fregiavano dell'aquila di Federico II,la stessa di quella della Famiglia Aprile del Delfinato.L'arma dello stesso Delfinato, l'Arma di Isabella dei Plantageneti,(tre leoni e tre gigli) e quella avita dei Der Weibil (di rosso alla banda d'oro)mutata nell'arma dei Canonici in "di oro alle Bande Rosse".Sotto il segno di Aprile di Saint Genis esiste dunque il Palinesto della Mistica della Dinastia e del Genoma del Graal,di cui resta una traccia in rami cadetti e affini negli Aprili di Valencia (dalla Linea di Bianca Lancia e del nipote emigrato in Egitto)che reca il simbolo del Giglio e della stelle,mutatosi nel ramo di Caltagirone e a Noto, in tre rose, simbolo evidente dei misteri della Trinità e della "rosa";o degli Aprili di Lombardia (che hanno per stemma un campo di Grano ed un albero),da cui hanno origine il ramo delle tre Venezie e di Pordenone, da cui trasse Genesi il medico Scienziato Bartolomeo Aprilis(comune di Zoppola-Pordenone), congiunto del Sultano d'Egitto al punto da divenirne medico personale(scopritore di una tecnica rivoluzionaria per incrementare la produzione del grano e della patata).Il ramo di Muro Leccese,, o del Leone di Apuril , conserva l'agalmonia davidica del leone del Brabante.
A Saint Genis esiste un sito che si chiama appunto "Pully de Saint Genis", la tradizione pagana vuole che il sito fosse dedicato allo Spirito di Apollo,ma nel Poully vi e' il codice della Poula, ossia la chioccia dalle uova d'oro, simbolo pagano con cui veniva indicata anche l'Apulia. Ecco quindi che dire Puer Apuliae significa, "pulcino d'oro" perche' generato dalla chioccia dallle uova d'oro, ossia Venus Genitrix. La tradizione Cristiana Essenica ,rilevabile dagli archivi dei Merocarolingi vuole che il sito , dove fiorì la dinastia del principe Grifone Aprilis di Lanslebourg Heristal, antenato di Federico II,discendente di Teodolinda di Bisanzio che evoca il mito della " Gallina dalle uova d'oro"-spiega invece che il termine Poully significa Pula ossia chioccia,ossia Venus Genitrix-quindi Dinastia der Weibil,o comunque del Vaso della Santissima Vergine o del Santo Spirito o del Vaso o Ampolla della Santissima Vergine. Si pensi che Federico era definito Puer Apuliae e che il termine Pulie in Puglia significa cavita' carsica, per indicare il catino di Boron che ricoperto divenne l'onfalos o Betilo , contenente il Graal.Basti pensare che la storia dei monaci delle Certose dell'Alta Savoia e della Bretagna che annovera Principi Aprilis,illustra che il termine Ampulla sia sinonimo di Ampolla o Coppa del Graal.Interessante è il riferimento all'Abbazia Benedettina di Novalesa -Torino-che illustra la collocazione del Castello del Graal, nei pressi del sito dell'ampolla "loci Ambillis".Sito individuato dalla Principessa Yasmin von Hohenstaufen come" Ampolla di Maria," presso il Castrum Petre Roseti(CS)che ha condotto la Principessa Yasmin alla scoperta dell'Onfalos o Betilo in una muratura della Torre ed alla decodificazione del Graal. Agosto 1997)
Nel sito degli Aprile della Fontana dello Spirito Santo appare l'Ordine della Colomba, nel Monastero della Colomba, fondato appunto dalla Dinastia del Grifone.Lo stesso stemma si trova negli armoriali delle Abbazie dei Monasteri e luoghi Sacri del sito e negli Archivi.
Nei pressi della Cappella di Santa Colomba degli Aprilis esisteva un collegamento straordinario di due statue scolpite nella Pietra con la scritta in lapicidi,chiaro riferimento che la dinastia Aprilis o Der Weibil, della coppa del Graal, che viene indicata anche come appartenente al Borgo degli Staufen, nei pressi appunto di Saint Genis e della Santa Colomba, ove l'atrio del monastero rappresenta una Grande Coppa detta appunto di "Aprile dello Spirito Santo".Non a caso il successivo" Ordine dello Spirito Santo "traeva origine dall'Antica agalmonia dei Carismi della Dinastia Hohenstaufen,cancellati dall'indomita persecuzione plurisecolare.Basti pensare che se il sito del Delfinato è la culla della Dinastia Hohenstaufen,la subentrata dinastia capetingia dei D'Angiò e l'orrenda persecuzione contro i Templari, proprio da parte di un capetingio come Filippo il Bello, ha atteso anche alla distruzione di materiali archivistici,da cui rinvenire non solo il codice e genoma della dinastia del Graal degli Hohenstaufen, quanto la rimozione pianificata della legittima discendenza Imperiale dei legittimi discendenti del ramo Anglosvevo di Federico II ed Isabella d'Inghilterra. Non si dimentichi che il figlio di Isabella d'Inghilterra sopravvissuto, di nome Federico(vedi Tabulae Die Zeit der Staufer,Stuttgart Museum)trovo' asilo proprio tra i monaci templari e benedettini suoi congiunti, nella Savoia, a Bussoleno e nel Delfinato ,al punto che il "Centro Storico degli Archivi Nazionali" del Ministero della Cultura francese,come afferma anche il conservatore della Direzione Mme Clair Bechù, elenca la famiglia quale Aprilis dello Spirito Santo, "ou Avril ou Apvril de Savoie",quindi Aprile di Savoia.Sconvolgente poi che il Dizionario delle antiche Famiglie aristocratiche di Francia di Gustave Chaix d'Est-Ange-tomo 18-annoti che l'antica genealogia della famiglia Avril ou d'Apvril,cui erano consacrate oscure e misteriose origini e connessioni di lignaggio Imperiale,abbia subito una sostituzione e una distruzione sistematica di tutti i dati e le connessioni storiche intorno al 1873.
Intanto l'annuario della nobiltà riporta che lo stemma è "d'oro ad una campagna verde sormontata a sinistra dall' aquila nera ghibellina e a destra da una mano rosa tenente un ramo fiorito di verde.Motto:"Fortis renascitur proles", che rievoca il "Sccisa Virescit" dello stemma dei Buren di Curlandia.
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In Russia gli Avril si chiameranno Biron che cela "Buren Hohenstaufen,principi di Curlandia.
Si ricordi che il termine Fortis significa anche Boaz.Fortunatamente , gli armoriali del Conte Foras riportano ancora varie genealogie e la Principessa Caterina Aprile di Comneno, a testimonianza di ulteriore legame con la Dinastia Bizantina e nomi collegati alla Dinastia Buren di Curlandia.Ma perchè nel Luglio 1873 il Re Vittorio Emanuele sente il bisogno di mobilitare tutti i suoi dicasteri perchè "il nome di Curlandia o del Curlan-dese, ossia Gli Aprile di Savoia , non sia messo in campo"?Il Curlandese era la Dinastia Buren Hohenstaufen detta Biron o Curlandia in Russia,ma nella Savoia vi era ancora traccia di altri rami della Discendenza cadetta del figlio di Isabella di Inghilterra che si era celato sotto il codice Aprile di Savoia.E' chiaro dunque che il piccolo Principe di Curlandia della Dinastia Hohenstaufen, che era anche Principe di Savoia, aveva diritti di prelazione al trono d'Italia.Ecco perchè, Vittorio Emanuele opero' una censura araldica ,nonostante imparentato più volte con i Curlandia (come da matrimonio pregresso di un Savoia con Cristina Albertina di Curlandia) e nonostante la Dinastia degli Aprilis Chalon di Savoia, si fossero più volte imparentati con la Dinastia del Conte Tommaso di Moriana.E' certo che la famiglia Aprile di Savoia ha per Arma l'Aquila di Federico II, scomparsa da tutti gli armoriali dei Savoia, ma rintracciabile fortunatamente negli Archivi dei Grandi Magisteri equestri del Supremo Consiglio del Mondo della Massoneria , in Francia ,nei Paesi dell'Est, in Scozia e negli Usa, dove addirittura è stato eletto un discendente di figli naturali Cadetti del Figlio di Isabella d'Inghilterra,il Presidente degli Stati Uniti, Massone Van Buren,la cui origine è Sveva.Si ricordi inoltre che l'architetto Nikolaus von Buren autore della Gran Loggia dei 4 Santi Coronati o Buren,era depositario dei segreti di tale dinastia. La stessa Elisabetta van Buren, nota saggista americana sostiene di discendere appunto dalla linea di sangue del Graal e alla mistica di Zoroastro.
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Documento eccezionale Gli Archivi Nazionali di Francia hanno ripristinato l'avita origine provenzale degli Aprile da Saint Genis , ou Aprilis Grifone di Lanslebourg ,con l'arma originaria.Tali notizie sono state accuratamente stralciate, per secoli, da tutte le Genealogie pccidentali . Chi aveva interesse in Europa a cancellare non solo la discendenza d 'Isabella d'Inghilterra e Federico II, ma la stessa origine merovingia e graalica degli Hohenstaufen ?
********ocumento
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Avril de Saint Genie (ou Genis) de Saintonge
Avril dell'Onfalos
Avril du Graal(dal sito originario "Avril",attuale Avrille' in Vandea, ove sorge la fontana del Santo Graal)ou Avrieux Griffon(Jean d'Avrieux ou Griffon )
Avril Genie du Graal(diversi siti nei pressi di Avrille' antica Avril, ove sorge la fontana del Graal)
Genie du Graal.
Avril du Lapis Exilles (Rocca di Exilles in Val di Susa)Lapis Exilles cela il nome del Graal. Nel Forte si praticavano riti celtici legati a Venere Ussa (divinita' dei Nabatei, Venere).Numerosi enigmi irrisolti dei siti vicini rimandano alla tradizione graalica . Il nome del Forte ebbe origine da una misteriosa Progenie di nome Avril d' Exilles.Nella torre vi fu rinchiuso un misterioso personaggio detto"Maschera di Ferro" . Sembra fosse il gemello o padre naturale del Re Di Francia.(meta' seicento)
'Tratto dal terzo volume del"Genoma del Graal "di Yasmin von Hohenstaufen ed. European Council of Princes
L'Onfalos scoperto dalla Principessa Yasmin nel Castrum Petre Roseti ,Ago-1997
Perche' L'Onfalos , ossia la sfera che contiene materiale genetico della Dinastia del Graal e' patrimonio inalienabile della Principessa Yasmin che non solo ha scoperto l'Onfalos , ma lo ha decifrato ed individuato come tale . Inoltre e' la legittima discendente di Federico II il cui vero cognome era Sacra Stirpe . La Principessa Yasmin infatti e' anche l'autrice di tutte le scoperte effettuate nel Castrum Petre Roseti(definito dalla cultura accademica come semplice Fortino) ma anche della tematica " i Misteri del Graal".In tale viatico l'ha guidata il ritrovamento di archivi inediti del suo casato:ecco svelata la Profezia"Michele Rende Fiat".
Federico ,il Michele,( come Lo definiva l'Omelia del canonico di Bitonto) restituisce cio' che appartiene alla Stirpe Santa:Avril de Saint Genie, o del Graal.Ossia "il Michele" riporta alla luce la Dinastia del Graal.
Infatti e' proprio la Principessa Yasmin che ha portato alla luce l'identita' dell'Onfalos trovato nel Castrum Petre Roseti.
La legittima proprietaria, princess Yasmin, ha prescelto gli attuali proprietari del Castrum come Guardiani , ritenendo che il Graal non puo' essere allontanato dal sito naturale, dove lo ha posto il Templare Aprilis che lo custodiva per Federico,il legittimo erede ,Re di Gerusalemme, figlio di Isabella d'Inghilterra e Federico II(Aprilis è infatti il "nome in codice di Hohenstaufen").A tal fine ha conferito un rango nobiliare agli attuali proprietari del Castello,per l'eccellente opera di restauro, con concessione dell'Arma del Grifone degli Esterhazy,linea femminile degli Hohenstaufen Russi,antenati della Principessa Yasmin(il Grifone è infatti,nella simbologia medievale, guardiano dei Tesori e di Cristo).L'Arma del Grifone concessa è stata collocata, infatti,sul portale del Castello,sopra alla Rosa Sveva ed i Gigli dei Plantageneti.
Il Graal e' Soggetto, ed ha una sua autonomia genetica di appartenenza:non e' un reperto archeologico, ma materiale vivente genetico della Sacra Stirpe!Appartiene dunque solo alla legittima discendente,nè può appartenere allo Stato,nè ad un ente,nè ad altro privato.
Non a caso la Dinastia Avril de Saint Genie era presente anche ad Angoumois, antico sito Angoulemme . Tale Profezia conosceva Michele Nostradamus, che vaticinava come il Re Anglmoise(esatta dicitura dal provenzale,anagramma di Re Gelsomina, D'Effraier o D'Effreyer, tradotto erroneamente in Terrore traduce in realta' Di Freya ,ossia di Venere quindi Veiblinghen(L'antico nome degli Hohenstaufen), sarebbe tornato sotto il nome Anglmoise e specifica meglio, prima ed avanti marzo(il mese d'aprile e' prima nel calendario romano) .Quindi Effreyer , traduce Aprile, ossia Freya, ossia Donna , ma anche il nome in codice degli Hohenstaufen, ossia Veiblinghen.In runico(alfabeto usato anche dai Cavalieri Teutoni) infatti Frair significa Freya.Troppe coincidenze perche' siano casuali. A cio' si aggiunge la favola del Monte Incudine del sito di Bastia ,in Corsica , che narra della petite Katrin che salendo sul Monte Incudine(lo scoglio Incudine di Castrum Petre Roseti) con tre Sorelle(la madre e le sue due sorelle), per cercar legna(l'albero del suo antenato Federico II )rida' vita agli avi di Pietra , aiutata dalle tre sorelle che individuano oggetti preziosi(la MADRE princess Yasmin e le sorelle Principesse Macedonio Hohenstaufen trovarono Reliquie del Golgota tra cui la Sindone, le bende, ed il Tesoro di Costantinopoli) che l'aiuteranno nell'ascesa per rivitalizzare il Casato pietrificato.Tale profezia che fa intuire il ritorno del Re Anglmoise sembrerebbe confermata dal Vaticinio di cui parlava fFederico II che sarebbe ritornato "quando un pesce nello stagno sarebbe emerso con una targa d'argento scritta in greco.Il pesce e' simbolo di Iktius(Dinastia del Graal) la targa d'argento significa Femminilita'(l'argento e' metallo lunare, simbolo della Donna Aphros , Aprile, Veib) la Dinastia sveva,lo stagno e' la dimenticanza.
L'enigma della "Arcadiae Proles" e' dunque risolta con la collocazione della Stirpe dell'Arca(ossia "La memoire du sangue" come si chiama il fodero della spada del Re Pescatore Hebron) con Fortis Renascitur Proles -motto degli Avril-, proprio a Cardou.
Poussin e Renato d'Angio' avevano intuito il rebus.
Dal Gran Magistero dell'Ordine dell'Orso di Federico II si apprende,infatti, che la Dinastia del Graal e' quella degli Hohenstaufen ,ovvero Avril de Saint Genie de Saintonge.Il nome traduce "Aprile della Santa Progenie" .Ma cosa significa Saintonge o Sainctonge?
Il termine sta per Santa sfera o volume o massa o pietra.Ma a fugare ogni dubbio che trattasi solo di equivoco etimologico vi e' il motto , tradotto in proverbio nella lingua provenzale che cosi' proclama:
"Si France estoit un oeuf, Sainctonge en seroit le moyeu" che significa "Se la Francia fosse un uovo, Saintonge ne sarebbe il tuorlo", ossia il centro. Chiaro riferimento all'ombelico del mondo o Onfalos ossia il Graal. Quindi Avril de Saint Genie se Sainctonge significa "Stirpe del Santo Graal". Ed il cerchio si chiude.Invano dunque si sono scervellati i cultori dell'enigma "Et in Arcadia Ego"
Si spiega quindi perche' L'Ordine della Giarrettiera abbia celato i segreti della Giarra o Graal (per i profani il ridicolo episodio della giarrettiera e della Duchesa di Salisbury)e perche' pittori iniziati come Cossa(famiglia Aquaria dai Koskin ovvero Grifone, dinastia graalica)adepto con Piero della Francesca ai primi gradi di iniziazione dell'Onfalos e del Centro del Mondo, nei loro quadri, ne FACCIANO ESPLICITO RIFERIMENTO.
Quindi dire Aprile di Saint Genie significa Dinastia del Graal e del Re Pescatore. Si spiega cosi perche' nell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, ripristinato dagli Angelos Comneno a Saintonge , sotto l'anagramma di Aprile si celi "Ripale", ossia La Rete del Pescatore e come nel mito dell'Arca , ossia il fodero della spada del Re del Graal, detta " Memoire du sangue", ossia Hebron , si celi il Re Pescatore.Anche l'anagramma di Pirela cela Pir=Fuoco, ossia Bhur, in tedesco, equivalente al fuoco, ma anche Rilucere dell'Essere o Signore(Dinastia Buren) in sanscritto Pu=Purificatore.
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LAPICIDA DELL'ANCORA,SIMBOLO DEL RE PESCATORE O DELL'ARCA ,RITROVATA DALLA PRINCIPESSA KATHRIN von HOHENSTAUFEN,UNITAMENTE AGLI ALTRI LAPICIDI(TRA CUI LA Z di Zion simbolo della Vita e della Luce(ZiZi in Sicilia) l'Inno dei Templari a Dio, il Sigillo di Salomone ,i lapicidi del Tempio di Gerusalemme il 33 , il Grifone, la rosa sveva i gigli plantageneti e l'Onfalos, il mistero della Tina e dell'Incudine , oltre alla scoperta della Sindone presso Federico II ed il ritrovamento delle altre reliquie, tra cui le Bende di Cristo, unitamente alla madre Principessa Yasmin e alla Principessa Rosemarie Macedonio, sua zia.
Lapicida:Ancora. Castrum Petrae Roseti.
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(Lo scoglio della Tina e' riferimento alla linea della Vite, ossia del Graal, mentre l'Incudine e' Venere, sposa di Marte o Martel's)
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Cosa cela la ballata di Saint Genis
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LA LEGGENDA DEL CONTE DI BOURON
(o Beuren o Buren-vedi etimo ne "l'Ultimo Vento d'Aprile" ed.BRU.MAR)
La leggenda ripresa dallo Storico Renzo Baschera nel Saggio "Le Profezie della Santa Sindone"ed MEB,rievoca il possesso della Sindone da parte degli Hohenstaufen(come da Archivi inediti Russi e dai Monumenta Germaniae Historica).Ma chi si cela dietro il Conte di Bouron che possiede la Sindone? Dietro il Simbolo del Grano, che si trasforma in pianta del Sole ,dai fiori gialli ,si cela il nome in codice dei Buren Plantagenet.Infatti Plantagenet significa Ginestra.Il Grano simboleggia che la madre del Conte di Buren è una Plantageneta,quindi la Sindone si trova in grembo al ramo Hohenstaufen Plantagenet.Dunque un Bouron o Buren possiede la Sindone ed e' nato da una Plantageneta.E' evidente che trattasi di Federico il figlio superstite di Federico II ed Isabella d'Inghilterra che vive in paranomasia.
Dov'è il "campo di grano"?Nel simbolo della Cerere interscambiabile con la Demetra,simbolo del Grano.La Demetra Celeste nell' Ordine del Graal è Venere,simbolo della fecondità,ossia Weiblinghen,ossia Avril-Aphros-Apvril-Aprile.
La stirpe del Graal,o Coppa del Signore,o Beinstein,nell'Ordine del Graal si cela sotto il nome "April de Saint Genis" o Buren o Bouron-Dinastia del Signore.Non a caso nel 1745 il Principe di Curlandia si presenta a Bologna sotto il nome di Buren Wertmberg,antico rango di Svevia, da cui trassero Origine i "Duchi di Svevia" ossia gli Hohenstaufen.
La dinastia di Federico figlio di Federico II ed Isabella d'Inghilterra , sotto il segno di Apuril , negli archivi del Gran Maestro Templare Du Plessis, discendente dal ramo Plantageneta
Arma parlante .
Sotto il segno del Leone svevo color Sable (in araldica significa nero, evoca il lutto),lampasse'et arme' de gueules(il rosso degli artigli e della lingua urano e proclamano che e' Dinastia Porfirogenita)
in campo argento(in araldica il colore indica la Luna, quindi Veib o Veiblinghen oVenus o Aprile
Tale ramo e' profondamente legato agli Ordini cavallereschi del Grifone, della Giarrettiera e della Colomba.Rami cadetti furonoCavalieri Templari e di questi vi e' traccia nei rami successivi dei Du Plessis connessi al Gran Master del'Ordine del Tempio.
Si pensi alla Chapelle de la Riaye che appartenne ai Du Plessis(Plantageneti) e Avril o Apuril, sia pure negli intermezzi sembri sia appartenuto ad altre casate connesse.
Negli archivi di Francia e nel" Dictionnaire des Chateaux et manoirs du Morbihan di Charles Floquet " vi e' esplicito riferimento alla Dinastia Des Apuril quale proprietaria del Village e della Cappella , unitamente ai De Plessis che in qualche modo la riscattarono da successivi usi capioni di altri nobili nel 1732, attraverso il Conte Charles Marie du Plessis Mauron , Visconte di Grenedan .Il Massone Visconte Jean du Plessis , discendente del casato plantageneta , mori' per Deportazione nel 1943 . Le chateau de Ryaie degli Apuril o Avril aveva la torre ottagonale con evidenti riferimenti alchemici ed astrologici evocanti Castel del Monte .
L'Abbe'de Chateaubriand nel 1765 , durante la benedizione del Castello, che subi' profonde modifiche, evoca la tragedia dinastica della Regia Stirps Veiblingensium, in presenza dell'Abbate Juliot Duplessis , discendente del Gran Maestro Templare Du Plessis.
L'Abbate du Plessis Rettore de Gomene' ,canta una messe solenne durante la Cerimonia alla memoria di Federico II ed Isabella d'Inghilterra, per incarico dei Principi Duchi di Curlandia Buren Aprilov Hohenstaufen che delegano L'Abbate definito" Nostro Diletto Congiunto ",al restauro della Chapelle della Dinastia Avril -Apuril.
Il Conte Charles Augustin Francois Du Plessis si adopera con zelo al recupero della memoria degli Apuril nella Cappella detta di Sant'Anna .Dagli atti risulta che reliquie di Sant'Anna sono in Cappelle dei Buren Aprilov Hohenstaufen, imparentatosi nuovamente , in Russia, con i Lascaris Ventimiglia,discendenti di Emma Hohenstaufen, figlia naturale di Federico II, i quali gia' avevano della Santa altra reliquia in Sicilia, nel Castello dei Ventimiglia nel Territorio di Cefalu' -***
Dagli archivi dei Templari Rosacroce Avril Apuril e Du Plessis si fa riferimento a Julienne Apuril , proprietaria del Village Milcent , sposata al Duca d'Yvignac, deceduta il 1711.La Duchessa Apuril d'Yvignac narra che il duca Tanguy Apuril , in cambio di archivi e reliquie e tesori donati al Re di Francia nel 1675, diventa Gran Consigliere ed AMBASCIATORE del Re, suo congiunto.
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Alla Famiglia Avril o Apuril apparteneva non solo il territorio di Avril , in Vandea,o Avrille', ove sorge la Fontana detta del Santo Graal , Saint Genis o delle Abbazie dell'Ordine della Colomba detto anche Staufer Freya o Freyanburg , ma addirittura una Rocca avita detta di Enea nel territorio di ST Pierre de Plesguenon, ove tale dinastia celebrava i progenitori :Enea e Venere, sin dall'epoca dopo Cristo.
Si conferma in tale sintesi il Genoma degli Hohenstaufen.
Tale sito definito piu' tardi ville Enèe , s'appellava Frignano o Freyanburg , citta' di Venere o Freya.
Nei pressi vi e' un Villagio latino il cui nome e' Villa Briand o Ville de Brian . Chi era Briand?
Lo storico medievale francese Emile More spiega che ,nella lingua Bretone, Briand significa "Elevation" quindi Signore.
Buren in sanscritto.
Negli archivi dell'Ordine Teutonico e della Giarrettiera si ritrova che il Principe Apuril detto Grifone di Nome Jacopo appartiene alla dinastia del principe Grifone di Lanslebourg detto Avril o Veiblinghen e che un suo avo costrui' la Rocca Avita,in terra campana , individuata dallo storico De Lellis come Freyanburg o Frignano , detta solo di recente Villa di Briano.
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I Principi Pallavicini nel 1873 che abitavano la Torre, trasformata in Palazzo e Castello , ospiteranno per intercessione della Badessa Innocenza Lanza, sorella del Ministro Lanza, la principessa Elvira Hohenzollern, madre del piccolo Vincent, principe di Curlandia.(Vedi L'Ultimo Vento d'Aprile ed Brumar)Il Principe di Curlandia , Vincent , detto anche "il Curlandese"era il nonno della Principessa Yasmin.
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Apuril
(Ordine teutonico "Kradaino")
Blasonnement
D'argent au lion de sable, lampassé et armé de gueules.
Liste des terres
Bouexière (La), Lourmage, Trimur.
April,Avril ou Apvril,ou Apuril
http://www.geocities.com/principato_seborga/notifiche.html
Si notifica ai cittadini di Seborga che le pregresse elezioni di Giorgio Carbone a Principe di Seborga sono nulle, in quanto le elezioni dei Principi Abbati cistercensi erano nulle senza la ratifica dall'Imperatore . Si diffida il Signor Carbone dal vendere titoli o cavalierati del Sacro Regno di Seborga , Patrimonio della Hohenstaufenhouse Plantagenet e della legittima Sovrana discendente degli imperatori di Occidente Oriente e di Gerusalemme.
Cancelleria Herldry Department
PRESENTAZIONE DEL SAGGIO DELLA
PROF. YASMIN VON HOHENSTAUFEN "NEUROBIOLOGIA DELLA LEADERSHIP"
PRESSO IL COMITATO SCIENTIFICO DELLE UNIVERSITA' DELLA LEGA DELL'EDERA.
12 Novembre 2005 - Harward University.
"NEUROBIOLOGY OF LEADERSHIP"
Traduzione Italiana a cura
di Prof. V. Colonna.
L'esigenza di un centro di autorità universale che diventi Onfalos delle forze centrifughe della crescente frammentazione, fluidità di realtà locali. La sfida della Leadership del postmoderno nell'evoluzione del Cervello.
Ritratto di Princess Yasmin von Hohenstaufen. Dipinto di Princess Rosemarie Aprile von Hohenstaufen Puoti Veruli von Saxen Macedonio.
Nessuna Leadership può avere successo senza Lobi Frontali lubrificati da una grande autonomia e gradi di libertà etica.
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Titre: Dinastia Burey (Buren,)Anjou
Date: 19/5/2006 20:06
Nom: Aquaviva
Email:
Région: France
Site web: http://
Message: Il palinsesto comune storico etimologico dei nomi arcani delle grandi dinastie . Non si deve ignorare che l'avito nome des Plantagenets e' Anjou .Il termine Ginestra, per i profani e' il totem della Pianta del sole, ma cela l'onoma Gene-Istar ovvero progenie di Venere o Istar.(storico Perry) Non si deve confondere Isabel Anjou Plantagenet ou von England con Yolande Isabel de Brienne (tra l'altro l'agalmonia deriva da Brian ossia Beuren ou Burei , o il predestinato, dinastia Graalica il cui ceppo merovingio accomuna sia Anjou Plantagenet che l'avita Dinastia Stauper o Staufer Friius , ou Avril (Apfros Freya Avril Beinstein ou Saint Genis-Burey ou Beuren ou Buren ) leggere i crittogrammi della Plaque dell'Abbazia della Colomba. Non a caso Federico II per sposare Yolande ed Isabel ottenne la dispensa papale , in quanto consanguinee! La verita',per uno storico illuminato , va cercata non su autostrade prefabbricate, ma negli anfratti di impervi sentieri. Esistono difficolta di individuare il grano dalla gramigna, ma non si deve rifiutare equamente la verita'.Esistono forse pregiudizi in quanto c'e' chi e' direttamente interessato a non turbare lo status quo di immonde usurpazioni storiche!Nessuno puo' negare l'evidenza, ossia che i monaci benedettini cistercensi di Lorch e i pastorali di Bretagne hanno documentato che il figlio di Isabel Anjou Plantagenet e Federico II custodisse la sindone nei secoli bui e le Bende di Cristo e le reliquie di Cristo che appartennero al Barbarossa, cugino dell'Imperatore Comneno , da cui le ebbe in consegna-MGH Historia Friderici www.hohenstaufen.org.uk. I libri italiani , non hanno mai avuto interesse a evidenziare la linea anglo sveva , in quanto i prologhi dei Testamenti di Federico II(vedi Annali Piacentini e Kantorowicz predisponevano un piano preciso di successione per i figli di Isabella von England ou Anjou Plantagenet, in caso di estinzione della linea di Isabel de Brienne). Per la storia ufficiale, Corradino era un lattante, invece , nonostante giovanissimo ,aveva gia' sposato Sophie de Lansbergis , il cui bambino fu affidato alla nonna materna, discendente di Re Desiderio, Elisabeth di Baviera. Non cerchiamo il consenso di nessuno:noi storici siamo forti della verita' che, prima o poi , esplode come la tosse che non si puo' nascondere.Federico e' vivo piu' che mai nella linea legittima di Federico Avril de Burey Anjou d'Imavrincourt Niphi Nero' , Hohenstaufen Plantagenet, nome in codice di Cavalieri Kradaino Hohenstaufen Plantagent .L'Arma e' quella di Federico II -D'or à L'aigle de Sable -(Avril de Saint Genis ou Burey Anjou ou Apuril ou Avril rappresentato da uno solo dei leoni svevi con la zampa e la lingua insanguinata, in neo come segno di lutto e del sangue del regicidio di Corradino) il Resto sono quisquilie!Non ci sorprende , del resto, che la storia abbia deciso che la linea legittima di Federico II fosse estinta. Conveniva agli Aragona ...dopo il matrimonio con Costanza , figlia di Manfredi Lancia ,proclamata erede di Federico II, nonostante Manfredi nel testamento fosse solo erede del Principato della Capitanata.Conveniva alla Chiesa e ai d'Angio' Capetingi, cosa diversa dal ramo avito d'Anjou Plantagenet. In realta' , non ha mentito la chiesa nell'affermare il padricidio da parte di manfredi, come ha confermato di recente il ritrovamento di documenti inediti dei monaci francescani relativi alla sindone, da cui emerge che fu Padre Elia a Castelfiorentino a porre in salvo la sindone, dopo aver sorpreso Manfredi soffocare' il padre con un cuscino di penne d'oca...
Si ripetela stessa mistificazione della Falsa donazione di Costantino che volle affidare alla Chiesa il Patrimonium Reges Potiores di Costantino che spetta di diritto ai discendenti di Gallia Placida e Costanzo, ovvero la linea del delfino di Re Desiderio, ovvero Re Adelchi, ossia Re Poto, Principe di Castelpoto o Castello Puoti, ovvero i Potior Flavius Comneno o Comander , ovvero i Puoti! Una curiosita':Barbarossa per linea materna(Giuditta di Baviera) discendeva da Costantino, Re Desiderio)- Lei afferma altresi' che non esisteva la linea austriaca HAUSBURG (il nome avito deriva da Rocca dei falchi ), trascurando che Corradino fu condannato proprio con il cugino Federico d'Austria, nipote di Costanza d'Aragona e Fedrico II, figlio di Federico il ribelle). La linea Burey d'Anjou Plantagenet Hohenstaufen , i si e' rimparentata proprio con la cugina di quel Federico d'Austria condannato con Corradino nel 1268!Le assicuro che la linea del Delfino di Re Desiderio e' viva piu' che mai , cosi' quella anglicana di Federico II , nella dinastia Buren Anjou Hohenstaufen Puoti di Castelpoto (Castello Puoti BN da Poto di costantinopoli. Infatti Adelchi,non mori' a Brescia, ma ri rifugio' presso Irene di Bisanzio, divenendo Patricius Romanorum e Despota di Bisanzio, mutando nome in Flavius Jovius Patricius Teodatis )
cordialmente
Prof Aquaviva
----- Message d'origine -----
LA PRINCIPESSA YASMIN , IN RELAZIONE ALLE POLEMICHE SORTE PER IL FILM "IL CODICE DA VINCI", DICHIARA:
ECCOVI LA TOMBA DI CRISTO!SI TROVA A SAINT GENIS , IN PROVENZA,NELL'ABBAZIA CISTERCENSE DEI MIEI AVI!LA DINASTIA MEROVINGIA AVRIL DE SAINT GENIS SAINTONGE, NOME ARCANO DEGLI HOHENSTAUFEN, COME DAI CRITTOGRAMMI DELLA PLAQUE DELL'ABBAZIA! GIA' DAL 99 NELLA PIECE TEATRALE SI FA CENNO A TALE SCOPERTA CHE E' STATA RECITATA DALL'ATTORE VINCENT BONAVENTURE DE BEAUFORT -DELLA ROSA FRONZUTA SARO' PELLEGRINO ED ECP ,AUTRICE YASMIN VON HOHENSTAUFEN.
La Principessa Yasmin scrive a sua Santita' , sulla scia di quanto affermato dal Cardinale Herranz dell'Opus Dei, cioe' ,che a volte Dio scrive dritto su righe storte, affinche'si superi il gracidare intorno al film "codice da Vinci", poiche' "i gabbiani di lago battono la fronte all'ignoto , ove la fede ci guida leggera"...
FORTI DELLA FEDE NON SI DEVE CREDE CHE CRISTO POSSA AVERCI INGANNATO, POICHE' LA VERITA' E' PIU' FORTE E ALLA FINE TRIONFA SEMPRE...
ECCO PERCHE' FORTE DELLA VERITA' IN CRISTO ...VOGLIATE ASSISTERMI AD APRIRE LA TOMBA DI CRISTO , DA ME INDIVIDUATA NELL'AVITA ABBAZIA CISTERCENSE AVRIL DE SAINT GENIS POULLY SAINTONGE - DI SAN MICHELE -DEI MIEI AVI A SAINT GENIS. e' SCONCERTANTE CHE SUI CAPITELLI VI SIA L'ABATE GUILLELME , BENDEDETTINO AVRIL DE SAINT GENIS NOME ARCANO NELL'ORDINE CISTERCENSE DEGLI HOHENSTAUFEN, CHE OSTENTA LA SINDONE CHE FU IN POSSESSO DI FEDERICO II -CHE GIACE SECONDO LE MIE RISULTANTE QUALE YAESOU SIX REX - iN SANSCRITTO IL CODICE STA PER RE YAESOU SIX(TALE TERMINE NON E' SESTO, MA SIGNIFICA GIACE ). SULLA PLAQUE APPARE IL CRISTO SINDONICO CHE COMBACIA CON QUELLO DEL CRISTO SULLE BENDE DA NOI EREDITATE. ANCHE SE IVI SI TROVASSE UN CORPO,SI POTREBBE PARAGONARLO CON IL dna DELLE BENDE DI CRISTO EREDITATE DA NOI . IL CORPO ASTRALE DI CRISTO E' RISORTO ED EGLI FU VISIBILE COME VIVO . LA CIRCOSTANZA CHE ABBIA AVUTO UN FRATELLO (ALL'EPOCA SIGNIFICAVA CUGINO)DI NOME GIACOMO IL GIUSTO, IL CUI RANGO ERA QUELLO DI ARIMATEA, CHE SIGNIFICA ALTEZZA DIVINA, NULLA CAMBIA ALLA CIRCOSTANZA CHE CRISTO FOSSE IL MESSIA. lA MADDALENA FU UNA INIZIATA DETTA DONNA SCARLATTIA PER IL COLORE DEL MANTELLO ,PER GLI ADEPTI SACERDOTESSA , PER I PROFANI ,PROSTITUTA , PERCHE' ENTRAVA NEL TEMPIO CON I MASCHI.IL NOME MADDALENA ERA MOLTO COMUNE , COME QUELLO DI MARIA E ,SPESSO, SI CONFONDONO LE FIGURE...lA MADDALENA DI CUI SI PARLA NEL GRAAL E' COLEI CHE SALVO' IL CORPO DI CRISTO CON GIUSEPPE O GIACOMO IL GIUSTO CHE SPOSO' IN PROVENZA E DA CUI EBBE ORIGINE LA DINASTIA MEROVINGIA. TRATTASI DELLA DINASTIA CHE HA SOTTO LA PELLE LO STESSO MARCHIO DI CRISTO, OVVERO DEL FIGLIO DI DIO, PRESCELTO COME AGNELLO SACRIFICALE.
"Mi vedo costretta SCIOGLIERE IL VELO DI RISERBO SUI DOPPI CODICI DELLA PIECE TEATRALE DELLA ROSA FRONZUTA SARO' PELLEGRINO ,ed. Ecp del dic.99, di cui esistono capitoli esoterici inediti."
La piece parla di una scoperta rivelatasi effettivamente vera, effettuata dalla principessa Yasmin, ossia della Sindone Presso Fedeerico II , unitamente alle Reliquie del Golgota.
Il codice da Vinci? Solo il tentativo di lucrare sull'ansia ed aspettative delle masse di sciogliere dei misteri ...Mi duole sciogliere parte di questi misteri, poiche' non e' giunto ancora il tempo...E' quanto ha dichiarato la Principessa Yasmin von Hohenstaufen in merito alle polemiche tra il Vaticano e i produttori del film.
In relazione alle contestazioni al Codice da Vinci ,La Principessa Yasmin von Hohenstaufen ,dichiara che e' giunto il momento di sciogliere il riserbo su doppio codice di lettura per iniziati della sua Pièce teatrale "Della rosa fronzuta saro' Pellegrino" ed. ECP . L'opera della Principessa parla della Sindone e delle bende presso Federico II, scoperta effettuata dalla stessa negli archivi cistercensi di Federico II nelle sue cappelle di famiglia, ma anche dei misteri della Dinastia Beinstein, ovvero della Pietra del Signore, ovvero di Poully de Saint Genis, ove la principessa ha decifrato il nome arcano della Staufer house ovvero Ex Freya ovvero dinastia di Venere , ovvero Weiblinghen , Venere , o Aphros Avril de Saint Genis Saintonge.ovvero Santa progenie della stirpe della sacra pietra o sacro uovo.
ARCH ALARIC VERULI
WWWW.FEDERICOSTUPORMUNDI.IT
WWW.GEOCITIES.COM/K_HOHENSTAUFEN
WWW.GEOCITIES.COM/F_HOHENZOLLERN
In allegato l'immagine della tomba di yaesu six rex
La Tomba di Yaesou Six Rex scoperta dalla Principessa Yasmin von Hohenstaufen, nell'edizione per iniziati del Genoma del Graal ed. European Council of Princes ove spiega l'Enigma dell'antico nome degli Hohenstaufen: STAUFER FREIIS (Staofer Friuss)dai pregressi ed aviti LAPICIDI DELLE CHIESE E CAPPELLE DEGLI AVRIL DE SAIN-GENIS DES FONTAINES.Il vero Cognome di Federico II era dunque " SANTO GRAAL" :le prove nei documenti inediti del GRAN MAGISTERO DELLA COLOMBA, in parte distrutti nel periodo degli UGONOTTI, ma rintraccibili nell'ORDINE DELL'ORSO,(L'ORSO rappresenta la drammatizzazione della costellazione dll'ORSA ove appare sotto il segno della Bilancia o VENERE la STELLA di ARTU') , fondato a San Gallo da Federico II nel 1228.IL MAGISTERO dei PRIORATI DI SION, RITIENE SIA IL TEMPO PER SVELARE LA VERA LINEA SI SANGUE DEL GRAAL.
I Lapicidi originari della Cappella della Colomba , degli Avril de Saint Genis , distrutti nel periodo degli Ugonotti, riportavano " STAUFER FREIIUS"(LA VERA RADICE DEL TERMINE VEIBIL-) Non a casol'antico sito di Villa di Briano(Brian significa Il Predestinato o Buren il Signore , come l'omonimo sito Villa Brian, nei pressi di Saint Genis, in Francia , non lontanto dai Pirenei, e dal mare ), si chiamava Freyanburg ovvero Staufer Friiuss , ossia citta', Fortezza di Venere , antica rocca costruita dal Principe Grifone Aprilis di Lanslebourg , figlio di Carlo Martello e di Sonichilde.Non a caso nella genealogia degli Hohenstaufen quale emerge dai MGh -Historia Brevis Monasterii Salemitani, si elenca Ottone Frisiensi Episcopo (Vescovo di Staofer Friius, detto anche Frisingensis (Avril Genis Friius Gensis , ossia Avril de Saint Genis ) e l'ascendenza da Clodoveo della stirpe dei Merovingi Mer-Signore - Evo da Ayus -Aya-vita.
tratto da http://www.federicostupormundi.it/gli_enigmi_della_cappella_della_.htm
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Message posté sur mon forum (le Saint suaire, le saint graal, la couronne d'épine)
A prendre avec précaution, votre avis sur de telles infos ou intox. Traduit de l'italien
Stéfan PUCCI - Révélations sur Othon de la Roche (20/03/2006) : je viens de découvrir des informations impressionnantes sur Othon de la Roche qui si elles s'avèrent vraies vont faire couler beaucoup d'encre. Prudence tout de même, il peut s'agir d'un texte codé (ésotérique). J'ai traduit en français le texte originale (en italien). Je donne le lien internet à la fin de la traduction : Isle d’Adam 22 Août 2003 Communiqué Le Duc Othon de La Roche, gardien du Saint Suaire, familier des Hohenstaufen, de retour d'Athènes, en 1208 avec une garnison de Chevaliers Templiers et Teutoniques, rencontra Frédéric II, alors âgé de quatorze ans, neuf mois avant ses noces avec Constance d'Aragon, dans la Forteresse de Carcara, de la Roche Impériale. En Présence de Frédéric, Othon de La Roche, amalgama la terre du Golgota et les épines de la Couronne du Christ, dans la Roche de la Forteresse. Dès lors le Château s’appellera « la Roche Impériale ». Il fut confié à Frédéric le vrai Saint Suaire et les Bandes du Christ, et on envoya le faux linceul à Besançon qui sera détruit en 1794. Othon était de la famille de Frédéric II, son vrai nom était Avril de la Roche, une branche de la Dynastie Mérovingienne des Avril de Saint Genis dite Beinstein Hohenstaufen. Pendant plusieurs années la garnison des "de La Roche" garda les reliques du Christ dans le Château qui s’appelait encore Roche Impériale. Les Templiers « Aprilis » présideront les reliques et l’Omphalos, dans la Forteresse Petre Roseti durant les années qui suivront. La dynastie des de La Roche s’éteindra en 1340, mais se poursuivra avec les membres de la famille de Charny (lignée féminine ?), nom codé d'une branche des Templiers Aprilis Chalon, poursuivi en justice avec de Molay. Présentation de l’essaie "Genèse du Graal" d'Avril de Saint Genis Sainctonge dit Beinstein Hohenstaufen. Les Editions ECP Le Saint Suaire et les Bandes du Christ chez les Hohenstaufen D’autres confirmations que le Saint Suaire et les Bandes du Christ furent gardées par les Hohenstaufen. Sensationnelle révélation sur le Saint Suaire, dans un essaie de la Princesse Yasmin von Hohenstaufen qui a découvert les Bandes du Christ derrière une tapis murale russe de son ancêtre le Prince Buren Aprilov Hohenstaufen de Curlandia, descendant de Frédéric II et Isabelle d'Angleterre. Le Duc Othon de La Roche, gardien du Saint Suaire, était le nom codé du Prince Avril de La Roche. De Charny était aussi un nom codé des Templiers Aprilis poursuivis en justice avec de Molay. Les Princes Aprilis descendaient en fait de la lignée Mérovingienne des Avril de Saint Genis Saintonge, c'est-à-dire Beinstein Hohenstaufen, ils étaient donc de la famille de Frédéric II qui garda toutes les reliques du Golgota. La Dynastie d’Avril de Saint Genis et d'Anjou est à l’origine des branches Templières et Teutoniques d’Avril (ou Apuril) Princes du Mont et Ducs de La Roche (Généalogies Angevines). Les Ducs de La Roche furent les gardiens du Saint Suaire, à travers Othon de La Roche. Le nom Othon ou Othonin cache un terme codé (Toile de Lin ou de Sidoine), le vrai nom était en fait Avril Prince du Mont et de la Roche. En 1340 l’arrière petite fille du Duc de La Roche, Jeanne de Vergy épousa Geoffroy le de Charny, son cousin. Le nom de Charny indique de façon cachée que cette famille garda les reliques du Golgota. De Charny signifie Crâne, ou bien Golgota. Geoffrey Aprilis est issu d’une branche cadette des Princes Aprilis Chalon d'Auxerre auxquels appartiennent les Templiers Aprilis qui gardaient le Saint Suaire et les Bandes pour Frédéric, Fils d'Isabelle des Plantagenet et de Frédéric II, après la mort de Corradino. Le Templier Guillelme Aprilis fut, poursuivi en justice avec de Molay et Jean de Chalon d'Orange et d'Auxerre(arme rouge à la bande d'or) qui gardait le trésor des Templiers à Montségur dans la Tour du Prisonnier, appelé ainsi car Richard Coeur de Lion y fut emprisonné. Ainsi les de La Roche et les de Charny sont des Avril ou Apuril ou Auril de Saint Genis, membres de la famille du Hohenstaufen qui gardèrent les reliques du Golgota et une partie du Trésor de Jérusalem. Ce fut un consensus général partagé entre les Templiers et les Teutons, de vivre "sub rosa" c'est-à-dire dans secret, en employant des noms codés. Les descendants du Duché de La Roche ont vécu jusqu'au 1675. À travers Jean Avril de La Roche, son descendant le Duc Maurice Avril de La Roche en 1737 fait enregistrer ses armes au Département Héraldique de Rennes le Château. Comme on peut le remarquer elles sont identiques à celles d'Avril de Palerme, de Caltagirone, de Mure Leccese et de Chalon (Noblesse Bretonne), il s’agit de diverses branches connexes qui partagent les mêmes origines. Le Château d’Hautpouly, dont le nom provient des Avril de la Coupe ou de la Cuvette du Seigneur, c'est-à-dire du Graal (pouly se traduit par coupe, Haut par hauteur, c'est-à-dire du ciel). Selon les Chroniques de Rennes le Château, Anne d'Hautpouly gardait, dans une colonne de l'Abbaye, des Parchemins prouvant les Origines Mérovingiennes de sa généalogie et les preuves que la lignée du sang du Graal est celle d'Avril de Saint Genis Saintonge ou de Beinstein ou Betilo, (Hohenstaufen) appelé « Lignée Sacrée » ou Omphalos, ou encore Arche de Gebel (nom de Veiblinghen ou de Venus) le Mont de Sion. Dont l'énigme est "et in Arcadia Ego"... Chancellerie de la Fondation Frédéric II http://www.federicostupormundi.it/macedonio/casato.htm
Ho letto interessanti rassegne ecologiche e storiche della Principessa Yasmin . Sono straordinarie!
Inserito il 30 giugno 2004 alle 19:30:32 da Anonimo.
Corpus Saecularium Principum Worms
La Principessa Yasmin, discendente degli Imperatori Potior Augustus e di King Poto svela, nell'invitare alla calma i cittadini di Montecorvino, si appella alla sensibilita' dei Governanti Italiani per ridare fiducia ai cittadini a Parapoti."Parapoti e' un sito archeologico di grande importanza storica: li' sorgeva un Tempio dedicato ad Eracles Invictus, era inoltre il crocevia del passaggio dal potere bizantino Longobardo a quello di Carolingio."Nell'Esprimere viva solidarieta' agli abitanti di Montecorvino, la Principessa ecologa, Yasmin von Hohenstaufen Aprile di Burey d'Anjou Puoti, Presidente dell'Ucert, Unione Centri Energie Alternative Trasnazionale, si augura che la vicenda possa risolversi tramite il richiamo alla solidarieta' tra le Forze dell'Ordine, la Magistratura e la popolazione di Montecorvino. "Certamente la sensibilita' dei giudici non puo' trascurare che sono stati lesi fondamentali diritti umani della popolazione, il diritto all'aria pura, all'ambiente sano e alla salute"."Penalizzare la popolazione che pure ha creato gravi disagi, potrebbe solo inasprire il dialogo con le masse, tramite una pedagogia sociale che tende a punire chi protesta: e poi che cosa puo' significare una fedina non trasparente, e' forse proibito ad un pregiudicato godere del diritto ad un ambiente sano? Piuttosto sarebbe il caso di restituire il Computere al magistrato che n'e' stato privato.Il diritto di manifestare e' sacro, certamente e' da condannare l'apocalisse procurata, vi erano altre possibilita' di manifestare.Non si puo' abusare della facolta' dei diritti, ma Quosque tandem abutere patientia gentis Montis Corvini?
A proposito, la Principessa Yasmin ,discendente di Federico II e King Poto,Presidente della Fondazione Longobarda, spiega che l'avito sito ove si estende la discarica e' un sito di enorme importanza archeologica:infatti esso era l'avita Curtis Langobardorum di King Poto,nipote di King Desiderio e figlio di Re Adelchi.II Potior Valens erano Imperatori Taumaturghi e ancor prima di Federico II, importarono nel Salernitano la scienza medica. Ove ora si estende la terribile discarica, era centro di civilta' longobarda ed ancor prima dei Basiliani familiari degli imperatori Potior Valens Imperator . Infatti proprio a Montecorvino sorgeva il Castrum di King Poto di Costantinopoli, da cui la Dinastia Poti,italianizzata in Puoti, i russo Putiatin-
Ma perche' , durante un Convegno Ucert, chiede la Principessa, non trasformare la discarica in un Sol Invictus, ossia in energia rinnovabile che potrebbe restituire non solo aria pulita, ma anche ridare energia solare ed occupazione al sito ?Non resta che onorare cosi' la memoria di Eracles Invictus che era custode di riti solari.(Da Eurocomunication : Princess YASMIN , Archeologa, spiega :Parapoti era l'antica Curtis di King Poti , figlio di King Adelchi e della Principessa Gisla, sorella di Carlo Magno.)www.federicostupormundi.it
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Inserito il 30 giugno 2004 alle 19:35:34 da Anonimo.
Traduzione dal tedeesco
Comunicato Euronews
Princess Yasmin von Hohenstaufen svela le origini di Parapoti
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Inserito il 30 giugno 2004 alle 19:37:22 da Anonimo.
Traduzione automatica dal Comunicato in inglese,errori sono dovuti alla traduzione automatica.
Inserito il 01 luglio 2004 alle 10:22:16 da Anonimo.
Convegno Ucert-1 Luglio 2004
Stoccolma
Prospettato un modello di ecosviluppo alternativo, con rivalutazione del palinsesto ipogeo per Parapoti,dalla Presidente dell'Ucert-Unione Centri Energie Alternative - Prof Yasmin von Hohenstaufen Aprile von Avril de Burey d'Anjou Puoti Putiatin .La Principessa scienziato ed archeologa, ha illustrato la mistica del Tempio di Eracles Invictus che sorgeva a Parapoti, di cui erano custodi i Poti o Potior , ossia gli Imperatores Potior Augustus Valens , detti Valentiniani che ascendevano appunto alla Gens Potitia, dedita ai misteri di Eracle , nella tradizione cristiana riconducibili al Totem di San Giorgio o San Michele che uccide il Drago, o il serpente azzurro di King Desiderio,in Greco Pothos o Poti,
e di King Poto, nipote di Desiderio, figlio di King Adelchi e Gisla, sorella di Carlo Magno.La Gens Potitia, da cui lo stesso San Giorgio, Costantino il Grande che tramando' i suoi Carismi ed il culto di San Giorgio agli Imperatori Potiores,attraverso Costanzo, Gallia Placida, King Alaric Gaiseric Veruli, confluiti nella Dinastia di King Poto, o des Poti Bisantii, detti anche Comander o Despota , o Puoti , o Comneno, ossia Coppa della Vite, o Graal.Com-Coppa, Eno-Vino. Ecco perche' parapoti era Scuola degli Imperatori Basiliani Potiores detti Filosofi della Ciotola, ovvero "Potiri" della Coppa del Graal. Un sito di sacra valenza che esige una escatologica ed alchemica rinascita dall'Eracles Invictus all'Energia solare di un Sol Invictus del Terzo millennio."ha concluso la Principessa Yasmin, pronipote di Federico II, Isabella d'Anjou Plantagenet e dei Principi Puoti Comneno.
Inserito il 01 luglio 2004 alle 10:28:49 da Anonimo.
Comunicato Ucle (Unione Consumatori Lavoratori Europei)
Convegno Ucert-1 Luglio 2004
Stoccolma
Prospettato un modello di ecosviluppo alternativo, con rivalutazione del palinsesto ipogeo per Parapoti,dalla Presidente dell'Ucert-Unione Centri Energie Alternative - Prof Yasmin von Hohenstaufen Aprile von Avril de Burey d'Anjou Puoti Putiatin, gia' columnist della Stampa di Torino, Presidente del Reader's Digest, Ambasciatrice .La Principessa scienziato ed archeologa, ha illustrato la mistica del Tempio di Eracles Invictus che sorgeva a Parapoti, di cui erano custodi i Poti o Potior , ossia gli Imperatores Potior Augustus Valens , detti Valentiniani che ascendevano appunto alla Gens Potitia, dedita ai misteri di Eracle , nella tradizione cristiana riconducibili al Totem di San Giorgio o San Michele che uccide il Drago, o il serpente azzurro di King Desiderio,in Greco Pothos o Poti,
e di King Poto, nipote di Desiderio, figlio di King Adelchi e Gisla, sorella di Carlo Magno.La Gens Potitia, da cui lo stesso San Giorgio, Costantino il Grande che tramando' i suoi Carismi ed il culto di San Giorgio agli Imperatori Potiores,attraverso Costanzo, Gallia Placida, King Alaric Gaiseric Veruli, confluiti nella Dinastia di King Poto, o des Poti Bisantii, detti anche Comander o Despota , o Puoti , o Comneno, ossia Coppa della Vite, o Graal.Com-Coppa, Eno-Vino. Ecco perche' Parapoti era Scuola degli Imperatori Basiliani Potiores detti Filosofi della Ciotola, ovvero "Potiri" della Coppa del Graal. Un sito di sacra valenza che esige una escatologica ed alchemica rinascita dall'Eracles Invictus all'Energia solare di un Sol Invictus del Terzo millennio."ha concluso la Principessa Yasmin, pronipote di Federico II, Isabella d'Anjou Plantagenet e dei Principi Puoti Comneno.
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Inserito il 01 luglio 2004 alle 11:27:20 da Anonimo.
Comunicato
Ecoturismo
Inserito il 01 luglio 2004 alle 10:28:49 da Anonimo.
Comunicato Ucle (Unione Consumatori Lavoratori Europei)
Convegno Ucert-1 Luglio 2004
Stoccolma
Prospettato un modello di ecosviluppo alternativo, con rivalutazione del palinsesto ipogeo per Parapoti,dalla Presidente dell'Ucert-Unione Centri Energie Alternative - Prof Yasmin von Hohenstaufen Aprile von Avril de Burey d'Anjou Puoti Putiatin, gia' columnist della Stampa di Torino, Presidente del Reader's Digest, Ambasciatrice .La Principessa scienziato ed archeologa, ha illustrato la mistica del Tempio di Eracles Invictus che sorgeva a Parapoti, di cui erano custodi i Poti o Potior , ossia gli Imperatores Potior Augustus Valens , detti Valentiniani che ascendevano appunto alla Gens Potitia, dedita ai misteri di Eracle , nella tradizione cristiana riconducibili al Totem di San Giorgio o San Michele che uccide il Drago, o il serpente azzurro di King Desiderio,in Greco Pothos o Poti,
e di King Poto, nipote di Desiderio, figlio di King Adelchi e Gisla, sorella di Carlo Magno.La Gens Potitia, da cui lo stesso San Giorgio, Costantino il Grande che tramando' i suoi Carismi ed il culto di San Giorgio agli Imperatori Potiores,attraverso Costanzo, Gallia Placida, King Alaric Gaiseric Veruli, confluiti nella Dinastia di King Poto, o des Poti Bisantii, detti anche Comander o Despota , o Puoti , o Comneno, ossia Coppa della Vite, o Graal.Com-Coppa, Eno-Vino. Ecco perche' Parapoti era Scuola degli Imperatori Basiliani Potiores detti Filosofi della Ciotola, ovvero "Potiri" della Coppa del Graal. Un sito di sacra valenza che esige una escatologica ed alchemica rinascita dall'Eracles Invictus all'Energia solare di un Sol Invictus del Terzo millennio."ha concluso la Principessa Yasmin, pronipote di Federico II, Isabella d'Anjou Plantagenet e dei Principi Puoti Comneno.La Principessa , docente universitario e di master L'Ecoevolutionary Management Master , presso la Lega dell'Edera, ha rilevato l'importanza che Corsi di Formazione per Ecomanager ed ecocultura restituiscano la Provincia di Salerno, non solo all'Energia Alternativa, ma al Palinsesto Storico, promuovendo Eco-Formazione, Sviluppo Turismo .
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Inserito il 02 luglio 2004 alle 10:19:00 da Anonimo.
Stoccolma 1 luglio 2004-Durante il dibattito per la vicenda della discarica di Parapoti, la Principessa Yasmin von Hohenstaufen aprile di Burey d'Anjou Puoti Putiatin ha rilevato:
"L'Italia blocca l'adozione del Regolamento del Trasporto Transfrontaliero di rifiuti, firmato da 24 Paesi(Reg.259/93),strumento comunitario di adozione delle obbligazioni della Convenzione di Basilea. Un episodio gravissimo, ha commentato il Presidente dell'Ucert -Ucle Prof Yasmin Hohenstaufen , durante il Convegno dedicato alla presentazione del saggio Ecoevolutionary Management della Principessa Ecologa ed. ECP. La Commissione Europea deve smetterla di farsi paladina delle potenti lobby, considerando la gestione dei rifiuti afferente alle regole del semplice Commercio, ha dichiarato, la Principessa Yasmin, Presidente dell'Unione Centri Energie Alternative Transnazionale. La Principessa che e' Rettore della Ecovolutionary Management Master , ha presentato il recente saggio,ed. Ucle, di cui e' autore ,dal Titolo " Globalizzazione ed Ecoepistemologia dei Rifiuti :un tema trasversale"
da Eurocomunication
Inserito il 04 ottobre 2005 alle 14:41:50 da Anonimo.
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Leonardo nella Gioconda, denuncia il suo geneatico:Delfino di Giovio(Gioini era detti gli Anjou Plantagenet in Provenza )
Il Corpus Saecularium Principum di Worms ha promosso un'azione di risarcimento danni contro il libro di Dan Brown ,per aver sconvolto il Vero Codice da Vinci, svelato nei vari siti delle sue consociate , dalle opere e dalle pièces teatrali della Principessa Yasmin von Hohenstaufen,PUBBLICATE NEL 1999, la quale ha individuato, proprio attraverso gli enigmi di Leonardo da Vinci, LA SINDONE , LE RELIQUIE E LE BENDE DI CRISTO . PRIMA CHE FOSSE PUBBLICATO IL LIBRO , L'AVVENIRE , IL RESTO DEL CARLINO, IL TEMPO E NUMEROSI GIORNALI TEDESCHI ED INGLESI AVEVANO GIA' PUBBLICATO, COME VERIFICABILE ,LE VARIE DECIFRAZIONI della principessa archeologa DEL CODICE DI LEONARDO E DI ALTRI PITTORI come PIERO DELLA FRANCESCA , PINTURICCHIO, RAFFAELLO.
Le scoperte della Principessa archeologa sono state svuotate da Dan Brown ed assoggettate ad interessi di parte. Infatti Leonardo afferma, nell'allegoria della Gioconda che trattasi della dinastia del Graal e la Sacra progenie , ossia Saint Genis, del Delfino Jovius ou Iovio, ovvero Aprile di San Giovio, ramo cistercense des Avril de Burey d'Anjou de Saint Genis, nome arcano degli Hohenstaufen Plantagenet nell'Ordine di Sion .La mano indica Karpa, ovvero in greco mano, ma anche la Karpa , ovvero il Fortis , nome graalico interscambiabile con Venere, che nel motto della Dinastia e' Fortis Renascitur proles, ma anche boaz, stirpe di Cristo. La profezia narra infatti che federico sarebbe rinato da una karpa con la targa d'argento scritta in greco, ovvero attraverso la lingua greca c'e' il codice dell'Ichtius , il nome di Cristo. La dinastia del Graal quindi non e' quella di Saint Clair ,semplici cavalieri, ma Hohenstaufen ,stirpe divina ed imperiale discendente da Avril o Aubry , nipote di Dagoberto II, da cui il nome Veib.Nel codice arcano di Saint Genis, ossia nell'Abbazia cistercense Avril de Saint Genis Burey d'Anjou, ossia la lnea di Federico II ed Isabella von England, capostipiti della principessa Yasmin. Il nome arcano di Federico II era Staufer ovvero Staufer Freya, Stirpe di Venere ossia Veiblinghen, nell'accezione pagana, in quella cristiana Saint Genis, o Avril de l'Arcaya , ovvero dell'arca o Beinsten o Saintonge ovvero Sacra stirpe Pietra del Signore o Sacro Graal.La principessa Yasmin , seguendo le indicazioni ed i significati occulti di Leonardo, ha individuato che al tavolo della Cena vi e' una copia della Sindone che Leonardo conobbe, inoltre che l'autoritratto di Leonardo, e' il volto sindonico.La dinastia graalica di Federico II, rifugiatasi in Provenza , ebbe in custodia il Graal ,ovvero il Betilo, l'onfalos, le bende e la Sindone, cosa che e' stata confermata da documenti inoppugnabuli. La stessa Principessa Yasmin ha ritrovato le reliquie del Golgota e la Tomba detta di Yaesou six Rex a Saint Genis e ha decifrato la plaque con i crittogrammi, nonche' l'enigma Et in arcadia ego.Vieppiu' , il padre di Leonardo fu notaio , in Francia ,presso i principi Aprix ou Avril d'Aubry duchi d'Amblais , linea des Avril de Burey Anjou(Hohenstaufen Plantagenet discendenti del Delfino di Isabella dei Plantageneti e di Federico II)documenti inediti sullavera madre di Leonardo riconducono proprio in Francia, ove il padre notaio, avrebbe avuto un figlio segreto da una duchessina Gaya d'Amblais,andata in sposa ad un nipote del Re di Francia. Sarebbe Gaya la vera Gioconda. Leonardo nel ritratto confessa di essere il Delfino del Graal , attraverso la linea femminile. il vero Gioco-onda e' il Delfino che gioca con l'onda, nel doppio codice di Flavius Jovius, dinastia Gens Potitia Graalica , e Giovio , come erano indicati gli Angevin plantageneti di Federico II. La madre di Leonardo non era la toscana che lo accudi' da bambino. La Gioconda e' in realta' un maschio, ovvero un Delfino.Leonardo nell'oper aprotesta la sua vera identita'!
Studi Svevi
arch Alaric Veruli von Saxen Coburgo Gotha
http://www.hohenstaufen.org.uk/domus_alpheim.htm
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CINEMA: 'CODICE DA VINCI', ORDINE CAVALLERESCO CITA PER DANNI A DAN BROWN
Roma, 24 mag.(Adnkronos) - Il Corpus Saecularium Principum di Worms ha promosso un'azione di risarcimento danni contro il libro di Dan Brown. Lo rende noto un comunicato dello stesso 'ordine cavalleresco'. La decisione e' stata presa in quanto il libro di Dan Brown, che ha ispirato il film di Ron Howard arrivato in questi giorni nelle sale, avrebbe ''sconvolto il 'vero' Codice da Vinci, gia' svelato dalle opere e dalle pièces teatrali della principessa Yasmin von Hohenstaufen''.
Italy's Pride Hurt by EU Translation Snub...
AP Online; February 21, 2005; JOJI SAKURAI, Associated Press Writer
... by the EU to stop translating some news conferences into Italian has generated ... languages into which all EU commissioner news conferences are automatically translated ... show their outrage.Princess Yasmin von Hohenstaufen, a descendant of Holy Roman Emperor ... sentence.""The Princess Yasmin von ...
Italian scientists probe sarcophagus of ...
AP Online; November 2, 1998
... project angered one of the emperor's direct descendants, Princess Yasmin Aprilis di Lanslebourg Hohenstaufen Hohenzollern. She told the ANSA news agency in Milan that no one asked the family foundation for permission to open the sarcophagus ...
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Kaiser-Klone aus Palermo?
Eine Frau wittert ein Komplott: Deutsche Pharmakonzerne wollen Stauferkaiser Friedrich II. (1190-1254) klonen. Das jedenfalls behauptet nach einer Meldung von "Il Giornale" Prinzessin Yasmin von Hohenstaufen aus Lanslebourg in Frankreich in einem Brief an Papst Johannes Paul II.
Indiz der Adeligen: Ein Fuß des Kaisers, der im Dom zu Palermo begraben liegt, soll verschwunden sein. Aus diesem Fuß des "stupor mundi" - "Wunder der Welt", ein Beiname Friedrichs - werde das DNA für kleine Kaiser gewonnen.
Die Behörden halten jedoch alles für Fantasie: Das Grab wird rund um die Uhr von Fernsehkameras bewacht, der Leichnam ist intakt. Auf einen neuen Retter des Abendlandes wird man also noch warten müssen. (mp)
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Berliner Verlag Textarchiv
Die Rätsel um das "Wunder der Welt"
In Palermo untersuchen Archäologen den Sarkophag des Stauferkaisers Friedrich II.
24.12.1998
Vermischtes - Seite 08
Thomas Götz
PALERMO, im Dezember. "Knabe, verheißen der Welt, Erneuerer der Zeiten und des Reiches", besang der Dichter Petrus Ebulo ein Kind, das am zweiten Weihnachtstag 1194 in Jesi bei Ancona zur Welt kam. Der Lorbeer galt dem Stammhalter aus dem Haus der Staufer, Friedrich II., dem Enkel Kaiser Friedrich "Barbarossas". Seine Zeitgenossen rühmten Friedrich als "Wunder der Welt". Die hochgespannten Erwartungen in den letzten Kaiser im Mittelalter aus staufischem Geschlecht wurden nicht enttäuscht. Friedrich gehört in Sizilien und Apulien bis heute zum positiven Kernbestand des kollektiven Gedächtnisses.
Studien zur Balsamierung
Seit November dieses Jahres studieren Forscher, was von den sterblichen Überresten des Staufers geblieben ist, der mit zwei anderen Toten das Grab teilt. Die deutsche Firma M & W Zander baute ein keimfreies Isolationsgehäuse um den Sarkophag in der Kathedrale von Palermo, um schädliche Umwelteinflüsse auf die Mumien zu minimieren. Die Forscher betreten den Raum nur in geschlossenen Overalls, um Mikroben fernzuhalten. Eigens konstruierte Hebeböcke wuchten den Deckel an den Ecken empor rund eine halbe Tonne Gewicht. Durch den Schlitz von fast einem halben Meter kann man die Photoapparate und Videokameras einführen, die den Zustand der Mumien dokumentieren. Die Forscher erhoffen sich neue Erkenntnisse darüber, wie Leichen im Mittelalter einbalsamiert wurden.
Friedrich starb am 13. Dezember 1250. Zwei Monate dauerte die Überführung des kaiserlichen Leichnams von Castel Fiorentino in Apulien bis Palermo. "In jeder Station wurde sein Leichnam ausgestellt, wurden Messen gefeiert", sagt Rosalia Varoli-Piazza, die das Projekt im Auftrag des römischen Zentralinstituts für Restaurierung (ICR) leitet.
Der Porphyrsarkophag Friedrichs wurde 1781 schon einmal geöffnet. Wie der Leichnam bei der letzten Graböffnung ausgesehen hat, ist aufgrund der peniblen Aufzeichnungen der Zeitgenossen bekannt. Kupferstiche zeigen den Kaiser mumifiziert, das Gesicht eingefallen, den Körper in gut erhaltene Prunkgewänder gehüllt, auf dem Haupt die Krone und neben ihm das Schwert. Und heute?
Die beiden anderen Toten, die nach Friedrich in das Grab gelegt worden sind, verdecken den Blick auf den Kaiser. Die Radiographie ergab, daß auch der Körper des Staufers nicht mehr so liegt, wie ursprünglich gebettet. Außerdem haben offenbar Grabräuber die Öffnung im 18. Jahrhundert benutzt, um sich zu bedienen.
Zeit genug hatten sie vermutlich. Indizien deuten darauf hin, daß der Sarg damals nicht schon nach zwei Monaten wieder verschlossen worden war, wie man bisher angenommen hatte, sondern daß man ihn nur mit Brettern bedeckte. Erst zwanzig Jahre später wurde die schwere Deckplatte wieder aufgelegt, vermutet Varoli-Piazza.
Dennoch schien die Grabräuber Eile getrieben zu haben. Der Sack, in dem der im Sarkophag Friedrichs bestattete Peter II. von Aragon 1342 beigesetzt wurde, wirkt hastig aufgeschlitzt. Die Knochen des dritten Toten, der bis heute nicht identifiziert ist, sind zusammengeschoppt. Zwar hatten die Diebe Scheu, sich an der Krone Friedrichs zu vergreifen, doch nahmen sie einen seiner Stiefel mit und abgelöste Verzierungen vom Gewand. Auch das Schwert des Kaisers fehlt. Daß im späten 19. Jahrhundert Stücke von Stoffen aus dem Grab im British Museum auftauchten, gibt den Forschern Hoffnung, noch weitere geraubte Bestandteile zu finden. "Wir wollen auch via Internet suchen", sagt Varoli-Piazza.
"Erkennen und Konservieren" ist das erklärte Ziel der Graböffnung. Erkennen will man nicht nur, wie die Menschen im Mittelalter Tote balsamierten, sondern auch wer die dritte Person im Sarkophag ist. Eine DNA-Analyse soll feststellen, ob es sich tatsächlich um eine Frau aus dem Umfeld Friedrichs handelt, wie man schon 1781 gemutmaßt hatte. Fest steht nur, daß die dritte Leiche vor Peter II. in das Grab gelegt worden sein muß.
Die Verwandten des Kaisers hatten sich zunächst über die Öffnung des Grabs empört. Yasmin Aprilis di Lanslebourg Hohenstaufen Hohenzollern, die sich der Abkunft von dem großen Toten rühmt, meinte, man hätte "die legitimen Erben" um Erlaubnis bitten müssen. Es sei "extrem schmerzlich, daß der ,Gesalbte Christi die Martern eines Versuchskaninchens erleiden muß, ohne den Trost der Anwesenheit seiner Nachkommen zu haben". Geschmerzt muß die Dame haben, daß man an ihrer Stelle politische Nachfahren des Gesalbten beizog: die deutsche Botschaft in Rom.
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venerdì, febbraio 17, 2006
Come ci vedono (Sueddeutsche Zeitung di oggi)
Caffè Roma
Im Herzen Italiener! Oder?
Die Südtiroler sind Italiener. Nur vergessen sie das dauernd.
Gerhard Plankensteiner und Oswald Haselrieder. Das sind Namen, bei denen die Reporter des Staatsrundfunks Rai sich fast die Zunge abbrechen, um dann eilfertig Entschuldigungen zu stammeln und mit leichtem Unterton nachzulegen: „Però sono italianissimi.“ Aber sie sind total italienisch. Merk dir das, Deutsche Presseagentur! Die du über den Rodel-Doppelsitzer geschrieben hast: „Dritte wurden die Südtiroler.“ Hah! Ist das jetzt eine Nationalität? Erfahren wir denn auch, welchen Heimatgefilden russische oder kanadische Medaillengewinner entstammen, von den Chinesen ganz zu schweigen? Der Kamtschatkaner X und der Qinghaianer Y? dpa, noch einmal mit Gefühl: Südtirol liegt in Italien. Und zwar schon eine ganze Weile. Das Problem ist ja, dass sie das selber andauernd vergessen. Und deshalb würde so mancher Politiker hier in Rom gerne mal mit dem Plankensteiner Gerhard Schlitten fahren, im metaphorischen Sinne natürlich. Der Plankensteiner hat nämlich auf die zugegeben schlitzohrige Frage eines italienischen Reporters: „Wenn es Gold gewesen wäre, hättest du dann die Hymne des Mameli gesungen?“ geantwortet: „Aber dieses Lied kenne ich doch gar nicht.“ Und dazu hat der Plankensteiner Gerhard gelacht.
Nun haben Plankensteiner und Haselrieder nur Bronze geholt, aber nicht deshalb ist in Rom der Teufel los. Nicht deshalb hat der christdemokratische Abgeordnete Riccardo Villari verlangt, wenn Plankensteiner sich nicht entschuldige, solle er gefälligst die Medaille zurückgeben. Der erschrockene Rodler bat umgehend, aber nicht sehr überzeugend um Pardon: „Ich hatte die Frage nicht richtig verstanden, weil ich nicht so gut Italienisch spreche. Selbstverständlich kenne ich die Hymne des Mameli.“ Die italienische Nationalhymne, 1847 kurz vor dem Krieg gegen Österreich von dem Studenten Goffredo Mameli geschrieben. Der Hannibal-Bezwinger Publius Cornelius Scipio Africanus kommt darin ebenso vor wie die Zeile: „Wir sind seit Jahrhunderten/verspottet und verhöhnt/weil wir kein Volk sind/wir sind geteilt.“ Nachzulesen auf der Website des Staatspräsidenten. Carlo Azeglio Ciampi ist die Nationalhymne sehr wichtig, weil es mit der inneren Einheit nicht richtig gut bestellt ist. Er fordert zum Beispiel die Fußball-Nationalspieler bei jeder Gelegenheit auf, kräftig Mameli zu singen. Das Land wird schon eine ganze Weile von der Separatistenpartei Lega Nord mitregiert. Deren Parteizeitung La Padania bringt die Wetterdaten der Hauptstadt Rom im Auslandsteil. Da nützt es wenig, dass der fantasiebegabte Premier Silvio Berlusconi bei Staatsbesuchen immer „Gelato Tricolore“ servieren lässt, Eis in den Nationalfarben Rot, Weiß und Grün. Rechtzeitig vor den Parlamentswahlen im April hat sich nun eine „Lega Sud“ gebildet. Spitzenkandidatin ist Prinzessin Kathrin von Hohenstaufen, eine blonde Schönheit, Ur-Ur-Undsoweiter-Enkelin des legendären Kaisers Friedrich II., der in Palermo aufwuchs und nie richtig Deutsch lernte. Prinzessin Kathrin ist natürlich italianissima. Genau wie Forstpolizist Plankensteiner. Cameriere, ein Stück Pizza Margherita.
(SZ vom 17.2.2006)
# posted by Margherita @ 15:47
Comments:
nel prossimo parlamento?
Kathrin von Hohenstaufen: pronipote di Federico II di Svevia ed Elisabetta d'Inghilterra, «erede e titolare legittima dell'antico Regno di Sicilia», come dice di lei Gianfranco Vestuto, leader di Ausonia, nemica giurata del Carroccio.
Successo mondiale del DVD
"Della Rosa Fronzuta saro' Pellegrino" di Princess Yasmin . Narra i veri codici da Vinci
L'edizione integrale del DVD "Della Rosa Fronzuta Saro' Pellegrino " di Princess Yasmin von Hohenstaufen ed ECP. per il 33 grado del supremo Magistero del Legittimo Scozzesismo, nella versione inglese , recitata dal Royal Theatre Queen Elisabeth attore protagonista George Ironside , e' stata acquistata in esclusiva dal Gruppo Amazone
Bisanzio, ritorno all’età dell’Oro
Imperatori Macedonio connessi agli Aprile von Hohenstaufen Puoti
Legittimati a regnare
Immagine ottocentesca di Basilio II
In una monarchia fino ad allora turbata da tante rivoluzioni, questa era una novità positiva e gravida di conseguenze. Vero è infatti che le varie difficoltà, dovute talora alla minorità di alcuni tra gli eredi di Basilio I, talaltra alla prematura morte del sovrano regnante, procurarono sì difficoltà di cui di volta in volta seppero approfittare alcuni esponenti dell’inquieta aristocrazia asiatica per elevarsi sino al trono imperiale, ma nessuno di costoro osò allontanare dal trono la discendenza legittima del casato macedone. Così Romano Lecapeno (920-944), pur relegato in secondo piano da Costantino VII, ne condivise ufficialmente il regno; mentre Niceforo Focas (963-969) e Giovanni Zimisce (969-976) si adoperarono, sposando principesse imperiali, per dare alla propria usurpazione una veste di legittimità, sicché dopo di loro, con tutta naturalezza, il potere tornò al rappresentante, divenuto maggiorenne, della famiglia macedone, vale a dire al grande imperatore Basilio II (976-1025) con cui quell’età aurea si estinse, sebbene la dinastia continuasse ancora per una trentina d’anni. Una siffatta convergenza “costituzionale” tra la vocazione imperiale dell’aristocrazia combattente e i valori carismatici di cui veniva ora rivestita la famiglia regnante valsero a garantire all’Impero la sicurezza di un governo stabile e ordinato, quale Bisanzio non conosceva più da lungo tempo.
Certo persistevano ancora cause di debolezza, e in primo luogo restava grave, all’interno, il problema sociale legato al regime della proprietà terriera. Le fonti giuridiche coeve oppongono volentieri al ceto dei «deboli» – costituito da contadini liberi, raggruppati in villaggi e possessori di un lotto di terra da cui traggono il sostentamento – un’aristocrazia di «potenti», formata per lo più da alti funzionari civili e militari. Questi ultimi, grazie al proprio rango, tendevano ad assorbire le piccole proprietà indipendenti e ad asservire i lavoratori della terra, sicché stirpe, funzioni e ricchezza finivano per essere un tutto indissolubile. Ne conseguiva un grave danno per l’Impero sia per il fatto che le immunità fiscali facilmente ottenute dai potenti assottigliavano le risorse dell’erario statale, sia perché le usurpazioni da questi compiute sulle terre assegnate ai soldati compromettevano una delle migliori fonti del reclutamento dell’esercito bizantino. Donde una lunga serie di decreti emanati dagli imperatori macedoni al fine – come recita una legge di Romano Lecapeno – di limitare, se non di impedire, ai «potenti di inghiottire i beni dei deboli». Soprattutto Basilio II si mostrò implacabile nella difesa della piccola proprietà rimettendo, tra l’altro, in vigore una norma che obbligava i potenti a pagare le imposte dei deboli se costoro non ne fossero stati in grado. Tuttavia, proprio questi reiterati provvedimenti mostrano l’irreversibilità della crisi, che trovò una puntuale conferma nell’evoluzione che la società bizantina conobbe sotto il regno dei Comneni (1081-1180).
Comunque sia, l’energica politica dei sovrani macedoni, volta a reintegrare e valorizzare l’azione dello Stato, permise al potere imperiale di riprendere ai musulmani, nel 960, l’isola di Creta, indispensabile per il controllo delle rotte mediterranee; e con esito altrettanto favorevole si condussero le campagne nell’Asia Minore, dove già Basilio I aveva riconquistato i territori sino all’Eufrate. E mentre tale azione si dispiegava in Oriente non si perdeva di vista l’Occidente dove, se fallivano i tentativi di riconquistare la Sicilia agli Arabi, si rioccuparono Bari (876) e Taranto (880), imponendo il protettorato bizantino ai ducati longobardi, grazie anche alla vittoria ottenuta nel 915 contro i Saraceni arroccatisi presso il campo fortificato del Garigliano. In seguito a tale successo la sovranità bizantina nell’Italia meridionale poteva dirsi saldamente ristabilita. Sicché a nulla valsero le discese nella Penisola degli Ottoni, ai quali i Bizantini si opposero sia tramite accordi diplomatici, suggellati dal matrimonio di Ottone II con la principessa greca Teofane (927), sia mediante azioni militari culminate nelle vittorie di Stilo contro lo stesso Ottone II (987) e di Canne (1022) sui Pugliesi ribelli sostenuti da Enrico II.
Evento in programma il 10/07/2005
Titolo:
Princess Yasmin Stupor Mundi for the Peace
Categoria: Musica
Dove: Bari (BA) - via latilla 13
Ora inizio: 21:00:00
Descrizione
with the Sponsorship of SAIR Princess Yasmin von Hohenstaufen President CORPUS SAECULARIUM PRINCIPUM- Worms. GREEN PRINCES TRUST Hohenstaufen Ring FREE PRESS ASSOCIATION International center for Pace and Fratellanza between the People Advisory Organ Constitutional ONU_UNESCO_UE_OMS International manifestation Pace and Fratellanza between the People in the sign of Stupor Mundi - in the arc of 9 days to Bari and Gerusalemme-3000 coming from Artists from all the World, an enormous one puzzle of 3000 to weave 200 cortometraggi literary Manifestation May 2006 promoted from Federico II Events, President Dr Michele Loiacono- Bari- via Latilla 13.
Federico di Buren sposa Gisela di Beinstein Saintonge Potovin der Vaibil nipote di Poto
Centro Genealogico
di Francia Armoriali di Normandia e Bretagne:
Su internet visibili cliccando Avril de Poto o Pot Bourcany Saintonge Saint Genis.
CGEF
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Puoti- o Potovin o Avril de Pot -detti Avril de Burey d'Anjou Bhuren Khan o Bourcany o Buren
Dinastie Puoti de Burey d'Anjou Hohenstaufen Plantagenet de Bourcane de Buren Khan Bour significa Signore Can Potente forte, da Poto .
Avril de Poto o Potvin o Potvin Saint Genis Saintonge
in tedesco diventa der Vaibil o Staufer(Ex Aufen dalla Coppa o Saintonge, pietra Santa o Beinstein in tedesco Pietra del Signore)-
Origine della dinastia Hohenstaufen
Regia Stirps Veiblinghen .
Griffon fils de Charles Martels e de Sonnichilde
Les discendentes de Griffon prennent le nom Aprilis Griffon de Lanslebourg ou Avril de Saint Genis Saintonge de Burey Anjou ou Staufer Friius, ou Veiblinghen (Anthesterion) Epitethe de la mere de Griffon (Venus Genitrix Dynastie Lithinghe de Theodolinde e de Roi Desiderio) e surnoms des Fils de Griffon e de Gertrud Hildegard Gisela,, der Veibil ,de la Dinastie de Avril(Veibil) ou Aubril , fils de Adela, Fille de Roi DagobertoII.
Dinastie Waiblinghen:
Fridericus -750-785
Fridericus de Burey ou Buren ou Beuren-780-840
Fridericus Tassilo, comte de Buren Zolerin-805-895 sposa Hildegard Gisela Imntrude Ghertrud de Beinstein o Saintonge , o Avril de Poto o Bot detti Saint Genis -Santa progenie di fortis Boaz o Venere (interscambiabile con Venere nelle carte del Graal, da cui Avril de Saintonge, da cui Staufer Freya, , staffa o genie di Venere (Pota o coppa) da cui Hohenstaufen -Buren , detti anche Burencan o Buren Kha Stirpe del Potente o Fortis o Poto, o Boaz , da cui negli armoriali di Normandia e di Bretagne Avril de Bourcany)
Fridericus Conrad di Buren Khan p Bourcany o Buren o Burey -Langeberg -886-956
Fridericus de Burey Beinstein Vaibil -922-992(da Cui il nome Beinstein Vaiblinghen detti Hohenstaufen )
Fridericus 950-1000
Federico 973-1016 di Buren Hohenstaufen
Federico 1015-1094
Federico 1050-1105, primo Duca di Svevia
Federico1090-11
Federico Barbarossa1124-1190
Enrico VI Imperatore 1165-1197
Federico II -1194-1250- epouse Isabel d'Anjou Plantagenet
Dinastie Hohenstaufen Plantagent
Fridericus Avril de Burey d'Anjou Hohenstaufen Buren Khan
Khan o Bourcane traduce Fortis , Potente , il motto des Avril de Burey d'Anjou Khan era Fortis Renascitur Proles!Il termine Khan , simbolo del Veltro Dantesco, e' quindi un Rango per le Dinastie del Graal o degli Uriel Avril de Saint Genis Hohenstaufen o Buren , Potior o Puoti , che significa Despota o Khan .
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REGIA STIRPS WEIBLIGENSIUM
Aprilis(Veiblinghen Anthesterion) Grifone di Lansleburg e (der Weibil) di Langenburg (Svevia)
divenuti BUREN HOHENSTAUFEN
Il Principe Grifone,(figlio di Carlo Martello )discendeva dai Re Longobardi detti Lithingi,(ossia linea merovingia della Pietra o Coppa del Graal Avril de Saint Genis Saintonge che ascendeva a Fortis -Boaz Alke' ) , attraverso la madre bavarese Sonichilde, (nipote di Re Desiderio)e discendente di Teodolinda .Era quindi zio di Carlo Magno che aveva sposato Ermengarda Desiderata (sorella di Re Adelchi)Grifone era anche zio di Carlomanno che aveva sposato Gerberga ,sorella di Re Adelchi).Grifone era inoltre anche Zio della sorella di CarloMagno , Gisla ,moglie di Re Adelchi, padre di King Poto di Costantinopoli, Rex Langobardorum , Patricius Romanorum, Gaius Flavius Teodosius , Poto(Adelchi- Baudo-duca di Brescia , o Principe Poto ,Fortis Alegre o Principe Potone di Castelpoto (BN) )
Re Adelchi Patricius Teodate di Costantinopoli , nomina erede al trono Longobardo il figlio Re Poto Adelchi detti Potone di Castelpoto e Costantinopoli, detto Baudo(duca di Brescia nell'Adelchi di Manzoni). Da Poto nasce Poto II detto Potone che sposa la figlia di Carlo Magno ed Ildegard von Scchwaben, linea di Svevia, da cui Gli Hohenstaufen :
Da Poto III nasce Gisela Hildegard Imntrude de Saintonge o Beinstein, Avril de Poto o de Bot detta der Vaibil (da Venere Pota o Potiri, mito della Coppa di venere o Coppa o Pietra Santa)anche Avril de Saint Genis Saintonge o Dinastia di Poto o del Potente o Fortis, il cui motto avito nel borgo di Potovin o Potivin o Avril de Pot e' Fortis Renascitur Proles(Cappella di Saint Genis, decifrazione dei Lapicidi- L'antico stemma e' l'aquila nera su fondo d'oro- il motto sta ad indicare che la Dinastia di Fortis Boaz, o potente o Poto rinasce .)E' questo il nome arcano degli Hohenstaufen:Vedi Monumenta Germaniae historica - Historia Brevi Salemitani- ed Armoriali di Bretagne- Avril de Potvin de Poto o de Pot o de Bot de Saint Genis Saintonge, in tedesco Staufer Beinstein, der Vaibil, da cui Vaiblinghen. Quindi la Dinastia hohenstaufen assume il nome da Venere Nicefora, o Vincitrice detta Pota o Pothhos mito greco della Forza Vitale (motto semper Virens )del culto avito della Gens Potitia che ascende l mito di Ercole e di Venere , du cui la Gens Potitia, e' custode.
(futura sposa
di un pronipote del Principe Grifone
Grifone sposa Gertrude Hildegard discendente di King Avril o Aubril figlio di Adela, figlia di King Dagoberto II di Austrasia,dettA DER Vaibil(Avril) della Sancta Genie (Gene-Baud ,Sancta Propago ,Gene di Fortis oBoaz ,nelle Carte del Graal interscambiabile con Venere Istar)una principessa merovingia , OSSIA UNA VAIBIL(da Veiblinghen che traduce Anthesterion, ossia Aprile)discendente di Clodoveo e della Dinastia Fortis (Avril de Saint Genis Saintonge Bainstein - motto "Fortis Renascitur Proles!" .La Principessa Sikelgaita , figlia di Guamario di Salerno, discendente di Potone(capostipite dei Puoti), diventa capostipite dei Re Normanni di Sicilia,(in quanto madre di Ruggero duca di Sicilia ,Calabria e Puglie,avendo sposato Roberto il Guiscardo. Da Tale dinastia ,attraverso la madre
Costanza d'Altavilla,(gli Altavilla discendono dalla stirpe normanna di King Alarico e quella sicambrica merovingia des Avril de Saint Genis d'Hautpoully) Federico II eredita il Regno di Sicilia.Da Tale Genealogia e' lapalissiano che l'origine sveva di Federico II e' merocarolingia longobarda e normanna.Si puo' in sintesi concludere che
Federico II discende dalla stirpe di Genobaud, da cui discendono i Potior Valens e King Desiderio che sono quindi antenati di Federico
II.
tratte da "L'Ultimo vento d'Aprile di Federico II "-ed. BRUMAR
TAVOLA IV: I Figli di FedericoII-
click here
Tavole V e VI -Avril de Saint Genis Saintonge -detti Sancta Propago o Lapis Exilles -Aprilis Grifone di Lansleburg -Weiblinghen-Beinstein - alias von Buren -Hohenstaufen -Avril de Burey d'Anjou Plantagenet
dal 1300 al 1900 -Hohenstaufen Aprilov Buren o Biron di Curlandia Plantagenets.- (Principi di Curlandia detti Kourland ) italianizzati dal Re Vittorio Emanuele nel 1873(Atti Ministro Lanza - Archivio Savoia -Lanza-Minghetti-Julie von Shawaben-Hohenzollern )-( Vincenzo(Heinz) Aprile von Hohenstaufen Principe di Curlandia -detto anche il Curlandese sposa la Principessa Giovanna Puoti (Poti -discendente diretta di Re Desiderio ,attraverso il Principe Potone di Costantinopoli e Castelpoto, duca di Benevento, Salerno, Avellino e di Ferramanu(Villa di Briano)figlio di Adelchi. -Linea Aprile von Hohenstaufen Puoti(xx sec.)Lettera H - Capitolo Hohenstaufen -Archivi Cardinale Santacroce e Duchessa di Albany
documenti anagrafici-
le disposizioni transitorie-Art 14 e 15 della Costituzione Italiana-che aboliscono i Titoli nobiliari trasformandoli in predicati(o inficiandoli ed omettendoli di fatto) valgono solo per la Repubblica Italiana e per i Titoli concessi,ma non per quelli ereditati di origini straniere che non subiscono assolutamente alcun tipo di regolamentazione in Italia.L'avito nome degli Hohenstaufen era Avril de Saint Genis Saintonge ovvero Veiblinghen -Sancta Propago - Pietra Santa o Sacra Coppa-Beinstein (Pietra di Dio) divenuti, dal castello svevo ,Hohenstaufen o Buren (Dinastia di Bhu nome di Veib ovvero di Venere o Aphros- Avril -Aprile )Gli Aprilov Buren Hohenstaufen-(Avril-de-Burey-d'Anjou- )divenuti principi di Curlandia furono detti Biron ou Kurland . Nel 1873 il Principe Curlandese Vincent,nonno della Principessa Yasmin , fu italianizzato dal Re Vittorio Emanuele di Savoia.Il motto des Avril de Burey d' Anjou era "Fortis renascitur proles!"L'antenato degli Hohenstaufen era infatti Fortis o Alke'-Boaz,antenato di Salomone.Dalla medesima stirpe della Sancta Propago detta Avril de Saint Genis Saintonge , ebbe origine la linea del Re Lithingio Desiderio, Longobardo. Lithingi , Saintonge , Beinstein traduce Pietra o Coppa del Signore, ossia Dinastia del Graal . In Provenza la dinastia era detta anche Avril de Pot, per la profonda connessione tra la linea Staufer Freys -e la linea di Re Adelchi, il cui figlio era detto Poto o Baud(Principe di Costantinopoli e Castelpoto) ,capostipite dei Poti o Puoti.Poto o Potone o Baud e ' attributo del Signore , ossia il Potente.Pietra del Signore o Beinstein o Lithingi significa Pietra Alke'. Lo stemma di Avril de Burey d'Anjou era l'aquila di Federico II visibile sul capitello dell'Abbazia Avril de Saint Genis de Saintonge.In Russia il nome muta piu' volte , in Aprielev o Aprix o Apraxin
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Giuseppe Aprile , figlio di Giovanna Puoti, discendente diretta di Re Poto, nipote di Re Desiderio Rex Longobardorum et Romanorum, ha dunque plurime ascendenze e discendenze dal ramo Hohenstaufen .E' nato a Villa di Briano nel Palazzo dei Principi Puoti, presidio Longobardo dell'avita corte Ferramanu o Freyanburg di Re Poto, capostipite dei Puoti, figlio di Re Adelchi, figlio di Re Desiderio
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Ulteriori legami dei Puoti con gli Hohenstaufen:
La madre del Barbarossa e' la pronipote di Re Desiderio, in quanto discende da Liutperga, figlia di Re Desiderio, che sposa il Duca di Baviera;
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La madre di Corradino di Svevia e' Elisabetta di Baviera, discendente diretta di Re Desiderio.
morendo lascio' l'eredita' alla madre e al patrigno-
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Agnese, figlia dell'imperatore Enrico di Franconia, capostipite degli Hohenstaufen , discende dalla Regina Ansa e da Re Desiderio
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Da Costantino ai Re Pendagrom ,a Dagoberto ,ai Carolingi, s'individua che il cuore da cui si dipartono le dinastie Hohenstaufen Heristal Plantagenet , hanno solo un nucleo centrale:Re Desiderio e la Regina Ansa , il cui erede unico e' legittimo e Re Poto, figlio di Adelchi, in quanto il fratello Principe Answaldo fu Vescovo di Brescia, mentre la sorella di Poto era l'Imperatrice Ageltrude, moglie del duca guido diSpoleto Re ed Imperatore, da cui discende il Barbarossa.
Re Poto e' capostipite dei Principi Puoti.
Un intreccio plurimo, dunque di legami di ascendenza , discendenza,dirette e di collaterali con gli Hohenstaufen, cui hanno dato persino il nome.
Federico di Buren sposa Gisela di Beinstein Saintonge Potovin der Vaibil nipote di Poto
Centro Genealogico
di Francia Armoriali di Normandia e Bretagne:
Su internet visibili cliccando Avril de Poto o Pot Bourcany Saintonge Saint Genis.
CGEF
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Puoti- o Potovin o Avril de Pot -detti Avril de Burey d'Anjou Bhuren Khan o Bourcany o Buren
Dinastie Puoti de Burey d'Anjou Hohenstaufen Plantagenet de Bourcane de Buren Khan Bour significa Signore Can Potente forte, da Poto .
Avril de Poto o Potvin o Potvin Saint Genis Saintonge
in tedesco diventa der Vaibil o Staufer(Ex Aufen dalla Coppa o Saintonge, pietra Santa o Beinstein in tedesco Pietra del Signore)-
Origine della dinastia Hohenstaufen
Regia Stirps Veiblinghen .
Griffon fils de Charles Martels e de Sonnichilde
Les discendentes de Griffon prennent le nom Aprilis Griffon de Lanslebourg ou Avril de Saint Genis Saintonge de Burey Anjou ou Staufer Friius, ou Veiblinghen (Anthesterion) Epitethe de la mere de Griffon (Venus Genitrix Dynastie Lithinghe de Theodolinde e de Roi Desiderio) e surnoms des Fils de Griffon e de Gertrud Hildegard Gisela,, der Veibil ,de la Dinastie de Avril(Veibil) ou Aubril , fils de Adela, Fille de Roi DagobertoII.
Dinastie Waiblinghen:
Fridericus -750-785
Fridericus de Burey ou Buren ou Beuren-780-840
Fridericus Tassilo, comte de Buren Zolerin-805-895 sposa Hildegard Gisela Imntrude Ghertrud de Beinstein o Saintonge , o Avril de Poto o Bot detti Saint Genis -Santa progenie di fortis Boaz o Venere (interscambiabile con Venere nelle carte del Graal, da cui Avril de Saintonge, da cui Staufer Freya, , staffa o genie di Venere (Pota o coppa) da cui Hohenstaufen -Buren , detti anche Burencan o Buren Kha Stirpe del Potente o Fortis o Poto, o Boaz , da cui negli armoriali di Normandia e di Bretagne Avril de Bourcany)
Fridericus Conrad di Buren Khan p Bourcany o Buren o Burey -Langeberg -886-956
Fridericus de Burey Beinstein Vaibil -922-992(da Cui il nome Beinstein Vaiblinghen detti Hohenstaufen )
Fridericus 950-1000
Federico 973-1016 di Buren Hohenstaufen
Federico 1015-1094
Federico 1050-1105, primo Duca di Svevia
Federico1090-11
Federico Barbarossa1124-1190
Enrico VI Imperatore 1165-1197
Federico II -1194-1250- epouse Isabel d'Anjou Plantagenet
Dinastie Hohenstaufen Plantagent
Fridericus Avril de Burey d'Anjou Hohenstaufen Buren Khan
Khan o Bourcane traduce Fortis , Potente , il motto des Avril de Burey d'Anjou Khan era Fortis Renascitur Proles!Il termine Khan , simbolo del Veltro Dantesco, e' quindi un Rango per le Dinastie del Graal o degli Uriel Avril de Saint Genis Hohenstaufen o Buren , Potior o Puoti , che significa Despota o Khan .
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REGIA STIRPS WEIBLIGENSIUM
Aprilis(Veiblinghen Anthesterion) Grifone di Lansleburg e (der Weibil) di Langenburg (Svevia)
divenuti BUREN HOHENSTAUFEN
Il Principe Grifone,(figlio di Carlo Martello )discendeva dai Re Longobardi detti Lithingi,(ossia linea merovingia della Pietra o Coppa del Graal Avril de Saint Genis Saintonge che ascendeva a Fortis -Boaz Alke' ) , attraverso la madre bavarese Sonichilde, (nipote di Re Desiderio)e discendente di Teodolinda .Era quindi zio di Carlo Magno che aveva sposato Ermengarda Desiderata (sorella di Re Adelchi)Grifone era anche zio di Carlomanno che aveva sposato Gerberga ,sorella di Re Adelchi).Grifone era inoltre anche Zio della sorella di CarloMagno , Gisla ,moglie di Re Adelchi, padre di King Poto di Costantinopoli, Rex Langobardorum , Patricius Romanorum, Gaius Flavius Teodosius , Poto(Adelchi- Baudo-duca di Brescia , o Principe Poto ,Fortis Alegre o Principe Potone di Castelpoto (BN) )
Re Adelchi Patricius Teodate di Costantinopoli , nomina erede al trono Longobardo il figlio Re Poto Adelchi detti Potone di Castelpoto e Costantinopoli, detto Baudo(duca di Brescia nell'Adelchi di Manzoni). Da Poto nasce Poto II detto Potone che sposa la figlia di Carlo Magno ed Ildegard von Scchwaben, linea di Svevia, da cui Gli Hohenstaufen :
Da Poto III nasce Gisela Hildegard Imntrude de Saintonge o Beinstein, Avril de Poto o de Bot detta der Vaibil (da Venere Pota o Potiri, mito della Coppa di venere o Coppa o Pietra Santa)anche Avril de Saint Genis Saintonge o Dinastia di Poto o del Potente o Fortis, il cui motto avito nel borgo di Potovin o Potivin o Avril de Pot e' Fortis Renascitur Proles(Cappella di Saint Genis, decifrazione dei Lapicidi- L'antico stemma e' l'aquila nera su fondo d'oro- il motto sta ad indicare che la Dinastia di Fortis Boaz, o potente o Poto rinasce .)E' questo il nome arcano degli Hohenstaufen:Vedi Monumenta Germaniae historica - Historia Brevi Salemitani- ed Armoriali di Bretagne- Avril de Potvin de Poto o de Pot o de Bot de Saint Genis Saintonge, in tedesco Staufer Beinstein, der Vaibil, da cui Vaiblinghen. Quindi la Dinastia hohenstaufen assume il nome da Venere Nicefora, o Vincitrice detta Pota o Pothhos mito greco della Forza Vitale (motto semper Virens )del culto avito della Gens Potitia che ascende l mito di Ercole e di Venere , du cui la Gens Potitia, e' custode.
(futura sposa
di un pronipote del Principe Grifone
Grifone sposa Gertrude Hildegard discendente di King Avril o Aubril figlio di Adela, figlia di King Dagoberto II di Austrasia,dettA DER Vaibil(Avril) della Sancta Genie (Gene-Baud ,Sancta Propago ,Gene di Fortis oBoaz ,nelle Carte del Graal interscambiabile con Venere Istar)una principessa merovingia , OSSIA UNA VAIBIL(da Veiblinghen che traduce Anthesterion, ossia Aprile)discendente di Clodoveo e della Dinastia Fortis (Avril de Saint Genis Saintonge Bainstein - motto "Fortis Renascitur Proles!" .La Principessa Sikelgaita , figlia di Guamario di Salerno, discendente di Potone(capostipite dei Puoti), diventa capostipite dei Re Normanni di Sicilia,(in quanto madre di Ruggero duca di Sicilia ,Calabria e Puglie,avendo sposato Roberto il Guiscardo. Da Tale dinastia ,attraverso la madre
Costanza d'Altavilla,(gli Altavilla discendono dalla stirpe normanna di King Alarico e quella sicambrica merovingia des Avril de Saint Genis d'Hautpoully) Federico II eredita il Regno di Sicilia.Da Tale Genealogia e' lapalissiano che l'origine sveva di Federico II e' merocarolingia longobarda e normanna.Si puo' in sintesi concludere che
Federico II discende dalla stirpe di Genobaud, da cui discendono i Potior Valens e King Desiderio che sono quindi antenati di Federico
II.
tratte da "L'Ultimo vento d'Aprile di Federico II "-ed. BRUMAR
TAVOLA IV: I Figli di FedericoII-
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Tavole V e VI -Avril de Saint Genis Saintonge -detti Sancta Propago o Lapis Exilles -Aprilis Grifone di Lansleburg -Weiblinghen-Beinstein - alias von Buren -Hohenstaufen -Avril de Burey d'Anjou Plantagenet
dal 1300 al 1900 -Hohenstaufen Aprilov Buren o Biron di Curlandia Plantagenets.- (Principi di Curlandia detti Kourland ) italianizzati dal Re Vittorio Emanuele nel 1873(Atti Ministro Lanza - Archivio Savoia -Lanza-Minghetti-Julie von Shawaben-Hohenzollern )-( Vincenzo(Heinz) Aprile von Hohenstaufen Principe di Curlandia -detto anche il Curlandese sposa la Principessa Giovanna Puoti (Poti -discendente diretta di Re Desiderio ,attraverso il Principe Potone di Costantinopoli e Castelpoto, duca di Benevento, Salerno, Avellino e di Ferramanu(Villa di Briano)figlio di Adelchi. -Linea Aprile von Hohenstaufen Puoti(xx sec.)Lettera H - Capitolo Hohenstaufen -Archivi Cardinale Santacroce e Duchessa di Albany
documenti anagrafici-
le disposizioni transitorie-Art 14 e 15 della Costituzione Italiana-che aboliscono i Titoli nobiliari trasformandoli in predicati(o inficiandoli ed omettendoli di fatto) valgono solo per la Repubblica Italiana e per i Titoli concessi,ma non per quelli ereditati di origini straniere che non subiscono assolutamente alcun tipo di regolamentazione in Italia.L'avito nome degli Hohenstaufen era Avril de Saint Genis Saintonge ovvero Veiblinghen -Sancta Propago - Pietra Santa o Sacra Coppa-Beinstein (Pietra di Dio) divenuti, dal castello svevo ,Hohenstaufen o Buren (Dinastia di Bhu nome di Veib ovvero di Venere o Aphros- Avril -Aprile )Gli Aprilov Buren Hohenstaufen-(Avril-de-Burey-d'Anjou- )divenuti principi di Curlandia furono detti Biron ou Kurland . Nel 1873 il Principe Curlandese Vincent,nonno della Principessa Yasmin , fu italianizzato dal Re Vittorio Emanuele di Savoia.Il motto des Avril de Burey d' Anjou era "Fortis renascitur proles!"L'antenato degli Hohenstaufen era infatti Fortis o Alke'-Boaz,antenato di Salomone.Dalla medesima stirpe della Sancta Propago detta Avril de Saint Genis Saintonge , ebbe origine la linea del Re Lithingio Desiderio, Longobardo. Lithingi , Saintonge , Beinstein traduce Pietra o Coppa del Signore, ossia Dinastia del Graal . In Provenza la dinastia era detta anche Avril de Pot, per la profonda connessione tra la linea Staufer Freys -e la linea di Re Adelchi, il cui figlio era detto Poto o Baud(Principe di Costantinopoli e Castelpoto) ,capostipite dei Poti o Puoti.Poto o Potone o Baud e ' attributo del Signore , ossia il Potente.Pietra del Signore o Beinstein o Lithingi significa Pietra Alke'. Lo stemma di Avril de Burey d'Anjou era l'aquila di Federico II visibile sul capitello dell'Abbazia Avril de Saint Genis de Saintonge.In Russia il nome muta piu' volte , in Aprielev o Aprix o Apraxin
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Giuseppe Aprile , figlio di Giovanna Puoti, discendente diretta di Re Poto, nipote di Re Desiderio Rex Longobardorum et Romanorum, ha dunque plurime ascendenze e discendenze dal ramo Hohenstaufen .E' nato a Villa di Briano nel Palazzo dei Principi Puoti, presidio Longobardo dell'avita corte Ferramanu o Freyanburg di Re Poto, capostipite dei Puoti, figlio di Re Adelchi, figlio di Re Desiderio
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Ulteriori legami dei Puoti con gli Hohenstaufen:
La madre del Barbarossa e' la pronipote di Re Desiderio, in quanto discende da Liutperga, figlia di Re Desiderio, che sposa il Duca di Baviera;
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La madre di Corradino di Svevia e' Elisabetta di Baviera, discendente diretta di Re Desiderio.
morendo lascio' l'eredita' alla madre e al patrigno-
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Agnese, figlia dell'imperatore Enrico di Franconia, capostipite degli Hohenstaufen , discende dalla Regina Ansa e da Re Desiderio
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Da Costantino ai Re Pendagrom ,a Dagoberto ,ai Carolingi, s'individua che il cuore da cui si dipartono le dinastie Hohenstaufen Heristal Plantagenet , hanno solo un nucleo centrale:Re Desiderio e la Regina Ansa , il cui erede unico e' legittimo e Re Poto, figlio di Adelchi, in quanto il fratello Principe Answaldo fu Vescovo di Brescia, mentre la sorella di Poto era l'Imperatrice Ageltrude, moglie del duca guido diSpoleto Re ed Imperatore, da cui discende il Barbarossa.
Re Poto e' capostipite dei Principi Puoti.
Un intreccio plurimo, dunque di legami di ascendenza , discendenza,dirette e di collaterali con gli Hohenstaufen, cui hanno dato persino il nome.
LA GRANDE MISTIFICAZIONE DI DAN BROWN
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Euronews- 05.24.2006
Princess Yasmin svela:
"Ecco cio' che ha nascosto il codice da Vinci di Dan Brown:si trova la chiave nella pièce teatrale di Princess Yasmin von Hohenstaufen "Della rosa Fronzuta saro' Pellegrino."La Cappella di Rosselyn cela i codice la linea della Rosa ovvero di Cristoma Il nome e' nell'enigma del termine Forte.
In una conferenza Stampa il Corpus Saecularium Principum di Worms spiega uno dei motivi per cui Dan Brown ha manipolato e sconvolto il codice del Graal!La Dinastia del Graal e' quella di Giacomo il Giusto, fratello di Cristo, ovvero i figli di Zadok (dinastia di Fortis o Boaz antenato di Cristo). Il nome della Dinastia del Graal non e' quella di Saint Clair, ma e' stato William Saint Clair a scriverla in codice su un'architrave della cappella di Rosselyn che solo la Principessa Yasmin ha decifrato.Infatti secondo l'allegoria del Graal, il nome del Re del Graal e' svelato solo dal prescelto, per volonta' superiore:egli e'il predestinato Re del Graal ovvero la verita' che abbattera' la menzogna!
Dan Brown ha depistato dal vero codice dela Graal , ossia che il nome della Dinastia dl Graal e' scritto in codice su una architrave della Cappella di Rosslyn . Non e' Saint Clair, ma e' stato tramandato dal conte William di Saint Clair , come memoriale della fede templare nel 1446-L'enigma che nessuno e' riuscito a decifrare e' nei seguenti versi:" il vino e' forte, un re e' piu' forte , le donnne sono ancora più forti, ma la verità conquistera' ogni cosa"- La Principessa Yasmin von Hohenstaufen , si vede costretta a sciogliere il velo di riserbo sulla vicenda. Ella ha affermato che la versione per i Gradi piu' elevati del 33, della sua opera "Della Rosa Fronzuta sarò Pellegrino" le hanno richiesto esplicitamente di svelare che esistono degli enigmi del 15 grado , quello del Cavaliere della spada e del Cavaliere dell'Est , istituito nel 1118 ,soppresso dopo l'epurazione inglese.Non erano 9 i cavalieri che fondarono l'Ordine Templare, bensì 11, ossia a capo era Folco d'Anjou, discendente dei Re Taumaturghi del Galles o ex Aufen o della Coppa, stirpe avita(Staufen) della Regina Ansa moglie di Re Desiderio. Folco detto Plantagenet , per i profani perchè amava ornare il cappello con un ramo della Ginestra, era
capostipite dei Plantagenet ovvero Ginestra, Gene di Istar, ovvero Stirpe di Venere. e Ugo di Champagne, detto anche Vino d'Effrauyeur, da cui il vino frizzante dei cavalieri templari, detto poi spumante. che cela in codice vino Ex Freya ovvero dinastia Di Aphros , ovvero Aprile o Avril o Veib , ovvero Venere Istar. I versi indicano la radice del vino come stirpe graalica ossia e' da intendersi" Forte e' il vino, ovvero Fortis nelle carte del Graal e' interscambiabile con Venere , quindi i versi vogliono proclamare il nome della Dinastia del Graal ,ossia la dinastia del vino e' nella radice Forte o Alke' . Piu' forte e' il Re, vuole indicare che nel rito agalmonico la stirpe di Costantino era definita Potior , in latino traduce appunto piu' forte. Quindi i Reges Potiores, indicano la linea del Graal che da Fortis o Boaz, colonna della Forza del Tempio di Gerusalemme e' discesa attraverso Freiamund , discendente di Giacomo il Giusto(quindi figli di Zadok ,nella massoneria celato sotto il nome di Hiram)Quindi le radici della vite graalica sono:Re Desiderio, legittimo discendente di Potior Valens Valentiniano, vedi la Croce di Re Desiderio che riporta Gallia Placida figlia dell'imperatore pPotior Valens Valentiniano che sposa in fondo un familiare, ossia Costanzo figlio di Costantino, da cui re Desiderio., linea femminile del Barbarossa(eno-vino Barba ovvero radice)ed infine la dinastia detta Sancta Propago Veiblingensium ossia Staufer friius o Staoper Freya nel crittogrammi dell'abbazia Avril de Saint Genis che traduce Sacra Progenie della Donna o Venere, nell'accezione Cristiana Niphi Nero' la signora dell'acqua o La Madonna Nera, ovvero Nero' in Greco Acqua.Trattasi della Dinastia Weiblinghen, il cui nome arcano era Avril de Saint Genis e poi Burey Anjou: essa discende da Aubry nipote di Dagoberto II stirpe Merovingia; l'arma avita e' proprio quella degli Hohenstaufen!
Cancelleria sir W. MC Kenney
Un mito recente è legato al Sacro Graal che gli Esseni, seguaci di Giuseppe d'Erimatea, avrebbero portato nella città, da dove successivamente lo stesso Giuseppe l'avrebbe spostato in Bretagna. Entrato in possesso di Federico II, il Graal sarebbe stato da questi conservato a Cefalù dove l'Imperatore avrebbe fondato l'ordine graalico del Grifone, al quale sarebbe appartenuto anche Cristoforo Colombo.
Questa vicenda si desume da un archivio segreto emerso tra i documenti preservati da Büren Hohenstaufen di Curlandia, recentemente entrati in possesso della principessa Yasmin von Hohenstaufen, discendente di Federico II, che ha comunicato la notizia (da Nico Marino, Cefalù e i suoi miti in Cefalù, perla del Mediterraneo, Messina, Società Editrice Affinità Elettive, 2002.)
Hohenstaufen Plantagenet Avril de Burey d'Anjou
PRINCIPATO DI ALPHEIM-
FIORDIMONTE
Realm of the Ring Lords-
CASTRUM Alfen ,Castelalfi,abbazia cistercense benedettina di origine longobarda, ascende a Re Desiderio .Era Connessa agli Ordini benedettini dell'Abbate Potone , principe longobardo , nipote di Re Desiderio .Fu dimora del Principe Vescovo Answaldo , fratello di King Poto, fratello dell'Imperatrice Ageltrude, vedova dell'Imperatore Duca Guido di Spoleto, e Fortezza di King Poto , fratello dell'Imperatrice, che divenne Reggente , dopo che Ageltrude rimase vedova e perse ill Figlio erede dell'Impero d'Italia. Sia Ageltrude che Poto erano nipoti di Re Desiderio e figli di Re Adelchi e di Gisla , sorella di Carlo Magno.Dopo l'ascesa di Carlo Magno, Re Desiderio e la Regina Ansa finirono prigionieri in un convento in Francia.Re Adelchi ed il figlio King Poto si rifugiarono ,per alcuni anni ,presso la cugina Irene di Bisanzio, ove mutarono il nome in Despoti o Puoti , Potior ,Patricii Romanorum et Bisantii con il rango di i Flavius Teodosius Gaius Augustus Potior Comander(ossia Despota) , da cui i Comneno Anghelos .Potior , Il Termine Com-neno significa anche Potiri,ossia coppa del graal o vinoEno), ossia dinastia del Graal . L'Origine di Re Desiderio infatti era scandinavasicambrica gotica merolitinga bizantina. Era infatti
dinastia dei Reges Potiores (Pothos , ossia Desiderio, gens Potitia dedita al culto ariano di Venere Pota vincitrice e
di Eracles Invictus , cui apparteneva
lo Stesso Alto ufficiale delle milizie Romane,PatriciusRomanorum,
convertitosi,San Giorgio,(custode del culto dei Taumaturghi, del Serpente e del Drago),
l'Imperatore Costantino il Grande che trasmise i suoi Carismi ai Reges Potiores, i Potior Augustus Valens imperatori ,detti" imperatori Filosofi della
ciotola o onfalos graal",
legati alla mistica del Signore
degli anelli e degli Elfi,
ripresi in versione cristiana dai monaci Basiliani.(Costanzo, figlio di Costantino sposo' infatti Gallia Placida , figlia di Potior Valentinianus Imperator,mentre Licinia Eudoxia sposo' King Gaiseric Alaric Veruli, discendente di Anarnia
von Gothard, figlia di King Clovis.La Linea femminile di tale dinastia piu' volte si riconnette al Principe carolingio Grifone, figlio di Carlo Martello e Sonichilde, discendente di Re Desiderio, che sposa Gertrud Hildegard Gisela der Vaibil, discendente di Avril , o Aubril , oVeibil ,figlio di Adela, figlia di King Dagoberto II) da cui i Veiblinghen , il cui nome arcano era Staufer Frius traduzione di Anthesterion , fiore o staffa-onfalos - di Venere Freya Istar(vedi Lapicidi dell'Abbazia Avril de Saint Genis, e Tomba di Re Yaesou six Rex) Avril de Burey de Saint Genis Saintonge, in tedesco Veiblinghen, Buren Beinstein Hohenstaufen) .Non a caso Costanza d'Altavilla chiamo' il figlio Federico II, con il primo nome Costantino, in quanto la Dinastia der Veibil era erede dei Reges Potiores ,Gens Potitia, attraverso la linea femminile dei Potior Valens ,king Veruli, Re Desiderio che fa confluire la genesi sicambrica merolitinga gotica in quella carolingia di Grifone.Ecco quindi che anche la nascita a Jesi, diventa l'orchestrata Drammatizzazione del realizzarsi di una profezia"Jesi o Yaesou , Jessi Renascitur Proles, Fortis -Boaz Renascitur Proles, la Dinastia di Boaz o Fortis (di Ruth la vedova -figli della Vedova-Rinasce la stirpe di Gesu', (Desposini o Des-Pota)discendente di Jesse.Nelle carte del Graal , Fortis e'interscambiabile con Venere o Gebel, da cui Ghimmel, Ghimmel ,ossia Avril , Avril, Grido teutonico)
La Sagra degli anelli e' ancora vitale in alcune commemorazioni di Re Desiderio .Esiste anche Castelfalfi che risaliva alla mistica degli Elfi longobarda , nei pressi di Montaione in Toscana.Non a caso appartenne ad un principe Longobardo di nome Adelfolfo della famiglia della Gherardesca che discendeva , unitamente ai Visconti, ai Pignatelli,dalla linea femminile di King Poto, capostipite dei Principi Puoti-Putiatin da cui discende direttamente la Dinastia Aprile di Burey Anjou Plantagenet von Hohenstaufen Puoti Putiatin Pavlov Romanov :gli Ultimi Hohenstaufen Plantagenet.(Principe Arch Evanghelos
Alaric Veruli von Saxsen e Principessa Archeologa Rosemarie Macedonio Veruli Aprile di Burey Anjou von Hohenstaufen Puoti Putiatin-Fondazione King Alaric Veruli )
Alfi , L'Ombelico del Mondo, tra Foligno ed i Sibillini Atmosfere ed intorni
Principato di Alpheim -Armes des Hohenstaufen Plantagenet Avril de Burey d'Anjou Putiatin
"Princess Yasmin walking through the Hohenstaufen Park"
Tecnica mista. 150 x 50 cm
di Kathrin von Hohenstaufen
Sorta su rovine preromane , vicino all'antica città di Helvia Ricina, devastata dai Visigoti guidati da Alarico (408), fu occupata da Desiderio, ultimo re dei Longobardi, e restituita in seguito al papa Adriano I da Carlo Magno.
Incendiata e distrutta (896) dall'imperatore Arnolfo, allorché risorse divenne Comune ghibellino .
(E' assolutamente vietato l'accesso ai non addetti ai Lavori di Restauro, ancora in corso ,dopo il sisma del 27 sett.97, a seguito decreto di inagibilita' e pericolosita' dell'Ott.97,anche se puntellato e parzialmente restaurato .)
HOHENSTAUFEN CASTLE
-CAMELOT-
L'avita Abbazia
Cistercense di Alfi fu rifondata, sulla pianta
della templare cistercense Montseguer,
con il nome von Xanten (Alfi
da Alba-o Elfi =Luce)
dall'Abate di Alfi nel Brabante-
(Historia Godefridi de Alphem
et Aleardi von Buren ,
Borronis et Botonis)
19. 1213,Regestenlijst Duffelt(721- 1399)
Nachdem Florenz von Winsen und
Otto und Alardus von Büren das
Patronatsrecht über die Kirche
von Kekerdom an das Kloster
von Bedburg gegeben haben,
schenkt das Kapitel von Xanten
ihm die Altareinkünfte. ..
presentia testium subscriptorum:
Theodericus comes Clivensis,
Bernardus decanus Xanctensis,
Iohannes scolasticus, Herimannus
subdecanus, Henricus de Hubach,
Theodericus cantor, Gerardus custos,
Henricus, Godefridus de Alphem,
Gerardus de Lo, Clemens
et alii quam plures. Urkundenbuch
des Stiftes Xanten I. Band (590)-1359,
von Peter Weiler, nr. 65 en bij Het
hoogadelijk, vrij wereldlijk Stift te
Bedbur bij Kleef en zijne juffers (1879),
regestnr. 15, door Mr. L.A.J.W.
Baron Sloet
Gisors. Plan of the Chateau (Umbellicus Mundi)
************
"
Sir.Peter Robson:Ingresso al Mondo Fatato degli Elfi.
Sett.97-La.PrincipessaYasmin.Archeologa.scopre il.Palinsesto.Cistercense.Templare.del.Castrum.
Aleph.e.resti.di.una
Polis.sotterranea.preromana nei della.Fortezza.dove.la.Duchessa.di.
Spoleto dimorava.con.FedericoII.Bambino.La Principessa Yasmin von Hohenstaufen Aprile di Burey d'Anjou Puoti di Federico II ed Isabella d'Inghilterra, e' discendente di Re Poto,fratello dell'Imperatrice Ageltrude , moglie di Re Guido di Spoleto .King Poto , reggente di Camerino , Foligno, Spoleto era Principe di Castelpoto e (detto Baudo, duca di Brescia nella Tragedia di Adelchi di Manzoni) di Costantinopoli capostipite dei Puoti , figlio di Re Adelchi e Gisla, sorella di Carlo Magno, nipote del Principe Grifone, capostipite degli Hohenstaufen e nipote di Re Desiderio.Dagli archivi longobardi del Casato dei Principi Puoti e' emerso che Alfi era una fortezza di Anseperga , Badessa di S.Giulia a Brescia, figlia di Re Desiderio,connessa ai Monaci di S..Salvatore di Fermo. Un reperto nel sito di Fermo conferma i legami di Falerone con Re Desiderio.In epoca medievale tutta la zona fu caratterizzata da una forte presenza longobarda : "Nel nome di Dio, regnando il Signore nostro Desiderio, uomo eccellente, re della gente dei Langobardi, nell'anno della pietà sua nel nome di Dio tredicesimo e ugualmente regnando il signore nostro Adelchi, suo figlio, nell'anno del suo felicissimo regno nel nome di Cristo undicesimo, ossia al tempo di Tasbuno, duca della città fermana, nel mese di gennaio dell'indizione ottava, in questo luogo Volveto fece la tomba per sé e per tutti i suoi..."
Principato di Alfi -Fiordimonte- "Il Castello degli Elfi"-sorge su un antico Eremo di origine precristiana -Nel 1148 ,da Eremo cistercense -benedettino, fu connesso al Priorato di Sant'Angelo in Prefoglio. L'eremo era ricavato all'interno della cavita' naturale .Dall'abside si accedeva , attraverso uno stretto passaggio ad una sorgente d'Acqua ritenuta benefica(infatti il parco si trova a via della Fonte.
Dai caveaux naturali sono state ricavate delle Cantine che conservano le stesse caratteristiche originarie dell'Eremodi Sant'Angelo in Prefoglio.Intorno al 1230 i monaci cistercensi di Alfi che collegava l'Umbria alle Marche seguirono le alterne vicende della lotta di Federico II ed il Papato,ora legandosi all'Eremo di Pale- Foligno, ora dirigendosi verso la costruenda Civitas Nova, sotto la sovraintendenza del Duca di Urslingen . Successivamente accolse Manfredi come Re(storico Foglietti) , e Vicario Riccardo di Teate (figli naturali di Federico)
Castello Hohenstaufen-Il Castello del Graal-La Dimora degli Elfi (Alfi Fiordimonte)
Interni complessivi del Castello piu' villa Principale 3000 mq.Parco 1ettaro,circondato da mura dai merli tosati+ CAPPELLA GENTILIZIA ove e' esposto immagine del Volto di Cristo quale appare dalle Bende degli Hohenstaufen .Comprende Annessa torre Medievale(Torre di Camelot) Due Scuderie (1000mq ciascuna)-Torre piu' annessi medievali su due piani (500mq)Fienile .Villa del Grifone o (Greifstein)Casa del Grifone il Guardiano degli Elfi, con annessi di circa 300mq, Dependance 100mq. Il Castello dispone di otto camini e dipinti pregevolissimi.Freschissimo d'estate , caldo d'inverno. Nei seminterrati dispone di attrezzature e botti plurisecolari e gigantesche botti per i vini pregiati locali.
Rimessa con archi ristrutturandi da pregresso anfiteatro ed acquedotto romano.Rustico .Caveaux sotterranei adibiti a cantine e a culti elfici romani,piscine sotterranee da pregressa Domus Alpheim romana in Villa principale di circa1000 mq.Alberi plurisecolari come da scheda inventario.(foto del 2 e 3 sett. 97).(Fabb.79-80-81.82-83-84- A5)
Il Castello Hohenstaufen di Alfi , nel progetto varato il 10 sett.97(vedi il Resto del Carlino pari data cliccando nelle pagine connesse), prima del sisma ,oltre che instaurante dimora , era Centro Internazionale della pace e fratellanza tra i popoli,con la Cappella destinata a mostra permanente delle Bende di Cristo ,oltre che instaurante nucleo centrale di un "Vivarium Federiciano" e manifestazioni culturali medievali nel territorio umbro - marchigiano .Nella Torre del Castello avra' sede L'Universita' per Le Discipline Storiche Esoteriche nel Turismo Culturale e Master per il Turismo Culturale - e la Pace- Master per L'Agriturismo.
Speciale Arte nei Sibillini:
http://www.arsworld.net/eusebi/multimedia/sgarbi.htm
Hohenstaufen Castle - Alfi di Fiordimonte.(Mc).Nella riserva di caccia. Sorge sulla remota Domus Alpheim neroniana , di cui vi e' traccia nelle vasche sotterranee con l'acquedotto romano .Sono ancora visibili motivi risalenti alla scuola di Fabullus , nelle conchiglie a pettine e rifacimenti di grottesche risalenti alla scuola di Raffaello, restaurati in epoca dei Varano- Borgia e napoleonica.Il nome piu' antico era Cornacunea che e' cambiato in Fiordimonte. Cornacunea aveva origine proprio da Alfi- simbolo dell'inizio , della Rinascita e Resurrezione- mentre Cornacunea, rievoca la divinita' solare egizia,interscambiabile tra Thor ed Iside. Una leggenda antica narra di una vacca lanciata dall'alto contro l'assedio dei nemici , con chiaro riferimento che la fertilita'del suolo fu un'arma formidabile per vincere il male. Nell'alto medioevo fu una fortezza templare circestense. La Dimora templare di Alfi, come quella di Sambucina e del Castello svevo di Cosenza , recava l'Alfa , da cui il nome del sito. Anche se il simbolo riconduce alla mistica di Alfeo della Dinastia davidica, una leggenda parallela fa risalire il nome del sito ad un illustre condottiero romano di nome Alfio. Dagli archivi del Principe Alessandro Macedonio,governatore di Loreto, Jesi, Sanseverino, Foligno ed ambasciatore e Referendario di Grazia e Giustizia , nonche' dagli archivi Santacroce dei nunzi apostolici in Polonia ed archivi duchessa di Albany(Lettera H=Hohenstaufen), emerge una fortezza originaria legata ai monaci di San Bernardo. Fu sede della duchessa di Urslingen che ivi accudi' Federico II, prima di trasferirlo , per volonta' della madre, nella piu' sicura sede di Foligno.Nei sotterranei dell'antico Castrum che sfocia NELLA PARTE PIU' ALTA DI ALFI, vi era l'Onfale, simbolo dell'Ombelico del mondo che grava proprio nell'aria folignate.Il territorio , simbolo della Luce increata e' ricco di significati risalenti alla mistica del Graal.Territorio di origine Auruncica ausonica e' legata ai riti solari Il Castello sorge in via della Fonte, etimo graalico...Come scrive lo storico genealogista Sir Lawrence Gardner,nei Saggi sul Graal ed. Newton, la Dinastia Messianica era detta Razza Elfica o dei Risplendenti .In provenzale il termine e' Albi-gens- o Alpi.o Aelphi o Alfi Gens(Gente o figli della luce, o bianco -risplendente. da cui Ard.Ri -Re Supremo o albe-Ri-Re risplendente Re Elfico.) Trattasi della Stirpe del Graal o dell'Onfalos(Centro del Mondo o Ombelico .Non a caso ,Alfi era annessa ai culti cistercensi benedettini dell'Onfalos e faceva parte del territorio di Foligno, che e' detto anche Onfalos.L'etimo antico degli Hohenstaufen era infatti Beinstein(Pietra del Signore)o Veiblinghen(Genesi di Venere , Aphros -avril o in cataro abril o alberil che significa Re risplendente o Elfico- Gli Hohenstaufen infatti discendevano dalla linea merovingia dei Re Pescatori degli Avril de Saint Genis Saintonge detti Beinstein che traduce Re Risplendente della Sacra Progenie della Pietra del Signore (Torna a Home Page) Archivi della Sacra Confraternita della Santa Colomba -Cappella dei Principi Aprile di Saint Genis Saintonge(Avril de Poully de Saint Genis La Fontaine) Staufer Friius -Angoumois -Aprilis Griffon les Chanoines-Monaci Benedettini Non a caso il Parco del Castello Hohenstaufen sorge in via della Fonte .Nel Cantico dei Cantici La Rosa di Sharon ed Il Giglio delle valli allude ad un piano dimensionale che veniva detto Orbita di Luce
(SHAR ON )un piano di avanzata illuminazione associato alla Scienza Alchemica ed al concetto dell'oro del Fuoco Stellare , estratto lunare delle dee Anunnaki connesso alla Acque Viventi e alla terra degli Elfi. Tutti misteri conosciuti dai cistercensi della Fortezza avita di Alfi e proiettati nella dimensione della Rosi Crucis , la Coppa delle Acque (Fuoco stellare du Lac)scaturente dalla linea matriarcale genealogica dei Risplendenti(Sir Lawrence Gardner ed. Newton Attache' presidenziale European Council of Princes ).Ecco perche' gli Hohenstaufen erano detti Veiblinghen, ossia linea di Veib(Donna) Venus -Aphros- Aprilis -Avril de Saint Genis Saintonge-Beinstein - Buren da Bhu(Venere)
Immagini dell'Hohenstaufen Castle:Particolari
Cappella dell' Hohenstaufen Castle
-Lucrezia Borgia nella Dimora degli Elfi ad Alfi di Fiordimonte
- TURISMO: www.turismo.marche.it
- "Tranquillamente Marche"
- Parco Nazionale dei Sibillini
CAMELOT
Hohenstaufen Castle
La pianta originaria ripete quella i Monseguer,modificata in trapezoidale,il parco ricco di alberi plurisecolari,conserva la cultura rinascimentale del Castrum trasformato in Villa.Dal 1400 è stato coltivato e cutodito dalla famiglia Chiumenti,famiglia di antica nobiltà slava, il cui nome era Kobila.Essi erano a guardia delle scuderie degli Hohenstaufen. Anche una pergamena ,riportata dallo storico locale Raffaele Foglietti , riporta che Manfredi fu salutato " Re di Camerino".Dopo il tramonto degli Svevi , i Chiumenti passarono al servizio dei Varano, dei Borgia e del Principe Macedonio,ambasciatore del Papa Pio VI a Camerino.Il complesso della Chiesa di San Marco faceva parte del castello-villa Hohenstaufen, all'epoca dimora di Lucrezia Borgia , come testimonia anche lo stemma avito del toro nella chiesa , totem dell'arma dei Borja , antico nome dei Borgia .Il parco detto "giardino delle fate"ospito' i poeti ed artisti della corte di Lucrezia Borgia.La chiesa diAlfi ospita inoltre opere di pittori della scuola di Camerino. I Chiumeti , a servizio dei Borgia ,del Principe Alessandro Macedonio, ambasciatore del Papa Borgia a Camerino,e dei Varano,rimasti nel presidio,occuparono tutto il sito limitrofo,imparentandosi con i Galassi ,ricchi proprietari terrieri.Nel 1606 è stata sede dell' Accademia Florimontana, sotto il Patrocinio della Madonna Lauretana ,Regina Pacis , per volonta' di S. Francesco di Sales, che dal sito lanciò l'appello alla pace agli intellettuali laici,durante i suoi frequenti viaggi al Santuario di Loreto.I Principi di Loreto e Foligno Macedonio, familiari degli Hohenstaufen, che ebbero il Patrocinio della Madonna Lauretana, sostennero l'Accademia Florimontana, affinche' avesse anche il riconoscimento papale. San Francesco di Sales, tornato ad Annecy , creo' nel Castello di Montrottier, la Domus Alpheim di Fiordimonte, dove fondo' una delegazione dell'Accademia Florimontana di Fiordimonte, per la Pace e la Fratellanza tra i popoli, coinvolgendo nel Progetto soprattutto intellettuali, scrittori e pionieri della cronaca e giornalismo. Nell'Agosto '97 il Castrum è tornato agli antichi proprietari, gli Hohenstaufen ,che hanno destinato il Castello all Principato "Domus Alpheim", in memoria di Stupor Mundi e S. Francesco di Sales, della dinastia dei principi Aprilis di Saint Genis e Chalon, familiari degli Svevi. .L' Hohenstaufen Castle consta di un castello-villa principale di tre piani con ampi sotterranei ,una depandance su due livelli , due ampie scuderie,remoto fortino e Cappella, resti di antico acquedotto romano ad archi,annessi e pozzi medievali.La Pianta ipogea che ha origine da CastelAlfi, si dirama attraverso palinsesti preromani longobardi che formano un tuttuno con il nucleo originario detto appunto Domus Alfen , origineE' in via di ristrutturazione dopo i danni del sisma del sett. 97 , mentre la sovraintendenza ai Beni Culturali ha predisposto un piano di recupero dei beni artistici architettonici del sito.Le scuderie , prima del sisma ,erano destinate al "de arte venandi cum avibus". Prince Architetto Evanghelos Alaric Veruli- Alcune immagini del Castello Hohenstaufen , piu' volte ristrutturato dal 1200, al 1700.
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Hohenstaufen Castle-Archi Romani-Resti dell'Abbazia benedettina cistercense "Saint Genis La Fontaine".(Alfi via della Fonte)Fiordimonte-Cornacuna -
Montseguer Abbazia templare cistercense- in basso Planimetria Abbazia cistercense Mons Alfheim (Alfi Fiordimonte)ristrutturando Hohenstaufen Castle
HOHENSTAUFEN CASTLE
Alfi-Fiordimonte-MC-
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CINEMA: 'CODICE DA VINCI', ORDINE CAVALLERESCO CITA PER DANNI A DAN BROWN
Roma, 24 mag.(Adnkronos) - Il Corpus Saecularium Principum di Worms ha promosso un'azione di risarcimento danni contro il libro di Dan Brown. Lo rende noto un comunicato dello stesso 'ordine cavalleresco'. La decisione e' stata presa in quanto il libro di Dan Brown, che ha ispirato il film di Ron Howard arrivato in questi giorni nelle sale, avrebbe ''sconvolto il 'vero' Codice da Vinci, gia' svelato dalle opere e dalle pièces teatrali della principessa Yasmin von Hohenstaufen''.
La pièce teatrale "Della Rosa fronzuta saro' Pellegrino" e'stata interpretata in anteprima a
Toronto, nella versione inglese.
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LIGURIA: PRINCIPESSA YASMIN, SEBORGA TORNA AD ESSERE STATO ITALIANO
EVITARE CHE USURPATORI DISSACRINO IL REGNO
Roma, 10 giu. - (Adnkronos) - ''Seborga torni allo Stato Italiano, a patto che non sia piu' consentito da parte di usurpatori di manipolare la Storia del Sacro Sito del Santo Sepolcro''. E' quanto si legge in un nota dell'ufficio legale della Principessa Yasmin von Hohenstaufen, che restituisce Seborga al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La legittima sovrana, per porre fine alla dissacrazione del Sacro Regno da parte di usurpatori, ritiene di regolamentare la restituzione di Seborga allo Stato Italiano.
Lettera a Napolitano. Ma il paese e il «re» si ribellano: L’Aia ci dà sovranità La principessa s’arrende: Seborga all’Italia Il paesino nell'entroterra di Bordighera in mezzo a una «disputa dinastica» tra storie di reliquie e delle bende del Santo Graal STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
La principessa Yasmine von Hoenstaufen
SEBORGA (Imperia) - «Noi siamo tutti con il principe Giorgio» dice Liliana, mentre serve il pane nel negozio di commestibili, alle spalle un ritratto del principe, fascia azzurra e barbona nera. Seborga, trecentoventi anime nell’entroterra di Bordighera, è teatro di una lotta dinastica. La principessa Yasmine von Hoenstaufen, che si dichiara discendente di Federico II, rivendica la sovranità del borgo quale «avamposto del principato di Gerusalemme». Adesso, ultimo colpo di scena, la principessa ha scritto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, perché, spiega in una nota, «Seborga torni allo Stato italiano, a patto che non sia più consentito da parte di usurpatori di manipolare la storia del Sacro Sito del Santo Sepolcro». «La principessa - conferma la figlia Kathrin Hoenstaufen - ha voluto compiere un atto di generosità, perché non è un’avventuriera, non ha mai preso un ago da nessuno. Un vero nobile dà e non prende». Ma Seborga non ci sta. «Questa tizia non può dare a nessuno quello che non è suo», dice il principe Giorgio, alias Giorgio Carbone, ex floricoltore ora regnante a tempo pieno, ma in cerca di un successore: «Sono un po’ stanco» ammette.
Giorgio Carbone, principe Giorgio I di Seborga
Dietro a questo tira e molla fra principesse e principi-contadini sta un pronunciamento della Corte dell’Aia di cui però nessuno è in grado di fornire prova. «L’Aia ci dà ragione, afferma che Seborga non è italiana perché non esiste alcun documento di annessione ai Savoia», tuona il ministro degli Esteri, Walter Ferrari, mentre nella sua veste di ristoratore amministra il rito dell’altro principe della zona, il coniglio, servito al forno con olive e pinoli. Il tutto fa un effetto buñueliano, nella «Via lattea» i camerieri discutevano con il maître dell’eresia trinitaria di Pelagio, qui il panettiere e l’oste vanno giù duro con il Diritto canonico e il De laudibus novae militiae ovvero il testo cardine dei Templari stilato dal fondatore San Bernardo, frequentatore del borgo (a lui è consacrata la chiesa medioevale). Il nome Seborga deriverebbe proprio da Sepulcri Burgum, poi contratto in Seburgum e molto si racconta circa le reliquie che vi sarebbero segretamente custodite, comprese le bende del Cristo e il Santo Graal. Le Hoenstaufen, per altro, affermano che le reliquie, frammenti della Croce, sono in loro possesso.
Targa souvernir di Seborga
«Appena sarà convocata la nuova giunta, chiederemo questo documento dell’Aia» dice Gustavo Ottolenghi, storico di Seborga, appena eletto nelle ultime amministrative di maggio, che hanno visto la conferma del sindaco Franco Fogliarini. Comune e Principato, dopo anni burrascosi, convivono magnificamente, anche perché in un paese di 320 abitanti sarebbe difficile il contrario, il sindaco è il figlioccio del principe Giorgio e il ministro degli Esteri è il cugino. La pace è stata siglata da tempo sulla base del successo turistico. Seborga rischiava di diventare un paese fantasma, ma la «rinascita» del principato, grazie al vulcanico Giorgio I, sulla base del fatto che la vendita nel 1748 del territorio già degli abati cisterciensi ai Savoia non sarebbe mai stata ratificata, ha cambiato la storia. È arrivato il business. Il principato batte moneta, il luigino, stampa francobolli con l’effigie di Sua Altezza, ha una bandiera con croce bianca su campo azzurro e targhe personalizzate in vendita nei negozi di souvenir. Gli inglesi amano Seborga, la Bbc ha intervistato il principe Giorgio e il Times, dando notizia della sua intenzione di abdicare, ha suggerito come successore Noel Gallagher, leader degli Oasis. Ma Giorgio I non è pronto a lasciare, anzi, pensa in grande: «Sono stato a Roma - dice - per vedere se con un’assicurazione collettiva riusciamo a sistemare la questione dell’assistenza sanitaria e della pensione e, allora, sì, che diventiamo indipendenti».
Erika Dellacasa
12 giugno 2006
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